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  • Jennifer Lopez si confessa Jennifer Lopez, mamma di due gemelli, Max ed…


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    Salve,
    sono la mamma di due bimbe una di 4 anni e 4 mesi e una di 2 anni e 4 mesi.
    Lo scorso settembre la mia piccolina ha iniziato ad andare al nido e dopo tante difficoltà, piangeva molto, si è ambientata bene e sta volentieri con le maestre, sorride e si fa coccolare.
    Il problema è che rifiuta l'avvicinarsi di altri bimbi e di giocare in gruppo si isola butta tutti i giochi a terra e spesso (capita anche a casa) ha degli scatti di nervi che finiscono con lei a terra che si dimena e piange col rischio di farsi male, ma basta che un adulto si avvicini e le dia attenzione lei si calma.
    Fin'ora io non mi ero preoccupata piĂą di tanto in quanto la bimba che ancora non parla dice solo mamma e papĂ , a detta del pediatra si tratta di pigrizia, credevo dimostrasse con questi atteggiamenti i suoi disagi.
    Sono stata convocata dall'asilo per discutere della situazione, loro dicono che se non migliora a breve si dovrebbe cercare di capire perchè la bimba abbia questo rifiuto, io credo che più che rifiuto, sia paura perchè ho notato che lei si infastidisce se qualcuno urla ed il problema è che i bimbi di quell'età lo fanno spesso, di qui il suo nervoso.
    Comunque non volendo rischiare di essere superficiale mi sto chiedendo se sia comunque il caso di andare da uno psicologo e se questi mi potrebbe aiutare o se la piccola non ha ancora un'etĂ  che permetta questo tipo di aiuto.
    Sono davvero in conflitto con me stessa, non voglio rischiare di trascurare un problema se c'è, ma non voglio neanche essere io a crearlo alla bimba (se non c'è) con le mie paure.
    La prega di consigliarmi sul da farsi non so davvero cosa fare.
    In attesa di una sua risposta ed a sua disposizione per qualsiasi approfondimento sulla situazione, porgo cordiali saluti.
    Pubblicato in: Nido, asilo e scuola
    Mercoledì 29 Febbraio 2012 14:24

    Nido si o nido no

    Marzia Mirabella, pedagogista conduttrice di ABC Nido e ScuolaABC Pedagogia, ci fornisce il suo parere di esperta riguardo una questione che spesso crea molti dubbi ai genitori: mandare o no il bimbo al nido?

    I genitori decidono di iscrivere il proprio bambino all'asilo nido fondamentalmente per due motivi:
    a) Perchè fanno una scelta educativa;
    b) Perchè non hanno alternative: ad esempio i nonni non ci sono o sono lontani, la baby sitter non è contemplata se non in caso di malattia del bambino o emergenza.

    Qualsiasi sia il punto di partenza, arriva il momento in cui la famiglia opta per l'ingresso in un nido, selezionato su criteri idonei per la famiglia stessa, tra cui la comodità/vicinanza della struttura rispetto a casa o al posto di lavoro, la presenza di un solido progetto educativo, la presenza di un'équipe educativa preparata e costantemente supervisionata, l'idoneità della struttura, ecc...

    Quali sono i vantaggi?

    Qual è il valore aggiunto dell'inserimento, anzi, dell'ambientamento di un bambino in asilo Nido? Tra i principali, il fatto che il Nido rappresenta una comunità, un gruppo: è vero che in ogni gruppo di Nido è presente un'educatrice di riferimento che accompagna i bambini nelle attività e nelle routines della giornata; è altrettanto vero che gradualmente il bambino entrerà al Nido cercando più il gruppo come educatore, rispetto alla singola educatrice.

    Ciò significa che il bambino non sviluppa una "dipendenza" rispetto alla "sua" educatrice, ma, aspetto fondamentale di quest'esperienza, egli cerca i compagni, imita i compagni e da essi apprende. La dimensione del gruppo, insomma, rappresenta per il bambino la più importante occasione di apprendimento, crescita e sviluppo di tutta la sua vita.

    Tutta la giornata educativa di un Nido è organizzata intorno al contesto comunitario, nel quale vengono condivise regole e routines, oltre che rituali, necessarie per un equilibrato e sereno sviluppo sociale e cognitivo del bambino.

    Il bambino è da subito una persona competente e dotato di motivazione e curiosità: se osserviamo i bambini piccoli, ci rendiamo immediatamente conto di quanto non sia necessario stimolarli in continuazione, essi esplorano l'ambiente in autonomia, sperimentano, provano e riprovano, guardano cosa fanno gli altri bambini, imitano e crescono, imparano, si evolvono.

    In questo contesto, le educatrici svolgono una funzione importantissima, di regia educativa: gli attori sono i bambini, le educatrici hanno il delicato compito di predisposizione dell'ambiente, dei materiali, della proposta, nonchè di osservazione di quanto accade.

