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  • Drew Barrymore è incinta Girava da tempo la notizia che Drew Barrymore…


  • Articoli filtrati dai tag: divorzio

    Secondo l’Associazione avvocati matrimonialisti italiani i dati sono molto allarmanti: solo a Roma, all’interno del raccordo anulare, 90 mila persone tra separati e divorziati sono costrette a vivere come barboni. Cinquantamila a Milano.

    L’avvocato Gian Ettore Gassani che presiede l’Associazione, parla di un vero e proprio dramma sociale, di padri che finiscono a dormire in macchina, di madri che non ricevono gli assegni per i figli e rischiano di perderli. O anche di casi come quello di ieri, in provincia di Asti, dove un papà, separato in casa, si è tagliato le vene dei polsi e del collo davanti al figlio di 5 anni.

    «La crisi economica del nostro paese - spiega Gassani - ha travolto la famiglia.
    Nell’immaginario collettivo a separarsi sono i ricchi, invece il 95 per cento sono operai, insegnanti, impiegati.
    Tutta gente che ha uno stipendio che non supera i 1.600 euro. E se c’è un mutuo da pagare, si finisce alla Caritas».
    Sono perlopiù gli uomini a finire sul lastrico, ma anche un 4 per cento di donne che provvedono a mantenere marito e figli.
    Accade più al Nord e meno al Sud, perché in quei paesi esistono un maggior numero di imprenditrici rispetto al meridione.
    Ma il vero problema è che quando il Tribunale condanna il marito a pagare 8-900 euro di alimenti a figli e moglie, alla fine, stanno male tutti.
    E così c’è chi smette di passare gli alimenti e riduce il 30 per cento delle mogli alla totale indigenza.
    L’associazione pensa che una soluzione potrebbe essere istituire un fondo di garanzia o introdurre una polizza assicurativa che serva a garantire gli alimenti ai divorziati (idea presa dai francesi).

    «Però - sottolinea l’avvocato - non è un provvedimento che può essere lasciato alla discrezionalità di questa o quella amministrazione.
    Deve essere una decisione nazionale. Altrimenti non c’è da meravigliarsi se scoppia la tragedia.
    Dal 2006, nel nostro paese, è avvenuto un triste sorpasso: la famiglia uccide più della mafia.
    Senza contare che il Tribunale di Roma, solo per citarne uno, è ingolfato da procedure di recupero crediti da parte dei mariti insolventi».
    Negli uffici dell’Aim sono arrivati casi disperati, come quell’insegnante di Latino e Greco, di 47 anni, che si è separato ed è stato condannato a pagare un mantenimento di 900 euro. Un bel giorno si è visto arrivare dei soldi dai genitori dei suoi alunni: lo avevano scoperto mentre si lavava alla fontanella e dormiva nella macchina. Una dimostrazione d’affetto che lui non ha potuto permettersi di rifiutare. Ma si è sentito talmente umiliato da chiedere il trasferimento dalla scuola.
    Una mamma con due bambini e un marito che ha perso la testa per una giovanissima straniera, è finita anche lei alla fame. Se non avesse avuto i genitori pronti a ospitarla, avrebbe rischiato di vedersi togliere i figli.
    «Bisognerebbe che i Comuni mettessero a disposizione di queste persone - insiste Gazzani - case a prezzi stracciati e un posto dove andare a mangiare.
    E poi, ormai, anche il Diritto di famiglia andrebbe umanizzato, così come le aule di Tribunale. Per avere una sentenza di divorzio ci possono volere 12 anni, mentre le coppie in 27 minuti vengono separate».

