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  • Articoli filtrati dai tag: bilinguismo

    Martedì 14 Giugno 2011 09:20

    I bambini e il bilinguismo

    SKY

    Gli anni migliori per l'apprendimento di una lingua straniera vanno dalla nascita ai 7/8 anni di etĂ  del bambino.
    One To Three (scuola bilingue da 0 a 6 anni) presenta il suo metodo educativo.
    La testimonial è Justine Mattera.

    Pubblicato in: Crescita
    Martedì 14 Giugno 2011 09:19

    Imparare una seconda lingua da bambini

    SKY

    Juliet Linley e Fleur Camilli raccontano la loro esperienza di mamme sull'educazione dei bambini alla seconda lingua.

    Pubblicato in: Crescita
    Mercoledì 11 Agosto 2010 21:04

    Scelta di una scuola bilingue

    Ci sono molti studi sull’effetto del bilinguismo su bambini che vivono in paesi bilingue, e in Italia abbiamo esempi concreti in regioni quali la Valle D’Aosta o il Trentino Alto Adige. Ma è ben diverso quando il bilinguismo del bambino è generato in famiglia e lo mette nella posizione di essere “diverso” dagli altri in una società monolingue. Ci sono fasi della crescita in cui il bambino vive male questo suo essere diverso, e si rifiuta di parlare l’altra lingua a scuola o in presenza degli amichetti. Ma passate queste fasi, quasi tutti i bambini bilingue diventano orgogliosi della loro conoscenza, e la considerano un dono importante.

    Consigli utili quando si sceglie un'educazione bilingue per il proprio bambino

    Iniziare presto con entrambe le lingue è un passo molto importante per lo sviluppo corretto del linguaggio. A volte i genitori pensano di iniziare con una lingua e attendere un paio di anni prima di introdurre la seconda. Non è raro però che il bambino rifiuti la seconda lingua, in quanto quando finalmente si trova in una fase in cui riesce a comunicare, tutto gli viene improvvisamente confuso di nuovo. Inoltre potrebbe chiedersi il perchè non capisce più nulla di quello che gli dice sua madre, mentre fino a poco tempo prima la capiva benissimo.

    Ogni persona ha la sua lingua.Adottare a volte una lingua a volte un’altra per parlare con nostro figlio, o peggio mischiarle all’interno della stessa frase non lo aiuta affatto. Il bambino ha bisogno di mantenere le lingue separate, ed è costretto ad impegnarsi in un esercizio continuo per dividerle a posteriori. Se la mamma parla cinese e il papà parla italiano al figlio andrà benissimo, anche se poi la mamma e il papà parlano tra di loro una delle due lingue o addirittura una terza lingua. Tra le conseguenze più comuni di non mantenere le lingue separate c’è la balbuzie, ritardi gravi nello sviluppo del linguaggio, e persino la possibilità che il bambino ad un certo punto si rifiuti di parlare, anche se non sono rari i bambini che se la cavano comunque.

    Ritardo nel parlare.
    Il bambino bilingue normalmente inizia a parlare un pò più tardi rispetto ai suoi coetanei. Questa situazione può preoccupare molto i genitori, e anche qui parlo per esperienza personale. Bisogna fare lo sforzo di ricordarsi che il ritardo è solo provvisorio, e intorno all’età di quattro o cinque anni, il distacco dai loro coetanei sarà impercettibile.

    Confusione tra le lingue.
    Un’altro problema temporaneo è quello della confusione tra le lingue, per cui il bambino utilizza parole delle due lingue nella stessa frase o inizia a creare delle parole date dall’unione delle due. Il Vikingo ad esempio dice litolo, che è l’unione di lite e piccolo. La confusione è più evidente all’inizio, quando il vocabolario è limitato, e i bambini attingono dall’una o dall’altra lingua indifferentemente per riempire i vuoti di conoscenza. Ma non sembra essere una confusione reale, quanto piuttosto uno stratagemma per riuscire a comunicare anche quando il linguaggio non è ancora molto sviluppato. Questa fase viene naturalmente superata man mano che le proprietà linguistiche di ciascuna lingua aumentano. La separazione tra i due sistemi linguistici avviene in media tra i 2 e 3 anni di età.