    Cosa rappresenta l'esperienza di Nido per i genitori?

    E' un'esperienza di separazione che può essere vissuta dal genitore, soprattutto dalla mamma, con preoccupazione, ansia e senso di colpa: compito dell'équipe educativa è di accogliere quanto arriva dalla famiglia e sostenere questo passaggio, aiutando ad elaborare le emozioni e ad accompagnare il bambino in questo percorso.

    Noi adulti, come genitori in primis, rappresentiamo uno specchio per i bambini: attraverso le nostre espressioni, le nostre parole, i nostri sguardi, i bambini hanno indizi per lasciarsi andare a ciò che di più innato e spontaneo hanno: l'esplorazione, l'avventura, la conoscenza.

    Vorrei sottolineare che l'ambientamento al Nido rappresenta per i genitori un'occasione unica ed emozionante per osservare il proprio bambino da un punto di vista nuovo, in un contesto "altro" rispetto a quelli abituali, nel quale egli si sperimenta in esperienze completamente nuove, a contatto con il gruppo dei pari, con un adulto e un ambiente educanti: comunicazione, espressione di bisogni e mediazione nella relazione con l'Altro.

    A questo punto, quali possono essere gli svantaggi?

    A mio parere, gli svantaggi sono pochissimi: se accompagniamo il bambino in questa esperienza con tutte le attenzioni e le cautele di cui abbiamo parlato sinora, il Nido diventerĂ  per lui una delle piĂą significative e importanti esperienze di vita.
    Tuttavia, riesco ad individuare questi possibili svantaggi:
    - l'inserimento in un gruppo espone il bambino, il cui sistema immunitario è in fase di sviluppo, alla possibilità di malattie ripetute. Sono fondamentali la prevenzione, l'igiene e l'osservazione della "tenuta" del bambino, oltre che il parere del pediatra.
    - orario di permanenza in struttura eccessivamente lungo; la giornata educativa di un Nido è organizzata intorno alle esigenze e ai bisogni del bambino, anche per chi trascorrerà in struttura praticamente tutta la giornata. Monitoriamo il livello di stanchezza dei nostri bambini, soprattutto quando sono particolarmente piccoli, in modo che non si stressino e non arrivino a casa troppo nervosi e stanchi. Riflettiamo su quanto molto spesso i bambini di 1, 2, 3 anni di vita trascorrono fuori casa praticamente le stesse ore di noi adulti!

    Marzia Mirabella
    Pedagogista
    ABC Scuola – ABC Pedagogia


    1) Prendiamoci almeno due settimane per fare l'inserimento al nido con calma. E' un momento molto delicato per il nsotro bimbo. 
    2) Prima di andarcene salutiamo sempre il nostro bimbo, anche se è impegnato a giocare con gli amichetti. Se ce ne andiamo alla chetichella approfittando del fatto che è distratto, magari per paura che si metta a piangere, gli creeremo un disagio quando ci cercherĂ  piĂą tardi e non ci troverĂ . 

    Pubblicato in: Scuola
    Giovedì 14 Aprile 2011 11:55

    ANSIA DA ASILO

    Mio figlio Davide ha 4 anni, ha frequentato nei mesi di settembre e ottobre 2010 l'asilo per circa 3 giorni a settimana, ammalandosi 2 volte di influenza.
    Premetto che a parte la 1° settimana, non è mai andato volentieri.
    Con la 2°influenza è stato a casa per circa 1 mese.
    Quando abbiamo tentato di riportarlo ha avuto forti crisi di ansia, con tremori e dissenteria, pregandomi di non portarlo perchè "i bimbi grandi sono cattivi".
    Nell'asilo l'orario di apertura è dalle 8.00 alle 9:15 e fino alle 10.00 i bimbi di tutte le classi vengono lasciati nel salone, per cui ci sono 78 bimbi che giocano, corrono e urlano, Davide quando lo portavo si tappava le orecchie dicendo che c'era troppo "rumore" e troppo bimbi che urlavano, le sue maestre non sono molto effettuose, non l'hanno mai preso in braccio o fatto un "complimento", la bidella che lo accompagna in bagno mi ha sempre detto che Davide non rideva mai e diceva di essere "molto arrabbiato" e chiedeva continuamente alle maestre quando era ora di tornare a casa.
    Quando lo andavamo a prendere alle 12:00 aveva sempre una sete terribile (premetto che è un bambino che beve molto, e all'asilo gli danno da bere una sola volta, però se ha sete lo può chiedere alla maestra, ma lui non l'ha mai chiesto) tornato a casa non voleva lavarsi le mani per mangiare, mangiava pochissimo facendo molti capricci, nei giorni in cui ha fraquentato l'asilo e si svegliava spesso di notte piangendo e tremando di paura.
    Ho deciso di sospendere la frequenza all'asilo fino in primavera, a casa è molto felice, non ha più manifestato quelle ansie e quelle paure.
    Tra 2 mesi dovrebbe riprendere l'asilo, a casa sta con i nonni fino all'arrivo di noi genitori, è figlio unico ed unico nipotino, lo abbiamo iscritto all'asilo solo per socializzare con i suoi coetanei. Oggi se gli parlo di andare all'asilo, sempre in modo molto positivo, diventa pallido e mi prega di non portarlo, dicendomi che io e la nonna siamo le sue maestre, non quelle dell'asilo.
    Vorrei un consiglio per fargli superare questa ansia. Vi ringrazio molto.
    Cordiali saluti, Lisa
    Pubblicato in: Nido, asilo e scuola
    Martedì 22 Febbraio 2011 14:33

