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I bambini che fanno sport vanno meglio a scuola
Prendendo in esame un campione di 138 bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni, gli studiosi hanno cercato di valutare “gli effetti dell’attività fisica e mentale sulle funzioni cognitiveâ€, effettuando una serie di test volti a misurare “l’acuità mentale nelle diverse situazioni a seguito o meno di attività fisica e intellettuale.
Nel comunicato UR, la dottoressa Gallotta spiega: “Gli insegnanti affermano spesso che gli studenti perdono l’attenzione e la concentrazione con periodi prolungati di lezione. Gli elementi chiave di apprendimento, particolarmente importante durante lo sviluppo, sono l’attenzione e la concentrazione. Il nostro studio ha esaminato la relazione tra lo sforzo e l’attenzione e i livelli di concentrazione degli scolariâ€.
I risultati acquisiti hanno messo in luce un’evidente differenza tra le prestazioni ottenute in presenza di un’attività o solo fisica o unicamente intellettuale, rispetto a quando entrambe si trovavano combinate.
“La velocità di elaborazione è aumentata del 9 percento dopo aver praticato una qualche forma di esercizio mentale e del 10 percento dopo aver praticato l’attività fisica. Mentre, dopo l’attività combinata fisica e mentale i punteggi nei test sono migliorati soltanto del 4 percento. Allo stesso modo, la capacità di concentrazione è migliorata in modo significativo a seguito di pre-attività mentale o fisica prese singolarmente, rispetto alla versione combinata che faceva scendere le percentuali di successo al 2 percento. Questo risultato in negativo potrebbe essere dovuto allo stress vissuto dai bambini nel dover compiere due attività che richiedono uno sforzo maggioreâ€, ipotizzano i ricercatori.
A questo proposito, la Gallotta conclude: “I nostri risultati suggeriscono che i tipi diversi di sforzo hanno differenti influenze benefiche sulla performance cognitiva immediata dei bambini in età scolare bambini. Mentre sono necessarie ulteriori ricerche, crediamo che questo giustifichi l’idea di aumentare le opportunità di attività fisica nell’ambiente scolasticoâ€.
Fonte: La Stampa.it
Nido si o nido no
Marzia Mirabella, pedagogista conduttrice di ABC Nido e Scuola e ABC Pedagogia, ci fornisce il suo parere di esperta riguardo una questione che spesso crea molti dubbi ai genitori: mandare o no il bimbo al nido?
I genitori decidono di iscrivere il proprio bambino all'asilo nido fondamentalmente per due motivi:a) Perchè fanno una scelta educativa;
b) Perchè non hanno alternative: ad esempio i nonni non ci sono o sono lontani, la baby sitter non è contemplata se non in caso di malattia del bambino o emergenza.
Qualsiasi sia il punto di partenza, arriva il momento in cui la famiglia opta per l'ingresso in un nido, selezionato su criteri idonei per la famiglia stessa, tra cui la comodità /vicinanza della struttura rispetto a casa o al posto di lavoro, la presenza di un solido progetto educativo, la presenza di un'équipe educativa preparata e costantemente supervisionata, l'idoneità della struttura, ecc...
Quali sono i vantaggi?
Qual è il valore aggiunto dell'inserimento, anzi, dell'ambientamento di un bambino in asilo Nido? Tra i principali, il fatto che il Nido rappresenta una comunità , un gruppo: è vero che in ogni gruppo di Nido è presente un'educatrice di riferimento che accompagna i bambini nelle attività e nelle routines della giornata; è altrettanto vero che gradualmente il bambino entrerà al Nido cercando più il gruppo come educatore, rispetto alla singola educatrice.
Ciò significa che il bambino non sviluppa una "dipendenza" rispetto alla "sua" educatrice, ma, aspetto fondamentale di quest'esperienza, egli cerca i compagni, imita i compagni e da essi apprende. La dimensione del gruppo, insomma, rappresenta per il bambino la più importante occasione di apprendimento, crescita e sviluppo di tutta la sua vita.