    Una lingua principale.
    Per quanto ci si possa impegnare, bisogna ricordarsi che la lingua del paese in cui si vive diventerà necessariamente la lingua principale del bambino. A seconda della qualità e quantità di contatti del bambino con la lingua secondaria al di fuori della famiglia, questa sarà più o meno evoluta, e potrebbe essere quasi pari alla lingua principale. Nella maggior parte dei casi però non si riuscirà ad offrire quella varietà di stimoli linguistici che solo il vivere quotidianamente in un paese può offrirti. Effettuare frequenti viaggi nel paese della lingua secondaria, leggere libri, guardare film, aumentare il più possibile l’esposizione e la varietà, può aiutare a diminuire questa disparità.

    Differenze fra le scuole

     

    Scuola internazionale
    Le scuole internazionali (Americani, Inglesi, etc.) seguono modelli e strutture dei relativi paesi. Da una scuola Internazionale ci si aspetta che tutto il personale sia madrelingua e che quindi i bambini a scuola sentano sempre e solo la seconda lingua. Certo pero’ che bisogna sempre ricordare che una scuola non puo’ essere davvero monolingue a meno che anche i bambini parlino la lingua straniera, il che succede solo in rari casi, nella maggior parte dei casi molti dei bambini iscritti sono Italiani e giocano e parlano tra loro in Italiano. Comunque e’ un fatto che i bambini ascoltano un po’ o molto la lingua straniera tutti i giorni e interagiscono con una o piu’ persone in inglese, inoltre spesso queste scuola attirano anche bambini che vengono da famiglie miste o straniere, e quindi si creano le occasioni per trovare compagni di gioco internazionali.
    Infine da considerare quale metodo viene utilizzato per indurre i bambini a parlare la lingua straniera, che puo’ essere piu’ o meno rigido e severo.

    Scuola bilingue
    Una scuola bilingue ha un’insegnante madrelingua al suo interno, che a volte fa compresenza con un’insegnante italiana, a volte tiene la classe per qualche ora al giorno. Ma si definiscono bilingui anche le scuole che fanno una o due ore dilingua straniera  alla settimana, magari con un’insegnate esterna.

    Scuola H&L
    Le scuole H&L sono dei normalissimi asili, pubblici e/o privati, in cui l’insegnante ha seguito il training per proporre la seconda lingua straniera col metodo H&L cioe’ Hocus and Lotus.
    Il metodo Hocus & Lotus e’ stato sviluppato dalla Sapienza, e permette alle maestre di proporre la lingua straniera ai loro piccoli, la maestra non deve sapere la lingua, e gli obiettivi di H&L sono molto chiari. Si espongono i bambini ad un numero di storie, presentate in diversi formati e con diverse tecniche e modalita’ (tutte strettamente codificate dalla Sapienza), e ci si aspetta che entro la fine dell’anno abbiano imparato un certo numero di parole, come minimo in modo passivo, a volta anche attivo, dipende dai bambini e dall’insegnante. Soprattutto pero’ ci si aspetta che i bambini abbiano avuto un approccio ludico alla seconda lingua.

    SKY

    Gli anni migliori per l'apprendimento di una lingua straniera vanno dalla nascita ai 7/8 anni di etĂ  del bambino.
    One To Three (scuola bilingue da 0 a 6 anni) presenta il suo metodo educativo.