    Agriasili e agrinidi

    PiĂą di 3 genitori su 4 (il 78%) sognano di far crescere i propri figli in un agriasilo.
    E' quanto emerso da una ricerca della Coldiretti del 2010.

    Cosa sono

    "Gli agriasilo sono una testimonianza del carattere fortemente innovativo e multifunzionale delle imprese al femminile, che sono arrivate oggi a rappresentare il 40 per cento dell’agricoltura italiana - spiega Adriana Bucco, delegata nazionale di Coldiretti Donne Impresa - grazie anche alla capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura, che permette, come in questo caso, di rispondere a una precisa richiesta dei cittadini”.

    RealtĂ  nata negli ultimi anni, gli agriasilo si basano su un'idea semplice: far crescere i bambini in un ambiente ricco di stimoli e a contatto con la natura.
    Un ambiente naturale e familiare, dove giocare all'aria aperta, con piante e animali come "amici" da scoprire e da conoscere, per allargare l'orizzonte sensoriale e la sensibilitĂ  verso il mondo esterno.
    Perché i bambini del XXI secolo, che sanno tutto di Playstation e Facebook, molte volte non hanno mai visto una mucca vera o un albero di mele!

    Gli agriasili sono dei veri e propri nidi attrezzati all'interno di fattorie e aziende agricole: un modo per aiutare chi vive in campagna a trovare un luogo dove lasciare i figli mentre si lavora, ma anche un'occasione per chi vive in cittĂ  di far godere ai propri piccoli le gioie della natura.
    Gli agriasili sono per bimbi da 0 a 6 anni: pochi in ogni classe, al massimo 10 bambini.

    L'agriasilo, insomma, piace a tutti.
    Perché permette ai bambini di vivere all'aria aperta, stimolare il loro senso di avventura e la loro fantasia e mangiare cibi sani e genuini, preparati con i prodotti dell'orto.
    Il tutto imparando a rispettare l'ambiente e i cicli della natura.

    Inoltre l'apertura degli agriasili contribuisce al problema della carenza di strutture e asili in cittĂ .
    Come rileva la Coldiretti, infatti, in Italia sono attivi poco piĂą di tremila asili nido comunali con circa 130mila posti disponibili che riescono a coprire in cittĂ  solo il 17% del fabbisogno.
    In tale contesto quindi l'agriasilo punta a colmare il vuoto offrendo servizi di qualitĂ  a prezzi competitivi.

    Di contro, il principale ostacolo indicato dai genitori è rappresentato dalle distanze: il 67% degli italiani non è infatti disposto a percorrere un tragitto che duri più di 20 minuti.

    Metodo educativo e attivitĂ  didattiche

    Alla base di queste strutture c'è l'obiettivo di avvicinare i bambini all'ambiente rurale facendoli interagire quotidianamente con l'elemento natura.
    Ed è così che l'attività didattica spazia dalla coltivazione all'allevamento, all'educazione alimentare.
    Altro elemento portante del metodo educativo che differenza gli agriasilo dalle tradizionali strutture di città è l'applicazione della pet therapy e l'attivazione dell'orto sensoriale per “insegnare il senso del tempo e della pazienza per la capacità di ascolto”.

    Dall'aromaterapia alla fitoterapia, dal teatro ai laboratori di riciclo creativo, negli agriasilo le esperienze che vengono offerte ai piccoli studenti rappresentano una vera e propria “palestra verde” in grado di formarli sotto diversi punti di vista a partire dalle esperienze pratiche, dallo sviluppo motorio e cognitivo che privilegia l'uso delle mani. Fare il pane, conoscere la filiera del farro, coltivare l'orto, i laboratori didattici sono tanti e ovviamente variano a seconda dell'attività produttiva della singola azienda in cui ci si trova.

