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RAPPORTI SESSUALI IN GRAVIDANZA
Durante la gravidanza, precisamente a tre mesi, si possono avere rapporti sessuali?
Grazie,
Maria
RIPRESA DEI RAPPORTI DI COPPIA DOPO IL PARTO
Dopo il parto, la voglia di fare l'amore diminuisce...
E' solo una situazione temporanea?
Ripresa dei rapporti dopo il parto
Il dolore ai rapporti sessuali si chiama anche dispareunia.
In seguito all'evento del parto essa può essere dovuta da diversi fattori:
- la cicatrice dell'episiotomia, il taglio che viene fatto per agevolare l'uscita del bambino;
- la contrazione difensiva del muscolo che circonda la vagina stessa, attivata dal dolore persistente e che peggiora con i tentativi di rapporto;
- la secchezza vaginale, sia per la mancanza di estrogeni (determinata dal fatto che la donna sta ancora allattando), sia perché il dolore è il più potente inibitore riflesso della lubrificazione;
- la comparsa di una vestibolite vulvare, ossia di un'infiammazione dell'entrata vaginale dovuta ai microtraumi causati da un rapporto sessuale in assenza di lubrificazione e con un muscolo contratto e dolente;
- la paura psicologica (angoscia che la cicatrice si riapra, paura di soffrire, che il tuo corpo non sia tornato in forma, ecc).
Una volta accertata quale sia la causa fra quelle sopra elencate la terapia sarĂ orientata a:
- curare la vestibolite vulvare, ossia l'infiammazione secondaria alle microabrasioni del vestibolo e alla secchezza vaginale;
- rilassare il muscolo contratto, con un'opportuna terapia riabilitativa e/o con automassaggio;
- migliorare la lubrificazione con una terapia estrogenica che non inibisce l'allattamento;
- ridurre l'infiammazione e il dolore locale, con un gel vaginale in grado di agire sulle diverse componenti dell'infiammazione vaginale e di migliorare il processo di cicatrizzazione;
- seguire la coppia in un periodo che concilii il riavvicinamento fisico.
Per le donne che hanno appena partorito, e che hanno dolore o altri sintomi genitali, un consiglio importante è quello di non trascurare il vostro corpo e soprattutto la vostra zona intima.
Si dovrĂ quindi provvedere a compiere delle semplici azioni:
- un'igiene intima appropriata con saponi curativi che rispettino il pH vulvare e riducano l'infiammazione vulvare e vestibolare;
- automassaggi con gel a base di olio di iperico o di aliamidi;
- una ginnastica specifica per la riabilitazione dei muscoli del pavimento pelvico, che dopo il parto sono molto lassi e distesi.
Il papĂ e il cambiamento
Verso la fine della gravidanza, compaiono in casa segn evidenti dell’arrivo imminente: culla, pacchi di pannolini, corredino...
Il cambiamento più forte è però, ovviamente, quello della nascita. Non solo perchè c’è un nuovo essere in casa ma anche perchè da questo esserino dipendono gli orari di tutta la famiglia.
PapĂ e mamma non escono piĂą la sera e i pochi impegni presi sono scanditi dalle poppate.
Di notte non si dorme molto e papà torna in ufficio con le classiche “occhiaie post parto”.
Può succedere che dopo qualche giorno il papà si allontani nel vero senso della parola: non sempre i papà che lavorano riescono a mantenere i ritmi lavorativi congiuntamente a quelli delle poppate e questo può portarli a cambiare stanza o addirittura sistemazione per qualche tempo, con la conseguenza che la mamma, che già si sente isolata e incerta sul futuro.
La domanda più frequente nelle menti di mamme e papà è: “tornerò a vivere come prima?”, “continuerò a sentirmi così stanco o ricomincerò a godere della mia vita?”.
Soprattutto al papà la situazione che si crea con il neonato può sembrare di estrema immobilità e arrivare e pesare psicologicamente.