Tutta la giornata educativa di un Nido è organizzata intorno al contesto comunitario, nel quale vengono condivise regole e routines, oltre che rituali, necessarie per un equilibrato e sereno sviluppo sociale e cognitivo del bambino.
Il bambino è da subito una persona competente e dotato di motivazione e curiosità : se osserviamo i bambini piccoli, ci rendiamo immediatamente conto di quanto non sia necessario stimolarli in continuazione, essi esplorano l'ambiente in autonomia, sperimentano, provano e riprovano, guardano cosa fanno gli altri bambini, imitano e crescono, imparano, si evolvono.
In questo contesto, le educatrici svolgono una funzione importantissima, di regia educativa: gli attori sono i bambini, le educatrici hanno il delicato compito di predisposizione dell'ambiente, dei materiali, della proposta, nonchè di osservazione di quanto accade.
Cosa rappresenta l'esperienza di Nido per i genitori?
E' un'esperienza di separazione che può essere vissuta dal genitore, soprattutto dalla mamma, con preoccupazione, ansia e senso di colpa: compito dell'équipe educativa è di accogliere quanto arriva dalla famiglia e sostenere questo passaggio, aiutando ad elaborare le emozioni e ad accompagnare il bambino in questo percorso.
Noi adulti, come genitori in primis, rappresentiamo uno specchio per i bambini: attraverso le nostre espressioni, le nostre parole, i nostri sguardi, i bambini hanno indizi per lasciarsi andare a ciò che di più innato e spontaneo hanno: l'esplorazione, l'avventura, la conoscenza.
Vorrei sottolineare che l'ambientamento al Nido rappresenta per i genitori un'occasione unica ed emozionante per osservare il proprio bambino da un punto di vista nuovo, in un contesto "altro" rispetto a quelli abituali, nel quale egli si sperimenta in esperienze completamente nuove, a contatto con il gruppo dei pari, con un adulto e un ambiente educanti: comunicazione, espressione di bisogni e mediazione nella relazione con l'Altro.
A questo punto, quali possono essere gli svantaggi?
A mio parere, gli svantaggi sono pochissimi: se accompagniamo il bambino in questa esperienza con tutte le attenzioni e le cautele di cui abbiamo parlato sinora, il Nido diventerà per lui una delle più significative e importanti esperienze di vita.
Tuttavia, riesco ad individuare questi possibili svantaggi:
- l'inserimento in un gruppo espone il bambino, il cui sistema immunitario è in fase di sviluppo, alla possibilità di malattie ripetute. Sono fondamentali la prevenzione, l'igiene e l'osservazione della "tenuta" del bambino, oltre che il parere del pediatra.
- orario di permanenza in struttura eccessivamente lungo; la giornata educativa di un Nido è organizzata intorno alle esigenze e ai bisogni del bambino, anche per chi trascorrerà in struttura praticamente tutta la giornata. Monitoriamo il livello di stanchezza dei nostri bambini, soprattutto quando sono particolarmente piccoli, in modo che non si stressino e non arrivino a casa troppo nervosi e stanchi. Riflettiamo su quanto molto spesso i bambini di 1, 2, 3 anni di vita trascorrono fuori casa praticamente le stesse ore di noi adulti!
Marzia Mirabella
Pedagogista
ABC Scuola – ABC Pedagogia
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Scuola: come aiutare i bambini a riprendersi dalle fatiche scolastiche
Innanzitutto è fondamentale un'alimentazione sana, equilibrata e ricca di vitamine, con tanta frutta e verdura. Non siate troppo rigidi però e ogni tanto concedete ai piccoli qualche "vizietto": una bella fetta di torta fatta in casa e una spremuta d'arancia è la merenda perfetta per far riacquistare energia al vostro bambino, dopo una lunga giornata sui banchi di scuola.
Ricordate che lo sport è fondamentale ma deve rimanere uno svago e un divertimento: non esagerate occupando tutti i loro doposcuola perché diventerebbe un impegno eccessivo e queste attività , da momento ludico e rilassante, si trasformerebbero nell'ennesima fonte di stress e stanchezza.