    Fonte: Il Messaggero
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Venerdì 18 Giugno 2010 08:45

    Istituzione della Festa Nazionale dei Figli

    E' partita la richiesta ufficiale sulla Istituzione della Festa Nazionale dei Figli  da parte delle Associazioni I Love Papà e Figli Negati.
    Il 15 giugno, a seguito di una Festa in piazza Montecitorio da parte di militanti delle due Associazioni, il dott. Alberto Solia, Consigliere Capo della Segreteria del Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha ricevuto una delegazione delle Associazioni composta da  Giorgio e Giulia Ceccarelli (Presidente e Vice Presidente dell'Associazione I Love Papà) che ha consegnato la richiesta della Istituzione della Festa Nazionale dei Figli.
    Tre Comuni Italiani (Albano, Tivoli e Ponzano Romano) e il Municipio XI del Comune di Roma hanno aderito alla richiesta con Patrocinio gratuito.
    Venerdì prossimo, 18 giugno, l'Ocean Blue†- Art Cafè ha organizzato per le Associazioni ideatrici e promotrici della Festa dei Figli una serata indimenticabile:

    Vita, amore e risate. Quali doni inestimabili possiamo dare ai nostri figli…

    Il pensiero di Dryden rappresentato nella magica atmosfera dell’Ocean Blue che insieme ai protagonisti della serie televisiva “I Cesaroni†promuoveranno l’istituzionalizzazione della Festa dei Figli promossa dalle Associazioni I Love Papà e Figli Negati. Presenzieranno l’evento enti ed istituzioni che operano nel campo delle politiche sociali in una festa colorata dalle melodie della Tnt Band in un fantastico happening con tanto di cocktail e torta inaugurale per un appuntamento “targato 15 giugnoâ€, data nella quale si vorrebbe introdurre anche in Italia la tanto desiderata â€Festa dei Figliâ€.

    Dopo il Daddy's Pride di Vienna (ottava edizione) un'altra giornata storica per tutti gli italiani: La Festa Nazionale dei Figli.

     

    Giorgio Ceccarelli

    ideatore e promotore della Festa Nazionale dei Figli

    3392753088

     

    www.figlinegati.it    www.daddyspride.org     www.ilovepapa.it

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo

    Continuano le diatribe fra Morgan (nome d’arte di Marco Castoldi) e la ex Asia Argento riguardo l’affidamento della figlia.

    A quanto afferma il padre, Asia non gli permetterebbe di vedere la piccola Anna Lou nemmeno nel giorno del suo nono compleanno.

    "Asia mi impedisce di vedere mia figlia malgrado due giudici del Tribunale per i minorenni di Roma abbiano disposto il diritto di visita mensile in due week-end alterni" ha fatto sapere Morgan tramite il suo avvocato Giampaolo Cicconi e ha aggiunto: "Mia figlia domenica festeggia i nove anni: voglio che stia con me perché ne ho diritto".

    "Non accetto di vedere mia figlia solo sabato 26 giugno - ha precisato lo stesso Morgan -, come ha proposto la madre. Perderei il diritto di vederla per un week-end. E' successo sempre così negli ultimi tre anni: io chiedevo di vedere mia figlia e Asia mi ostacolava; ha anche chiesto di inserire Anna Lou nel suo passaporto per portarla all'estero. Per fortuna il Tribunale dei Minori di Roma ha rigettato la richiesta".

    Pubblicato in: Baby Vip News
    Giovedì 29 Aprile 2010 10:02

    Genitore single

    Essere una mamma o un papà single è un mestiere faticosissimo, forse il più duro.

    Vi sono i separati o i divorziati. Oppure coloro che hanno deciso di portare a termine la gravidanza consapevoli del fatto che non avrebbero avuto l’appoggio del padre o della madre del bambino. Purtroppo vi possono essere poi lutti prematuri oppure chi ha consapevolmente scelto questa strada.

    Il lavoro dei genitori single è il mestiere più duro del mondo.
    Grande la tensione psicologica a cui si è sottoposti quando si sente gravare il peso delle responsabilità unicamente sulle proprie spalle. Talvolta ci sono nonni, sorelle o amiche sulle quali fare affidamento, ma molti sono quelli che contano solo e solamente su se stessi. L’impegno richiesto è gravoso se si conta che già è difficile essere genitore e lavoratore allo stesso tempo quando si ha un partner vicino.