La vita non tornerà come prima, il neonato racchiude in sé la potenzialità di una vita migliore, purchè mamma e papà imparino a viverlo come una opportunità di condivisione e di crescita per tutti.
Le abitudini torneranno prima o poi simili (non uguali!)
A quelle di una volta ma l’esperienza della genitorialità non ha eguali, a patto che mamma e papà si sentano liberi di dirsi sempre che cosa hanno bisogno e come possono aiutarsi a ottenerlo.
Regole per una gravidanza serena
1 - Alimentazione: la parola d’ordine è varietĂ
2 - Tre cose da evitare: fumo, alcol e caffeina
3 - Muoversi fa bene, anche in gravidanza
4 - Ok ai rapporti in gravidanza
5 - Attenzione ai consigli del ginecologo
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I rapporti in gravidanza e dopo il parto
Intervista alla Dott.ssa Maria M. Ferrari, medico chirurgo, Specialista in Ostetricia e Ginecologia, aiuto della I Clinica Ostetrico Ginecologica, Istituto “L. Mangiagalli” di Milano, Docente della I Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Milano, esperta in chirurgia riproduttiva mininvasiva, esperta in chirurgia pelvica complessa (endometriosi, patologia oncologica), allieva del Prof. Giorgio Pardi
Rapporti in gravidanza
Rapporti post parto
Rapporti di coppia in gravidanza
Rapporti sessuali
Non sono controindicati a meno che non vi sia minaccia d’aborto o di parto pretermine;Il desiderio può calare se la gravida è disturbata da nausea, vomito o altri fattori simpatici ed è estraniata dal mondo che la circonda.
Nel 3° trimestre è utile trovare una posizione che non comprima il pancione.
Fare i papĂ assieme alle mamme
Per ovvi motivi di carattere fisiologico, sanitario e medico, gli studi sul periodo della gravidanza tendono a privilegiare il problema della maternità ed hanno enfatizzato il ruolo della madre. Tuttavia la donna “fa” i bambini, ma il padre partecipa al concepimento e ciò incide sia sulla funzione della madre, sia sullo sviluppo del bambino che va formandosi nel suo grembo. Così come occorrono un padre ed una madre per dare origine all’organismo fisico, così occorrono un padre ed una madre per creare la personalità e permettere la realizzazione di tutte le potenzialità del bambino, sia pure con un processo più lungo e di natura diversa.Il bambino, infatti, si auto-crea adattandosi al gruppo umano a cui appartiene e questo gruppo è formato dapprima dalla famiglia, un ambiente ristretto che protegge la formazione della sua personalità in armonia con l’ambiente. Madre e padre sono due riferimenti precisi che sostengono tutta questa costruzione. Diventare padre non è l’effetto di un unico evento, ma è un lento, graduale e complesso processo che modifica i ruoli all’interno della coppia con la consapevolezza di impegni e gioie nuove. Questo processo inizia molto presto, già quando nella maggioranza dei casi, la coppia decide di avere un figlio e prosegue quando si trova di fronte allo stato di gravidanza. Prima ancora che il bambino nasca, come padre e come madre costruiamo delle aspettative su di lui e su quello che la sua nascita comporterà per la nostra vita. Ma quali che siano le nostre previsioni circa la paternità , la realtà può capovolgerle. Questi mutamenti possono avvenire nel padre come nella madre. In tutti i casi, l’atteggiamento del padre può modificare la situazione e incidere sulla relazione madre-bambino.
Molto dipende dai sentimenti e atteggiamenti dei genitori nei riguardi di questa nuova persona. Sul bambino, infatti, influiscono non solo gli eventi importanti all’interno della famiglia, ma anche quelli banali. Il tono della voce, una semplice parola, l’espressione del viso, il sorriso, lo sguardo della madre e del padre, possono gettare una luce completamente diversa sulle cose e sulle vicende della realtà .
Diventando padre l’uomo compie una serie di esperienze complete che, secondo gli studi di psicoanalisi, possono ricondurlo all’infanzia: egli rivive in versione più matura la storia dei legami con i propri genitori.