    AttivitĂ  ludiche

    Ecco alcuni esempi di giochi che vengono proposti ai bambini negli agriasili forniti dalla Coldiretti:

    - Con frutta e verdura: disegnano usando colori ricavati dalle bucce e dalla polpa degli ortaggi; seminano l’orto; imparano a riconoscere le piante aromatiche toccandole e annusandole;
    - Con l’uva: costruiscono un grappolo utilizzando il sughero; pigiano le uve per far uscire il mosto;
    - Con grano e altri cereali: preparano i panini, li fanno cuocere e li riportano a casa; costruiscono strumenti musicali utilizzando i diversi semi;
    - Con il miele: imitano il lavoro delle api realizzando palline di polline di diverso materiale; preparano dolci a base di miele;
    - Con gli animali: scoprono cosa mangiano i vari animali, portano loro il cibo e danno il latte col biberon ai vitellini; imparano a riconoscere e imitare i versi degli animali;
    - La volpe e le galline: un bimbo fa la volpe e gli altri le galline. Quando queste escono dal recinto la volpe deve riuscire a toccarne una. Se ce la fa la gallina “catturata” diviene volpe a sua volta e il gioco ricomincia;
    - Vola vola la piuma: l’educatore lancia in aria due piume e i bambini, divisi in due squadre, devono cercare soffiando di impedire che la piuma cada a terra;
    - Il gioco dei girasoli: i bambini disegnano un grande sole di cartone e si rannicchiano poi a terra imitando i girasoli. Quando il sole viene sollevato dall’educatore i bambini si alzano seguendone il movimento.

    Dove sono

    Quasi cento le iniziative in cantiere, soprattutto in Veneto, Piemonte, Trentino e Friuli.
    Dopo il primo fortunato progetto (il primo agriasilo nasce a Chivasso, in provincia di Torino, presso l'azienda La Piemontesina), promosso dalla Coldiretti di Torino, stanno nascendo un po' in tutta Italia queste strutture per i piĂą piccoli, che fanno bene alle famiglie e agli agricoltori.

    Aprire un agriasilo

    Ma non è tutto: l'agri-asilo è anche una concreta opportunità per tutta quella imprenditoria agricola femminile che, grazie a questi progetti, può trasformare la propria attività in qualcosa di nuovo e utile a molte famiglie. Così come le fattorie didattiche, ormai presenti in ogni parte d'Italia, gli agriasilo sono infatti la dimostrazione tangibile di come l'agricoltura possa diventare "socialmente utile" e aiutare a non perdere quel patrimonio di tradizioni e memorie legate alla campagna.

    Leggi la ricerca sul tema realizzata dalla Rete Rurale Nazionale:
    "Gli agri-asili: qualitĂ  della vita nelle aree rurali"
    Nel documento alcune indicazione e proposte per aprire un agronido o agro asilo



    Per maggiori informazioni o per aprire una struttura:
    www.coldiretti.it

    Alcuni agriasili:
    www.lapiemontesina.it
    www.fattoriacasamia.com
    www.ilcavalloadondoloagrinido.it
    Pubblicato in: Scuola
    Venerdì 16 Luglio 2010 08:08

    Inaugurato l'asilo per i baby vip

    E adesso i baby Vip di Roma hanno anche il loro asilo (privato e chic) a misura di bambino!

    Inaugurazione a fine giugno in via Cassia 344 (angolo via Cortina d'Ampezzo) per la scuola per l'infanzia "Little Star Daycare".
    Spiega Livia Matarazzo di Licosa, la "mamma" di questa nuova struttura immersa nel verde che da 20 anni è indaffarata con gli asili nido, che il suo asilo è unico, sia per le caratteristiche che per gli obiettivi.
    Innanzitutto gli insegnanti sono tutti di madrelingua inglese. Poi dispone di una cucina interna con menĂą mediterranei biologici adattabili nel rispetto di varie culture alimentari ed eventuali intolleranze.

    Non solo: "Little Star Daycar" è la prima struttura per l’infanzia impegnata quotidianamente nel rispetto e nella divulgazione dei 30 Diritti Umani sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
    "Il tutto si traduce in un'impostazione didattica attraverso la quale i bambini vengono avvicinati a tutto ciò che c'è di vero e di universale. Dall'orto coltivato nel giardino che circonda la villa, al contatto diretto con animali e la sperimentazione delle scienze, in particolare l'astronomia grazie al Planetarium allestito all'interno della struttura", spiega la Matarazzo. Perchè: “E' il cielo che ti chiama attratto dall'Universo che è dentro te“.

    A tagliare il nastro inaugurale con Livia Matarazzo di Licosa, Cristiana Chiabotto insieme a Fabiola Sciabarrassi, la moglie di Pino Daniele, grande amica della Matarazzo.

