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    A Milano, all’interno del Negozio Chicco di Via Dante 6, sabato 19 maggio Chicco e Ai.Bi. hanno organizzato un “porte aperte†dell’adozione per tutti coloro che desiderano approfondire il tema con il supporto di esperti del settore, assistenti sociali, legali e psicologi che saranno a disposizione delle famiglie per chiarire dubbi e rispondere alle domande inerenti le procedure istituzionali ma anche le implicazioni psicologiche e sociali che le coppie possono incontrare durante l’iter adottivo.

    «Era doveroso inserire tra le nostre priorità una giornata dedicata al mondo delle adozioni - dichiara Marco Griffini, Presidente Ai.Bi. - oggi più che mai le famiglie si pongono domande e chiedono risposte e noi, che da oltre 25 anni ci occupiamo di infanzia e adolescenza abbandonata, non possiamo non accogliere il loro grido di aiuto. L’abbandono è la quarta emergenza umanitaria internazionale ed è un fenomeno in crescita. »

    «In questo “porte aperte dell’adozione†vogliamo parlare al cuore delle famiglie e renderle consapevoli dell’emergenza. La crisi sta impattando negativamente sull’accoglienza; se non si cambia, e velocemente, le adozioni internazionali rischiano di finire entro il 2021. Ai.Bi. è profondamente impegnata in questa battaglia e ritiene che la svolta potrà avvenire, e quindi il trend potrà essere ribaltato, solo a fronte di un profondo cambiamento culturale e procedurale».

    Continua Griffini: «Durante l’Open Day, sarà presentato anche il Manifesto di Amici dei bambini “Oltre la crisi: più famiglie e più adozioni. Per una nuova legge dell’adozione internazionaleâ€, dove esporremo le nostre proposte riguardo una riforma di legge. Chi vorrà aderire potrà sottoscrivere il manifesto».

    Simbolo dell’Open Day è la nuova edizione del Chicco di Felicità, il ciondolo - firmato Chicco e Ai.Bi. - venduto in tutti i negozi Chicco al prezzo di 3 euro, che ha già aiutato molti bambini a trovare l’affetto di una famiglia grazie al contributo di migliaia di persone divenute fan del progetto.

    “Siamo molto fieri dei risultati raggiunti ad oggi grazie alla collaborazione con Ai.Bi. Amici dei Bambini†dichiara Francesca Catelli, Vice President Corporate & Communication Image Artsana Group “ma siamo anche consapevoli della necessità di continuare al meglio delle nostre possibilità e con grande impegno per raggiungere giorno dopo giorno nuovi traguardi. Con l’aiuto di nuovi fan del Chicco di Felicità potremo realizzare ancora molto e aiutare tanti genitori e bambini a diventare una famiglia.â€

    Non mancheranno testimonianze di coppie che hanno già vissuto l’esperienza adottiva e che racconteranno la loro storia, la felicità di essere genitori adottivi e l’unicità dell’adozione, incoraggiando le coppie aspiranti a superare gli ostacoli nei quali ci si imbatte durante il percorso per diventare una famiglia.

    Testimonial dell’Open Day a favore delle adozioni internazionali anche il famoso conduttore Max Laudadio, che sostiene il diritto di ogni bambino ad avere due genitori che lo amino e lo accolgano.

    Durante la giornata 10 tappe in tutta Italia ospiteranno le attività di informazione, formazione e accompagnamento delle coppie e dei bambini nel percorso verso la creazione di una nuova famiglia, oltre a Milano altre 9 città saranno coinvolte presso le sedi regionali dell’Associazione Amici dei bambini: Bolzano, Mestre, Torino, Firenze, Bologna, Roma, Salerno, Barletta e Messina.