Possono quindi agire nell’uomo sia forze che tendono ad una realizzazione piena e soddisfacente della paternità , sia forze conflittuali che tendono ad ostacolare l’assunzione del ruolo paterno e a favorire sentimenti di difesa più che di donazione di se. L’attivazione di questi sentimenti è influenzata anche dalla relazione tra madre e padre all’interno della coppia. Il ruolo di entrambi i genitori nella famiglia e col figlio viene influenzato anche dalla qualità dell’attesa che i genitori riversano nei riguardi del bimbo che nascerà ; egli può infatti essere il frutto di un rapporto affettivo soddisfacente, ma potrebbe anche essere uno strumento per porre riparo a insufficienze nella relazione tra marito e moglie. In ognuno di questi casi l’attesa può determinare complicanze, chiudere il rapporto ma può anche espanderlo, organizzarlo, indirizzarlo verso nuovi canali di comunicazione.
Comunemente il marito assume transitoriamente degli atteggiamenti protettivi verso la moglie, permettendole di vivere ed affrontare la gravidanza in una condizione relativamente protetta che la rassicura e la aiuta a superare ansie, paure, insicurezze, atteggiamenti ostili verso il figlio. Il marito può assolvere questo ruolo preparandosi attivamente al futuro ruolo di padre quando è interiormente convinto che la moglie risponderà alle sue richieste. Se manca la fiducia reciproca anche il processo d’attesa verrà vissuto separatamente, senza possibilità di aiuto reciproco con grave difficoltà per un’assunzione dei ruoli corretti da parte di entrambi i genitori.
Proteggere la gravidanza
Nel corso della gravidanza il futuro papà vive modificazioni psichiche in relazione a quelle che vive la sua donna e quindi il suo comportamento può essere compreso se si considera in rapporto al comportamento della donna durante questo periodo di attesa e preparazione. Entrambi i genitori, seppure in maniera diversa, vivono ansie e gratificazioni, paure e speranze, che hanno caratteristiche nuove rispetto al passato ma sono significative perché incidono sulla loro vita emotiva. Il padre può offrire sempre un valido aiuto alla donna, la sua protezione nei momenti difficili e la sua partecipazione serena e rassicurante ai problemi che si presentano di volta in volta, aiutano la futura mamma a superare eventuali disturbi e ad accettare i disagi che il bambino le procura.
La capacità di parlare con lei senza ansie e paure, permettendole di sfogare le preoccupazioni senza paure di rifiuto o allontanamento, garantiscono al bambino una preparazione più serena alla nascita e contribuisce alla serenità di tutti i componenti della famiglia. Vi è infatti un rapporto diretto fra lo stato emotivo della madre e addirittura della coppia e i primi stadi di sviluppo del bambino. I neonati le cui madri hanno avuto una gravidanza serena hanno rivelato, in tutte le ricerche, minore irritabilità , un positivo sviluppo fisiologico e maggiori capacità di ripresa da una condizione di stress: in sintesi maggiore solidità fisica e psichica.
Il ruolo del padre non si arresta sulla porta dell’ospedale dove consegna la sua donna con le doglie all’ostetrica. Il parto è un evento naturale nella vita della famiglia che ha tre protagonisti: la madre, il bambino e il padre.
I padri in sala parto sono di grande aiuto, soprattutto quando sono preparati e conoscono le modalitĂ con cui aiutare la moglie e possono rincuorarla, infondendole coraggio e sicurezza.
E’ ormai lontano il tempo in cui al padre era concesso di dare solo un’occhiata ai neonati attraverso la finestra del nido. Oggi è permesso e favorito il contatto diretto con i figli senza aspettare il loro rientro a casa.
Sia soli che assieme alla moglie, sono capaci di offrire stimolazioni e cure come le madri; il solo comportamento nel quale le madri superano i padri sembra essere il sorriso, ma le donne sorridono in genere piĂą degli uomini in tutte le occasioni, anche nei rapporti con gli adulti.
