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  • Articoli filtrati dai tag: allattamento

    Lunedì 30 Aprile 2012 11:46

    Le cellule staminali nel latte materno

    Il latte materno può diventare una nuova fonte di cellule staminali?

    Secondo Medela questo è possibile.

    Durante il 7° International Breastfeeding and Lactation Symposium di Medela, un team di ricercatori, tra cui la Dott.ssa Foteini Hassiotou, ricercatrice presso l'University of Western Australia, hanno presentato i risultati di una ricerca avviata nel 2007 e volta a dimostrare la possibilità “di estrarre dal latte materno vere e proprie cellule staminali multipotenti quindi in grado di trasformarsi in molte cellule diverseâ€.

    L'importanza di questa scoperta è senza precedenti: trovare una nuova riserva di cellule di questo tipo nell'individuo adulto consentirebbe agli scienziati di portare avanti i loro studi senza fare i conti con il problema etico riguardante l'utilizzo di cellule embrionali, considerate molto più potenti di quelle adulte.

    La Dott.ssa Hassiotou, vincitrice del premio AusBiotech-GSK Excellence Award 2011 proprio per questa scoperta, ha dichiarato: “Grazie al sostegno di Medela è stato possibile effettuare ulteriori passi avanti nel campo della ricerca, dimostrando ancora una volta come il latte materno non sia solo un semplice nutrimento per il bambino. Queste staminali possono diventare cellule di tessuto osseo, cartilagineo, adipose, pancreatiche, epatiche, neuroni. E' proprio questo il loro valore: stimolandole opportunamente in provetta è possibile ‘trasformarle’ in cellule specializzate di diversa e svariata natura. D'altra parte ancora molte domande rimangono insolute, in particolare stiamo ancora studiando il ruolo di tali cellule nei bambini allattati al seno.â€

    L'ottenimento di questi risultati è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione esistente tra Medela e lo Human Lactation Research Group. Negli ultimi anni, le scoperte scientifiche sono state molte e rilevanti: sono state acquisite nuove conoscenze sull'anatomia del seno ed è stato individuato il reale meccanismo di suzione del neonato. Il team, coordinato dal Professor Peter Hartmann lavora nel campo delle cellule staminali da oltre cinque anni.

    “Siamo lieti dei risultati raggiunti dai ricercatori dello Human Lactation Research Group – afferma Daniele Natali, Managing Director di Medela Italia - L'esistenza di cellule staminali nel latte materno è senz'altro una scoperta affascinante che apre nuove prospettive in ambito clinico, siamo ansiosi di sapere quale sarà il contributo che queste cellule potranno avere nello sviluppo del bambino.â€

    Fonte: Medela

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    “Meno del 33% dei farmaci attualmente in commercio dispone di dati sull’utilizzo durante l’allattamentoâ€.

    Questi sono i risultati della ricerca effettuata dal Dottor Tom Hale, Professore di Pediatria e Vicedirettore della Ricerca alla Texas Tech University School of Medicine, e presentata al 7° International Breastfeeding and Lactation Symposium di Medela tenutosi a Vienna, il 20-21 aprile 2012.

    In occasione di questo incontro è emerso che la maggior parte dei farmaci che nel foglietto illustrativo sconsigliano l’assunzione del prodotto a mamme in gravidanza o che stanno allattando il proprio bambino, in molti casi, agiscono in questo modo “per carenza di valutazioni approfondite sui possibili effetti collaterali che ad una reale pericolositàâ€.

    Inizialmente le ricerche avevano messo in luce che “non tutti i farmaci devono necessariamente essere interrotti e che sono spesso disponibili valide alternative, in particolare per terapie fondamentali nel post-parto come anti-depressivi ed anti-psicoticiâ€.

    Il Dott. Hale aveva spiegato che “il numero di farmaci in circolazione aumenta considerevolmente ogni anno e ciò rende particolarmente complesso tenersi al passo nel campo dell’allattamento al seno, soprattutto perché, quando vengono immessi sul mercato, i nuovi farmaci tendono a non disporre di informazioni sulle interazioni con l’allattamentoâ€.

    Queste riflessioni hanno spinto i ricercatori a studiare il meccanismo di trasferimento nel latte dei farmaci, ipotizzando che prima o poi tutte le mamme che allattano al seno si troveranno a dover assumere delle medicine.

    L’obiettivo era quello di “valutare l’impatto della presenza del farmaco nel latte sul neonato in base alla sua età (prematuro vs. primi mesi di vita), al volume del latte (colostro, fase dell’allattamento esclusivo, fasi tardive dell’allattamento) ed al tipo di farmacoâ€. Oggetto dell’analisi sono stati gli anticoncezionali e gli antibiotici e si è cercato di effettuare una valutazione a proposito delle possibilità di trasmissione “di patologie virali come l’influenza e l’epatite rispetto ai relativi vacciniâ€.

    Una specifica ricerca ha inoltre riguardato l’effetto dei farmaci sulla produzione di latte.

