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  • Articoli filtrati dai tag: rapporti sessuali

    Martedì 24 Aprile 2012 08:58

    RAPPORTI SESSUALI IN GRAVIDANZA

    Durante la gravidanza, precisamente a tre mesi, si possono avere rapporti sessuali?
    Grazie,
    Maria
    Pubblicato in: Gravidanza
    Giovedì 27 Gennaio 2011 10:25

    RIPRESA DEI RAPPORTI DI COPPIA DOPO IL PARTO

    Dopo il parto, la voglia di fare l'amore diminuisce...
    E' solo una situazione temporanea?
    Pubblicato in: Varie
    Venerdì 14 Maggio 2010 14:05

    Ripresa dei rapporti dopo il parto

    Il dolore ai rapporti sessuali si chiama anche dispareunia.

    In seguito all'evento del parto essa può essere dovuta da diversi fattori:
    - la cicatrice dell'episiotomia, il taglio che viene fatto per agevolare l'uscita del bambino;
    - la contrazione difensiva del muscolo che circonda la vagina stessa, attivata dal dolore persistente e che peggiora con i tentativi di rapporto;
    - la secchezza vaginale, sia per la mancanza di estrogeni (determinata dal fatto che la donna sta ancora allattando), sia perché il dolore è il più potente inibitore riflesso della lubrificazione;
    - la comparsa di una vestibolite vulvare, ossia di un'infiammazione dell'entrata vaginale dovuta ai microtraumi causati da un rapporto sessuale in assenza di lubrificazione e con un muscolo contratto e dolente;
    - la paura psicologica (angoscia che la cicatrice si riapra, paura di soffrire, che il tuo corpo non sia tornato in forma, ecc).

    Una volta accertata quale sia la causa fra quelle sopra elencate la terapia sarĂ  orientata a:
    - curare la vestibolite vulvare, ossia l'infiammazione secondaria alle microabrasioni del vestibolo e alla secchezza vaginale;
    - rilassare il muscolo contratto, con un'opportuna terapia riabilitativa e/o con automassaggio;
    - migliorare la lubrificazione con una terapia estrogenica che non inibisce l'allattamento;
    - ridurre l'infiammazione e il dolore locale, con un gel vaginale in grado di agire sulle diverse componenti dell'infiammazione vaginale e di migliorare il processo di cicatrizzazione;
    - seguire la coppia in un periodo che concilii il riavvicinamento fisico.

    Per le donne che hanno appena partorito, e che hanno dolore o altri sintomi genitali, un consiglio importante è quello di non trascurare il vostro corpo e soprattutto la vostra zona intima.
    Si dovrĂ  quindi provvedere a compiere delle semplici azioni:
    - un'igiene intima appropriata con saponi curativi che rispettino il pH vulvare e riducano l'infiammazione vulvare e vestibolare;
    - automassaggi con gel a base di olio di iperico o di aliamidi;
    - una ginnastica specifica per la riabilitazione dei muscoli del pavimento pelvico, che dopo il parto sono molto lassi e distesi.

    Pubblicato in: Famiglia
    Giovedì 10 Dicembre 2009 17:05

    Il papĂ  e il cambiamento

    Durante la gravidanza i cambiamenti per il papĂ  riguardano soprattutto gli umori e il benessere della mamma, che tende a essere piĂą stanca del solito, a soffrire di nausea, ad avere sonno presto.

    Verso la fine della gravidanza, compaiono in casa segn evidenti dell’arrivo imminente: culla, pacchi di pannolini, corredino...

