Articoli filtrati dai tag: separazione
COME SPIEGARE L'ASSENZA DEL PADRE
Salve, sono una ragazza di 20 anni e a maggio è nata la mia piccolina, Julie.
Vorrei esporre il mio problema.
Quest'estate sono stata in vacanza in Calabria e ho avuto un rapporto occasionale con un ragazzo che poi ho scoperto sposato e in più già padre.
Il mio comportamento è inqualificabile, ne sono cosciente...ma pensavo che rimanesse la classica avventura estiva, e invece una volta terminata la vacanza e tornata alla mia routine scopro di esser rimasta incinta.
Sconvolta lo dico ai miei che non la prendono affatto bene (ovviamente) e mi mettono davanti una scelta, o interrompo la gravidanza o me ne vado di casa.
Io avevo scelto la seconda...da quando ho saputo che in me c'era una vita è stato più forte di me, per quanto la situazione era delle peggiori, io non me la sono sentita di abortire; e cosi mi faccio ospitare da una mia amica, dopo di che son stata in una casa famiglia...e da li contatto questo ragazzo per metterlo al corrente.
Non mi aspettavo festeggiamenti e quant'altro, ma il suo atteggiamento è stato a dir poco osceno.
Dopo qualche settimana i miei mi ri-accolgono in casa, cercano invano di avere una conversazione civile con questo ragazzo che si è rifiutato anche di dirmi se avesse qualche problema di salute che potevo poi segnalare alla ginecologa, niente di niente se non sentirmi dire che questa bimba non era sua figlia.
Ci siamo messi nelle mani di un avvocato che ci suggeriva il classico test del dna dove lui si rifiutato più volte.
L'ultima volta che abbiamo avuto contatti risale a 6 mesi fa, non si è fatto sentire più, e nel frattempo io ho deciso di lasciar perdere qualsiasi azione legale.
Non voglio averci niente a che fare con queste persone, stavo agendo da persona ferita e non pensavo a cosa andavo incontro una volta ottenuto il riconoscimento.
La mia preoccupazione è: cosa le potrò dire quando incomincierà a farmi delle domande su suo padre? (io non so niente di questa persona).
Voglio avere un rapporto di sincerità con mia figlia, ma come affrontare l'argomento?
Mi scuso ancora per essermi dilungata, spero in una vostra risposta, e grazie anticipatamente.
TRAUMA DA SEPARAZIONE DAL PADRE
Il papà lo vede molto poco perchè lui non ha voglia di fare di più.
Ogni volta che torna da un week end con il papà la notte urla e solitamente nei sogni ce l'ha su con me. Dopo un pò si sveglia e mi cerca, vuole starmi vicino e coccole (io e lei abbiamo un bellissimo rapporto, ma so che suo padre le manca tanto).
Ogni volta che succede vorrei portarla dal neuropsichiatra che l'ha seguita durante la separazione, poi tutto passa e non ci vado.
Non vorrei prendere troppo seriamente la cosa, ma non vorrei nemmeno lasciar perdere, magari ha bisogno di una mano in questo momento e io non riesco a dargliela.
Grazie per qualsiasi consiglio possiate darmi.
LEGAME MAMMA-BAMBINO
Il bimbo è via per una settimana al mare con l'ex compagno di mia figlia e lei ha paura che il bimbo possa dimenticarsi della mamma e ha paura che quando tornerà a casa non voglia più stare con lei.
Mi può rispondere per cortesia se è possibile che il bimbo si scordi della mamma?
Lontano da mio figlio non si vive...
AIUTATECI AD AVERE UNA VOCE, aiutateci a far crescere questo guppo: PAPA' IN LOTTA PER I PROPRI FIGLI
http://www.facebook.com/group.php?gid=119693988045751&v=wall
SOFFRE PER LA SEPARAZIONE
PAPA' A ORE
GENITORI IN VIA DI SEPARAZIONE
Sono una donna che si sta separando dal marito, con un bambino di 19 mesi.
Il padre insiste molto sul voler passare alcune notti con il bambino cosa che non ritengo giusta vista la tenera eta’ del bambino.
In attesa che un giudice decida, come mi devo comportare per non far soffrire mio figlio?
Genitore single
Vi sono i separati o i divorziati. Oppure coloro che hanno deciso di portare a termine la gravidanza consapevoli del fatto che non avrebbero avuto l’appoggio del padre o della madre del bambino. Purtroppo vi possono essere poi lutti prematuri oppure chi ha consapevolmente scelto questa strada.
Il lavoro dei genitori single è il mestiere più duro del mondo.
Grande la tensione psicologica a cui si è sottoposti quando si sente gravare il peso delle responsabilità unicamente sulle proprie spalle. Talvolta ci sono nonni, sorelle o amiche sulle quali fare affidamento, ma molti sono quelli che contano solo e solamente su se stessi. L’impegno richiesto è gravoso se si conta che già è difficile essere genitore e lavoratore allo stesso tempo quando si ha un partner vicino.
