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Le aziende ideali per mamma e papĂ
Sembra di sì. Questa è la notizia apparsa recentemente sul Corriere.it.
Infatti, da qualche anno a questa parte si stanno diffondendo in Italia gli asili aziendali. “I primi in Italia nacquero negli anni 50; tra questi, gli asili della Olivetti a Ivrea e della Falck a Sesto San Giovanni. Negli ultimi dieci anni diverse medie e grandi aziende, soprattutto nelle città del Centro-Nord, si sono dotate di strutture per l’ accoglienza dei figli dei dipendenti – ci comunica il giornalista che si è occupato del caso - da un lato, la responsabilità sociale d' azienda, nel solco tracciato dalle prime esperienze di imprenditoria «illuminata»; dall' altro, una maggiore soddisfazione dei lavoratori e la possibilità per l' azienda di non perdere forza lavoro competente alla nascita di un figlio”.
Diverse sono le aziende che partecipano all’iniziativa: il centro d'infanzia della Geox può accogliere 70 bambini e comprende un atelier di pittura e due aree verdi, la Selex Sistemi Integrati ospita un asilo e una scuola materna nel quartier generale a Roma; d'estate, invece, i ragazzi dai sette ai quindici anni possono partecipare a soggiorni studio interamente in inglese. Cariparma dispone di un asilo a risparmio energetico e quello della Tod’s, uno dei primi sorti in Italia, ospita 30 bambini dai tre ai sei anni e offre lezioni di musica e inglese, uscite didattiche e visite pediatriche.
Particolarmente innovativo è il babysitting on demand offerto ai dipendenti della sede di Milano di Luxottica.
Si tratta di vere e proprie società d’avanguardia, che hanno compiuto passi da gigante sul piano di una conciliazione lavoro-famiglia.
Fonte: Corriere.it
Tagesmutter, mamma di giorno
La Tagesmutter, mamma di giorno in tedesco, è una figura professionale innovativa, molto diffusa nel Nord Europa, e adesso sviluppatasi anche in alcune regioni d’Italia: le mamme lavoratrici con figli affidano i loro bambini a queste tagesmutter, che lavorano presso la propria casa.
Il 5 aprile si è tenuto a Noci (Bari) un incontro, in cui sedici disoccupate over quarantacinque, dopo seicento ore complessive, di cui 360 dedicate alla formazione e 240 allo stage, hanno ottenuto un attestato, riconosciuto dalla Regione Puglia, grazie al Corso sostenuto dal Consorzio Consulting, che le qualifica pubblicamente come Tagesmutter.
Sono donne che mettono a disposizione la loro casa per accogliere massimo quattro bambini dai tre mesi ai tre anni. La comodità del servizio sta nella flessibilità degli orari: una mamma può lasciare il proprio bambino presso il domicilio di queste donne negli orari che più preferisce. L’importante è stare entro le 6 ore.
La dottoressa Luisella Lerede, relatrice all’interno del convegno finale che ha presentato il piano formativo e i risultati raggiunti, ha commentato: “La tagesmutter cerca di entrare in sintonia con quelle che sono l’esigenza della famiglia. Questo è un servizio che si pone in alternativa all’asilo nido”.
Roberta Caragnano responsabile ADAPT (Associazione per gli studi Internazionali comparati Marco Biagi), che ha illustrato il Bollettino Speciale realizzato dalla classe, ha sottolineato: “Abbiamo deciso di fare uno Speciale che potesse cooportare l’esperienza pugliese nel contesto non solo regionale ma soprattutto in quello nazionale. Abbiamo fatto un excursus di quello che era il progetto, di com’è nato, di come si è sviluppato, andando a guardare quali potessero essere, che poi, di fatto, sono state, le possibilità occupazionali, quindi gli sviluppi positivi che si sono avuti sul territorio. Il bollettino è stato fatto anche in collaborazione con un’altra struttura, che si occupa di gestire e di creare delle attività formative a supporto delle tagesmutter”.
Nel corso del convegno sono stati offerti importanti spunti sulle agevolazioni e sui finanziamenti a disposizione delle donne che vogliono intraprendere quest’attività .
Fonte: Noci24.it
Come trovare e scegliere la tata
Oggi quelle donne sublimi non ci sono piĂą o forse piĂą realisticamente non sono mai esistite.
Trovare la tata giusta per i propri figli è, di fatto, molto difficile, una fatica improba, una strada tortuosa lastricata da difficoltà burocratiche, sensi di colpa e tanta, tanta incertezza.
SarĂ quella giusta? Li tratterĂ bene? SarĂ sufficientemente affettuosa ma allo stesso tempo autoritaria quando serve? Ma ancora prima: dove la trovo?
Dove cercare la tata
La via più semplice e sicura è quasi sempre il passaparola fra amiche: in questo modo si riesce ad avere maggiore controllo sulle referenze e sull'onestà delle candidate.
