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    Venerdì 18 Febbraio 2011 12:01

    TAGLIO DEL CORDONE OMBELICALE

    Sono una mamma in attesa del primo bimbo, sono alla 34a settimana e sto frequentando un corso di preparazione al parto presso l'Ospedale di Lucca.
    Tra i vari incontri tenuti da diverse professionalità vi è quello con la psicologa che ci ha presentato la tematica del taglio del cordone ombelicale. Lei sostiene, da un punto di vista psicologico, che il taglio precoce del cordone sia uno shock per il bambino e che sia pertanto rispettoso attendere che smettano le pulsazioni.
    Mi sono documentata velocemente su internet e devo dire che non ho trovato alcuna tesi che, dal punto di vista medico, ammetta dei benefici del taglio precoce rispetto a quello ritardato.
    Pertanto Vi chiedo di espormi le vostre argomentazioni in merito, considerando che da questa mia breve ricerca emergono una serie di benefici derivanti dal taglio ritardato.
    Vorrei sapere quali sono i rischi/benefici di entrambe le procedure per poter affrontare una scelta consapevole al momento del parto.

    Vi ringrazio per l'attenzione e Vi chiedo cortesemente di poter avere una risposta scritta poichè non riesco a seguire assiduamente il Vostro programma in tv.
    Pubblicato in: Ostetrica

    In occasione del 14 giugno, giornata mondiale del donatore di sangue, l’ospedale Sacco di Milano annuncia che a partire da questo mese sarà possibile effettuare la donazione del sangue del cordone ombelicale. «Un gesto di straordinaria importanza – sottolinea il direttore generale Alberto Scanni – che oggi può salvare la vita di tante persone e da cui ci si attendono nuove possibilità in futuro, quando la ricerca nel campo delle staminali permetterà di estendere il raggio d’azione».

    Un numero sempre più elevato di malattie (come la leucemia, le talassemie e le malattie metaboliche) può infatti già oggi essere curato grazie al trapianto di cellule staminali ematopoietiche che danno origine ai diversi componenti del sangue (piastrine, globuli bianchi, globuli rossi). Queste cellule si trovano nel midollo osseo ma studi recenti hanno dimostrato che il sangue del cordone ombelicale può rivelarsi una valida fonte alternativa.

    «La donazione non comporta alcun disagio né per le partorienti né per il bambino – spiega il primario di Ostetricia e Ginecologia del Sacco la prof.ssa Irene Cetin –, il prelievo avviene in sala parto immediatamente dopo la chiusura e la recisione del cordone ombelicale quando il neonato è già stato affidato alle cure dell’ostetrica e del pediatra. Il nostro auspicio è che ogni donna che partorirà al Sacco accetti di donare il cordone ombelicale. La ricerca sta facendo progressi importanti e continui nel campo delle cellule staminali per consentirne la moltiplicazione e differenziazione in cellule non solo emopoietiche, come ad esempio quelle di cuore, cervello, fegato e pelle».

    Un gesto di solidarietà che si potrebbe rivelare utile anche per la famiglia dello stesso donatore: «Questa donazione ha finalità solidaristiche – prosegue Cetin – ma se in futuro ci fosse la necessità di ricorrere alle cellule staminali del sangue del proprio cordone ombelicale, potrà esserne fatta richiesta. Eventualità che presuppone ovviamente la disponibilità futura di questo sangue (ma le probabilità sono comunque elevate)».

    Al Sacco ci si attende che circa il 20% delle partorienti deciderà di partecipare alla donazione. «Attraverso il cordone ombelicale non si possono raccogliere più di 100 ml di sangue – puntualizza però Cetin –, una quantità che permette di curare i bambini ma non gli adulti, per i quali sono necessari disponibilità maggiori». Per superare questo ostacolo, conclude Cetin, ultimamente «si trapiantano due sacche allo stesso paziente o vengono coltivate cellule staminali in laboratorio per aumentarne il numero prima del trapianto».