    Le cose da fare non finiscono mai: dopo il lavoro è una corsa unica, tra l’andare a prendere il figlio a scuola, fare la spesa, arrivare a casa e far fare i compiti alla creatura, cucinare, fare la lavatrice, pulire casa. E magari fare i salti mortali per trovare qualche minuto per sé, anche solo per farsi una doccia in santa pace. Normale quindi sentirsi colpiti da ansia e stanchezza. O sentirsi isolati: gli amici single o quelli che possono contare su un partner un minimo collaborativo, hanno sicuramente una vita più semplice. È importante a tal proposito cercare di costruirsi una rete di salvataggio, altri genitori single o genitori in generale con i quali aiutarsi vicendevolmente.
    Cercate di vedere i lati positivi della vostra condizione familiare.

    L’importante è non lasciare prevalere lo sconforto. Trovare un equilibrio non è facile ma è possibile.

    L’errore che molti genitori soli fanno è riversare tutto se stessi nel proprio figlio. Convincervi di esistere solo in sua funzione e nutrire aspettative esagerate nei suoi confronti (ovvero pretendere che questo valga anche per lui o lei) non è certo il modo di condurre un’esistenza sana. Non vi vorrà meno bene se un giorno alla settimana per un paio d’ore lo affiderete a una baby sitter, un’amica o una nonna mentre voi andate a svagarvi. L’errore più frequente dei genitori single è l’essere iperprotettive e iperpresenti: lasciate che viva la sua vita, siate presenti ma non ossessivi. Permettetegli di venire a contatto con la realtà, senza rinchiuderlo in una bolla. Ricordatevi che il far parte di una famiglia monoparentale non farà sentire un bambino meno amato.

    Se siete reduci da un divorzio o da una separazione, non negate al piccolo la presenza di una figura paterna/materna nella sua vita. Non ci sarà quotidianamente, ma ci deve comunque essere. E non meno importante deve contribuire al suo mantenimento: una crisi finanziaria è l’ultima cosa della quale avete bisogno. Se siete un genitore single per scelta non nascondetelo al bambino. Parlategli del padre/della madre, magari prima che lo faccia qualcun altro al posto vostro.

    Altra cosa importantissima: non permettete ai vostri figli di essere dei tiranni. Siete una squadra, dovete collaborare vicendevolmente per far funzionare le cose. Ricordatevi che state facendo un doppio lavoro: è un grande sforzo. Non sentitevi in difetto o colpevoli: i bambini lo intuiranno e non è sano. Come tutti i minori hanno bisogno di stabilità, ma è un elemento particolarmente cruciale per chi conta su un solo genitore. Necessitano di un ambiente stabile (casa, lavoro, amicizie…).

    Non dimenticatevi che genitori e figli sono su due piani di gerarchia differente: un altro degli errori più comuni è quello di far sentire i bambini troppo adulti. Il bambino non è un vostro pari. Infine se non ce la fate non abbiate paura di chiedere aiuto a chi vi sta vicino: il bisogno del supporto degli altri non deve farvi sentire una mamma o un papà meno bravo.
    Pubblicato in: Famiglia
    Martedì 22 Aprile 2008 01:00

    Bambini e amore: come spiegarlo, come educarli

    Cos’è l’amore?

    Tutti ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita. Ma provate a fare questa domanda a un bambino. Le risposte vi stupiranno. “L’amore è quando un uomo regala dei fiori a una donnaâ€, ha commentato una piccola intervistata. L’idea di amore espressa in questa frase è quella di un rapporto romantico tra due adulti. Idea che probabilmente deriva dal modello che, per un figlio, costituiscono i genitori. Ai bambini piace pensare di essere il frutto di una relazione d’amore e crescono in un clima maggiormente sereno ed equilibrato se mamma e papà sono una coppia affiatata.

    L’amore egoista e l’amore altruista


    I figli sono fortemente influenzati dalla storia d’amore dei genitori e, anche grazie a essa, imparano ad amare a loro volta. Risulta importante non solo la presenza dell’amore, ma anche la sua tipologia. Infatti, se la madre e il padre si amano in modo tendenzialmente egoistico, il bambino potrebbe pensare che la cosa più importante in un rapporto sia solo la felicità personale. Al contrario, se i genitori condividono un amore “altruistaâ€, il figlio imparerà ad amare pensando anche alla felicità dell’altro, in modo disinteressato. “L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del polloâ€. “L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l’altro le dia a teâ€. Nelle parole di questi bambini l’amore viene associato a qualcosa di gratuito e altruistico.