    Il cambiamento più forte è però, ovviamente, quello della nascita. Non solo perchè c’è un nuovo essere in casa ma anche perchè da questo esserino dipendono gli orari di tutta la famiglia.
    PapĂ  e mamma non escono piĂą la sera e i pochi impegni presi sono scanditi dalle poppate.
    Di notte non si dorme molto e papà torna in ufficio con le classiche “occhiaie post parto”.
    Può succedere che dopo qualche giorno il papà si allontani nel vero senso della parola: non sempre i papà che lavorano riescono a mantenere i ritmi lavorativi congiuntamente a quelli delle poppate e questo può portarli a cambiare stanza o addirittura sistemazione per qualche tempo, con la conseguenza che la mamma, che già si sente isolata e incerta sul futuro.
    La domanda più frequente nelle menti di mamme e papà è: “tornerò a vivere come prima?”, “continuerò a sentirmi così stanco o ricomincerò a godere della mia vita?”.
    Soprattutto al papà la situazione che si crea con il neonato può sembrare di estrema immobilità e arrivare e pesare psicologicamente.
    La vita non tornerà come prima, il neonato racchiude in sé la potenzialità di una vita migliore, purchè mamma e papà imparino a viverlo come una opportunità di condivisione e di crescita per tutti.
    Le abitudini torneranno prima o poi simili (non uguali!)
    A quelle di una volta ma l’esperienza della genitorialità non ha eguali, a patto che mamma e papà si sentano liberi di dirsi sempre che cosa hanno bisogno e come possono aiutarsi a ottenerlo.

    Pubblicato in: Felicemente papĂ 
    Mercoledì 25 Novembre 2009 12:37

    Regole per una gravidanza serena

    La gravidanza è un’esperienza unica e meravigliosa. Sapere che una piccola vita sta crescendo dentro di noi ci dona emozioni impareggiabili! In quanto future mamme, dobbiamo iniziare da subito a prenderci cura della salute del nostro bambino, con un occhio di riguardo per la nostra. Un compito difficile? Niente affatto, basta seguire 5 semplici regole per stare bene in gravidanza!

    1 - Alimentazione: la parola d’ordine è varietà

    Una dieta varia è alla base del benessere, anche in gravidanza. Bisogna mangiare un po’ di tutto e per immagazzinare la giusta carica di energia non dovrebbero mancare latte, latticini, carne, pesce, uova, legumi, cereali, frutta, verdura e olio d’oliva.
    La vecchia credenza che la donna incinta debba mangiare per due è un mito da sfatare: in realtà, basta assumere il 10% in più dei nutrienti che ingeriamo di solito (circa 200 calorie in più al giorno). L’aumento di peso non dovrebbe superare i 10-12 kg a fine gravidanza, il che significa un aumento di 1-2 kg nel primo trimestre e di 350-400 gr per settimana nel periodo successivo.

    2 - Tre cose da evitare: fumo, alcol e caffeina

    Il fumo è forse il peggior nemico della gravidanza. Aumenta l’incidenza di basso peso alla nascita, di mortalità neonatale e di morte improvvisa del neonato (SIDS), espone il bambino a un rischio maggiore di sviluppare allergie e intolleranze, inibisce la formazione del latte e ne favorisce la perdita precoce.
    L’assunzione di alcol in gravidanza può provocare alterazioni del sistema nervoso del bimbo o anomalie della sua crescita in utero. Vietati i superalcolici, ma si può bere un bicchiere di vino a pasto o due bicchieri di birra al giorno.
    La caffeina e le sostanze eccitanti contenute nel caffè, nel thè, nel cacao e nella cola risultano dannose in gravidanza poiché accelerano il consumo di tutti i nutrienti che la madre passa al bambino. Così il feto riceve meno nutrimento rispetto alle proprie necessità. Sarebbe meglio utilizzare prodotti decaffeinati o deteinati, anche se ci possiamo concedere 1-2 tazzine di caffè al giorno oppure1 lattina di cola o una tazza di cioccolata.

    3 - Muoversi fa bene, anche in gravidanza

    Durante la gravidanza, il nostro corpo si trasforma per ospitare la nuova vita che cresce al suo interno. Un’attività fisica mirata garantisce tutta una serie di vantaggi: aiuta a mantenere sotto controllo il naturale aumento di massa corporea, mantiene funzionale l’apparato circolatorio e dona una gradevole sensazione di benessere che ci aiuta a rilassare anche la mente.
    Meglio accantonare, per questi nove mesi, sport troppo impegnativi e dedicarsi ad attivitĂ  piĂą tranquille, ad esempio facendo lunghe passeggiate.
    Se pensiamo di seguire un corso apposta per gestanti, ce ne sono per tutti i gusti: i più “in” sono quelli di yoga e Pilates.

