I pareri, come sempre, sono discordi.
Una volta, non si usava o erano addirittura le ostetriche a sconsigliarlo, per paura di ritrovarsi in sala un padre agitato e arrabbiato, portatore di ansia per l’ostetrica e soprattutto la futura mamma.
Comune è il ricordo di un papà che cammina su e giù per il corridoio, meno comune ma totalmente reale quello di un papà che non risparmia improperi alla povera ostetrica che sta semplicemente svolgendo il proprio lavoro.
E’ importante sapere che lo stress inibisce nella mamma la produzione di oxitocina e fa sì che la muscolatura rimanga contratta, allontanando il momento tanto atteso.
Un altro argomento contro, soprattutto se il parto è il più possibile attivo, è quello riguardante la perdita di intimità e la violenza della nascita che sconvolge tutto il corpo della donna.
In caso si decida di far partecipare il papà al parto, è fondamentale, compatibilmente con gli impegni professionali, che il papà frequenti il corso preparto o almeno le lezioni dedicate al parto e al proprio ruolo in esso.
La rilevanza di questo è legata al contenimento di eccessivo nervosismo e all’acquisizione delle nozioni relative al proprio compito e a come aiutare la puerpera nel momento del travaglio.
In particolare, il papĂ potrĂ accarezzare la partoriente e ricordarle come meglio respirare, il tutto con la finalitĂ di rilassarla il piĂą possibile.
E’ lo stesso OMS – Organizzazioe Mondiale della Sanità – a consigliare la presenza di un familiare o di una persona cara durante il parto, per renderlo il più possibile umano e privato.
Non è necessario che sia il papà ma sarà tanto più emozionante se sarà proprio il padre a prendere il neonato tra le braccia per farlo vedere per la prima volta alla mamma!
PapĂ in sala parto
E’ giusto che il futuro papà entri in sala parto?
Pubblicato in:
Felicemente papĂ
Condividi questo articolo:




