    Divorzi, famiglie allargate. Come comportarsi coi bambini?


    Nella società contemporanea è sempre più difficile trovare coppie che durino nel tempo e sono sempre più frequenti i casi in cui i bambini si trovano a dover affrontare situazioni complesse, come separazioni, divorzi e famiglie allargate. Se i genitori non stanno più assieme, i figli perdono un importante punto di riferimento e c’è il rischio che li assalga un forte senso di insicurezza. I ‘piccoli’ non sempre capiscono cosa succede nel mondo dei ‘grandi’ e, spesso, pensano che se mamma e papà non si amano più sia colpa loro. È molto importante, dunque, spiegare con chiarezza al bambino cosa sta succedendo, senza caricarlo con problemi e difficoltà che riguardano i genitori. Bisogna spiegargli che, comunque, mamma e papà resteranno sempre tali e che l’amore per lui non cambierà; smettere di essere coppia non significa smettere di essere genitori.
    È necessario, inoltre, permettere al bambino di adattarsi gradualmente alla nuova situazione, tenendo presente che i suoi tempi emotivi possono essere diversi e più lunghi di quelli di un adulto.

    Spiegare l’amore e la sessualità ai bambini


    Semplicità, chiarezza e pazienza sono rilevanti non solo per aiutare un figlio a relazionarsi con un contesto familiare difficile o in cambiamento, ma anche per soddisfare la sua curiosità riguardo a temi delicati come, appunto, l’amore. I bambini, infatti, osservano il rapporto amoroso tra i loro genitori e ne prendono esempio, ma ne vorrebbero sapere di più. Spesso fanno domande imbarazzanti e mamma e papà non sanno come rispondere. Di conseguenza, a volte, c’è la tendenza a delegare alcuni discorsi importanti alla scuola. Questo perché l’argomento amore è strettamente connesso a un altro, che ha sempre messo in difficoltà gli adulti che ne devono parlare ai propri figli: la sessualità. Quand’è il momento giusto per affrontare il discorso? Come spiegarlo? Quanto bisogna dire e quanto tacere? I pareri a riguardo sono i più svariati ed è difficile dare una risposta univoca. Forse si può iniziare dall’utilizzare termini comprensibili, che non imbarazzino il genitore ma che, allo stesso tempo, non confondano e siano appropriati e adeguati all’età del bambino.
    Ancora prima di interessarsi alla sessualità, i bambini vorranno sapere in che cosa consiste quel legame speciale che c’è tra mamma e papà e dal quale loro sono, invece, esclusi. Il piccolo, infatti, capisce che i genitori si scambiano baci e abbracci come segni di affetto, proprio come fanno con lui; ma si accorge anche, spesso a livello inconscio, che c’è qualcosa da cui resta tagliato fuori e che è curioso di conoscere. Questo “qualcosa†può causargli gelosia, ma lo aiuta anche a comprendere che esiste una “barriera generazionale†tra lui e i suoi genitori.

    In conclusione

    • I genitori sono un modello per i figli anche quando si tratta di amore; perciò dovrebbero essere da esempio mostrandosi generosi e altruisti.
    • Se mamma e papà non si amano più, è importante spiegare chiaramente ai bambini come stiano le cose, lasciando loro il tempo necessario per comprendere la situazione.
    • Non bisogna rifiutarsi di rispondere alle domande dei piccoli, anche se ci mettono in imbarazzo. Usando termini appropriati, si può parlare di tutto, compresi amore e sessualità.
    • Se parlare di sesso a un bambino è giusto, è invece sconsigliabile lasciarsi andare in effusioni troppo esplicite davanti a lui, perché potrebbero provocargli reazioni di rabbia o imbarazzo.
    Pubblicato in: Crescendo
    Giovedì 13 Novembre 2008 01:00

    Separazione e divorzio: dalla parte dei bambini

    Divorzi e separazioni sono momenti difficili per tutti ed in particolare per i bambini che si trovano coinvolti in questa situazione senza possibilità di scelta. Infatti, sono i genitori che prendono tutte le decisioni in questo momento così delicato e i figli non possono fare altro che accettare le condizioni imposte.
    E’ importante, perciò, cercare di mettersi nei panni dei piccoli e osservare attentamente le loro reazioni per aiutarli ad affrontare e a superare i sentimenti di rabbia, tristezza e colpa che possono manifestarsi in seguito ai cambiamenti che subirà la loro situazione familiare.

