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La dieta della mamma durante l'allattamento
Il suo arrivo è il momento più bello ed emozionante nella vita di qualsiasi donna e l’allattamento è vissuto come un momento speciale: è un fatto naturale che rende ancora più saldo il rapporto tra una mamma e suo figlio.
Perché il nostro bimbo possa crescere sano e forte, soprattutto nei primi 3 mesi, la mamma dovrà stare molto attenta alla sua dieta: questo non significa rinunciare totalmente ai nostri cibi preferiti ma sarebbe meglio prestare una maggiore attenzione alla qualità degli alimenti.
Durante questo particolare periodo, il nostro fabbisogno energetico dovrà tener conto, oltre che della nostra costituzione fisica, anche dell’attività svolta e della quantità di latte prodotto: infatti, 100 g di latte richiedono un dispendio energetico non trascurabile, pari a circa 90 kcal. Ciò significa che una mamma che produce, ad esempio, 750 g di latte al giorno, dovrebbe sommare al suo fabbisogno calorico giornaliero circa 650 kcal. Se si eccede questo apporto calorico la conseguenza è un aumento in peso (difficile poi da smaltire), mentre un apporto calorico inferiore può ridurre la produzione giornaliera di latte.
La dieta della mamma dovrà comprendere tutti i principi nutritivi di cui l'organismo ha bisogno, suddivisi nei vari pasti. Il concetto di base è quello di cercare di nutrirsi con alimenti facilmente digeribili, di alto valore nutritivo e che non lascino passare nel latte sapori sgradevoli o sostanze dannose.
Vediamoli insieme.
- Gli alimenti che sarebbe opportuno assumere tutti i giorni sono: cereali, frutta, verdura, olio extra vergine di oliva e acqua minerale non gasata.
- gli alimenti da assumere 3-4 volte alla settimana: legumi, carne rossa, frutta secca, pesce. Un discorso a parte meritano i legumi, che sarebbe meglio consumare con moderazione, soprattutto se il nostro bebè soffre di coliche gassose.
- alimenti da assumere 1-2 volte alla settimana: uova, burro.
Consideriamo inoltre che la produzione di latte materno incrementa il fabbisogno giornaliero d’acqua: è importante quindi bere a sufficienza (acqua, succhi di frutta e di verdura, brodi, tisane e latte).
Vi consiglio di prendere l'abitudine di bere ogni volta che vi sedete per allattare.
Apriamo una piccola parentesi per sfatare la convinzione che bere molto latte possa aiutare a produrne di più: anzi, gli esperti consigliano di non berne affatto, se abbiamo qualche fastidiosa allergia familiare.
Vi sono altri alimenti che possono fornirci la quantità di calcio necessaria: yogurt, ricotta o formaggi, come il parmigiano, vengono generalmente tollerati anche dai soggetti allergici. La melassa grezza e il tofu, un derivato della soia, sono anch'essi ricchi di calcio come lo sono le mandorle e i semi di sesamo.
Oltre al riposo e a un'alimentazione equilibrata, anche l'assunzione regolare di tisane, infusi e decotti di alcune piante potrebbe contribuire ad aumentare la portata lattea.
Speriamo che questi consigli vi possano essere utili!
In ogni caso, consigliamo sempre di consultare il pediatra in modo da fugare ogni dubbio e intraprendere la giusta terapia.
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L'alimentazione del bambino: lo svezzamento naturale
Ultimamente ti senti osservato da tuo figlio mentre mangi? Otto poppate non gli bastano più?
Niente paura, è solo fame!
Da questo atteggiamento alcune di noi potranno riconoscere il momento adatto in cui il nostro bambino può passare da un’alimentazione a base di latte a una dieta che comprende anche i cibi solidi.
Lo svezzamento è un momento molto importante per la crescita e, contrariamente a quanto si pensava in passato, è un passo che il bambino deve compiere da solo: quando questo avviene, il nostro bimbo si trova a dover affrontare il primo vero distacco dalla sua mamma. Il primo passo verso la conquista dell’autonomia.