    Le sedi aperte:

  • Milano
    c/o il negozio Chicco di via Dante 6 (dalle ore 14.30)
  • Barletta
    c/o la Parrocchia S.S.mo Crocifisso in Via Zanardelli 33 – Barletta (BT)
  • Bologna
    Via del Monte 5 – Bologna
  • Bolzano
    c/o Bimbinfiera Piazza Fiera 1, Bolzano
  • Firenze
    Via Niccolò da Uzzano 91 – Firenze
  • Messina
    Via Leonardo Sciascia, 2 – Messina
  • Mestre
    Via Querini, 19/A – Mestre (Ve)
  • Roma
    Via Lungotevere dei Vallati, 10 – Roma
  • Salerno
    Centro Sportivo Arbostella, c/o Parco Arbostella – Salerno
  • Torino
    c/o Centro Culturale Principessa Isabella – Circoscrizione V, via Verolengo n.212 – Torino

  • Per maggiori informazioni: www.aibi.it/ita/sostieni-aibi/open-day

    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Mercoledì 23 Febbraio 2011 18:54

    Adozioni ai single

    La recente sentenza della Cassazione ha aperto un nuovo dibattito in merito alla possibilità di aprire le adozioni internazionali anche ai single. 

    Tra le reazioni di rifiuto spicca quella di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia e presidente della Commissione Adozioni Internazionali (CAI): â€Abbiamo centinaia di coppie regolarmente sposate in attesa da anni di poter adottare un bambino. Abbiamo molti aspiranti genitori e pochi bambini. Che senso ha allargare le liste d’attesa e i criteri d’adozione? Mi sembra una pura battaglia ideologicaâ€.

    Marco Griffini presidente Ai.Bi. (Amici dei bambini) ha dati opposti: “E’ aumentato in modo eccezionale il numero di bambini abbandonati, sono diminuite le richieste da parte delle coppie.Bisogna scegliere tra il male maggiore e il bene minore, il male maggiore per un bambino è rimanere in istituto, il bene minore, di fronte al bene maggiore che è quello di aver la famiglia migliore possibile, è avere un genitore single che si faccia carico di cambiare il suo destinoâ€.

    A tal proposito Ai.Bi. nei giorni scorsi ha lanciato un referendum e alla domanda “Adozioni ai single: chi ha ragione Giovanardi o Griffini?†il 75% dei votanti ha scelto Griffini.

    Riportiamo di seguito alcuni dei commenti ricevuti:

    “Non sono sposata e da 8 anni sto cercando di adottare avvalendomi dell’art44 della legge vigente.- E’ facile dire che un bambino ha bisogno del padre e della madre e che ci sono tante coppie in lista di attesa.- Ma questo discorso non fa’ onore soprattutto agli addetti ai lavori.-Vogliamo far finta di ignorare tutti quei bimbi che sono in istituto in Italia e soprattutto nel mondo e che non sono accettati dalle cosiddette “famiglie normali� E’ molto più comodo fare come gli struzzi che avere un po’ di coraggio e valutare tante persone single che potrebbero assicurare a questi bambini una “sana e calda famiglia†comunque alternativa all’istituto.- Giovanardi e tanti giudici onorari dei tribunali dei minori farebbero bene a togliere la benda e guardare negli occhi i bambini che ancora muoiono nel mondo di dissenteria!!!!!†Maria Stefania