    Per non complicare ulteriormente la situazione, è consigliabile essere molto chiari con i bambini, comunicando subito la decisione presa in modo che possano capire cosa sta succedendo, spiegando loro che mamma e papà hanno deciso di separarsi perché non vanno più d’accordo.

    In secondo luogo è importantissimo chiarire che i sentimenti d’affetto nei suoi confronti non cambieranno: smettere di essere coppia non significa smettere di essere genitori. Il bambino deve avere ben chiaro questo concetto ed avere la certezza che mamma e papà gli vorranno sempre bene. State attenti soprattutto a che il piccolo non si colpevolizzi per la separazione: è abbastanza comune, infatti, che un figlio pensi che i genitori si siano separati per colpa sua, ed è importante chiarire che non è così.

    Un altro modo per aiutare i piccoli a superare questa fase è affrontare subito gli aspetti più pratici della separazione, mettendo in chiaro con chi resterà il bambino, dove andrà ad abitare e quando potrà vedere il genitore che non vive più con lui. Se possibile, poi, sarebbe meglio stabilire una routine al più presto, perché per un bimbo in questo stato emotivo è fondamentale trovare dei nuovi punti di riferimento fissi: da evitare, perciò, continui traslochi, cambi di scuola, orari sballati, ecc.

    Se poi i genitori riescono a restare in buoni rapporti dopo la separazione, il figlio trarrà solo giovamento da questo nuovo clima di quiete: meglio vivere in un clima sereno con un solo genitore che stare in una famiglia dove tra mamma e papà ci sono continui litigi.

    Se, invece, proprio non riuscite ad andare d’accordo con l’“exâ€, bisogna comunque evitare di coinvolgere i bambini nei vostri problemi emotivi scaricando su di loro le vostre ansie o cercando di strumentalizzarli per vendicarsi del coniuge: parlare male dell’altro genitore non farà altro che minare l’equilibrio del piccolo.

    D’altra parte, però, bisogna anche stare attenti a non illudere i figli riguardo una possibile riconciliazione di mamma e papà. I bambini, specialmente quelli più piccoli, tendono a prendersi sulle spalle “l’impresa†di far rimettere assieme i genitori, e rischiano di fraintendere anche semplici gesti come un abbraccio amichevole.

    Tenete presente, infine, che i tempi di stabilizzazione emotiva per un bambino sono lunghi e ci vorranno almeno un anno e mezzo o due prima che il piccolo si abitui alla nuova situazione. Nel frattempo osservate con attenzione il suo comportamento e, se credete di vedere in lui grandi segni di disagio, potrebbe essere utile consultare uno specialista. Lo stesso vale per i genitori: se credete di aver bisogno di un aiuto per elaborare tutta la sofferenza e il senso di colpa che la separazione comporta, non esitate a rivolgervi a un esperto: ricordate che il benessere e la serenità dei figli passa anche attraverso quelli dei genitori!
    Pubblicato in: Psicologia
    Venerdì 11 Dicembre 2009 13:41

    L'amore visto dai bambini

    Cos’è l’amore? Tutti ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita. Ma provate a fare questa domanda a un bambino. Le risposte vi stupiranno. “L’amore è quando un uomo regala dei fiori a una donnaâ€, ha commentato una piccola intervistata. L’idea di amore espressa in questa frase è quella di un rapporto romantico tra due adulti. Idea che probabilmente deriva dal modello che, per un figlio, costituiscono i genitori. Ai bambini piace pensare di essere il frutto di una relazione d’amore e crescono in un clima maggiormente sereno ed equilibrato se mamma e papà sono una coppia affiatata.