    Pubblicato in: Scuola
    Aprono in questi giorni le iscrizioni agli After School Clubs One to Three con sede in Viale Premuda 38/A, Milano.
    One To Three ha l’obiettivo fondamentale di dare ai propri piccoli alunni l’opportunità di crescere apprendendo naturalmente un’altra lingua. Perchè oggi l’inglese è la lingua dominante nel mondo e tutte le ricerche svolte dimostrano che le lingue si imparano con più facilità e naturalezza tra 0 e 6 anni.
    Ecco i laboratori proposti per il 2° quadrimestre:
    Laboratorio Artistico-Creativo:
    A partire dal 14 febbraio
    Lunedì e mercoledì dalle 17 alle 18
    EtĂ : 3/7
    Info e iscrizioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    Al One to Three i bambini esplorano e scoprono le loro emozioni grazie a un’infinità di espressioni e tecniche artistiche. Il programma si prefigge di usare l’arte come mezzo di esplorazione e di sviluppo non solo della capacità di coordinamento, ma anche delle capacità mnemoniche attraverso il mimare e cantare le filastrocche tradizionali inglesi. La lingua inglese diventa un’avventura creativa per i bambini. Il laboratorio si propone per esplorare le arti visive attraverso l’utilizzo di diversi materiali. Il fine è di far emergere il potenziale creativo di ogni bambino in un luogo sicuro
    ed accogliente. L’insegnante di madrelingua inglese è specializzata dal 1996 nell’insegnamento di arte ai bambini.
    Creative Playgroup in English:
    A partire dal 14 febbraio
    Martedì e Giovedì dalle 16.30 alle 18
    EtĂ : 1/3
    Info e iscrizioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    Il gruppo di gioco ha lo scopo di coinvolgere i bambini alla socializzazione tra loro in lingua inglese. E’ rivolto a tutti i bambini cha ancora non frequentano il nido per offrir loro la prima opportunità di socializzazione tra coetanei. Il gruppo sarà di 8 bambini che nel corso del semestre impareranno a conoscersi. La lingua utilizzata durante l’attività in modo esclusivo è l’inglese.
    Per ulteriori informazioni:
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    ph. +39 329.6450502
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Lunedì 09 Novembre 2009 01:00

    Milano: nuova apertura per One To Three

    Dopo il grande successo dell’apertura dell’asilo nido One To Three a Milano in Viale Premuda nello scorso anno scolastico, ha inaugurato il 1° Ottobre in via Quarenghi 22 (zona San Siro) la seconda sede milanese dell’asilo nido.

    La novità è inoltre rappresentata dall’apertura nella stessa sede di due nuove sezioni di scuola materna (3-6 anni).
    Questa sarĂ  in assoluto la prima scuola materna con approccio educativo Reggio in inglese a Milano.
    La modernissima e spaziosa struttura di Via Quarenghi è stata sviluppata, progettata e arredata secondo i criteri dell’approccio educativo Reggio Emilia.
    Inoltre beneficia di un bellissimo giardino, attrezzato con giochi da esterno, di più di 600 m2, offrendo quindi ai bambini un’opportunità unica di attività all’aperto durante l’anno scolastico.

    Sabato 21 Novembre 2009 dalle 10.30 alle 18.30 in Via Quarenghi 22 a Milano si terrà l’Open Day della nuova struttura per tutti i genitori interessati ad iscrivere i propri figli alla scuola materna.

    Per ulteriori informazioni: www.onetothree.it
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    ph. +39 329.6450502

    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Giovedì 26 Novembre 2009 13:44

    Il bilinguismo

    Nella moderna societĂ  multiculturale, nascono sempre piĂą bambini da genitori che parlano due lingue diverse. Ma il bilinguismo non crea nessuna confusione nei piĂą piccoli, anzi! Sembra che crescere in una famiglia dove si parlano due lingue diverse aiuti a sviluppare le capacitĂ  linguistiche e cognitive.