    “Mi sembra che non ci sia bisogno di altre leggi, le adozioni speciali già esistono e prevedono la possibilità in casi speciali di poter adottare un bimbo anche se si é single. Perché no  in questi casi ben venga. Mi ha però colpito molto il commento di Griffini: se ci sono sempre meno famiglie disponibili all’accoglienza é bene optare per Il male minore, ovvero il single meglio dell’istituto. Già..Perché invece non facciamo in modo che le famiglie disposte all’ accoglienza aumentino?
    Ma ci chiediamo quali sono le ragioni per cui diminuisce la disponibilità delle famiglie  all’adozione?
    Saranno forse i 30.000/40.000 euro (più o meno) per le spese di adozione? visti i tempi che corrono. Saranno gli anni da mettere in conto per  ottenere l’idoneità, il lungo iter burocratico, l’attesa, lo scarso sostegno alle famiglie, saranno alcuni operatori che lavorano nell’adozione che sostengono che non ci sono abbastanza bambini rispetto al numero delle famiglie adottive disponibili,  saranno certi giudici che sconsigliano le seconde adozioni e  che con certi atteggiamenti non promuovono l’accoglienza? Chissà.. Alle famiglie adottive fanno il terzo grado ..psicologhe, assistenti sociali, giudici…Ai single? che contraddizione. Dove va a finire la famiglia? sembra proprio che si voglia a tutti i costi distruggerla…. Mi chiedevo poi come fa una persona single a sostenere da sola tutto un iter, il cammino dell’adozione, splendido senza dubbio e di grande crescita umana, ma sicuramente faticoso, fatto di dialoghi continui tra moglie e marito, emotivamente impegnativo. Come fa’ una persona da sola ad affrontare tutto questo? Se poi deve lavorare dalle 8 alle 19.00 chi si occupa del minore? Se poi deve pagare il mutuo o l’affitto più le varie spese quotidiane,  dove li trova i 30.000 euro per l’adozione? Già dimenticavo che ci sono anche i single vip…le coppie di fatto etc. etc.
    Scusate dove sta il bene del minore? Si parla tanto del bisogno fondamentale di un papà e una mamma come figure di riferimento insostituibili  per crescere un bimbo in modo sano ed equilibrato. Spesso si chiede alle mamme di rivedere il proprio contesto lavorativo in modo da dedicare più tempo ai bimbi…Immaginiamoci un single…mi sono persa… Sono un po’ amareggiata.†Francesca


    Fonte: Ai.Bi.
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo

    Nel 2010, causa crisi economica, si è registrato un calo vertiginoso nelle richieste di adozione dall’estero.
    Gli aspiranti genitori viste le incerte condizioni del mercato sono stati scoraggiati dall’iniziare un percorso che potrebbe costare fino a 20mila euro tra viaggi, soggiorno e spese di mediazione (secondo quanto calcolato dal quotidiano Avvenire).
    Una boccata d’ossigeno al sistema però arriva dalle nuove modalità di rimborso per le adozioni internazionali e dal Fondo nuovi nati prorogato al 31 dicembre.

    Rimborsi
    Oltre al rimborso forfettario di 1.200 euro (concesso per ogni adozione ed erogato a partire dal 2007) i genitori che hanno adottato uno o più minori stranieri "per i quali sia stato autorizzato l’ingresso e la residenza permanente in Italia nel 2009" hanno diritto al rimborso delle spese sostenute.
    Rimborso che può variare dal 50% dei costi per le coppie con reddito annuo fino ai 35mila euro, al 30% per quelle con un reddito tra i 35 e i 70mila.

    Dove, come, quando
    Per ottenerlo occorre presentare, entro il 31 gennaio 2011 una richiesta di rimborso  indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, utilizzando il Modello A allegato al decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 287 del 9 dicembre 2010.
    L’istanza di rimborso deve essere corredata da diversi documenti come la copia dell’autorizzazione all’ingresso e alla residenza permanente in Italia del minore, e il Modello Unico o 740 relativo ai redditi 2009. Per un elenco completo dei documenti e per scaricare i moduli basta recarsi sul sito della commissione adozioni.

    Proroga Fondo nuovi nati
    Altra buona notizia, quella relativa al Fondo per i nuovi nati, che riguarda anche tutti i bambini adottati e che garantisce prestiti agevolati fino a 5mila euro a famiglie con bebè.
    I termini per i nati nel 2009 erano scaduti il 30 settembre, ma il 2 dicembre il Dipartimento per le politiche della famiglia in collaborazione con l’Abi ha deciso di riaprirli.
    Quindi i genitori che hanno avuto una nascita o una adozione nel 2009 potranno presentare la domanda di accesso al prestito fino al 31 dicembre.