Parlate con i vostri figli poiché uno sfogo è fondamentale per aiutarli a vedere la scuola come un impegno importante e positivo, in grado di dare grandi soddisfazioni; in questo modo, riusciranno a vivere le ore sui banchi con maggior interesse, curiosità e divertimento. Date loro un supporto: l'attenzione e il dialogo, accompagnati da qualche coccola e rassicurazione possono aiutare i vostri bambini a sentirsi meglio e ad affrontare il loro impegno con maggior serenità .
Bisogna saper dosare la tranquillità , lo sfogo, il movimento e il riposo nel modo giusto; state attenti a non trasformali in "bambini in carriera", con l'agenda settimanale colma d'impegni, ma nemmeno in "bambini da divano", perché lo sport e il movimento servono a scaricare le tensioni e lo stress.
Infine, mantenete una routine: è importantissimo avere delle regole e fissare degli orari da rispettare, in modo che il fisico di vostro figlio si abitui a questo ritmo, sentendo meno la stanchezza. Una cena tutti insieme e poi a letto presto: qualche coccola prima di dormire e buonanotte.
Con una giornata così equilibrata, i vostri bambini saranno sempre in forma e pronti per affrontare le fatiche scolastiche quotidiane.
Sara Bonfiglio
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I compiti: come supportare i nostri figli
Marzia Mirabella, pedagogista conduttrice di ABC Nido e Scuola e ABC Pedagogia, ci fornisce utili consigli per aiutare i nostri figli nell'impegno quotidiano dei compiti a casa
La questione dei compiti si presenta in maniera evidente quando il bambino fa il suo ingresso alla Scuola Primaria, all'età di circa 6 anni.Abbiamo davanti un bambino che proviene dalla Scuola d'Infanzia e, in generale, da un'esperienza fatta di gioco, sperimentazione, manualità , sensorialità . A questo stesso bambino, in prima elementare, viene chiesto di adattarsi ad una situazione e ad un'organizzazione moto diverse: la scuola, con le sue regole e caratteristiche, tra le quali abbiamo appunto i compiti.
Chi ha un bambino di questa età capisce sicuramente di cosa stiamo parlando: molto spesso i bambini appaiono stanchi e svogliati, di fronte ai compiti, che a volte sono proprio tanti!
Perché succede questo? Per capirlo meglio, dobbiamo prendere in considerazione la modalità di apprendimento del bambino, molto diversa da quella di noi adulti.
Il bambino apprende prevalentemente attraverso l'azione concreta, il processo di conoscenza è induttivo, cioè parte dal particolare, dall'esperienza concreta fino ad arrivare al generale, alla conoscenza. Alla scuola d'infanzia, ad esempio, i bambini giocano con i compagni e, attraverso la relazione, l'imitazione e l'esperienza sensoriale, imparano.
Partendo da questa premessa, risulta più semplice capire che l'educazione basata sulla spiegazione (esempio emblematico, la lezione frontale a scuola) non è funzionale: il bambino non ricorda e non apprende, impara a memoria, ma poi dimentica velocemente e, soprattutto, fa molta fatica e si demotiva.
Il bambino è naturalmente predisposto all'apprendimento, non è necessario insegnarglielo! Ecco perché quando abbiamo di fronte un bambino "annoiato" dobbiamo drizzare le antenne, perché la noia non è una dimensione che gli appartiene. Piuttosto la demotivazione si può verificare quando non prendiamo in considerazione le sue esigenze o ce le dimentichiamo, solo perché ha 6 anni e "ormai è grande!".
Anche la sedentarietà non è naturale per il bambino: naturale che egli faccia molta fatica a stare seduto al banco per delle ore dopo che negli anni precedenti ha giocato per terra, ha imparato saltando, muovendosi, toccando...
In quest'ottica, come gestiamo i compiti che porta a casa?
- Valutiamo quanti compiti ha da fare, in modo da organizzare il tempo dedicato a farli;
- Ricordiamoci l'importanza della dimensione concreta ed empirica per il bambino: se, giusto per fare un esempio, deve preparare una piccola ricerca su un argomento, aiutiamolo a trovare degli strumenti anche divertenti, che lo coinvolgano emotivamente. Utilizziamo storie, disegni, filmati...