    Secondo Jacques Mehler e Agnes Melinda Kovàcs, della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, “crescere in una famiglia in cui si parla più di una lingua conferisce al bambino un vantaggio cognitivo: accresce infatti alcune funzioni cognitive, le cosiddette funzioni esecutive. Ovvero quei processi fondamentali per eseguire ciascun tipo di compito, non solo verbale. Determinanti per gestire e pianificare attività, che permettono di coordinare delle azioni e inibirne delle altre, spostando l’attenzione da un aspetto a un altro a seconda del compito da eseguire. Come, per esempio, inibire le tecniche proprie della discesa libera per praticare con successo lo sci di fondo”.
    Prosegue Mehler, direttore del Laboratorio Linguaggio, cognizione e sviluppo della Sissa, figura di spicco internazionale negli studi sull’apprendimento linguistico:“Ancora prima di iniziare a parlare, un bambino che è esposto a due idiomi fin dalla nascita sa distinguere la lingua materna da quella paterna e riesce ad apprendere regolarità linguistiche più velocemente di un bambino monolingue. Il cervello di un bambino esposto a due lingue, infatti, è più duttile perché è allenato a distinguere gli stimoli verbali della lingua paterna da quelli della lingua materna, senza che le due lingue interferiscano tra loro. Questo non significa che sia più intelligente, ma come un maestro di scacchi è più veloce di un neofita nel memorizzare diverse configurazioni sulla scacchiera, così un bilingue è in grado di acquisire più velocemente e distinguere diverse strutture linguistiche rispetto a un coetaneo monolingue. Perché è allenato a farlo. E il suo sviluppo cognitivo ne trae vantaggio. Insomma, se un bambino cresce fin dalla culla in un ambiente bilingue apprenderà in maniera naturale due differenti idiomi grazie a una proprietà generale del cervello, la plasticità. E grazie alla ricchezza dell’ambiente linguistico, migliorano alcuni meccanismi di apprendimento. Il bilinguismo infatti è positivo per lo sviluppo cognitivo. Ma ciò non vuol dire che bisogna forzare l’apprendimento di una seconda lingua per rendere tutti i bambini dei bilingui”.
    Si è arrivati a queste conclusioni grazie ad alcuni test realizzati con bambini di 12 mesi –metà bilingui e metà monolingui. Ai bambini sono stati presentati stimoli verbali diversi, e in base al tipo di parola compariva un pupazzo su un lato di uno schermo. “Abbiamo constatato – commenta Mehler – che il bambino bilingue apprende con maggiore facilità due strutture linguistiche simultaneamente e riesce a reagire al cambiamento di situazione. I bambini cresciuti in un ambiente bilingue si sono rivelati infatti più capaci dei loro coetanei monolingui nel prevedere il lato dello schermo dove sarebbe comparso il pupazzo subito dopo aver ascoltato gli stimoli sonori”.
    In conclusione, i bambini bilingui sarebbero più bravi a selezionare gli stimoli, prendendo in considerazione solo ciò che ha importanza in un determinato contesto. E’ come se si dovesse spegnere l’interruttore di una lingua e accendere l’altra al fine di parlare quella più appropriata allo scopo. Per chi cresce imparando due lingue, passare da una all´altra è naturale. “I bambini che crescono in una famiglia in cui si parla più di una lingua, riescono a monitorare più velocemente differenti stimoli linguistici ancora prima di imparare a parlare, e così riescono ad apprendere le proprietà fondamentali della lingua di entrambi i genitori. Così da poter gestire senza difficoltà due idiomi diversi. Infatti” - conclude Mehler – “anche se un bambino bilingue grosso modo deve imparare il doppio dei vocaboli rispetto a un suo coetaneo monolingue, perché deve apprendere due lingue anziché una, non manifesta alcun ritardo nello sviluppo delle capacità linguistiche. E produrrà le sue prime parole come i bambini monolingui: la prima parola indicativamente intorno a un anno, fino a produrne una quindicina intorno ai diciotto mesi di vita”.


    Fonte: marketpress.info
    SKY

    Gli anni migliori per l'apprendimento di una lingua straniera vanno dalla nascita ai 7/8 anni di etĂ  del bambino.
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    Pubblicato in: Crescendo

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