    Daniele Natali, Managing Director Medela Italia, ha commentato: “E’ importante che le mamme ricevano informazioni chiare ed accurate sui farmaci sconsigliati durante l’allattamento per poter continuare ad allattare al seno il proprio bambino in tutta sicurezza. Quella del rapporto tra farmaci ed allattamento è un’area di ricerca che riveste una notevole importanza sia per le mamme che per gli operatori sanitariâ€.

    Fonte: Medela
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Giovedì 26 Aprile 2012 07:52

    La dieta della mamma durante l'allattamento

    Dopo 9 mesi di attesa, finalmente il mio piccolo è nato!

    Il suo arrivo è il momento più bello ed emozionante nella vita di qualsiasi donna e l’allattamento è vissuto come un momento speciale: è un fatto naturale che rende ancora più saldo il rapporto tra una mamma e suo figlio.

    Perché il nostro bimbo possa crescere sano e forte, soprattutto nei primi 3 mesi, la mamma dovrà stare molto attenta alla sua dieta: questo non significa rinunciare totalmente ai nostri cibi preferiti ma sarebbe meglio prestare una maggiore attenzione alla qualità degli alimenti.

    Durante questo particolare periodo, il nostro fabbisogno energetico dovrà tener conto, oltre che della nostra costituzione fisica, anche dell’attività svolta e della quantità di latte prodotto: infatti, 100 g di latte richiedono un dispendio energetico non trascurabile, pari a circa 90 kcal. Ciò significa che una mamma che produce, ad esempio, 750 g di latte al giorno, dovrebbe sommare al suo fabbisogno calorico giornaliero circa 650 kcal. Se si eccede questo apporto calorico la conseguenza è un aumento in peso (difficile poi da smaltire), mentre un apporto calorico inferiore può ridurre la produzione giornaliera di latte.

    La dieta della mamma dovrà comprendere tutti i principi nutritivi di cui l'organismo ha bisogno, suddivisi nei vari pasti. Il concetto di base è quello di cercare di nutrirsi con alimenti facilmente digeribili, di alto valore nutritivo e che non lascino passare nel latte sapori sgradevoli o sostanze dannose.

    Vediamoli insieme.

    - Gli alimenti che sarebbe opportuno assumere tutti i giorni sono: cereali, frutta, verdura, olio extra vergine di oliva e acqua minerale non gasata.

    - gli alimenti da assumere 3-4 volte alla settimana: legumi, carne rossa, frutta secca, pesce. Un discorso a parte meritano i legumi, che sarebbe meglio consumare con moderazione, soprattutto se il nostro bebè soffre di coliche gassose.

    - alimenti da assumere 1-2 volte alla settimana: uova, burro.

    Consideriamo inoltre che la produzione di latte materno incrementa il fabbisogno giornaliero d’acqua: è importante quindi bere a sufficienza (acqua, succhi di frutta e di verdura, brodi, tisane e latte).

    Vi consiglio di prendere l'abitudine di bere ogni volta che vi sedete per allattare.

    Apriamo una piccola parentesi per sfatare la convinzione che bere molto latte possa aiutare a produrne di più: anzi, gli esperti consigliano di non berne affatto, se abbiamo qualche fastidiosa allergia familiare.

    Vi sono altri alimenti che possono fornirci la quantità di calcio necessaria: yogurt, ricotta o formaggi, come il parmigiano, vengono generalmente tollerati anche dai soggetti allergici. La melassa grezza e il tofu, un derivato della soia, sono anch'essi ricchi di calcio come lo sono le mandorle e i semi di sesamo.

    Oltre al riposo e a un'alimentazione equilibrata, anche l'assunzione regolare di tisane, infusi e decotti di alcune piante potrebbe contribuire ad aumentare la portata lattea.

    Speriamo che questi consigli vi possano essere utili!

    In ogni caso, consigliamo sempre di consultare il pediatra in modo da fugare ogni dubbio e intraprendere la giusta terapia.

     

     

    Così si evitano le coliche

    Se il tuo bebè continua a piangere, soprattutto la sera ed in coincidenza con le poppate, è possibile che soffra di coliche gassose (iniziano dalla seconda alla quarta settimana di vita).

    Di questi pianti disperati non si conoscono, purtroppo, né le ragioni né il rimedio ma è opinione diffusa che cambiare il latte della mamma attraverso un cambio di alimentazione possa alleviare questo disturbo:

    Perché sia efficace, è consigliabile evitare il consumo dei seguenti alimenti:

    - castagne;
    - cibi e bevande contenenti sostanze eccitanti, come la caffeina, gli alcolici 
    - alcuni tipi di verdura, come cavoli, peperoni, melanzane, legumi, aglio, cipolla, asparagi e carciofi;
    - la frutta zuccherina;
    - fritti e cibi molto grassi;
    - crostacei e molluschi;

    Tuttavia, l'unico vero alimento la cui eliminazione si è sicuri che possa portare a un miglioramento delle coliche sono i latticini…tentar non nuoce.

     
    Pubblicato in: Alimentazione
    Meglio il latte di crescita o il latte vaccino?
    E’ questa la domanda che si pongono molte mamme, finito il periodo dell’allattamento al seno.

