A volte sembra che il piccolo stia lottando contro il sonno: si sfrega gli occhi, continua a sbadigliare e scoppia in lacrime per ogni inezia. Altre volte sembra invece che sia completamente sveglio, addirittura su di giri, ma anche questa può essere una forma di spossatezza.
Questo accade perché in realtà nostro figlio vorrebbe partecipare all'azione che si svolge intorno a lui: il papà che apre la posta in salotto, il cane che trotterella in giro per casa, la mamma che si sposta da una stanza all'altra... E' comprensibile che il bimbo non voglia mettersi a dormire mentre la casa intorno a lui è così vitale!
In più, tra i 12 mesi e i 3 anni di età , il bambino sviluppa l'idea di essere un individuo invece che un tutt'uno con la madre: il piccolo sente il bisogno di esprimere la propria personalità , e il rifiuto di andare a letto è un modo per affermare la propria indipendenza.
Cosa possiamo fare per risolvere questa situazione?
Insegniamo al bambino ad addormentarsi da solo
Se nostro figlio si addormenta solamente se siamo nei paraggi, sta prendendo una cattiva abitudine che sarà difficile da eliminare. Cerchiamo di favorire il rilassamento del bambino, ad esempio con un rituale serale (bagno, fiaba e letto...), così che sappia cosa aspettarsi quando si avvicina l'ora della nanna. Possiamo dirgli che se resta a letto torneremo tra 5 minuti a controllarlo: è importante rassicurarlo e fargli sapere che noi siamo sempre nei paraggi.
Non permettiamogli di temporeggiare
A nostro figlio piace così tanto passare del tempo insieme a noi, che farà di tutto per prolungare i momenti passati in nostra compagnia. Compresi gli attimi prima di andare a letto. Se chiede di rileggergli più volte la fiaba, se continua a chiederci bicchieri d'acqua, se ci chiama ripetutamente nella sua stanza con varie scuse, è probabile che stia temporeggiando. Dobbiamo essere fermi e dirgli che è ora di dormire, e che esaudiremo le sue richieste l'indomani.
Preveniamo le sue richieste
Cerchiamo di pensare in anticipo a quali potrebbero essere le richieste di nostro figlio e inseriamole nella routine serale. Prepariamo un bicchier d'acqua da tenere sul comodino vicino al letto, ricordiamogli di usare il vasino una volta in più e diamogli una quantità extra di abbracci che basteranno per tutta la notte. Concediamogli anche una richiesta extra ogni sera, ma mettiamo in chiaro che dopo quella si fa la nanna.
Offriamogli scelte accettabili
Nostro figlio sta iniziando a testare i limiti dell'indipendenza appena scoperta. Per aiutarlo a soddisfare il suo bisogno di individualità , offriamogli delle scelte per la routine della nanna ogni volta che ce n'è la possibilità : chiediamogli che storia vuole sentire, quale peluche vuole portarsi a letto, ecc. Il trucco sta nel proporre al massimo 2 o 3 scelte possibili. Ad esempio, non chiediamogli "Vuoi andare a letto ora?", ma proviamo con "Vuoi andare a letto ora o tra 5 minuti?": il piccolo avrà la soddisfazione di scegliere, ma quale che sia la risposta noi raggiungeremo il nostro scopo.
Mostriamoci calmi e risoluti
Dobbiamo fare il possibile per mantenere la nostra posizione e non cedere nemmeno se nostro figlio piange o strilla. Non facciamoci coinvolgere in una lotta di potere: spieghiamo con calma e tranquillità che quando è ora di dormire, bisogna dormire. Se cediamo una volta alla richiesta di "ancora 5 minuti", la risentiremo ancora e ancora. Ignoriamo quindi i suoi capricci e siamo fermi nel fargli rispettare le regole.
