- Aiutiamolo ad esplorare l'argomento, facendo appello alla sua fantasia e creatività : ad esempio, chiediamogli "secondo te cos'è un...?" oppure "secondo te come facevano...?". Riconosciamo al bambino la possibilità di formulare ipotesi, di andare a verificarle, di avere curiosità (così importante anche nel resto della vita!).
- Manteniamo un'alleanza educativa con la scuola: confrontiamoci con gli insegnanti, condividiamo con essi le nostre eventuali perplessità , i dubbi. Cerchiamo di fare un lavoro di squadra attorno al nostro bambino!
Marzia Mirabella
Pedagogista
ABC Scuola – ABC Pedagogia
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9 settembre 2011 Dailymedia.it
1 settembre 2011 Bambino sarai tu!
10 settembre 2011 Fattitaliani.it
Si torna a scuola!
L'estate è finita ed è ora di tornare a scuola! Alcuni bambini potrebbero essere un po' spaventati dal primo giorno di scuola e da tutte le novità che li attendono: "La maestra sarà simpatica? Vicino a chi mi siedo? Piacerò agli altri bambini?"
Con qualche piccolo accorgimento noi genitori potremo aiutare i nostri figli a superare le loro piccole-grandi paure e ad affrontare meglio il rientro a scuola.
Clicca qui per ABC Nido e scuola, i consigli della pedagogista per iniziare l'anno scolastico nel migliore dei modi
L'importanza della routine
Durante l'estate di solito si tende a essere più elastici riguardo ad orari e regole: che vacanze sarebbero senza il piacere di dormire un po' di più, o di stare buona parte del giorno in costume da bagno?
Con l'avvicinarsi dell'inizio della scuola sarebbe però buona norma riabituare gradualmente i bambini ad avere orari e regole fisse: iniziamo un paio di settimane prima a dare orari precisi per andare a letto e per alzarsi, instauriamo una routine simile a quella di scuola per i pasti, per l'esercizio fisico e per il tempo dedicato al gioco. In questo modo i nostri bimbi arriveranno preparati al primo giorno di scuola e il cambiamento non risulterà traumatico.
Prepariamoci insieme!
Non sottovalutiamo l'importanza dei nuovi acquisti per il grande giorno. Un astuccio pieno di penne e matite, uno zainetto nuovo o una maglietta comprata in vacanza da mostrare agli altri bambini, spesso sono tutto ciò che serve per affrontare il primo giorno di scuola con entusiasmo e determinazione.
L'ideale è quindi fare gli acquisti per la scuola insieme a nostro figlio, cercando - nel limite del possibile - di assecondare i suoi gusti e le sue scelte.
Il giro di ricognizione
Se è il primo giorno in una nuova scuola, accompagniamo il nostro bimbo in un breve tour per mostrargli dov'è la sua classe, l'entrata e l'uscita che dovrà utilizzare e dove sono i bagni. Se prenderà l'autobus, accompagniamolo alla fermata e spieghiamo cosa dovrà fare, assicurandoci che sia tutto chiaro. Per favorire la presa di confidenza con la nuova scuola, è consigliabile utilizzare aggettivi che incoraggino lo sviluppo di un senso di appartenenza nei confronti del bambini: "Questa è la tua scuola, la tua classe, il tuo autobus…ecc".
Il bello della scuola: parliamone!
Possiamo instillare nei nostri bambini la voglia di tornare a scuola parlando con loro degli aspetti positivi: gli amichetti preferiti che magari non vedono da mesi, le gite, le feste di compleanno, ecc. Frasi di questo tipo funzionano molto bene per stimolare la loro curiosità : "Pensa a cosa diranno i tuoi amici quando vedranno quanto sei cresciuto! Tra poco potrai giocare di nuovo con i tuoi compagni preferiti!".
Lo stesso si può fare anche con i bimbi che vanno in una scuola per la prima volta: "sai che conoscerai tanti nuovi amici?".