    Il mercato libero
    Il Fondo permette di accedere a tassi realmente agevolati rispetto a quelli offerti normalmente dalle agenzie di finanziamento, ma se fosse necessaria una liquidità ulteriore ci si può rivolgere al libero mercato.
    Attraverso Supermoney, il portale del confronto prestiti personali e delle tariffe, abbiamo cercato i prestiti “liquidità†più convenienti per un dipendente a tempo indeterminato che richiede 5mila euro da rimborsare in 60 mesi (assicurazione compresa).
    Il taeg più basso, 10,98%, è  proposto da Prestito Findomestic. In questo caso la rata mensile si attesta sui 107,4 euro per un costo complessivo del finanziamento di 6.442 euro.
    Al secondo posto si classifica Prestito Contante di Unicredit Family Financing con un taeg del 11,54%, rata di 108,6 euro e importo totale di 6.518.
    Medaglia di bronzo per il 12,16% di taeg di Creditopplà Fisso di Ubi Banca: rata mensile di 110 euro, e importo da rimborsare a scadenza di 6.603 euro.

    Fonte: Kataweb Consumi

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo

    La procura della Cassazione dice “no†alle coppie che chiedono un bambino in adozione indicando di non essere disponibili ad adottare bimbi di pelle nera o di etnia non europea.

    Il caso nasce da un ricorso presentato alla procura generale della Cassazione dall’associazione “Amici dei Bambiniâ€, impegnata nella tutela dei diritti dell’infanzia. Al centro della vicenda, l’accoglimento, da parte del tribunale dei minorenni di Catania, dell’istanza di una coppia che si era dichiarata disponibile «all'accoglienza fino a due bambini, di età non superiore ai 5 anni senza distinzione di sesso e religione» e «non disponibile ad accogliere bambini di pelle scura o diversa da quella tipica europea o in condizione di ritardo evolutivo». Il tribunale di Catania, aveva quindi dichiarato i coniugi «idonei all'adozione sino a due minori di nazionalità straniera che presentino le caratteristiche risultanti dalla motivazione».

    Secondo Marco Griffini, presidente dell'associazione che ha presentato l'esposto, il decreto emesso dal tribunale contiene «una palese discriminazione su base razziale nei confronti di minori di colore e di etnia straniera a quelle presenti in Europa». La procura generale della Cassazione ha quindi deciso di sollevare a sua volta il caso di fronte alle sezioni unite, chiedendo, come ha fatto il sostituto pg Aurelio Golia, l'accoglimento del ricorso. La decisione delle sezioni unite civili, che non avrà ripercussioni sul caso di Catania, ma stabilirà soltanto un orientamento giurisprudenziale, arriverà nelle prossime settimane.

    Fonte: Corriere della Sera

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Da uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Western Journal of Nursing Research risulta che la depressione che colpisce molte mamme dopo la nascita di un figlio sembra colpire anche le madri adottive.
    L'arrivo di un bambino anche per le mamme adottive rappresenta un forte scombussolamento.
    Alcune possono sentirsi destabilizzate e non adeguate al nuovo compito, soprattutto - spiegano gli autori dello studio - se hanno avuto un'infanzia difficile.
    In queste mamme i segni del baby blues sono gli stessi che colpiscono chi ha partorito naturalmente. Ma per esse è più difficile chiedere aiuto sia perché il loro malessere è poco conosciuto anche dai medici sia per la paura di essere considerate inadatte al ruolo materno.
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Mercoledì 24 Marzo 2010 10:20

    Il percorso dell'adozione

    L'adozione ha lo scopo di assicurare ad ogni bambino una famiglia: adottare non è, quindi, un diritto degli adulti, che semplicemente possono dichiararsi disponibili ad adottare un bambino e chiedono che ne sia accertata l'idoneità.
    L'istituto dell'adozione risponde, piuttosto, al diritto di ogni bambino di avere una famiglia.
    Il percorso ha delle differenze a seconda che si voglia adottare un bambino italiano oppure non italiano.

    Adozioni internazionali

    Fino al 1983, anno in cui fu riformata la legge sull'adozione internazionale, essa era regolata secondo la legge vigente negli stati di appartenenza dei bambini in stato di abbandono.
    Questo consentiva l'applicazione di regole a volte fin troppo permissive.

    Il regolamento dell'adozione internazionale oggi fa riferimento alla legge n. 476 del 1998 con cui l'Italia ha aderito alla convenzione de L'Aja del 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.