    Proprio di questo argomento si è occupata La Stampa, in un articolo pubblicato nei giorni scorsi. L’autore si interrogava sull’effettiva utilità del latte di crescita per la salute del bambino, avanzando la possibilità che si trattasse unicamente di una strategia di marketing.

    “Prima di tutto è appurato che si tratta di un prodotto industriale al cento per cento, perché in natura non esiste così formulato: fra farina di riso, lecitina di soia, amido di patate, olio di pesce, vaniglia, saccarosio, vitamine e sali minerali – ci racconta il giornalista - il latte sembra diventare l'ingrediente meno rilevante. In secondo luogo il latte di crescita viene venduto come migliore perché meno ricco di proteine del latte normale e dunque più adatto a prevenire l'obesità.â€

    Quest’ultima affermazione sarebbe smentita dal Bfr, l'Ente Governativo tedesco che si occupa della sicurezza degli alimenti, poiché “non sembra esserci una correlazione evidente fra la presenza di proteine nel latte e la tendenza a diventare obesiâ€.

    Saccarosio, fruttosio e glucosio, secondo La Stampa, non solo alterano le abitudini alimentari dei bambini, ma, come emerso da un'indagine condotta nel 2009 da Altroconsumo, “portano con sé i rischi di un consumo eccessivo di dolci. Stesso discorso per sali minerali, vitamine, carboidrati complessi e additivi vari: il bambino rischia di assumerne troppi a discapito di altri micronutrienti importanti presenti nel latte vaccinoâ€.

    Un altro elemento che potrebbe farci propendere per il latte vaccino, a discapito del latte di crescita, è il costo troppo elevato di quest’ultimo, “più del doppio del latte vaccinoâ€.

    “Non c'è ombra di dubbio – conclude il giornalista - meglio un buon bicchiere di latte vaccino associato ad una dieta sana ed equilibrata per far crescere in modo sano i nostri figliâ€.

    Fonte: La Stampa.it
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Lunedì 02 Aprile 2012 09:21

    IL MIO BAMBINO NON MANGIA ABBASTANZA?

    Salve sono a scriverle in quanto non riusciamo a venirne fuori.
    Sono una mamma da 15 giorni di un bel bambino di 4,350 Kg ma da sempre il bimbo non beve piu di 60-70g di latte sia materno che artificiale e non cresce si addormenta sul seno e sul biberon e ad oggi, dopo 15 giorni, è cresciuto solo 80g.
    Abbiamo provato di tutto anche con vitamine per la fame ma niente.
    Cosa posso fare?
    Pubblicato in: Alimentazione
    Buongiorno, sono Maura mamma di un bimbo di 3 mesi che allatto regolarmente.
    Purtroppo ho contratto un influenza gastro intestinale.
    Mi chiedevo se devo sospendere l'allattamento o se posso continuare.
    Non vorrei afferrargli questo disturbo particolarmente fastidioso.
    Grazie
    Pubblicato in: Varie
    Salve dottore, sono Silvia, mamma di Alice di 8 mesi e mezzo.
    Volevo chiederle se è normale che la notte ancora si sveglia 4 o 5 volte per mangiare (prende ancora il mio latte), dorme nel lettone con noi per praticità.
    Da piccolina già ad un mese dormiva tutta la notte poi da qualche mese a questa parte ha iniziato a fare così.
    Sarà la famosa "crisi da separazione"?
    Ho provato a dargli l'acqua dal biberon...ne prende un pò ma poi rivuole la tetta per riaddormentarsi...penso sia diventato un vizio...come posso toglierlo?
    O è già troppo tardi? grazie
    Pubblicato in: Il sonno
    Lunedì 07 Novembre 2011 10:48

    5° MESE: HO MENO LATTE?

    Ciao, sono Barbara, ho una bambina di cinque mesi, fino ad ora l'ho allattata io dal mio seno ma da circa una settimana sento che ogni giorno che passa c'è meno latte e la bambina sicuramente ne soffre perchè piange in continuazione, soprattutto la notte! Il pediatra mi dice di continuare in questo modo e di stare tranquilla e serena... secondo me ci vorrebbe almeno per la notte un'aggiunta di latte artificiale, lei cosa mi consiglia? Grazie
    Pubblicato in: Alimentazione
    Venerdì 07 Ottobre 2011 09:59

    HO SMESSO DI ALLATTARE MA HO ANCORA PERDITE

    Salve, vorrei fare una domanda: io ho tolto il latte a mio figlio da 4 mesi ma ancora da un seno esce dell'acqua.
    Il latte non l'ho tolto con la pastiglia ma me lo sono fatto andare via io.
    Perchè dopo 4 mesi mi esce ancora dell'acqua e poi certe volte escono delle cose gialle quando spingo il seno?
    Pubblicato in: Varie
    Martedì 02 Agosto 2011 09:20

    L'ALLATTAMENTO PUO' INFLUIRE SULLA VISTA?

    Sono una futura mamma e sono miope.
    Quanto può influire l'allattamento sulla vista?
    Pubblicato in: Oculista
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