Alla nascita il bambino vive in simbiosi con la madre che gli procura cibo e lo aiuta ad entrare in relazione con l’ambiente. Il padre può offrire un aiuto insostituibile che arricchisce questa prima fase della vita e tutto il futuro del neonato attraverso quella che può essere definita “barriera protettiva” con la sua protezione e la sua vicinanza può offrire al suo bambino esperienze tattili, olfattive e visive che arricchiscono la sua vita.
La pelle è il più esteso apparato di comunicazione e il bambino è dotato di una sensibilità cutanea vivissima che gli permette di relazionarsi con noi e con le cose. Una stimolazione tattile adeguata, fare il bagno, cambiare il pannolino, cullare, giocare con il neonato servono, oltre alla gioia della conoscenza reciproca e del darsi un reciproco piacere, a fargli prendere coscienza di se, del proprio corpo e gli consentono di “nascere” davvero.
Precauzioni in gravidanza
Alimentazione
Un’alimentazione corretta è uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza ed il normale accrescimento del feto, infatti durante la gestazione è essenziale assicurare alla madre non solo l’energia e i nutrimenti necessari per mantenersi in buona salute, ma anche necessari per consentire la formazione di nuovi tessuti e di riserve energetiche che verranno utilizzate nel corso dell’allattamento.
Il tipo di alimentazione da seguire in gravidanza non si discosta molto da quello da seguire in altri periodi, le differenze sono legate principalmente all’aumento del fabbisogno energetico.
Durante la gravidanza è infatti sufficiente aumentare l’apporto calorico della dieta nella misura di circa 200 calorie al giorno pari a circa il 10% del fabbisogno in condizioni abituali, di particolare rilievo è anche l’aumento nell’assunzione di proteine, calcio, fosforo, acido folico, vitamina D.
Per il soddisfacimento di tali bisogni alimentari è sufficiente seguire una dieta varia comprendente: latte, latticini, carne, pesce, uova, legumi, cereali e derivati, frutta e verdura, olio d’oliva.
E’ quindi del tutto infondato il detto popolare che in gravidanza la donna deve mangiare per due, anzi l’aumento di peso della gravida va attentamente sorvegliato, cercando di fare in modo che esso sia graduale e non superi, al termine di gravidanza, 10-12 Kg. Questo aumento dovrebbe essere compreso tra 1-2 Kg nel primo trimestre e fra i 350-400gr a settimana nei periodi successivi.
Durante la gravidanza è opportuno ridurre l’uso del sale nella preparazione delle pietanze. E’ importante evitare il consumo di carni o pesci crudi o poco cotti, nonché di insaccati per evitare il rischio di contrarre pericolose infezioni intestinali o la toxoplasmosi, infezione che, se si verifica in donne non immuni nei primi stadi di gravidanza, può provocare gravi danni al feto.
Movimento
Se correttamente dosato, rilassa psicologicamente e promuove la circolazione, la digestione e la funzione intestinale.E’ sufficiente fare lunghe passeggiate quotidiane
L’uso della bicicletta, l’attività in piscina non sono controindicate
La pratica sportiva è altrettanto consentita purché non comporti un rischio elevato di traumi o un affaticamento eccessivo.
Fumo
E’ sconsigliato fumare: il consumo di sigarette, per l’effetto della nicotina sull’apparato cardio-vascolare riduce la capacità del sangue materno di trasportare ossigeno. Continuare a fumare durante la gravidanza aumenta l’incidenza di basso peso alla nascita, di mortalita’ neonatale e di morte improvvisa del neonato (la cosiddetta "morte in culla").Il fumo comporta ritardo della crescita fetale: peso alla nascita inferiore alla media, lunghezza inferiore, circonferenza cranica ridotta, diminuzione del peso placentare.
I bimbi nati da madre fumatrice sono piĂą esposti al rischio di allergie e infezioni batteriche virali.
Nel latte la nicotina si concentra quattro volte di più rispetto al sangue materno. La madre può andare incontro a perdita precoce del latte poiché il fumo ne inibisce la formazione.