    E poi ecco Elisabetta Ferracini col figlio Giulio, il conte Adriano Matarazzo di Licosa, Tracy Roberts, la dermatologa Chantal Sciuto, Giovanni Soldati con i nipotini di Stefania Sandrelli, Nicoletta de Nunno, Alessandro Luciano, Osvaldo Bevilacqua, la vicepresidente di AltaRoma Valeria Mangano, Laura Melidoni e la fitness guru Jill Cooper, la baronessa Arianna d’Ecclesia Farace.

    Tanti anche i bambini presenti che si sono divertiti ad osservare le stelle con il telescopio messo a disposizione dall’associazione "Estrellas y Planetas“.

    La scuola aprirĂ  i battenti a settembre e potrĂ  accoglierĂ  oltre 60 bambini.

    Pubblicato in: Baby Vip News
    Venerdì 21 Maggio 2010 11:26

    NON VUOLE ANDARE A SCUOLA

    Buongiorno, sono una mamma di una bimba di 6 anni che ha iniziato la scuola primaria a settembre. Premetto che è una bambina che è andata sempre volentieri alla scuola materna, si era creata il suo bel gruppo con il quale aveva legato molto, in particolare con una amichetta del CUORE. Non è capitata con lei all'elementare, dopo la prima settimana di scuola ha incominciato con i vari disturbi di mal di pancia e giramenti di testa e non voleva andare a scuola per nessun motivo. Abbiamo cercato di stimolarla con qualsiasi attività anche dal di fuori della scuola, lei dice che la scuola non le piace che le dà noia, io non capisco il motivo di questo suo comportamento, a volte per vedere se lei mi dice la verità le chiedo se vuole andare alla scuola dove c'è la sua amica del Cuore, ma lei mi risponde che non vuole andare proprio a scuola. Ogni giorno è una tragedia io non so più che cosa fare per convincerla che a scuola deve andare a tutti i costi. Le ho promesso un gattino perchè lei ama gli animali ma non so più cosa inventarmi.
    Pubblicato in: Nido, asilo e scuola
    Lunedì 01 Marzo 2010 15:39

    Ludum: imparare e divertirsi

    Ludum è una struttura adatta a soddisfare qualsiasi esigenza di bambini e genitori.
    Al suo interno, troviamo l’asilo nido (3 - 36 mesi), la scuola per l’infanzia (3-6 anni) e un centro per l’infanzia con piscina e ludoteca.

    Le attivitĂ  organizzate sono moltissime e adatte a soddisfare le esigenze educative e di gioco di qualsiasi bambino: scienze motorie e sportive, laboratori creativi, teatro, musica, danza, feste, attivitĂ  in lingua inglese e molto altro.

    Ludum è un mondo di attivitĂ   formative, di gioco, di acquaticitĂ , di feste e di esperienze nell'impegnativo cammino educativo.

    In piĂą, Ludum si occupa anche dei genitori. Al suo interno vengono organizzati corsi per mamme e per gestanti (acqua dolce, acquagym, Pilates) e incontri formativi con esperti per affrontare tematiche che coinvolgono quotidianamente noi genitori.

    Il nido

    Lo scopo del Nido di LUDUM , nel rispetto della specificità dei suoi "piccoli abitatori", è favorire lo sviluppo fisico, cognitivo, sociale ed affettivo dei bambini, attraverso una dolce esperienza di sviluppo personale e di relazione, per portarli ad esprimere, con naturalezza, le loro potenzialità e i loro talenti.

    La scuola dell’infanzia

    La Scuola dell'Infanzia è una proposta educativa che :
    - vuole esprimere la mediterraneitĂ ,  un insieme di valori  nei quali il recupero delle tradizione, la memoria, la sobrietĂ , il rispetto per la natura e l'ambiente diventano apertura agli altri, tolleranza, ascolto e rispetto;
    - rispettando i tempi e i modi del "cammino"della crescita, lo nutre di dolcezza, fantasia, immaginazione;
    - avvia gli abitanti del futuro al bilinguismo, con l'apprendimento e l'uso della lingua inglese.

    Il centro per l’infanzia

    Il centro per l’infanzia è uno spazio ricco di attrattive per i più piccoli.

    Acquaticità: L'acqua per i bambini è un naturale elemento di gioco e di divertimento, una materia che offre loro possibilità di vivere sensazioni piacevoli, di conoscere, di esplorare: una magica esperienza ludica , utile anche per rinforzare il loro sistema cardio-circolatorio, respiratorio e l'apparato scheletrico. La piscina di Ludum è uno spazio giocoso e sicuro, l'ambiente ideale per i bambini, grazie alla straordinaria attenzione alle regole igieniche e al riscaldamento degli ambienti e dell'acqua.

    Scuola nuoto: Ludum realizza corsi di nuoto per bambini con età compresa tra i 3 e gli 8 anni. E’ prevista la suddivisione in gruppi, secondo le capacità. Le lezioni sono settimanali o bisettimanali.