    4 - Ok ai rapporti in gravidanza

    Una domanda che ci poniamo spesso, è se si possono avere rapporti con il partner durante la gravidanza. La risposta è: certo! In una gravidanza normale non ci sono controindicazioni. Bisogna astenersi solo in caso di minaccia di aborto o di parto pretermine. Ovviamente lo stato della donna richiede una buona dose di delicatezza e di buon senso da parte di entrambi. Questo dal punto di vista fisico.
    Dal punto di vista psicologico la questione può essere più complicata. Spesso durante la gravidanza la futura mamma sperimenta un calo del desiderio, di solito legato alle preoccupazioni e ai dubbi che la donna si trova ad affrontare durante i nove mesi. E’ importante che il partner rispetti le emozioni della gestante così come rispetta il suo fisico e faccia il possibile per andare incontro alle sue esigenze.

    5 - Attenzione ai consigli del ginecologo

    Per la nostra salute e per quella del bambino, è importante seguire alla lettera i consigli del ginecologo. Sul sito dell’AOGOI possiamo trovare tante informazioni utili per una gravidanza informata e serena, grazie anche all’ AOGOI Video Channel, una raccolta di interviste video ad esperti come il Dott. Giovanni Pomili, ginecologo che ci parla della diagnosi prenatale.
    Un’altra buona idea, è tenere un diario della gravidanza. Innanzitutto, ci aiuterà a non dimenticare gli appuntamenti importanti, ad es. per l’ecografia o per il tri-test. Per il ginecologo sarà più semplice rispondere alle nostre domande se possiamo collegare i fatti a date precise. Infine, se annotiamo sensazioni, pensieri e date importanti (come quella in cui il nostro piccolo tira il primo calcettino) il diario della gravidanza diventerà una storia emozionante da rileggere in futuro!

     
    Pubblicato in: Gravidanza
    Mercoledì 25 Novembre 2009 12:25

    I rapporti in gravidanza e dopo il parto

    Intervista alla Dott.ssa Maria M. Ferrari, medico chirurgo, Specialista in Ostetricia e Ginecologia, aiuto della I Clinica Ostetrico Ginecologica, Istituto “L. Mangiagalli” di Milano, Docente della I Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Milano, esperta in chirurgia riproduttiva mininvasiva, esperta in chirurgia pelvica complessa (endometriosi, patologia oncologica), allieva del Prof. Giorgio Pardi

