Vediamo assieme, passo a passo, quali sono le fasi che il bambino attraversa durante lo sviluppo nei primi tre anni di vita, tenendo presente una cosa importante: ogni bambino ha un percorso di crescita del tutto individuale.
Tuo figlio, perciò, potrebbe affrontare una fase di sviluppo molto prima o molto dopo rispetto all’età qui indicata. Alcune tappe possono persino essere saltate.
Prendiamo come esempio il bimbo che gattona: i più intraprendenti iniziano a sette mesi, altri molto più tardi, e ci sono anche dei casi in cui il piccolo si alza direttamente in piedi senza passare per la fase a quattro zampe.
1 mese -Nel primo mese di vita il neonato non è ancora in grado di alzare la testina che, in posizione supina, tiene piegata su un lato. Piange, trasale se spaventato e mostra piacere o disgusto a livello gustativo. In questa fase riceve informazioni soprattutto attraverso il tatto e l’olfatto.
2 mesi -A due mesi ci regala già i primi sorrisi, guarda la mamma e la segue con lo sguardo e riesce anche ad alzare la testina.
3 mesi – Si affeziona a chi soddisfa i suoi bisogni: fa i primi versetti in risposta alle voci familiari e sorride in modo direzionato.
4 mesi – Cerca di afferrare con le mani gli oggetti per portarseli alla bocca, che diventa un organo fondamentale per esplorare la realtà circostante. Quand’è felice ride, ma sa esprimere anche sconforto e rabbia.
6 mesi – A sei mesi è già possibile che stia seduto e, per aiutarlo a rinforzare i muscoli di schiena e collo, quando è sdraiato prendilo per le manine e aiutalo a mettersi seduto. Per alcuni, potrebbe essere ora di iniziare lo svezzamento. Con le prime pappe arrivano anche i primi tentativi di comunicazione verbale, che si esprimono con la lallazione e il tentativo di imitare i suoni che sente. A questa età può iniziare ad aver paura degli estranei.
7 mesi – A sette mesi il piccolo fa le prove per imparare a muoversi: rotola e si contorce per spostarsi. In questa fase, mettiamo a poca distanza dal bambino un giocattolo che gli piace: si sforzerà di prenderlo da solo, facendo un ottimo allenamento motorio.
8 mesi – È pronto per esplorare il mondo su quattro zampe: si inizia a gattonare. In questa fase ha paura di restare solo ed è importante farlo sentire accettato: in futuro aiuterà la formazione della sua autostima.
9 mesi – Prova ad alzarsi in piedi aggrappandosi a dei sostegni, perciò assicuriamoci che gli oggetti che lo circondano siano solidi e non ci sia il pericolo che gli cadano addosso. Spesso il passaggio dalle quattro zampe alla posizione eretta è repentino e stupisce piacevolmente i genitori.
10 mesi – Prova a camminare appoggiandosi alle cose che gli stanno intorno o con l’aiuto delle mani di mamma e papà . Capisce cosa significa “no†e comprende alcuni semplici ordini. Inizia a imitare i suoni del linguaggio: aiutiamolo pronunciando le parole in modo corretto ed evitando di storpiarle per imitarlo.
1 anno – Di solito bisogna aspettare l’anno perché il piccolo faccia i primi passi senza aggrapparsi a sostegni. E col primo compleanno a volte arrivano anche le prime paroline (mamma, papà , pappa…).
16 mesi – È abbastanza grande per iniziare a mangiare, in piccole porzioni, le stesse cose che mangia il resto della famiglia (ovviamente facendo attenzione a fornirgli una dieta bilanciata e adeguata al suo corpicino in fase di sviluppo).
18 mesi– A un anno e mezzo inizia a muoversi più liberamente e bisogna fare molta attenzione a non perderlo di vista, soprattutto perché vorrà raccogliere qualsiasi cosa da terra. Ora conosce molte più parole e inizia a formare le prime frasi. Se gli diamo una penna o una matita, le terrà in mano senza problemi e farà i primi scarabocchi.
20 mesi – È un buon momento per fargli abbandonare il ciuccio (se ancora non lo ha fatto) e anche per imporgli alcuni limiti per moderare il suo comportamento, cercando di fargli capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Se gli diamo una palla, è in grado di afferrarla e tirarla.
22 mesi – Grida, piange, morde: vorrebbe esprime tante cose, ma ancora non ha i mezzi linguistici adeguati e, perciò, usa modi poco ortodossi per farsi notare. Tuttavia, le sue abilità mentali sono in fase di forte sviluppo ed è già in grado di capire la relazione tra due concetti e di esprimere i propri sentimenti e le proprie opinioni.
2 anni – Alcuni li definiscono “i terribili due anniâ€. Il perché è facile da capire: a quest’età il bambino va dappertutto, tocca tutto, non ci si può distrarre un momento. Il monello inizia anche a fare le prime domande per capire il significato delle cose ed è in grado di pronunciare frasi di una certa complessità . Di solito, questa è l’età adatta per provare a togliere il pannolino.
2 anni e mezzo– “Perché? Perché?†È l’età dei perché: sembra che non ci sia limite alla sua curiosità . Questo è il momento giusto per spiegare al piccolo alcune semplici regole (come ad esempio lavarsi le mani prima di mangiare). Il bambino, inoltre, inizia a prendere coscienza di sé: sa dire il suo nome e l’età , comincia a capire la differenza tra maschietto e femminuccia, fa i capricci e risponde di no per affermare la propria autonomia.
3 anni – A tre anni ha una buona padronanza delle parole e costruisce frasi articolate, corre e si muove in modo abbastanza armonico. È questa l’età in cui impara a relazionarsi con gli altri bambini attraverso il gioco, di solito all’asilo, apprendendo così le regole e i comportamenti adatti da applicare in un contesto sociale.

