    Ludoteca:
    Ludum mette a disposizione delle famiglie spazi attrezzati per il gioco, la gioia, in sicurezza. La ludoteca di Ludum è uno spazio attrezzato con strutture colorate, sicure e "magiche" per sollecitare il movimento, la scoperta, le abilità dei bambini: scivoli, tubi colorati, cubi, labirinti, ecc. rappresentano gli arredi di un mondo di gioco.

    In Festa:
    Ludum mette a disposizione delle famiglie spazi esclusivi appositamente attrezzati per realizzare le feste dei bambini (compleanno o altri eventi). Prevede feste pomeridiane per i piccoli e anche feste serali per i piĂą grandicelli, con musica e balli. Prevede la presenza di assistenti Ludum che supportano i bambini e le famiglie durante i festeggiamenti.

    Laboratori creativi:
    L'esperienza visiva e manuale educa il bambino al linguaggio dell'arte fornendogli spunti sui caratteri tattili di oggetti e materiali, sull'espressivitĂ  delle forme, sul rapporto con la musica e gli suggerisce un modo di conoscere e di procedere che egli stesso sarĂ  in grado di ri-produrre.


    Per maggiori informazioni:
    www.ludum.it
    Pubblicato in: Tempo libero
    Lunedì 09 Novembre 2009 01:00

    Milano: nuova apertura per One To Three

    Dopo il grande successo dell’apertura dell’asilo nido One To Three a Milano in Viale Premuda nello scorso anno scolastico, ha inaugurato il 1° Ottobre in via Quarenghi 22 (zona San Siro) la seconda sede milanese dell’asilo nido.

    La novità è inoltre rappresentata dall’apertura nella stessa sede di due nuove sezioni di scuola materna (3-6 anni).
    Questa sarĂ  in assoluto la prima scuola materna con approccio educativo Reggio in inglese a Milano.
    La modernissima e spaziosa struttura di Via Quarenghi è stata sviluppata, progettata e arredata secondo i criteri dell’approccio educativo Reggio Emilia.
    Inoltre beneficia di un bellissimo giardino, attrezzato con giochi da esterno, di più di 600 m2, offrendo quindi ai bambini un’opportunità unica di attività all’aperto durante l’anno scolastico.

    Sabato 21 Novembre 2009 dalle 10.30 alle 18.30 in Via Quarenghi 22 a Milano si terrà l’Open Day della nuova struttura per tutti i genitori interessati ad iscrivere i propri figli alla scuola materna.

    Per ulteriori informazioni: www.onetothree.it
    Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    ph. +39 329.6450502

    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Mercoledì 25 Novembre 2009 13:37

    Inserimento al nido

    Intervista alla pedagogista Giulia Marchioli, ex responsabile degli asili nido pubblici di Milano, attualmente istruttrice di educatrici

    Dobbiamo tornare al lavoro e abbiamo già iscritto il nostro piccolo al nido, ma questo primo distacco è un momento molto delicato. Vediamo quali sono i consigli della Dott.ssa Giulia Marchioli per affrontare l’inserimento.


    Come si fa a capire se il bambino è pronto per il nido?
    “Non esistono dei parametri precisi per capire se un bambino è pronto per l’inserimento al nido. Quello che bisogna capire è che il nido non è un’esigenza del bambino, ma un’esigenza della famiglia, della mamma, perciò il bambino non deve essere per forza “pronto”.
    La scuola dell’infanzia è un’esigenza del bambino, perché dopo i 3 anni un bambino ha effettivamente bisogno di uscire dalla famiglia per inserirsi in un contesto di coetanei. Il nido invece non è un’esigenza, perché la cosa migliore per un bambino così piccolo sarebbe stare con la mamma.”

    Quindi facciamo bene o no a mandarlo al nido?
    “Il fatto che il nido non sia un’esigenza del bambino non significa che sia un’esperienza negativa. Anzi, un buon nido può costituire un’esperienza di crescita importante. Insomma, nella prima infanzia l’ideale sarebbe restare con la mamma, ma se il nido risolve i problemi della famiglia e contemporaneamente rispetta il bambino, non c’è nessun problema a mandarvi il nostro piccolo.”

    A che età è consigliabile inserirlo al nido?
    “Il nido non è un’esigenza del bambino, quindi non esiste un’età in cui il bambino è veramente pronto. Comunque esiste l’esigenza della mamma di tornare al lavoro, ed esiste anche un’età in cui il bambino fa meno fatica a inserirsi al nido, di solito dopo l’anno di età.
    Si tende a pensare che più il bambino è piccolo, più si adatterà al nido, ma questo non è vero: il fatto è che più il bambino è piccolo meno strumenti ha per protestare, ma ciò non significa che non soffra. Semplicemente non ha gli strumenti adatti per manifestare i propri sentimenti.
    L’età ideale per l’inserimento è dopo il 12° mese di vita, mentre l’età più sbagliata è l’8° mese, momento in cui il bambino comincia ad aver paura delle persone estranee e sente forte il bisogno delle figure famigliari.”

