Fare i genitori è un “lavoro” che implica una grande responsabilità , poiché dobbiamo svolgere un compito importantissimo: plasmare delle giovani menti. I bambini, è innegabile, sono influenzati dall’ambiente sociale e culturale che li circonda, ma i più grandi insegnamenti che li condizioneranno per tutta la vita provengono dai genitori che, oltre ad essere dei maestri di vita, devono essere un esempio da imitare, anche a tavola.
A questo proposito, un chiaro esempio arriva da una ricerca americana pubblicata sulla rivista Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, che dimostra quanto i bambini siano inclini ad imitare il comportamento dei genitori anche per quanto riguarda l’alimentazione. Secondo questa ricerca, infatti, i bambini non sono naturalmente portati a mangiare caramelle e dolciumi se viene loro data una valida alternativa nutrizionale.
La predilezione per il cosiddetto “junk food” deriverebbe, quindi, dall’imitazione del comportamento dei genitori, che per primi si dimostrano grandi consumatori di bibite gasate, snack e dolciumi.
La predilezione per il cosiddetto “junk food” deriverebbe, quindi, dall’imitazione del comportamento dei genitori, che per primi si dimostrano grandi consumatori di bibite gasate, snack e dolciumi.
Quindi, per trasmettere ai nostri figli buone abitudini alimentari che influenzeranno la loro salute futura, è importante dare il buon esempio a tavola. Innanzitutto, è necessario seguire una dieta sana, che non avrà effetti benefici solo per i bambini, ma per tutta la famiglia. Questo non significa, ovviamente, cucinare solo verdurine al vapore scondite: un’alimentazione sana deve essere varia e comprendere un po’ di tutto, stando attenti a non esagerare con quei cibi che possono nuocere maggiormente alla salute.
In secondo luogo, anche l’ambiente e il modo in cui si svolge il pasto possono condizionare il bambino.
L’ideale sarebbe mangiare tutti insieme dando spazio al dialogo e spegnendo la TV, in modo da rendere il cibo un amico che fa da cornice a momenti felici passati in famiglia.
L’ideale sarebbe mangiare tutti insieme dando spazio al dialogo e spegnendo la TV, in modo da rendere il cibo un amico che fa da cornice a momenti felici passati in famiglia.
Cerchiamo poi di rispettare i ritmi e i tempi del bambino: è inutile mettergli fretta o pretendere che rispetti rigide regole di galateo. I piccoli, infatti, hanno bisogno di “esplorare” il cibo in prima persona prima di concedergli la giusta confidenza e accettarlo come amico. Rimproveri o pressioni possono contribuire solo a creare tensioni e a far sì che il bambino pensi ai pasti come a momenti sgradevoli in cui è obbligato a fare qualcosa contro il proprio volere.
Il buon esempio, infine, possiamo darlo anche portando i bambini con noi a fare la spesa.
Sembra che accompagnare i genitori a fare la spesa, infatti, aiuti i figli a creare un contatto naturale e affettivo col cibo, contribuendo a combattere l’insorgere di disturbi alimentari.
Lo consiglia anche David Meghnagi, membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Associaton, secondo il quale “non bisogna medicalizzare i disturbi alimentari, la soluzione è l’intervento educativo, la costruzione del sé e dell’immagine del corpo”.
Sembra che accompagnare i genitori a fare la spesa, infatti, aiuti i figli a creare un contatto naturale e affettivo col cibo, contribuendo a combattere l’insorgere di disturbi alimentari.
Lo consiglia anche David Meghnagi, membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Associaton, secondo il quale “non bisogna medicalizzare i disturbi alimentari, la soluzione è l’intervento educativo, la costruzione del sé e dell’immagine del corpo”.
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Emanuele Giorgione, Chef - Adler Balance, spiega quali alimenti scegliere per seguire una dieta sana e perdere i chili acquistati durante la gravidanza. |
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