    Il principio cui si ispira la legge sull'adozione è quello della sussidiarietà: l'adozione internazionale è l'ultima strada da seguire, quando non sia stato possibile aiutare il bambino all'interno della sua famiglia e del suo paese d'origine. In quest'ottica, quindi, l'adozione internazionale rappresenta un modello di società civile improntato alla solidarietà per l'infanzia abbandonata a sé stessa, piaga dei paesi più poveri del mondo.

    Il percorso da seguire per adottare un minore straniero:

    1) Dichiarazione disponibilità
    Il primo passo da compiere per una coppia che intende procedere all'adozione internazionale, è la dichiarazione di disponibilità. Essa va presentata all'ufficio di cancelleria civile del Tribunale dei Minori competente al proprio territorio di residenza.
    I requisiti richiesti per l'adozione internazionale sono gli stessi richiesti per l'adozione nazionale e rispondono alla legge n. 184 del 1983.
    2) Verifica dei requisiti
    In questa fase, i servizi degli Enti Locali collaborano con il tribunale dei minori e devono accertare la presenza dei requisiti della coppia, valutarne le potenzialità genitoriali  e raccogliere informazioni sulla situazione famigliare, personale e sociale dei coniugi.
    3) Decreto di idoneità

    Emanare il decreto di idoneità dei coniugi spetta al Tribunale dei Minori, che lo emette entro 2 mesi dalla ricezione della relazione dei servizi territoriali.
    Se viene decretata l'idoneità della coppia, il decreto viene inviato alla Commissione per le Adozioni Internazionali e all'ente autorizzato scelto dalla coppia.
    4) Ricerca con l'ente autorizzato
    I genitori devono rivolgersi ad un Ente Autorizzato che aiuterà la coppia nel perocorso adottivo.
    La scelta dell'Ente determina anche la provenienza del bambino che si intende adottare: ogni ente, infatti, opera in determinate zone del mondo e non il altre.
    5) Incontro all'estero
    Una volta che le autorità competenti estere abbiano indicato all'ente autorizzato un bambino adottabile, l'ente convoca la coppia e con il suo assenso, organizza l'incontro tra i coniugi e il bambino.
    Questo è il momento più delicato dell'intero percorso, in cui l'ente si fa carico interamente degli aspetti tecnici dell'incontro (trasferimenti dei coniugi nel paese estero, incontro col bambino, trasferimento in Italia del minore…), nonché della procedura di adozione, qualora l'incontro si concluda positivamente sia da parte di genitori e bambino, sia da parte dell'autorità estera.
    6) Rientro in Italia
    L'ingresso in Italia per il bambino accompagnato dai nuovi genitori viene autorizzato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali dopo aver ricevuto dall'Ente autorizzato la documentazione sull'incontro all'estero e il consenso dei coniugi.
    7) Conclusione
    La procedura si conclude con l'ordine da parte del Tribunale per i Minorenni di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile. A questo punto, il minore viene a far parte a tutti gli effetti del nucleo famigliare, di cui assume il cognome, i diritti e i doveri di figlio legittimo e assume la cittadinanza italiana.

    Adozione nazionale

    Per poter adottare un bambino, è necessario che il bambino venga dichiarato adottabile, ovvero che ne sia accertato lo stato di abbandono. Solo allora, può avere inizio la procedura adozionale, che renderà il bambino adottato un figlio legittimo a tutti gli effetti.
    Per presentare una domanda di adozione i coniugi devono assolutamente possedere i requisiti richiesti dalla legge (numero 184 del 1983).

    Il percorso verso l'adozione di bambini italiani è il seguente:

    1) Domanda di adozione
    Si tratta di una domanda in carta semplice valida per 3 anni e rinnovabile. Essa deve essere accompagnata da tutti i documenti necessari a provare la presenza dei requisiti necessari.
    2) Accertamento della capacità della coppia
    Ricevuta la domanda di adozione, il Tribunale per i Minorenni dispone per una serie di accertamenti volti a stabilire l'effettiva idoneità della coppia all'adozione.
    Il compito di effettuare queste indagini è affidato ai servizi socio-assistenziali degli enti locali in collaborazione con le unità sanitarie locali.
    3) Affidamento preadottivo
    Una volta terminate le indagini, il Tribunale per i Minorenni valuta la relazione inviata dall'ente locale e, in base ai dati raccolti, stabilisce se la coppia è idonea all'adozione.
    4) Dichiarazione di adozione
    Al termine dell'affidamento preadottivo, il Tribunale per i Minorenni verifica la sussistenza delle condizioni previste per legge e, col consenso del maggiore di 14 (o udito il maggiore di 12), valutati le informazioni e i risultati delle indagini e sentiti i soggetti indicati dalla legge, formula il decreto di adozione.

