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  • Come diventare buoni genitori

    Come diventare buoni genitori Photo by: Benjamin Earwicker

    Negli anni recenti la vita familiare è cambiata enormemente. Le famiglie degli ultimi venti o trent’anni sono molto diverse da quelle attuali, e non si vuole sostenere che quanto accadeva nel passato era meglio, ma sicuramente era molto diverso. Fin dai primi giorni di vita del bambino i genitori gli creavano intorno una specie di guscio protettivo e più tardivamente il bambino si apriva agli stimoli del mondo esterno. La madre dedicava molto del suo tempo all’accudimento del figlio, il padre si occupava del sostentamento economico della famiglia. I bambini conducevano una loro vita separata da quella dei genitori: non uscivano con loro la sera, e solo raramente partecipavano ai loro viaggi e spostamenti. Era un’esistenza da bambini!

    Oggi non è più così. Il nuovo padre è un uomo che sa prendersi cura dei figli, per la donna è un compagno, a volte un collega e soprattutto un sostegno. Sa cambiare i pannolini, si sveglia di notte. Ma il rischio è che questa figura diventi troppo androgina, un padre senza mascolinità. Cosa accade nelle famiglie di oggi quando nasce un bambino? Fin dalla sua comparsa il neonato entra immediatamente nella corrente familiare, entrambi i genitori si occupano di lui e non esiste più il guscio protettivo che c’era in passato, adesso deve fare i conti con mille stimoli. Non esistono più le rigide regole del passato, ma ogni giorni ci si deve regolare nel rapporto con l’altro, è una negoziazione continua. I genitori devono trovare un accordo con il lattante cercando di capire ciò che vuole comunicare, si discute con il bambino di 2 anni per convincerlo a fare la pipì nel vasino, occorre pregarlo per andare a letto. I bambini seguono i genitori dovunque: li accompagnano nelle uscite serali, si addormentano nei divani delle sale di attesa degli aeroporti, si alzano presto al mattino per andare al nido dove rimarranno fino a tardi, per essere poi presi magari da genitori di altri bambini che svolgono a turno questa incombenza. Quando sono più grandi, iniziano una vita da piccoli manager: mattina a scuola, pranzo di corsa perché c’è la lezione di musica, poi alle 5 la palestra e via dicendo. A sera genitori e figli sono esausti, e non c’è più tempo per la condivisione e per il dialogo.

    Ma tutto questa sarĂ  positivo?

    Se la rigida autorità dei genitori del passato era fonte di sofferenza, forse oggi i genitori corrono il rischio opposto: quello di non stabilire sufficienti regole di cui i bambini, ma anche gli stessi genitori, hanno bisogno. I bambini imparano a vivere secondo un ritmo frenetico che rispecchia il mondo degli adulti. I bambini sono tuttavia troppo poco protetti dall’autorità dei genitori, in particolare i padri: avendo rinunciato al ruolo tradizionale, non sanno ancora trovare la strada nuova da percorrere e spesso la loro funzione si sovrappone a quella delle madri. E la mancanza di un’autorità paterna che stabilisca le norme si risente soprattutto durante l’adolescenza dei figli, che a questo punto rischiano di ballare da soli, privi della necessaria cornice familiare.

    E’ necessario oggi aiutare i genitori a capire come parlare con i figli, come contrattare se il bambino si ostina a non collaborare, come intervenire se il bambino si oppone, eventualmente facendo anche la voce grossa.

    L’aspetto che oggi preoccupa maggiormente i genitori, riguarda proprio le regole: quando è opportuno imporsi? fino a che punto?

    Educare i figli è uno dei compiti più difficili, e i genitori possono trovarsi destabilizzati e sentirsi sopraffatti dalle problematiche dei loro figli.

    I genitori si occupano della gestione quotidiana dei figli che è fatta di condivisioni, confronti, regole, trasgressioni, conflitti, momenti di serenitĂ , comportamenti che possono segnalare un disagio (come il bullismo), le difficoltĂ  di interazione con i coetanei, le problematiche scolastiche, i comportamenti “di abuso” in adolescenza (utilizzo di sostanze stupefacenti, rapporti sessuali non protetti, fumo, alcol). 

    Come intervenire?

    I genitori solitamente oscillano fra due metodi educativi: quello AUTORITARIO e quello PERMISSIVO, ma entrambi questi metodi hanno dei limiti e non favoriscono la crescita e lo sviluppo della responsabilità nei figli. Un metodo relativamente recente, ma già molto conosciuto in tutto il mondo, per educare i figli con metodo empatico, è quello suggerito da Thomas Gordon. I corsi che adottano il metodo, aiutano i genitori ad essere sempre più AUTOREVOLI.

    Cosa vuol dire essere Genitori Efficaci?

    Il metodo Gordon offre strumenti pratici e concreti che aiutano i genitori nella relazione quotidiana con i propri figli, con l'obiettivo di diventare più efficaci nel supportarli, nell’accogliere i loro problemi e nello stabilire e far rispettare regole di comportamento. Diminuisce così il rischio che i figli sfuggano ai loro impegni scolastici o domestici, rifiutino la famiglia con i suoi valori e ideali e sviluppino comportamenti a rischio. Un’educazione familiare che applica il metodo proposto da Gordon ha dimostrato avere un’influenza positiva nella crescita dei figli, soprattutto per quello che riguarda la stabilità emotiva e la maturità cognitiva.

    Per diventare genitori autorevoli bisogna…

    1. Saper migliorare la qualità dell’ascolto rivolto ai figli, in modo che si sentano maggiormente compresi;
    2. Stabilire norme di comportamento;
    3. Riconoscere ed evitare i comportamenti che ostacolano la comunicazione con i figli;
    4. Modificare insieme ai figli l'ambiente domestico in modo da ridurre i problemi riguardanti la vita in comune;
    5. Favorire la discussione e l'interazione con i figli;
    6. Risolvere i conflitti in modo che tutte le parti in causa si sentano rispettate;
    7. Evitare le conseguenze negative del permissivismo, senza cadere in comportamenti autoritari;
    8. Aiutare i figli a diventare persone fiduciose ed autonome, contribuendo allo sviluppo della loro autostima e fiducia in se stessi;
    9. Supportare i figli nelle scelte e nelle decisioni importanti che riguardano la loro vita.

     

    Essere genitori è davvero un’impresa ardua, forse è il mestiere più difficile che si possa immaginare di poter svolgere, soprattutto ai nostri giorni. Altrettanto difficile è dipingere un prototipo di genitore perfetto in quanto strutturarlo entro alcuni termini significherebbe privarlo di tutte quelle caratteristiche umane e imperfette da cui l’uomo stesso viene soggiogato. Nonostante ciò, le coordinate di uno psicologo possono risultare utili a tutti quei genitori che si chiedono continuamente se sono o meno dei buoni genitori e cosa possono fare per migliorarsi al fine di assicurare al proprio figlio uno sviluppo sano.

     

    Paola Catalano


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