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  • Musica e bambini

    Musica e bambini Photo by: Horton Group

    La musica fa bene ai bambini!

    La musica nel pancione

    La musica ha effetti benefici sulla vita dei bambini fin dalla vita intrauterina. Secondo alcuni studi, infatti, il feto è in grado di percepire i suoni già dopo 6 mesi di gravidanza e potrebbe persino essere in grado di ricordare le esperienze musicali vissute nell’utero.
    Il piccolo nel pancione reagisce alla musica in termini di risveglio, aumentando la frequenza cardiaca e il ritmo della respirazione, mentre l’effetto benefico nei confronti della futura mamma consiste in una generale sensazione di benessere collegata alla produzione di endorfine e al rilassamento muscolare.

    La musica nei primi anni di vita

    Dopo la nascita, il suono diventa uno dei canaliespressivi e di comunicazione principali per il bambino e sembra che la capacità di percezione e comprensione della musica inizi già dai primi 3-4 mesi di vita.
    Niente come il suono attira l’attenzione dei neonati. Filastrocche e canzoncine sembrano avere un effetto ipnotico sui bambini di pochi mesi.
    Appena il bimbo impara ad afferrare gli oggetti inizia a fare “musica†con qualsiasi cosa gli capiti sotto mano e quando è un po’ più grande reagisce ballando e cantando (a suo modo, ovvio) se gli facciamo ascoltare una canzoncina o un motivetto allegro.
    I primi 6 anni di vita sono il periodo in cui le potenzialità ricettive che consentono l’apprezzamento e la riproduzione dei suoni sono al loro culmine (proprio come quelle del linguaggio, delle emozioni e delle competenze motorie), perciò è in questo momento che la musica può essere particolarmente utile per la formazione dell’individuo.
    Fare ascoltare musica ai nostri figli nella prima infanzia contribuisce a far sviluppare la loro capacità di percepire correttamente suoni e timbri e può influire positivamente anche sullo sviluppo di alcune capacità di tipo logico, visuo-spaziale e forse linguistico. Inoltre, la musica è in grado di rilassare e migliorare l’umore e quando si è in una situazione di benessere si affronta meglio qualsiasi cosa.

    Il canto

    L’ambiente in cui il bambino cresce dovrebbe essere vario anche dal punto di vista musicale. Teniamo presente che lo strumento ideale per l’apprendimento della musica è la voce, perciò cantare in famiglia è il modo più efficace, ma allo stesso tempo anche il più semplice, per educare il piccolo all’ascolto della musica.
    In particolare la voce della mamma riesce a comunicare emozioni al bambino con più facilità, poiché era già presente quando il piccolo era ancora nel pancione. Ma anche i padri dovrebbero dare sfogo alla propria vena canora perché, se a questi momenti musicali parteciperà tutta la famiglia, si creerà più facilmente un clima di empatia e il pargoletto apprenderà in fretta.
    Il canto può essere praticato in momenti specifici della giornata, ad esempio prima di andare a dormire per rilassarsi, oppure in occasioni speciali, come quando si fa un lungo viaggio in macchina e i bambini tendono a diventare irrequieti: cantare tutti assieme servirà a far passare le ore più velocemente.

    Quale musica ascoltare?

    Potete scegliere il genere che più vi aggrada, prediligendo, però, motivi orecchiabili e di facile ascolto: i bambini, infatti, apprendono la musica basandosi sulla ripetitività delle sequenze musicali; i pezzi troppo percussivi rischiano di urtare la loro sensibilità.
    Da evitare i sottofondi musicali, che relegano la musica a una funzione secondaria e possono disturbare il processo di formazione del gusto musicale.
    Può essere utile, invece, portare i bambini a vedere qualche esecuzione di musica dal vivo (attenendosi sempre a un genere adatto alla loro giovane età) perché, in questo modo, i piccoli potranno capire che fare musica è un atto concreto e praticabile da tutti (ovviamente con risultati qualitativi diversi).

    Impariamo a suonare

    Imparare a suonare uno strumento musicale è un’esperienza formativa che può portare molti benefici nella vita di un bambino. Ovviamente è un’attività che richiede impegno e costanza, perciò non dovrebbe mai essere un’imposizione, bensì un modo di arricchire le capacità fisiche e intellettive di nostro figlio mentre si diverte.
    Sono innumerevoli i vantaggi derivanti dallo studio di uno strumento fin dalla tenera età: si sviluppa la capacità di ascoltare con attenzione, di memorizzare , di concentrarsi e di perseverare, inoltre si impara a osservare e imitare e si acquista fiducia in sé stessi.
    Infine, secondo uno studio condotto da Glenn Schnellenberg, psicologo dell’Università di Toronto, i bambini che vanno a lezione di musica diventano più intelligenti. Forse si tratta di un effetto comune alle attività extrascolastiche, ma da questa ricerca è emerso che i bambini che frequentano un corso di musica mostrano un aumento del Q.I. superiore rispetto ai bambini che partecipano ad altre attività.

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