    Requisiti della coppia


    Per poter presentare la domanda di adozione, i coniugi devono dimostrare di possedere i requisiti richiesti dalla legge (n.184 del 1983):

    - Matrimonio: Possono fare domanda di adozione i coniugi che siano sposati da almeno 3 anni o, in alternativa, meno di 3 anni ma solo se possono dimostrare di aver convissuto per almeno 3 anni prima del Matrimonio in modo stabile e continuativo
    - Separazione: Non deve avere avuto luogo tra i coniugi alcuna separazione negli ultimi 3 anni, neanche di fatto
    - Età: tra i coniugi e il bambino deve esserci una differenza d'età minima di 18 anni e massima di 45 anni (salvo casi di danno grave per il minore). Se uno solo dei coniugi supera il limite massimo di età di non più di 10 anni, l'adozione è ancora possibile
    - Idoneità: I coniugi devono essere ritenuti idonei dal giudice ad educare istruire e mantenere il minore (sotto il profilo morale e materiale)

    Mentre i primi 3 punti sono dimostrabili attraverso certificati e dichiarazioni, ovviamente la presenza dell'ultimo requisito è molto più difficile da attestare e richiede un esame attento da parte dei servizi socio-assistenziali dell'ente locale.


    Adottare un figlio deve essere una scelta matura, responsabile e completamente condivisa dai due componenti della coppia.
    L' adozione è infatti un capitolo complesso e delicato della vita famigliare della coppia.
    Avere un figlio adottivo significa aprire nella propria famiglia uno spazio non solo fisico, ma soprattutto mentale per l’accoglienza di un bambino o di una bambina, generato da altri, con una sua storia, un suo carattere, bisognoso di continuare con i nuovi genitori una sua seconda possibilità di vita.
    Indipendentemente dalle motivazioni che spingono a percorrere questa strada di gioia e di difficoltà, il percorso verso la genitorialità susciterà emozioni, vissuti, dinamiche famigliari complesse e diverse da caso a caso.

    Per maggiori informazioni:
    http://www.tribunaledeiminori.it/

    Pubblicato in: Adozione
    Si chiama “Adozioni In Rete†il servizio gratuito di informazione e consulenza sull’adozione promosso dalla Regione Piemonte e realizzato dall’Agenzia Regionale per le Adozioni internazionali (Arai).

    Lo sportello, inaugurato il 12 novembre, fornisce informazioni utili sull’adozione contattando il numero verde 800.155.500.

    Il servizio è rivolto a tutti i cittadini di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta potenzialmente interessati all’argomento e fornisce informazioni, approfondimenti e consulenze sulle procedure legate all’istituto dell’adozione nazionale ed internazionale, sul percorso adottivo e sulle iniziative organizzate da Commissione Adozioni Internazionali, Tribunale per i Minorenni, Equipe Adozioni, Enti autorizzati e associazioni familiari.

    Il numero verde mette inoltre a disposizione un servizio di consulenza pedagogica per gli aspetti legati all’inserimento e all’accoglienza scolastica e per il sostegno sulla narrazione adottiva rispetto alle esigenze dei programmi scolastici.

    Il servizio è rivolto sia ai genitori che agli insegnanti ed educatori, ma possono accedervi anche gli operatori dei servizi territoriali pubblici e no profit che si occupano della salute, del benessere e delle relazioni di aiuto dei bambini adottivi.

    Per una consulenza più approfondita, è possibile accedere ad un servizio e-mail appositamente predisposto scrivendo a: adozioniinrete@arai.