    Rapporti in gravidanza

    Si possono avere rapporti in gravidanza? Quali precauzioni vanno prese?
    "In una gravidanza normale non ci sono controindicazioni ad avere rapporti con il partner. Si tenga presente, però, che se uno dei due partner è portatore di qualche infezione è meglio sospendere i rapporti. Vaginiti o altre infezioni potrebbero influire negativamente, infatti, sul normale decorso della gravidanza. In ogni caso, e soprattutto se non si ha la certezza che entrambi i partner siano sani, è consigliabile l’utilizzo del preservativo durante i 9 mesi per scongiurare un’eventuale trasmissione di virus o infezioni da parte del padre. Anche se la gravidanza è patologica potrebbe essere necessario astenersi dai rapporti per evitare il rischio di aborto o di parto prematuro".
    Ci sono pericoli per il nascituro?
    "In una gravidanza normale si possono tranquillamente avere rapporti senza temere per la salute del bambino. Diversa è la situazione in caso di gravidanza patologica: nei primi due trimestri i rapporti vanno evitati in caso di minaccia di aborto; nel terzo trimestre, inoltre, ci sono situazioni particolari (come, ad esempio, i casi di placenta previa) in cui è meglio evitare i rapporti o si rischia un parto prematuro".
    Può esserci un calo del desiderio durante la gravidanza? Se sì, perché?
    "Il calo del desiderio in gravidanza è legato soprattutto a cause psicologiche. La mancanza di desiderio non è dovuta a cause ormonali o biologiche, ma dipende da diversi fattori che riguardano la gravidanza e il modo in cui la futura madre vive il cambiamento in corso: eventuali dubbi e incertezze, oltre alle preoccupazioni che quasi inevitabilmente si presentano alla mente della donna; il fatto che il concepimento sia stato desiderato o accidentale; quanto si è desiderato avere un figlio e quanto è stato complicato concepirlo. Se, inoltre, la coppia ha avuto problemi di infertilità ed è dovuta ricorrere alla procreazione assistita, il rapporto può essere visto come una minaccia per il bambino e quindi evitato".
    Il calo del desiderio può riguardare anche il padre?
    "In misura minore, ma anche i futuri padri a volte possono essere condizionati psicologicamente dalla gravidanza fino ad avere un calo di desiderio. Di solito, questo accade principalmente per due motivi: il primo è che trovano la partner meno attraente; il secondo è che, anch’essi, temono che i rapporti possano essere dannosi per il nascituro".
    Qualche consiglio riguardo al sesso in gravidanza?
    "I rapporti in gravidanza richiedono, innanzitutto, una certa dose di buon senso. Il partner deve rispettare le esigenze sia fisiche che psicologiche della futura mamma, armandosi di pazienza e di delicatezza (sono sconsigliabili, infatti, rapporti troppo irruenti)".

    Rapporti post parto

    Quanto tempo è consigliabile aspettare dopo il parto prima di avere rapporti?
    "Da un punto di vista strettamente fisico, è consigliabile lasciare passare almeno 30-40 giorni dopo il parto prima di riprendere l’attività sessuale con il partner. Di solito, trascorso questo periodo, la donna viene visitata dal ginecologo che l’ha seguita e se dalla visita non emergono controindicazioni, sarà lui a dare l’OK per la ripresa dell’intimità di coppia.
    Tutt’altra cosa è l’aspetto psicologico: la donna è ora diventata mamma, deve affrontare una realtà tutta nuova e tanti cambiamenti che possono anche spaventare. In più, subito dopo il parto c’è un calo improvviso di estrogeni che porta come conseguenza una sensazione diffusa di stanchezza fisica e di malinconia, che in molte donne si trasforma in vera e propria depressione (depressione post parto). Prima di riprendere i rapporti con il partner, perciò, la neomamma deve innanzitutto ristabilire un equilibrio interiore con sé stessa, accettando la nuova situazione".
    Quali sono le cause che possono provocare dolore durante i rapporti dopo il parto?
    "Lo stesso calo di ormoni che può causare la depressione post parto, rende più fragile la mucosa vaginale e di conseguenza i rapporti possono causare bruciore e piccole lacerazioni. Prima di riprendere i rapporti, perciò, bisogna aspettare che questa situazione transitoria si risolva. Inoltre, se durante il parto ci sono state delle lacerazioni o è stata effettuata un’episiotomia bisogna attendere che questi dolori chirurgici guariscano".
    La contraccezione è necessaria immediatamente dopo il parto? Che tipo di contraccettivi si possono usare durante l’allattamento?
    "Subito dopo il parto, l’elevata presenza di prolattina nel sangue riduce l’attività ovarica della puerpera, ma il ciclo potrebbe ricomparire già a distanza di 2-3 mesi dal parto e perciò anche un’ovulazione precedente. Perciò, per scongiurare una nuova gravidanza troppo ravvicinata alla precedente, è necessario prendere delle precauzioni di tipo contraccettivo. In allattamento non è possibile assumere contraccettivi estroprogestinici (la classica pillola) poiché gli estrogeni che contengono possono influire sulla produzione del latte. Esistono però dei contraccettivi orali a base di solo progesterone che possono essere assunti per tutta la durata dell’allattamento. E’ consigliabile anche l’utilizzo del preservativo".
    Consigli riguardo ai rapporti post parto?
    "Dopo il parto la donna deve essere aiutata a capire che i cambiamenti che sta attraversando sono del tutto normali. Quindi è consigliabile parlare con il ginecologo o con l’ostetrica di qualsiasi dubbio o preoccupazione e soprattutto bisogna dialogare con il marito, che dovrà essere paziente e attendere che la sua partner si senta pronta per riprendere i rapporti e l’intimità di coppia. Se la situazione non fosse risolvibile così semplicemente e si dimostrasse patologica, presso molte strutture ospedaliere è possibile consultare psicologi e psichiatri esperti in materia".
    Pubblicato in: Gravidanza
    Mercoledì 25 Novembre 2009 12:12