Terreno di caccia delle mamme in cerca di aiuto sono anche, a ragione, luoghi come le scuole, i parchi, gli asili o le palestre, dove spesso capita di trovare bacheche con annunci di offerte di lavoro o di incontrare persone a cui chiedere consiglio.
Se si è in attesa e si desidera trovare un aiuto per i primissimi mesi può valere la pena chiedere direttamente in ospedale alle puericultrici.
Alternative da prendere in considerazione: rivolgersi alle scuole di formazione per operatrici d'infanzia o alle agenzie dedicate proprio alla ricerca e alla selezione delle tate tenendo presente però che a queste dovrete versare una percentuale.
Come scegliere la tata
Una volta selezionata una o più candidate sarà necessario, a questo punto, capire se la futura tata è all'altezza delle nostre aspettative.
Indubbiamente definire da subito l'aspetto economico e le mansioni da svolgere, aiuta ad evitare eventuali incomprensioni future.
Spesso chi cerca un aiuto per la cura dei figli, cerca anche un aiuto per i lavori domestici: è bene chiarire immediatamente questo aspetto, definendo con precisione i compiti che la collaboratrice dovrà svolgere.
Se la tata selezionata è straniera, è molto importante che documenti e permesso di soggiorno siano in regola. All'inizio del rapporto di lavoro può essere una buona idea poi, concordare un periodo di prova di circa due settimane per capire effettivamente se è la persona adatta.
Detto questo, subentra l'aspetto umano della questione: una tata può essere considerata bravissima da una mamma e per nulla capace da un'altra.
Mary Poppins a volte si nasconde negli occhi della mamma che la sceglie.
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Le au-pair: ragazze alla pari
I vantaggi delle au-pair
Come si trovano le au-pair?
Come scegliere la babysitter
Au pair: processo di ricerca, agenzie, costi, stile di vita
Ricerca au pair tramite web
Il web è una modalità di ricerca a basso costo ma non sempre efficace. Ci siamo iscritti a vari siti e abbiamo testato la validità del processo per una nostra iscritta. Ecco i risultati:
www.greataupair.com – l’iscrizione è a pagamento (35-60$ a seconda del tipo di servizio), il sito è ben costruito e permette di verificare i profili di persone provenienti da tutto il mondo, la cui esperienza nella cura dei bambini è varia.
Vantaggi: sistema automatizzato di aggiornamento in base al proprio profilo, gestione “hot list” cioè gestione facilitata dei profili selezionati, fedeltà al profilo di ricerca indicato.
Altri siti: scadenti sotto quest’ultimo punto di vista, alla richiesta di madrelingua inglese vengono inviati spesso profili non corrispondenti.
Agenzie
Le agenzie hanno il grosso vantaggio di fare una preselezione delle ragazze (alcune di persona, altre telefonicamente). E quello che è importante non è tanto quello che vi possono riferire quanto il fatto che la ragazza che si rivolge a un’agenzia ha un’intenzione spesso più seria di quelle che semplicemente pubblicano il proprio profilo sul web e poi magari non hanno neanche il passaporto valido!
I costi delle agenzie sono però notevolmente più alti di quelli legati al web:
- le agenzie che svolgono selezione telefonica e via mail, chiedono una fee proporzionata al periodo di lavoro della aupair (es. 150 euro circa per 6 mesi, oltre 300 per 12 e piĂą)
- le agenzie che svolgono ricerca nei paesi di origine e selezionano le ragazze di persona non sono alla portata di tutti: chiedono solitamente un’iscrizione di circa 250 euro più IVA (solo per iniziare la ricerca) + un 10-12% dello stipendio lordo del primo anno e una percentuale anche su quello del secondo e terzo + eventuale assicurazione medica + eventuale biglietto aereo.
Uno dei costi solitamente da considerare è proprio quello relativo al viaggio: solitamente a carico della au pair, in certi casi può essere a carico della famiglia.
In generale, lo stipendio di una au pair è in realtà un rimborso spese variabile tra i 100 e i 200 euro a settimana con orario e compiti da definire.
A questo bisogna aggiungere ovviamente il lievitare nei costi di vitto e utenze familiari.
Lo stile di vita della ragazza alla pari
La au pair deve disporre di una sua stanza (e non può essere uno scantinato, un soppalco…) ed è gradita la possibilità di usare internet.
Come stile di vita, una ragazza alla pari partecipa alla vita familiare (mangia con la famiglia e aiuta a apparecchiare, sparecchiare, cucinare per i bambini) e può usufruire degli spazi comuni.
Non è una persona di servizio, ma occupandosi dei bambini i suoi compiti possono includere la pulizia della stanza dei bimbi, il lavaggio e lo stiro di indumenti e lenzuola dei bambini e, ovviamente, includono la pulizia della propria stanza, biancheria e indumenti.






