    “Confermo il nostro impegno nel sostenere l’Agenzia Regionale per le Adozioni - ha affermato la presidente Bresso - e credo sia particolarmente importante avere possibilità di fornire informazioni a distanza in un campo in cui l´informazione è talvolta ancora carente. Molti problemi rispetto alle adozioni internazionali nascono dalla presenza di agenzie private, la maggior parte delle quali sono strutture serie, alcune purtroppo no, e la nascita di questa Agenzia si è dimostrata una scelta giusta, che speriamo possa rispondere sempre meglio alle richieste di supporto delle famiglie che decidono di adottare dei figliâ€.

    “Il servizio Adozioni In Rete - ha dichiarato l’assessore Migliasso - vuole essere un efficace strumento di sostegno soprattutto alle coppie, ai genitori, agli operatori scolastici, ai servizi ed ai bambini stessi, per affrontare al meglio il periodo successivo all’adozione, durante il quale l’accoglienza e la prevenzione di problemi legati al benessere del minore sono fondamentali per un suo corretto inserimento nel tessuto sociale e scolastico, oltre che famigliare. Lo spazio telefonico prevede anche una consulenza pedagogica per aspetti legati all’inserimento scolastico, dedicata ai genitori e ai servizi scolastici e, in secondo piano, ma non per importanza, ai servizi territoriali sia pubblici che no profitâ€.

    Fonte: marketpress.info
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Mercoledì 25 Aprile 2007 01:00

    Diventare genitori adottivi

    Al di là degli aspetti normativi un’ adozione comporta principalmente considerazioni di carattere psicologico.

    L’adozione rappresenta un incontro fra due richieste: quella di una coppia che vuole un figlio (o un altro figlio) e quella di un bambino che ha bisogno di due genitori. L’esigenza più importante è quella del bambino, che può crescere in maniera adeguata solo inserito in famiglia.
    Creare le condizioni affinché tale esigenza possa essere soddisfatta nella maniera più efficace e con maggiori margini di sicurezza si sta rivelando ogni giorno più pressante. È necessario che le coppie che intraprendono un percorso adottivo siano consapevoli che i bambini adottati presentano, nella maggioranza dei casi, problemi di tipo fisico e psicologico conseguenti loro trascorsi di cure inadeguate o di abbandono. Innanzitutto il bambino adottato, anche se piccolissimo, porta con sé il ricordo di questi eventi traumatici e la sofferenza ad essi legata.

    "Perché sono stato abbandonato dai miei genitori?"
    E’ la domanda che, in modo conscio o inconscio, il bambino adottato inevitabilmente si pone.
    I genitori adottivi devono essere pronti e capaci di aiutarlo a far emergere, rielaborare e affrontare tale angoscioso interrogativo.
    Va considerata infine la difficoltà di trovare una famiglia per quei bambini senza genitori che hanno già qualche anno di età. L’introduzione dell’aumento dei limiti di età per gli adottanti, richiesta da molte parti, in realtà non modificherà realmente la situazione: per un verso alcuni paesi d’origine dei bambini da adottare non accettano questa clausola della legislazione italiana; per l’altro il numero di coppie disponibili, anche molto giovani, rispetto al numero di bambini piccoli da adottare è talmente sproporzionata, almeno 20 coppie per 1 bambino, che per inserire bambini di tenerissima età non c’è mai stato problema.
    C’è stato invece, e temiamo che permarrà, il problema dei bambini più grandi (con età maggiore ai 6 anni) per i quali risulta difficile trovare una famiglia.
    Dal punto di vista legale negli ultimi tempi si sono definite molte novità sulle adozioni. Dal novembre 2000 è entrato in vigore la convenzione dell’Aja sull’adozione internazionale mentre nel maggio 2001 è stata promulgata la Legge n.149/2001 (a modifica della legge n.184 del 1983) che disciplina l’adozione e l’affidamento dei minori. Sia a livello nazionale che a livello locale (Regione, Provincia, Comuni) si stanno elaborando le linee per la realizzazione di quanto previsto nelle Leggi sopra citate.

    Pubblicato in: Adozione

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