    Rapporti di coppia in gravidanza

    A cura della Azienda UnitĂ  Sanitaria Locale di Piacenza

    Rapporti sessuali

    Non sono controindicati a meno che non vi sia minaccia d’aborto o di parto pretermine;
    Il desiderio può calare se la gravida è disturbata da nausea, vomito o altri fattori simpatici ed è estraniata dal mondo che la circonda.
    Nel 3° trimestre è utile trovare una posizione che non comprima il pancione.

    Fare i papĂ  assieme alle mamme

    Per ovvi motivi di carattere fisiologico, sanitario e medico, gli studi sul periodo della gravidanza tendono a privilegiare il problema della maternità ed hanno enfatizzato il ruolo della madre. Tuttavia la donna “fa” i bambini, ma il padre partecipa al concepimento e ciò incide sia sulla funzione della madre, sia sullo sviluppo del bambino che va formandosi nel suo grembo. Così come occorrono un padre ed una madre per dare origine all’organismo fisico, così occorrono un padre ed una madre per creare la personalità e permettere la realizzazione di tutte le potenzialità del bambino, sia pure con un processo più lungo e di natura diversa.

    Il bambino, infatti, si auto-crea adattandosi al gruppo umano a cui appartiene e questo gruppo è formato dapprima dalla famiglia, un ambiente ristretto che protegge la formazione della sua personalità in armonia con l’ambiente. Madre e padre sono due riferimenti precisi che sostengono tutta questa costruzione. Diventare padre non è l’effetto di un unico evento, ma è un lento, graduale e complesso processo che modifica i ruoli all’interno della coppia con la consapevolezza di impegni e gioie nuove. Questo processo inizia molto presto, già quando nella maggioranza dei casi, la coppia decide di avere un figlio e prosegue quando si trova di fronte allo stato di gravidanza. Prima ancora che il bambino nasca, come padre e come madre costruiamo delle aspettative su di lui e su quello che la sua nascita comporterà per la nostra vita. Ma quali che siano le nostre previsioni circa la paternità, la realtà può capovolgerle. Questi mutamenti possono avvenire nel padre come nella madre. In tutti i casi, l’atteggiamento del padre può modificare la situazione e incidere sulla relazione madre-bambino.

    Molto dipende dai sentimenti e atteggiamenti dei genitori nei riguardi di questa nuova persona. Sul bambino, infatti, influiscono non solo gli eventi importanti all’interno della famiglia, ma anche quelli banali. Il tono della voce, una semplice parola, l’espressione del viso, il sorriso, lo sguardo della madre e del padre, possono gettare una luce completamente diversa sulle cose e sulle vicende della realtà.

    Diventando padre l’uomo compie una serie di esperienze complete che, secondo gli studi di psicoanalisi, possono ricondurlo all’infanzia: egli rivive in versione più matura la storia dei legami con i propri genitori.

