Essere una mamma o un papà single è un mestiere faticosissimo, forse il più duro.
Vi sono i separati o i divorziati. Oppure coloro che hanno deciso di portare a termine la gravidanza consapevoli del fatto che non avrebbero avuto l’appoggio del padre o della madre del bambino. Purtroppo vi possono essere poi lutti prematuri oppure chi ha consapevolmente scelto questa strada.
Il lavoro dei genitori single è il mestiere più duro del mondo.
Grande la tensione psicologica a cui si è sottoposti quando si sente gravare il peso delle responsabilità unicamente sulle proprie spalle. Talvolta ci sono nonni, sorelle o amiche sulle quali fare affidamento, ma molti sono quelli che contano solo e solamente su se stessi. L’impegno richiesto è gravoso se si conta che già è difficile essere genitore e lavoratore allo stesso tempo quando si ha un partner vicino.
Le cose da fare non finiscono mai: dopo il lavoro è una corsa unica, tra l’andare a prendere il figlio a scuola, fare la spesa, arrivare a casa e far fare i compiti alla creatura, cucinare, fare la lavatrice, pulire casa. E magari fare i salti mortali per trovare qualche minuto per sé, anche solo per farsi una doccia in santa pace. Normale quindi sentirsi colpiti da ansia e stanchezza. O sentirsi isolati: gli amici single o quelli che possono contare su un partner un minimo collaborativo, hanno sicuramente una vita più semplice. È importante a tal proposito cercare di costruirsi una rete di salvataggio, altri genitori single o genitori in generale con i quali aiutarsi vicendevolmente.
Cercate di vedere i lati positivi della vostra condizione familiare.
L’importante è non lasciare prevalere lo sconforto. Trovare un equilibrio non è facile ma è possibile.
L’errore che molti genitori soli fanno è riversare tutto se stessi nel proprio figlio. Convincervi di esistere solo in sua funzione e nutrire aspettative esagerate nei suoi confronti (ovvero pretendere che questo valga anche per lui o lei) non è certo il modo di condurre un’esistenza sana. Non vi vorrà meno bene se un giorno alla settimana per un paio d’ore lo affiderete a una baby sitter, un’amica o una nonna mentre voi andate a svagarvi. L’errore più frequente dei genitori single è l’essere iperprotettive e iperpresenti: lasciate che viva la sua vita, siate presenti ma non ossessivi. Permettetegli di venire a contatto con la realtà , senza rinchiuderlo in una bolla. Ricordatevi che il far parte di una famiglia monoparentale non farà sentire un bambino meno amato.
Se siete reduci da un divorzio o da una separazione, non negate al piccolo la presenza di una figura paterna/materna nella sua vita. Non ci sarà quotidianamente, ma ci deve comunque essere. E non meno importante deve contribuire al suo mantenimento: una crisi finanziaria è l’ultima cosa della quale avete bisogno. Se siete un genitore single per scelta non nascondetelo al bambino. Parlategli del padre/della madre, magari prima che lo faccia qualcun altro al posto vostro.
Altra cosa importantissima: non permettete ai vostri figli di essere dei tiranni. Siete una squadra, dovete collaborare vicendevolmente per far funzionare le cose. Ricordatevi che state facendo un doppio lavoro: è un grande sforzo. Non sentitevi in difetto o colpevoli: i bambini lo intuiranno e non è sano. Come tutti i minori hanno bisogno di stabilità , ma è un elemento particolarmente cruciale per chi conta su un solo genitore. Necessitano di un ambiente stabile (casa, lavoro, amicizie…).
Non dimenticatevi che genitori e figli sono su due piani di gerarchia differente: un altro degli errori più comuni è quello di far sentire i bambini troppo adulti. Il bambino non è un vostro pari. Infine se non ce la fate non abbiate paura di chiedere aiuto a chi vi sta vicino: il bisogno del supporto degli altri non deve farvi sentire una mamma o un papà meno bravo.




