    Per quante ore lo possiamo lasciare al nido?
    “Il bambino può essere lasciato al nido alcune ore – se la mamma ha necessità di lavorare e se comunque ha bisogno di tempo per dedicarsi ad altre attività (una mamma ha sempre bisogno dei suoi spazi, o rischia di diventare nevrotica) – ma di certo non per 8 ore. Un bambino che sta 8 ore al nido è sradicato dalla sua famiglia, è quasi istituzionalizzato.
    Anche se è un buon nido, un bambino così piccolo non può vivere in una collettività per troppe ore al giorno, perché gli verrebbe a mancare una parte enorme delle cure individualizzate di cui ha bisogno.”

    Quanto dura l’inserimento?
    “Tutti i nidi, sia pubblici che privati, seguono regole ben precise per l’inserimento. Si inizia sempre con un inserimento graduale che di solito dura almeno 15 giorni o anche di più e inizialmente la mamma deve essere presente. Per sicurezza, quindi, conviene iniziare l’inserimento almeno un mese prima di riprendere a lavorare, così da garantire al bambino tutto il tempo di cui ha bisogno per adattarsi al nuovo ambiente.”

    Come avviene l’inserimento?
    “L’educatrice fornisce istruzioni precise. All’inizio il bambino resterà solo 2 o 3 ore al nido con la presenza costante della mamma (o comunque di chi si occupa del bambino di solito: la nonna, il papà, ecc.).
    La mamma non deve fare nulla, deve solo stare seduta tranquilla a portata di vista del figlio. Il bambino deve essere lasciato libero di starle vicino oppure di allontanarsi. Di solito, il piccolo si allontana gradualmente continuando a voltarsi con la testa per assicurarsi che la mamma sia ancora lì. La presenza rassicurante della mamma gli permetterà di esplorare il nuovo ambiente senza provare sensazioni di angoscia.”

    Cosa non bisogna fare durante l’inserimento?
    “La mamma non dovrebbe fare proprio nulla, perché ciò che conta è solo che il bambino la veda. Un errore abbastanza ricorrente è quello di entrare in comunicazione con gli altri bambini, perché il nostro piccolo si ingelosirà immediatamente.
    Se il bimbo vuole starci vicino, non dobbiamo spingerlo ad andare a giocare, altrimenti penserà che non vogliamo stare con lui. Coccoliamolo finché vuole, poi sarà lui ad allontanarsi di propria iniziativa.”

    Quand’è che la mamma può iniziare ad allontanarsi?
    “Di solito si chiede alla mamma di iniziare ad allontanarsi nella seconda settimana. All’inizio solo per un quarto d’ora o 20 minuti perché il bambino può reggere l’angoscia della sparizione della madre solo per un tempo limitato.
    Gradualmente le assenze diventano più lunghe finché il bambino non arriva a comprendere che anche se la mamma va via poi torna.
    E’ molto importante salutare sempre il piccolo prima di allontanarsi, anche se sta giocando. Quasi sicuramente si metterà a piangere, ma se ci allontaniamo di nascosto il bambino si sentirà ferito e ingannato, e penserà di essere stato abbandonato.”

    Cosa bisogna fare se il bambino piange?
    “E’ normale che il bambino pianga, perché il pianto è il suo modo per esternare un dispiacere che non sa esprimere a parole. Quindi, è normale che si metta a piangere mentre lo salutiamo prima di andarcene, ma dobbiamo comunque voltarci con una certa fermezza e allontanarci con decisione. Ci penserà l’educatrice a consolarlo. Gradualmente il piccolo capirà che la mamma anche se se ne va poi torna, e imparerà a superare l’angoscia del distacco, facendo un’importante esperienza di crescita.”

    E se al nido proprio non ci vuole stare?
    “All’inizio è normale che pianga e che non voglia stare al nido, ma di solito la situazione si risolve dopo un periodo di ambientazione.
    Ma se il piccolo mostra evidenti segni di disagio anche dopo il primo periodo di adattamento (ad esempio piange tutto il tempo, si sveglia di notte, non mangia o ha dei comportamenti anomali) dobbiamo prendere coscienza del fatto che esiste un problema che va risolto, ed eventualmente possiamo anche pensare di ritirare il bambino dal nido.
    Prima, però, dobbiamo cercare di capire qual è la fonte della sua angoscia, parlandone magari con l’educatrice. A volte, la fonte dell’angoscia è la mamma stessa, perché il piccolo può avvertire i nostri sentimenti di dispiacere nel lasciarlo al nido e li fa suoi.
    Poi, assicuriamoci che non ci sia nessuno in casa che trasmette un’idea negativa del nido, come ad esempio una nonna che continua a ripetere che il nipotino starebbe meglio con lei piuttosto che all’asilo.
    Infine, cerchiamo di capire se il nido in questione è veramente adatto a nostro figlio. Magari i ritmi, la scarsa attenzione o anche solo la noia non lo rendono adatto alle esigenze del piccolo.
    In questo caso valutiamo se iscriverlo a un altro nido oppure se magari non potremmo tenerlo a casa.”
    Pubblicato in: Scuola
    Mercoledì 25 Novembre 2009 13:31

