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  • Bambini e intolleranza al lattosio

    Bambini e intolleranza al lattosio Photo by: Tamer TATLICI
    L’intolleranza al lattosio si ha quando l’organismo non riesce a produrre il lattasi in quantità sufficiente, ovvero l’enzima necessario per digerire il lattosio, il principale zucchero contenuto nel latte, sia vaccino che umano, e negli altri prodotti da esso derivati.
    Non essendo digerito, il lattosio rimane nell’intestino, provocando dei problemi gastrointestinali che sono fastidiosi ma non pericolosi.

    L’allergia alle proteine del latte colpisce circa il 2% dei bambini.

    Non c’è un motivo specifico per cui alcune persone sono intolleranti al lattosio e altre no, ma è un disturbo che negli ultimi tempi sta diventando piuttosto frequente; sicuramente la mancanza di lattasi dipende da un fattore congenito, ma anche il gruppo etnico di appartenenza ha il suo peso: pare infatti che circa il 90% degli asiatico-americani e il 75% degli afro e degli ispano-americani soffrano di questo disturbo, il 50% dei popoli mediterranei e solo il 15% di quelli nord europei.

    È raro che un bambino nasca già intollerante al lattosio, perché tutti e due i genitori avrebbero dovuto trasmettergli i geni di questo disturbo, e poi fin dalla nascita dovrebbe soffrire di una forte diarrea.

    Sintomi

    I sintomi più frequenti dell’intolleranza al lattosio sono appunto la diarrea, i crampi addominali e il gonfiore dopo circa mezz’ora che il bambino avrà bevuto il latte; attenzione, però: l’intolleranza al lattosio è diversa dall’allergia al latte, perché la prima è legata alla digestione, mentre la seconda al sistema immunitario.

    Prevenzione

    Non si può prevenire l’intolleranza al lattosio ma si può fare attenzione a quello che viene offerto al piccolo; nel caso di un neonato bisogna dargli un latte speciale privo di lattosio, mentre nel caso di quelli già grandicelli bisogna fare attenzione alla composizione dei cibi, leggendo le etichette nelle confezioni, offrendogli latticini privi di lattosio, e fornendogli altre fonti di calcio, che è un minerale indispensabile per la crescita, come le verdure a foglia verde, i succhi di frutta, il latte di soia e i broccoli.

    Test del respiro

    A partire dai 3 – 4 anni di età, quando cioè il piccolo può collaborare, è possibile diagnosticare questo disturbo, sottoponendolo ad un semplice test: il test del respiro.
    Nel caso in cui il lattosio non viene digerito, per la mancanza di un enzima che divide lo zucchero complesso in zuccheri semplici (glucosio e galattosio), fermenta e determina la presenza di un gas, l’idrogeno, nell’intestino.
    Il test del respiro, effettuato in regime di day hospital, registra la quantità di idrogeno presente nel respiro appunto e consente di valutarne l’eventuale aumento in caso di assunzione di lattosio.
    Il test si svolge in questo modo: il bambino soffia dentro un palloncino, la prima volta a digiuno poi dopo aver assunto del lattosio. Il test viene ripetuto nelle 3 ore successive ogni 30 minuti.
    Se la quantità di idrogeno presente nel respiro aumenta, è segno di un’intolleranza al lattosio.

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