Oggi il congedo di paternità è una possibilità ma, grazie al nuovo disegno di legge che la Camera ha cominciato a discutere mercoledì scorso, potrebbe presto trasformarsi in un obbligo. Per la gioia dei neopapà che non dovranno più bruciare ferie o inventare sotterfugi per stare vicini alla neomamma e al neonato.
I 4 giorni di permesso obbligatorio (come i 5 mesi di maternitĂ della mamma) verrebbero retribuiti dalle aziende nel caso di lavoratori dipendenti e dal sistema previdenziale per quanto riguarda gli autonomi.
4 giorni non saranno molti, ma questo disegno di legge è un primo passo verso la divisione dei compiti nella cura dei figli, che per ora è affidata quasi esclusivamente alle madri. Ed è anche un modo per avvicinarsi agli altri Paesi europei.
Un esempio positivo è quello del Portogallo, dove il congedo obbligatorio per i papà è stato introdotto nel 2002: i neopapà che ne usufruivano prima erano solo il 2%, mentre con l’obbligatorietà sono saliti al 22%.
Ciò significa che anche in Italia, dove il congedo facoltativo viene richiesto da meno del 4% dei padri, l’obbligatorietà potrebbe «insegnare che prendersi cura dei bambini è bello. Può rompere un tabù, avviare una rivoluzione » commenta Alessia Mosca – Pd – autrice di una delle due proposte di legge al riguardo.
La seconda, molto simile, è stata avanzata da Barbara Saltamartini del Pdl, che ha commentato: «Il vero obiettivo è passare dalle pari opportunità alle pari responsabilità . E quindi pensare non alla tutela delle donne, ma ad un sistema che consenta alla famiglia di organizzarsi».
