Organizziamoci
Per superare l'ansia del primo giorno di scuola, può essere utile preparare tutto il necessario la sera prima: aiutiamo il nostro piccolo a mettere nello zaino tutto l'occorrente e scegliamo insieme i vestiti per il giorno dopo - tenendo presente che con le scarpe preferite o una maglietta che gli piace molto il nostro bambino si sentirà più sicuro di sé e pronto a sfoggiare il capo d'abbigliamento con i nuovi amichetti.
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Settembre per Easybaby è il mese del back to school con ABC Nido e Scuola, una serie in 15-puntate nelle quali la pedagogista Marzia Mirabella approfondisce il ritorno (o la prima volta) a scuola, all'asilo, al nido e con la seconda serie di Basta Capricci! e il nuovo Chi sono io? dove la psicoterapeuta Masal Pas Bagdadi ci guida nei disegni dei bambini. ...e dopo la scuola, una volta tornati a casa, pomeriggio in relax... con il nuovo Creartù, per inventare ogni giorno colorati lavoretti e Dolceosalato? con Nicol Cuocartigiana, per preparare insieme fantastiche merende. Seguiteci sul canale 137 di Sky!
La scuola diventa digitale
Pagella online, comunicazioni via sms sulle assenze, prenotazione dei colloqui con i docenti e richiesta di certificati: sono alcune delle iniziative che rientrano nel processo di digitalizzazione della scuola italiana, presentate dal ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, e il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
I ministri hanno spiegato che i servizi sono in buona parte già attivi attraverso il portale internet “Scuola Mia†(www.scuolamia.pubblica.istruzione.it): da gennaio ad oggi sono state oltre 2.400 le scuole di ogni ordine e grado che su tutto il territorio nazionale hanno spontaneamente aderito all’iniziativa.
Attraverso “scuola Mia†i genitori possono ricevere comunicazioni sulle assenze ingiustificate dei figli via sms, prenotare colloqui con gli insegnanti e chiedere certificati, «senza code e senza dover chiedere permessi lavorativi», ha osservato il ministro Gelmini. Per un risparmio annuo stimato di 120 milioni di euro.
Per gli studenti sono previsti anche dei badge nominativi, attivi dal 2008, «per rilevare l’ingresso e l’uscita dall’aula» - ha precisato Gelmini - e per «accedere ai servizi» come «mense, biblioteche e fotocopiatrici»: sono state realizzate già oltre 3 milioni di “carte†e «presto» ne verranno stampate «altre 600 mila».
L’offerta dei servizi riguarderà , nel prossimo futuro, le iscrizioni e i pagamenti online, la consultazione del rendimento scolastico e la Posta elettronica certificata (Pec). Entro dicembre 2010 tutti i dirigenti scolastici saranno dotati di firma digitale. Inoltre, entro il 2012 saranno distribuite 32.800 lavagne interattive multimediali per 850 mila studenti e verranno formati 210.000 insegnanti. Per la tecnologia nelle scuole del Mezzogiorno, ha poi ricordato Gelmini, sono stati utilizzati 237 milioni di euro dai fondi Pon per realizzare 6.900 laboratori, acquistare 60 mila pc e 8 mila lim. Il Miur ha anche pubblicato bandi per finanziare progetti collegati al portale dei servizi per le scuole superiori: è previsto un contributo fino a mille euro per istituto (1.025 scuole hanno già aderito); oltre il 70% dei progetti riguarda il registro elettronico di classe, il 60% la rilevazione automatica delle assenze.
L’adozione di nuovi sistemi tecnologici migliorerà anche le chiamate per i supplenti. Rispondendo a un preciso obiettivo di semplificazione del processo a carico delle segreterie scolastiche, e poggiandosi sulla piattaforma “Vivifacile†(www.vivifacile.gov.it), Brunetta e la Gelmini hanno spiegato che a partire dal 2011 la convocazione avverrà in forma totalmente digitale attraverso l’invio di messaggi di avviso sul telefono cellulare e di una comunicazione mail sulla casella “pec†del supplente attraverso il servizio Postacertificata.