    Andiamo all'asilo: il primo giorno

    Il nostro piccolo sta crescendo e il fatidico giorno è arrivato: oggi andrà per la prima volta all’asilo! Di sicuro abbiamo parlato molto spesso di questo momento e il bambino magari è un po’ spaventato da questa grande novità, ma di sicuro non è impreparato.
    Basta spiegargli che all’asilo potrà giocare tutto il giorno con tanti giochi e con tanti nuovi amichetti e il piccolo affronterà la nuova avventura con più curiosità che timore.
    Magari siamo più tesi noi di lui: il pensiero che il nostro cucciolo di 2-3 anni starà tutto il giorno da solo senza la sua mamma e il suo papà, può rendere ansioso qualsiasi genitore. Ma è importante non mostrare le nostre paure, o rischieremo di rendere nervoso anche nostro figlio.
    In realtà, bastano pochi piccoli gesti per affrontare il primo giorno di asilo in modo più sereno. Innanzitutto, può essere utile fare un sopralluogo. Vedere in anticipo dove trascorrerà le sue giornate aiuterà il nostro piccolo a sentirsi più sicuro. E’ una buona idea anche accompagnarlo all’interno dell’asilo per familiarizzare con la classe, la sala giochi, la mensa, ecc.
    Comprate assieme un quaderno, un album da disegno, dei pennarelli, e fate scegliere al bimbo quelli che più gli piacciono. Magari non ne avrà bisogno all’asilo, ma sicuramente sarà felice di poter scegliere degli oggetti “da grande” che userà solo lui.
    Al contrario, è meglio evitare di comprare dei vestiti apposta per il primo giorno di asilo. I suoi vestiti abituali lo aiuteranno a capire che andare all’asilo è una cosa del tutto normale e che si deve fare ogni giorno, e non un evento speciale da “sacralizzare”.
    Meglio puntare su abiti semplici che non creino troppi problemi quando il piccolo deve andare in bagno: evitiamo bretelle e cinture, complicate da slacciare, e optiamo per zip e chiusure con il velcro.
    Se possibile, almeno il primo giorno sarebbe meglio che andassero sia la mamma che il papà ad accompagnare il bimbo all’asilo: sicuramente uno dei due genitori sarà meno teso e potrà aiutare l’altro a calmare le proprie ansie.
    Se il piccolo piange al momento del distacco, evitate di farvi prendere dall’emozione.
    Fategli una carezza e allontanatevi senza indugiare: presto si calmerĂ .
    Lasciamo che si porti un giocattolino o un peluche: un oggetto familiare lo aiuterĂ  a sentirsi a proprio agio anche lontano da casa.
    Se la maestra è d’accordo, restate qualche minuto in classe con lui per permettergli di ambientarsi, ma non esagerate: deve essere chiaro al più presto che l’asilo è un luogo solo per i bambini, e non per i genitori.
    Prima di andarvene, salutatelo anche se è impegnato in qualche attività.
    Il rischio, altrimenti, è che vi cerchi quando il gioco sarà finito e si senta perso perché ve ne siete andati senza dirglielo.
    L’inserimento all’interno dell’asilo sarà più gradevole se avverrà in modo graduale. Ad esempio, i primi giorni, potreste lasciare il piccolo all’asilo solo al mattino e andarlo a riprendere per pranzo. Quando poi si sarà abituato al nuovo ambiente, sarà più semplice lasciarlo per tutto il giorno.
    Anche se per poche ore, portatelo all’asilo tutti i giorni.
    Questo lo aiuterà a capire che andare all’asilo è un’attività quotidiana.
    Cercate di essere puntuali: fare tardi al mattino significa arrivare quando i gruppi sono già formati col rischio che il nostro piccolo si senta escluso; tardare al momento di andarlo prendere, invece, può essere fonte d’angoscia per il bimbo che vede tutti gli altri andarsene con i genitori mentre lui resta solo con la maestra.
    Quando lo andrete a prendere, poi, domandategli com’è andata la giornata, così che capisca che siete interessati alle sue nuove esperienze.
    Se non vuole parlare, però, meglio non insistere: i bambini di quell’età vivono nell’immediatezza ed è inutile forzarli a parlare di cosa hanno fatto durante il giorno se non ne hanno voglia.
    Pubblicato in: Scuola

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