Il periodo dello svezzamento si attua in genere dai 5 ai 12 mesi, ma ogni bimbo è diverso. Sarà proprio lui a suggerirci il momento opportuno attraverso una serie di segnali:
- controllo della testa: il nostro cucciolo deve essere in grado di stare seduto in modo appropriato, anche se è ancora troppo presto per il seggiolino, e di tenere la testa in posizione eretta;
- coordinazione oculo-manuale: il nostro bimbo riesce ad afferrare un oggetto e a metterlo in bocca. Inoltre, a questo punto, dovrebbe smettere di usare la lingua per spingere il cibo fuori dalla bocca;
- riflesso della masticazione: la bocca e la lingua dei nostri bimbi lavorano in sincrono con l’apparato digestivo. Per iniziare a consumare cibo solido, i bambini dovrebbero essere in grado di ingerire le pietanze e ingoiarle. Quando questo accade, noi mamme notiamo una diminuzione della salivazione, dovuta alla crescita dei dentini;
- incremento di peso: la maggior parte dei bambini è pronta a mangiare cibi solidi quando il loro peso corporeo è raddoppiato rispetto alla nascita (al raggiungimento del 4 mese);
- aumento dell’appetito: il piccolo continua ad avere fame anche dopo 8/10 poppate;
- curiosità per quello che mangiano mamma e papà ;
L’introduzione di ogni nuovo alimento deve essere graduale, previa consultazione del medico pediatra: aspettiamo qualche giorno prima di inserirne uno nuovo, così che sia più facile individuare eventuali allergie.
Cerchiamo inoltre di non forzarlo a mangiare, se dimostra di essere inappetente: gli stessi elementi nutritivi sono contenuti in diversi cibi perciò, se proprio il piccolo non ne vuole sapere di un determinato alimento, conviene non insistere e cercare rimpiazzarlo con un altro che abbia gli stessi principi essenziali.
COME INIZIARE LO SVEZZAMENTO
Fin dall’inizio è possibile somministrare al bambino la frutta, meglio se grattugiata oppure frullata: la pera in genere è più semplice da preparare e da mangiare perché molto morbida, soprattutto se matura.
LA PRIMA PAPPA
Dopo circa 2 settimane è possibile passare alla preparazione del brodo vegetale, la base della prima pappa, che andrà a sostituire la prima poppata più vicina a mezzogiorno: si prepara con verdure fresche di stagione come patate, carote, fagiolini, piselli, spinaci, sedano, carciofi, coste, bietole, zucchine, zucca, cavoli, cavolini di bruxelles e tutte le varietà di insalate. Per il pomodoro invece, che è un alimento a rischio di allergia, è meglio aspettare ancora qualche mese.
A questa base si possono aggiungere un cucchiaino d’olio e delle farine di cereali, preferibilmente prive di glutine, proteina che in alcuni individui può creare una grave forma di intolleranza (detta celiachia).
Ricordiamoci che la pappa, soprattutto all’inizio, deve rimanere piuttosto liquida, perché il bambino non è ancora abituato ai cibi troppo consistenti.
Ogni 2-4 giorni è possibile aggiungere un elemento nuovo alla pappa:
- si può iniziare con 2-3 cucchiai di passato di verdura, ottenuto triturando la carota e la patata utilizzate per il brodo;
- la seconda aggiunta, solitamente, consiste in un cucchiaino di formaggio grattugiato;
- la carne va aggiunta per ultima: da preferire le carni bianche, più facili da digerire (pollo, tacchino, coniglio, agnello). Quelle rosse potranno essere aggiunte in seguito. Inoltre, la carne liofilizzata è più indicata rispetto a quella fresca perché non contiene sale, è cotta a vapore, le fibre sono frammentate, viene controllata la quantità di batteri ed è conservata sottovuoto.
LA SECONDA PAPPA
La seconda pappa si può introdurre dopo circa 1-2 mesi dalla prima pappa e andrà a sostituire la poppata della sera: infatti, questa cena fornisce al piccolo tutti gli elementi nutritivi necessari per rimanere senza cibo fino al mattino seguente.
Al brodo andrà aggiunto il formaggio (grana, parmigiano, crescenza, ricotta, fiocchi di latte o formaggi specifici per l’infanzia) e alimenti contenenti glutine, come la pastina o il semolino.
Questa seconda pappa si prepara facendo bollire per circa un’ora patate, carote, zucchine, insalata, coste, spinaci e sedani e aggiungendo un cucchiaino di olio, due di parmigiano, uno di pastina o cereali o crema di riso e carne liofilizzata.
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POSSO CONGELARE IL BRODO E IL PASSATO?
Buongiorno, preparo ogni giorno il brodo vegetale per il mio cucciolo di 6 mesi; posso congelare il brodo? Ma soprattutto posso congelare il passato di verdure dove c'è anche la patata? (Ho sempre saputo che la patata cotta non si può conservare nè in frigo nè tantomeno congelare; è vero?) Grazie
Lo svezzamento, consigli alimentari e risvolti psicologici
IL MOMENTO ADATTO
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LA PRIMA PAPPA
LA SECONDA PAPPA
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