Oltre alla semplificazione del processo, si otterrà una maggiore trasparenza con la completa tracciatura della convocazione e una riduzione delle spese di funzionamento telefoniche e postali. I risparmi si possono quantificare in più di 20 milioni di euro annui per costi relativi a telefonate, fax, telegrammi e spese di personale da dedicare ad altre mansioni. «Oltre 500mila supplenti - ha spiegato Brunetta - saranno dotati di posta elettronica certificata, che consentirà loro di essere avvertiti in tempo reale, con trasparenza.
Fonte: www.lastampa.it
Decalogo per la scelta della cartella giusta
A prescindere dal prezzo di cartelle e zainetti, i genitori devono porre particolare attenzione anche al peso di tali oggetti.
Il problema riguarda in particolare gli alunni delle scuole materne ed elementari, poiché proprio a quest'età possono emergere problemi posturali, di difficile correzione in seguito.
I fattori che concorrono a determinare il peso di una cartella sono molti: i libri di scuola, i quaderni, le penne e le matite, ma anche le bibite, le merende, i libri e le riviste non scolastiche, l’involucro stesso della cartella.
Inoltre, la maggior parte dei ragazzi non controlla la cartella tutti i giorni, con il risultato che spesso essi portano in giro pesi inutili.
Per i piccoli scolari il consiglio è quello di non acquistare uno zaino o peggio ancora una cartella, ma un trolley, ossia una borsa con rotelle che consente di trasportare comodamente i pesi senza affaticare la schiena.
Con uno zainetto troppo pesante, che superi del 10-15% di quello dell’alunno, aumenta infatti il rischio per la colonna vertebrale, specie per chi soffre già di scoliosi.
Per chi invece volesse a tutti i costi una cartella o zainetto è indispensabile controllare che abbia:
1. Uno schienale rigido. Una cartella/zaino senza schienale provoca un accumulo del peso verso il basso; in assenza di imbottitura, inoltre, i libri premono sulla schiena;
2. Non deve essere di grandi dimensioni. Una cartella/zaino di dimensioni inutilmente maggiori rispetto alle necessità non solo sarà probabilmente più pesante, ma non consentirà di compattare bene il suo contenuto all’interno, in modo che non possa spostarsi;
3. Bretelle regolabili (per una distribuzione omogenea del carico su entrambe le spalle) e dotate di fibbie sicure e facilmente sganciabili. Le bretelle devono poi essere larghe e ben imbottite;
4. Il peso della cartella/zaino piena non dovrebbe essere superiore ad un decimo del peso corporeo del bambino (nei primi due anni di scuola elementare, la cartella stessa non dovrebbe pesare più di 1,5 kg);
5. Cintura addominale con fibbia. Deve essere ad altezza vita e con aggancio anteriore per ottenere un carico centrato e per fare aderire lo zaino alla colonna vertebrale, in modo che non sobbalzi durante la camminata;
6. Maniglia: opportuno che ci sia una solida e confortevole maniglia che consenta una buona presa;
7. Le cartelle/zaino con aperture a soffietto offrono un maggior volume ma danno un maggiore sbilanciamento posteriore;
8. Ricordatevi che anche la cartella/zaino vuota ha un suo peso che contribuisce al totale;
9. Controllate affidabilità e robustezza determinate dalla qualità del tessuto e delle cuciture;
10. Verificate la lavabilità del tessuto e relative istruzioni.
Infine, un occhio anche all'estetica: per il vostro bambino conta anche il design, in quanto alla fine è lui che si porta appresso la cartella/zaino.
Peso corretto della cartella
| peso corporeo | peso max. cartella |
| 24 - 28 Kg | 2,5 Kg |
| 29 - 33 Kg | 3,0 Kg |
| 34 - 38 Kg | 3,5 Kg |
| 39 - 43 Kg | 4,0 Kg |
| 44 - 48 Kg | 4,5 Kg |
| 49 - 53 Kg | 5,0 Kg |






