    Possono quindi agire nell’uomo sia forze che tendono ad una realizzazione piena e soddisfacente della paternità, sia forze conflittuali che tendono ad ostacolare l’assunzione del ruolo paterno e a favorire sentimenti di difesa più che di donazione di se. L’attivazione di questi sentimenti è influenzata anche dalla relazione tra madre e padre all’interno della coppia. Il ruolo di entrambi i genitori nella famiglia e col figlio viene influenzato anche dalla qualità dell’attesa che i genitori riversano nei riguardi del bimbo che nascerà; egli può infatti essere il frutto di un rapporto affettivo soddisfacente, ma potrebbe anche essere uno strumento per porre riparo a insufficienze nella relazione tra marito e moglie. In ognuno di questi casi l’attesa può determinare complicanze, chiudere il rapporto ma può anche espanderlo, organizzarlo, indirizzarlo verso nuovi canali di comunicazione.

    Comunemente il marito assume transitoriamente degli atteggiamenti protettivi verso la moglie, permettendole di vivere ed affrontare la gravidanza in una condizione relativamente protetta che la rassicura e la aiuta a superare ansie, paure, insicurezze, atteggiamenti ostili verso il figlio. Il marito può assolvere questo ruolo preparandosi attivamente al futuro ruolo di padre quando è interiormente convinto che la moglie risponderà alle sue richieste. Se manca la fiducia reciproca anche il processo d’attesa verrà vissuto separatamente, senza possibilità di aiuto reciproco con grave difficoltà per un’assunzione dei ruoli corretti da parte di entrambi i genitori.

    Proteggere la gravidanza

    Nel corso della gravidanza il futuro papà vive modificazioni psichiche in relazione a quelle che vive la sua donna e quindi il suo comportamento può essere compreso se si considera in rapporto al comportamento della donna durante questo periodo di attesa e preparazione. Entrambi i genitori, seppure in maniera diversa, vivono ansie e gratificazioni, paure e speranze, che hanno caratteristiche nuove rispetto al passato ma sono significative perché incidono sulla loro vita emotiva. Il padre può offrire sempre un valido aiuto alla donna, la sua protezione nei momenti difficili e la sua partecipazione serena e rassicurante ai problemi che si presentano di volta in volta, aiutano la futura mamma a superare eventuali disturbi e ad accettare i disagi che il bambino le procura.

    La capacità di parlare con lei senza ansie e paure, permettendole di sfogare le preoccupazioni senza paure di rifiuto o allontanamento, garantiscono al bambino una preparazione più serena alla nascita e contribuisce alla serenità di tutti i componenti della famiglia. Vi è infatti un rapporto diretto fra lo stato emotivo della madre e addirittura della coppia e i primi stadi di sviluppo del bambino. I neonati le cui madri hanno avuto una gravidanza serena hanno rivelato, in tutte le ricerche, minore irritabilità, un positivo sviluppo fisiologico e maggiori capacità di ripresa da una condizione di stress: in sintesi maggiore solidità fisica e psichica.

    Il ruolo del padre non si arresta sulla porta dell’ospedale dove consegna la sua donna con le doglie all’ostetrica. Il parto è un evento naturale nella vita della famiglia che ha tre protagonisti: la madre, il bambino e il padre.

    I padri in sala parto sono di grande aiuto, soprattutto quando sono preparati e conoscono le modalitĂ  con cui aiutare la moglie e possono rincuorarla, infondendole coraggio e sicurezza.

    E’ ormai lontano il tempo in cui al padre era concesso di dare solo un’occhiata ai neonati attraverso la finestra del nido. Oggi è permesso e favorito il contatto diretto con i figli senza aspettare il loro rientro a casa.

    Sia soli che assieme alla moglie, sono capaci di offrire stimolazioni e cure come le madri; il solo comportamento nel quale le madri superano i padri sembra essere il sorriso, ma le donne sorridono in genere piĂą degli uomini in tutte le occasioni, anche nei rapporti con gli adulti.

    Alla nascita il bambino vive in simbiosi con la madre che gli procura cibo e lo aiuta ad entrare in relazione con l’ambiente. Il padre può offrire un aiuto insostituibile che arricchisce questa prima fase della vita e tutto il futuro del neonato attraverso quella che può essere definita “barriera protettiva” con la sua protezione e la sua vicinanza può offrire al suo bambino esperienze tattili, olfattive e visive che arricchiscono la sua vita.