Il bambino è più irritabile, si consola meno facilmente e fa più fatica a prendere sonno.
Caffeina
La caffeina è contenuta in caffè, thè, cacao e cola e passa la barriera placentare. Accelera il consumo di tutti i nutrienti che la madre passa al bambino che, in questo modo, riceve meno nutrienti rispetto alle sue necessità .Non è necessario privarsene: 1-2 tazzine di caffè al giorno o una coca-cola o una tazza di cioccolata non influiscono e comunque esistono in commercio prodotti decaffeinati o deteinati che sono preferibili.
Alcol
Bastano 3-4 bicchieri di vino o 3 bicchierini di superalcolici al giorno per produrre alterazioni del sistema nervoso del bimbo o anomalie della sua crescita in utero.I superalcolici vanno eliminati del tutto ma è consentito un bicchiere di vino a pasto o 2 di birra al giorno.
Bisogna considerare anche l’apporto calorico dell’alcool.
Rapporti sessuali
Non sono controindicati a meno che non vi sia minaccia d’aborto o di parto pretermine;Il desiderio può calare se la gravida è disturbata da nausea, vomito o altri fattori simpatici ed è estraniata dal mondo che la circonda.
Nel 3° trimestre è utile trovare una posizione che non comprima il pancione.
Igiene personale
L’aumentata attività secretoria delle ghiandole sudoripare e sebacee renderà necessari lavaggi frequenti.Sia il bagno che la doccia possono essere praticati con la frequenza desiderata. Il bagno in vasca, favorendo il rilassamento, può giovare ai dolori di schiena ma è bene evitare una temperatura dell’acqua troppo elevata e l’idromassaggio.
I capelli tendono a divenire più unti quindi è necessario lavarli più spesso, possono essere schiariti ossigenandoli ma la colorazione è sconsigliata.
Dalla 2° metà della gravidanza compaiono le smagliature. Non esistono metodi sicuri per evitarle, ma per prevenirle sarebbe opportuno non aumentare troppo di peso e fare uso di creme idratanti ed elasticizzanti su seno, addome e glutei.
Igiene intima
Va curata in modo particolare, sia per evitare il disagio causato dalla leucorrea che normalmente si presenta in gravidanza, sia per prevenire le vaginiti. Si possono utilizzare detergenti intimi solidi o liquidi a Ph leggermente acido.Igiene delle mammelle e dei capezzoli
Si deve favorire l’estroflessione dei capezzoli e l’elasticità della cute che li riveste.Il reggiseno deve avere dimensioni adeguate e deve essere strutturato in modo da sostenere un peso maggiore.
La detersione va fatta con acqua e sapone asciugando delicatamente con un panno.
Saranno utili esercizi di ginnastica del capezzolo da praticare nelle ultime 2-3 settimane.
Igiene del cavo orale
Il vomito, lo ptialismo, i rigurgiti acidi e la tendenza a mangiare fuori pasto favoriscono la comparsa di carie. La pulizia dei denti deve essere frequente. L’iperplasia gengivale determina il sanguinamento delle gengive quindi sarà utile utilizzare spazzolini morbidi e dentifrici e colluttori astringenti.Si possono completare o intraprendere cure dentarie avendo cura di far presente lo stato di gravidanza al dentista che utilizzerà anestetici locali consentiti (privi di adrenalina) e rimanderà eventuali lastre.
Abbigliamento
Il requisito principale è la comodità .Evitare tutti i capi troppo aderenti o che ostacolino la circolazione, costringano l’addome o impediscano l’espansione respiratoria del torace. Evitare le calze corte, le giarrettiere elastiche e le autoreggenti.
Sono consigliabili le fibre naturali piĂą facilmente lavabili, traspiranti e tessuti non troppo pesanti.
La panciera non è indispensabile.
In relazione al mutato baricentro ed allo squilibrio in avanti che si crea è bene che la gravida usi scarpe con tacco basso e largo e a pianta larga.