Le cose da fare non finiscono mai: dopo il lavoro è una corsa unica, tra l’andare a prendere il figlio a scuola, fare la spesa, arrivare a casa e far fare i compiti alla creatura, cucinare, fare la lavatrice, pulire casa. E magari fare i salti mortali per trovare qualche minuto per sé, anche solo per farsi una doccia in santa pace. Normale quindi sentirsi colpiti da ansia e stanchezza. O sentirsi isolati: gli amici single o quelli che possono contare su un partner un minimo collaborativo, hanno sicuramente una vita più semplice. È importante a tal proposito cercare di costruirsi una rete di salvataggio, altri genitori single o genitori in generale con i quali aiutarsi vicendevolmente.
Cercate di vedere i lati positivi della vostra condizione familiare.
L’importante è non lasciare prevalere lo sconforto. Trovare un equilibrio non è facile ma è possibile.
L’errore che molti genitori soli fanno è riversare tutto se stessi nel proprio figlio. Convincervi di esistere solo in sua funzione e nutrire aspettative esagerate nei suoi confronti (ovvero pretendere che questo valga anche per lui o lei) non è certo il modo di condurre un’esistenza sana. Non vi vorrà meno bene se un giorno alla settimana per un paio d’ore lo affiderete a una baby sitter, un’amica o una nonna mentre voi andate a svagarvi. L’errore più frequente dei genitori single è l’essere iperprotettive e iperpresenti: lasciate che viva la sua vita, siate presenti ma non ossessivi. Permettetegli di venire a contatto con la realtà , senza rinchiuderlo in una bolla. Ricordatevi che il far parte di una famiglia monoparentale non farà sentire un bambino meno amato.
Se siete reduci da un divorzio o da una separazione, non negate al piccolo la presenza di una figura paterna/materna nella sua vita. Non ci sarà quotidianamente, ma ci deve comunque essere. E non meno importante deve contribuire al suo mantenimento: una crisi finanziaria è l’ultima cosa della quale avete bisogno. Se siete un genitore single per scelta non nascondetelo al bambino. Parlategli del padre/della madre, magari prima che lo faccia qualcun altro al posto vostro.
Altra cosa importantissima: non permettete ai vostri figli di essere dei tiranni. Siete una squadra, dovete collaborare vicendevolmente per far funzionare le cose. Ricordatevi che state facendo un doppio lavoro: è un grande sforzo. Non sentitevi in difetto o colpevoli: i bambini lo intuiranno e non è sano. Come tutti i minori hanno bisogno di stabilità , ma è un elemento particolarmente cruciale per chi conta su un solo genitore. Necessitano di un ambiente stabile (casa, lavoro, amicizie…).
Non dimenticatevi che genitori e figli sono su due piani di gerarchia differente: un altro degli errori più comuni è quello di far sentire i bambini troppo adulti. Il bambino non è un vostro pari. Infine se non ce la fate non abbiate paura di chiedere aiuto a chi vi sta vicino: il bisogno del supporto degli altri non deve farvi sentire una mamma o un papà meno bravo.
PAPA' PREOCCUPATO PER SEPARZIONE
Io e la mia compagna ci siamo separati da ottobre del 2009, abbiamo un bambino di 21 mesi che aveva circa 15 mesi quando lei ha deciso di separarci. Il bambino sin dalla nascita ha sempre dimostrato di stare più volentieri con il papà che con la mamma, ad esempio preferiva che fossi io a cambiargli il pannolino, se andavamo dal pediatra cercava me e non la mamma per essere rassicurato. Comunque il bambino all’inizio della separazione non dava segni eclatanti di malessere, io lo vedevo il martedi il giovedi e un fine settimana si e uno no.
Ora invece mantenendo la stessa frequenza di visita, il bambino da segni di sofferenza ogni volta che io mi stacco da lui, piange come non ha mai fatto, la mamma mi dice che quando lo riporto dopo che ha passato il fine settimana con me rimane silenzioso, sembra trovi difficoltà a muoversi nella sua casa dove è nato e vive, mentre quando è nella mia casa è tranquillo e si muove tranquillamente, situazione che con molta difficoltà sono riuscito a creare.
Ho provato a fermarmi di più quando lo riporto a casa aspettando che lui vada a dormire, ma resta comunque il fatto che lui sia sempre attento ai miei movimenti, vedendo se mi avvicino alla porta di casa per uscire o meno, e resta sempre il fatto che lui escluda la mamma da tutto il resto preferendo sempre che sia io ha cambiarlo a cullarlo o a giocarci.
Questa situazione a me ma sopratutto a mio figlio crea dei grossi problemi, vorrei sapere se lui stia esprimendo la volontà di stare con me piuttosto che con la mamma o se potrebbero esserci ulteriori possibilità per risolvere è quindi migliorare questa soluzione.






