    La pelle è il più esteso apparato di comunicazione e il bambino è dotato di una sensibilità cutanea vivissima che gli permette di relazionarsi con noi e con le cose. Una stimolazione tattile adeguata, fare il bagno, cambiare il pannolino, cullare, giocare con il neonato servono, oltre alla gioia della conoscenza reciproca e del darsi un reciproco piacere, a fargli prendere coscienza di se, del proprio corpo e gli consentono di “nascere” davvero.

    Pubblicato in: Gravidanza
    Mercoledì 25 Novembre 2009 12:10

    Precauzioni in gravidanza

    Alimentazione

    Un’alimentazione corretta è uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza ed il normale accrescimento del feto, infatti durante la gestazione è essenziale assicurare alla madre non solo l’energia e i nutrimenti necessari per mantenersi in buona salute, ma anche necessari per consentire la formazione di nuovi tessuti e di riserve energetiche che verranno utilizzate nel corso dell’allattamento.

    Il tipo di alimentazione da seguire in gravidanza non si discosta molto da quello da seguire in altri periodi, le differenze sono legate principalmente all’aumento del fabbisogno energetico.

    Durante la gravidanza è infatti sufficiente aumentare l’apporto calorico della dieta nella misura di circa 200 calorie al giorno pari a circa il 10% del fabbisogno in condizioni abituali, di particolare rilievo è anche l’aumento nell’assunzione di proteine, calcio, fosforo, acido folico, vitamina D.

    Per il soddisfacimento di tali bisogni alimentari è sufficiente seguire una dieta varia comprendente: latte, latticini, carne, pesce, uova, legumi, cereali e derivati, frutta e verdura, olio d’oliva.

    E’ quindi del tutto infondato il detto popolare che in gravidanza la donna deve mangiare per due, anzi l’aumento di peso della gravida va attentamente sorvegliato, cercando di fare in modo che esso sia graduale e non superi, al termine di gravidanza, 10-12 Kg. Questo aumento dovrebbe essere compreso tra 1-2 Kg nel primo trimestre e fra i 350-400gr a settimana nei periodi successivi.

    Durante la gravidanza è opportuno ridurre l’uso del sale nella preparazione delle pietanze. E’ importante evitare il consumo di carni o pesci crudi o poco cotti, nonché di insaccati per evitare il rischio di contrarre pericolose infezioni intestinali o la toxoplasmosi, infezione che, se si verifica in donne non immuni nei primi stadi di gravidanza, può provocare gravi danni al feto.

    Movimento

    Se correttamente dosato, rilassa psicologicamente e promuove la circolazione, la digestione e la funzione intestinale.
    E’ sufficiente fare lunghe passeggiate quotidiane
    L’uso della bicicletta, l’attività in piscina non sono controindicate
    La pratica sportiva è altrettanto consentita purché non comporti un rischio elevato di traumi o un affaticamento eccessivo.

    Fumo

    E’ sconsigliato fumare: il consumo di sigarette, per l’effetto della nicotina sull’apparato cardio-vascolare riduce la capacità del sangue materno di trasportare ossigeno. Continuare a fumare durante la gravidanza aumenta l’incidenza di basso peso alla nascita, di mortalita’ neonatale e di morte improvvisa del neonato (la cosiddetta "morte in culla").

    Il fumo comporta ritardo della crescita fetale: peso alla nascita inferiore alla media, lunghezza inferiore, circonferenza cranica ridotta, diminuzione del peso placentare.
    I bimbi nati da madre fumatrice sono piĂą esposti al rischio di allergie e infezioni batteriche virali.
    Nel latte la nicotina si concentra quattro volte di più rispetto al sangue materno. La madre può andare incontro a perdita precoce del latte poiché il fumo ne inibisce la formazione.
    Il bambino è più irritabile, si consola meno facilmente e fa più fatica a prendere sonno.