    L’amore egoista e l’amore altruista

    I figli sono fortemente influenzati dalla storia d’amore dei genitori e, anche grazie a essa, imparano ad amare a loro volta. Risulta importante non solo la presenza dell’amore, ma anche la sua tipologia. Infatti, se la madre e il padre si amano in modo tendenzialmente egoistico, il bambino potrebbe pensare che la cosa più importante in un rapporto sia solo la felicità personale. Al contrario, se i genitori condividono un amore “altruistaâ€, il figlio imparerà ad amare pensando anche alla felicità dell’altro, in modo disinteressato. “L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del polloâ€. “L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l’altro le dia a teâ€. Nelle parole di questi bambini l’amore viene associato a qualcosa di gratuito e altruistico.

    Divorzi, famiglie allargate. Come comportarsi coi bambini?

    Nella società contemporanea è sempre più difficile trovare coppie che durino nel tempo e sono sempre più frequenti i casi in cui i bambini si trovano a dover affrontare situazioni complesse, come separazioni, divorzi e famiglie allargate. Se i genitori non stanno più assieme, i figli perdono un importante punto di riferimento e c’è il rischio che li assalga un forte senso di insicurezza. I ‘piccoli’ non sempre capiscono cosa succede nel mondo dei ‘grandi’ e, spesso, pensano che se mamma e papà non si amano più sia colpa loro. È molto importante, dunque, spiegare con chiarezza al bambino cosa sta succedendo, senza caricarlo con problemi e difficoltà che riguardano i genitori. Bisogna spiegargli che, comunque, mamma e papà resteranno sempre tali e che l’amore per lui non cambierà; smettere di essere coppia non significa smettere di essere genitori.
    È necessario, inoltre, permettere al bambino di adattarsi gradualmente alla nuova situazione, tenendo presente che i suoi tempi emotivi possono essere diversi e più lunghi di quelli di un adulto.

    Spiegare l’amore e la sessualità ai bambini

    Semplicità, chiarezza e pazienza sono rilevanti non solo per aiutare un figlio a relazionarsi con un contesto familiare difficile o in cambiamento, ma anche per soddisfare la sua curiosità riguardo a temi delicati come, appunto, l’amore. I bambini, infatti, osservano il rapporto amoroso tra i loro genitori e ne prendono esempio, ma ne vorrebbero sapere di più. Spesso fanno domande imbarazzanti e mamma e papà non sanno come rispondere. Di conseguenza, a volte, c’è la tendenza a delegare alcuni discorsi importanti alla scuola. Questo perché l’argomento amore è strettamente connesso a un altro, che ha sempre messo in difficoltà gli adulti che ne devono parlare ai propri figli: la sessualità. Quand’è il momento giusto per affrontare il discorso? Come spiegarlo? Quanto bisogna dire e quanto tacere? I pareri a riguardo sono i più svariati ed è difficile dare una risposta univoca. Forse si può iniziare dall’utilizzare termini comprensibili, che non imbarazzino il genitore ma che, allo stesso tempo, non confondano e siano appropriati e adeguati all’età del bambino.
    Ancora prima di interessarsi alla sessualità, i bambini vorranno sapere in che cosa consiste quel legame speciale che c’è tra mamma e papà e dal quale loro sono, invece, esclusi. Il piccolo, infatti, capisce che i genitori si scambiano baci e abbracci come segni di affetto, proprio come fanno con lui; ma si accorge anche, spesso a livello inconscio, che c’è qualcosa da cui resta tagliato fuori e che è curioso di conoscere. Questo “qualcosa†può causargli gelosia, ma lo aiuta anche a comprendere che esiste una “barriera generazionale†tra lui e i suoi genitori.

    In conclusione

    • I genitori sono un modello per i figli anche quando si tratta di amore; perciò dovrebbero essere da esempio mostrandosi generosi e altruisti.
    • Se mamma e papà non si amano più, è importante spiegare chiaramente ai bambini come stiano le cose, lasciando loro il tempo necessario per comprendere la situazione.
    • Non bisogna rifiutarsi di rispondere alle domande dei piccoli, anche se ci mettono in imbarazzo. Usando termini appropriati, si può parlare di tutto, compresi amore e sessualità.
    • Se parlare di sesso a un bambino è giusto, è invece sconsigliabile lasciarsi andare in effusioni troppo esplicite davanti a lui, perché potrebbero provocargli reazioni di rabbia o imbarazzo.
    Pubblicato in: Psicologia

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