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Lunedì 02 Novembre 2009 15:23
Genitori e bambini: la comunicazione
La comunicazione tra genitori e figli non è mai stata una questione semplice, ma negli ultimi anni il problema sembra essersi complicato. Forse i genitori di oggi sono più aperti all’ascolto dei figli, o forse la generazione 2000 è diversa da quelle precedenti.
Per capire cosa rende la comunicazione con le nuove generazioni così difficile e per cercare un modo di comunicare serenamente con i nostri figli, abbiamo intervistato la Dott.ssa Chiara Sozzi, pedagogista e terapeuta delle relazioni familiari.
Perché la comunicazione tra adulti e bambini oggi sembra così difficile?
“I nostri figli stanno crescendo in un mondo diverso da quello in cui siamo cresciuti noi. Hanno un modo completamente nuovo di affrontare la realtà . In un certo senso, noi siamo cresciuti seguendo il motto “prima il dovere, poi il piacere”. Per le nostre generazioni il “dovere” visto come impegno, fatica, sacrificio è l’obbiettivo primario da perseguire. Ma se ci si dedica soltanto al “dovere”, si finisce per relegare in un angolino il “piacere” e così facendo è come se ci scollegassimo dalle nostre emozioni. I bambini di oggi, al contrario, sembrano essere in stretto contatto con la propria sfera emotiva. E non riescono a comprendere perché i genitori cerchino in ogni modo di reprimere le emozioni a favore del “dovere”. Da qui nascono i disagi e le difficoltà di comunicazione”.
Come si manifestano i disagi della nuova generazione?
“I bambini si trovano disorientati e reagiscono essenzialmente in due modi: contrapponendosi ai genitori oppure isolandosi. Nel primo caso, se l’adulto si impone, il bambino si oppone. Non riesce a comprendere il punto di vista del genitore perciò reagisce urlando, piangendo e agitandosi nel tentativo di farsi ascoltare. Altre volte, invece, il figlio si isola, rinunciando a comunicare con chi non lo comprende e chiudendosi in una sorta di mutismo o abbandonandosi passivamente davanti alla TV.”
Cosa possiamo fare per comunicare in modo adeguato con i nostri figli?
“Urlare affinché i bambini ci obbediscano non serve a niente. Invece di ordinare, dovremmo chiedere, proponendo loro di partecipare e collaborare. La generazione 2000 non può scollegarsi dalle proprie emozioni. Essendo bambini, hanno però bisogno di una guida. Ma l’educazione classica non basta. Serve anche un’educazione emozionale. E l’unico modo per educare i nostri figli a gestire le proprie emozioni, è che noi genitori per primi cerchiamo di ristabilire il contatto con la nostra sfera emotiva. Solo ripristinando il collegamento con le nostre emozioni potremo capire a fondo i nostri figli, garantendo loro una crescita serena e armoniosa”.
La Dott.sa Chiara Sozzi è anche l’ideatrice di “Famiglia oggi: radici e ali”, progetto che si pone l’obbiettivo di aiutare i genitori a recuperare il contatto con la propria sfera emotiva e risolvere eventuali problemi di comunicazione con i figli. Per maggiori informazioni potete visitare il blog: chiunque può scrivere per chiedere pareri o per suggerire idee e spunti. Basta cliccare qui.
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Un programma interessante e piacevole da seguire, che potrà dare indicazioni educative molto utili anche a chi non abbia problemi particolarmente seri con i propri figli, ma che come tutti può aver bisogno di qualche consiglio e dritta pedagogica. |
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Famiglia
Martedì 13 Ottobre 2009 16:57
La famiglia moderna
I papĂ si occupano della cura dei bambini e delle faccende di casa, le nonne sono sempre presenti soprattutto nel ruolo di babysitter e le mamme scelgono internet come fonte di informazione
I tempi cambiano e la famiglia moderna presenta caratteristiche molto diverse rispetto al passato. E’ quello che emerge dalla ricerca che Milupa ha commissionato a Strategy One.
Il cambiamento che colpisce di più è quello dei papà : una volta ero solo la mamma ad occuparsi dei pargoli ed era rarissimo vedere un uomo cambiare il pannolino al figlio. Oggi, invece, mariti e compagni sono più coinvolti emotivamente e praticamente nella crescita dei figli. Aiutano la partner nei lavori di casa e sono meno propensi a cercarsi distrazioni al di fuori delle mura domestiche.
Non mancano le eccezioni: i padri piĂą giovani (tra i 18 e i 24 anni) tentano piĂą spesso di fuggire dai doveri paterni, mentre gli uomini del Sud rifuggono i compiti legati alla cura della casa.
La nonna è considerata importantissima come aiuto nella gestione familiare, anche se superata in classifica dai papà . Il 71% delle mamme italiane si dichiara felice di poter contare sull’aiuto della propria mamma, mentre il rapporto con la suocera, è risaputo, presenta sempre qualche difficoltà .
Le nonne diventano importanti soprattutto quando ci possono aiutare in veste di tate, mentre i loro consigli non vengono piĂą considerati preziosi come in passato.
Le mamma di oggi sono evolute tecnologicamente e per consigli e informazioni si rivolgono a internet (50%), fonte di sapere seconda solo al parere del pediatra. Seguono l’editoria (47%) e la stampa specializzata (45%).
Ma internet non è solo fonte di sapere.
Molte mamme visitano forum e blog dove condividere le proprie storie con altre donne che hanno vissuto le stesse esperienze.
Il 77% delle mamme vive forum e blog come un momento di libera espressione dei propri dubbi e paure, il 67% come un’occasione per distrarsi, il 64% come luogo per fare nuove amicizie. Il 48% riconosce invece a internet il ruolo di fonte di notizie altrimenti impossibili da trovare.
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