    Caffeina

    La caffeina è contenuta in caffè, thè, cacao e cola e passa la barriera placentare. Accelera il consumo di tutti i nutrienti che la madre passa al bambino che, in questo modo, riceve meno nutrienti rispetto alle sue necessità.
    Non è necessario privarsene: 1-2 tazzine di caffè al giorno o una coca-cola o una tazza di cioccolata non influiscono e comunque esistono in commercio prodotti decaffeinati o deteinati che sono preferibili.

    Alcol

    Bastano 3-4 bicchieri di vino o 3 bicchierini di superalcolici al giorno per produrre alterazioni del sistema nervoso del bimbo o anomalie della sua crescita in utero.
    I superalcolici vanno eliminati del tutto ma è consentito un bicchiere di vino a pasto o 2 di birra al giorno.
    Bisogna considerare anche l’apporto calorico dell’alcool.

    Rapporti sessuali

    Non sono controindicati a meno che non vi sia minaccia d’aborto o di parto pretermine;
    Il desiderio può calare se la gravida è disturbata da nausea, vomito o altri fattori simpatici ed è estraniata dal mondo che la circonda.
    Nel 3° trimestre è utile trovare una posizione che non comprima il pancione.

    Igiene personale

    L’aumentata attività secretoria delle ghiandole sudoripare e sebacee renderà necessari lavaggi frequenti.
    Sia il bagno che la doccia possono essere praticati con la frequenza desiderata. Il bagno in vasca, favorendo il rilassamento, può giovare ai dolori di schiena ma è bene evitare una temperatura dell’acqua troppo elevata e l’idromassaggio.
    I capelli tendono a divenire più unti quindi è necessario lavarli più spesso, possono essere schiariti ossigenandoli ma la colorazione è sconsigliata.
    Dalla 2° metà della gravidanza compaiono le smagliature. Non esistono metodi sicuri per evitarle, ma per prevenirle sarebbe opportuno non aumentare troppo di peso e fare uso di creme idratanti ed elasticizzanti su seno, addome e glutei.

    Igiene intima

    Va curata in modo particolare, sia per evitare il disagio causato dalla leucorrea che normalmente si presenta in gravidanza, sia per prevenire le vaginiti. Si possono utilizzare detergenti intimi solidi o liquidi a Ph leggermente acido.

    Igiene delle mammelle e dei capezzoli

    Si deve favorire l’estroflessione dei capezzoli e l’elasticità della cute che li riveste.
    Il reggiseno deve avere dimensioni adeguate e deve essere strutturato in modo da sostenere un peso maggiore.
    La detersione va fatta con acqua e sapone asciugando delicatamente con un panno.
    Saranno utili esercizi di ginnastica del capezzolo da praticare nelle ultime 2-3 settimane.

    Igiene del cavo orale

    Il vomito, lo ptialismo, i rigurgiti acidi e la tendenza a mangiare fuori pasto favoriscono la comparsa di carie. La pulizia dei denti deve essere frequente. L’iperplasia gengivale determina il sanguinamento delle gengive quindi sarà utile utilizzare spazzolini morbidi e dentifrici e colluttori astringenti.
    Si possono completare o intraprendere cure dentarie avendo cura di far presente lo stato di gravidanza al dentista che utilizzerĂ  anestetici locali consentiti (privi di adrenalina) e rimanderĂ  eventuali lastre.

    Abbigliamento

    Il requisito principale è la comodità.
    Evitare tutti i capi troppo aderenti o che ostacolino la circolazione, costringano l’addome o impediscano l’espansione respiratoria del torace. Evitare le calze corte, le giarrettiere elastiche e le autoreggenti.
    Sono consigliabili le fibre naturali piĂą facilmente lavabili, traspiranti e tessuti non troppo pesanti.
    La panciera non è indispensabile.
    In relazione al mutato baricentro ed allo squilibrio in avanti che si crea è bene che la gravida usi scarpe con tacco basso e largo e a pianta larga.
    Pubblicato in: Gravidanza

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