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Giovedì 03 Giugno 2010 11:19

    Il taglio del cordone ombelicale

    All'interno delle sale parto, il taglio del cordone ombelicale viene spesso attuato dall'ostetrica che assiste al parto.
    Solo negli ultimi anni si è progressivamente diffusa la possibilità per il padre di tagliare il cordone ombelicale.

    Perchè proporre ai padri tale operazione?

    Il taglio del cordone ombelicale rappresenta un gesto di altissimo valore simbolico, perchè mette a fuoco nella mente del padre il suo diritto di "riprendersi" il figlio, dopo che si è concluso il ciclo della gestazione previsto dalla natura, insieme alla responsabilità che egli ha nei riguardi del figlio stesso.

    Queste considerazioni fanno comprendere l'importanza di tale gesto: il taglio del cordone ombelicale segna simbolicamente l' inizio di quella che sarà la funzione del padre all'interno della coppia madre/figlio.
    Il padre è, per così dire, il testimone della separazione: mentre la madre costituisce per il bambino la "casa-base" nella quale rifugiarsi e trovare comunque affetto e conforto, la funzione del padre sarà quella della "mano che accompagna" alla scoperta di tutto quello che è al di fuori.

    Com’è fatto il cordone ombelicale?

    È un cordone gelatinoso, biancastro, lungo dai 50 ai 60 cm e spesso 2 cm.
    È resistente e poco comprimibile.
    Il suo aspetto storto è dovuto al fatto che le due arterie sono attorcigliate attorno alla vena.
    Da un lato, va a finire nella placenta e, dall'altro, entra nell’ombellico del feto.

    Quando e come si taglia il cordone ombelicale?

    Secondo alcuni studi, se si aspettano un paio di minuti prima di tagliare il cordone, il neonato può contare su una riserva extra di ferro ed emoglobina.
    Si aspetta, cioè, che il cordone abbia smesso da solo di pulsare, senza interrompere mediante il taglio la circolazione sanguigna feto-placentare, e con essa l'apporto di ossigeno che arriva ancora al bambino attraverso il sangue del cordone. Si taglia in questo caso quando il legame oramai è terminato e madre ed il cordone ha naturalmente cessato le sue funzioni.
    In genere invece in ospedale il cordone ombelicale viene reciso al massimo dopo quattro minuti dalla nascita, quando ancora pulsa. Il sangue cordonale viene ritenuto molto prezioso: si è scoperto, infatti, che contiene cellule staminali che, se prelevate alla nascita, congelate e conservate in "banche", possono essere efficacemente utilizzate nella cura di leucemie e di altre gravi malattie del sangue.
    Viene tagliato a circa 8/10 cm. e chiuso con un elastico o con una molletta di plastica, poi  avvolto con una garza sterile asciutta.

    Cosa accade quando si taglia il cordone ombelicale?

    Il primo respiro e il taglio del cordone ombelicale trasformano la circolazione sanguigna del neonato: è in questo momento che inizia la doppia circolazione, indispensabile alla vita sulla terra.
    Così il neonato può respirare autonomamente.

    Pubblicato in: Felicemente papà
    Il sangue contenuto nel cordone ombelicale è una risorsa preziosissima, poiché è ricco di cellule staminali utilizzabili per la cura mi malattie anche molto gravi. Oggi, però, solo nel 10% dei parti viene effettuata la donazione. E in più, di tutto il sangue donato solo un 30% risulta utilizzabile per i trapianti.

    Proprio per incentivare la cultura della donazione del cordone, prende il via la campagna informativa Le cellule staminali cordonali: risorsa biologica per l'intera umanita, promossa da Adoces (Associazione donatori cellule staminali) e Fnco (Federazione ostetriche).

    Manifesti e brochure nei punti nascita, consultori e distretti per informare i genitori, ma anche per stimolare, come sottolineato dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, ''iniziative spontanee sul territorio per diffondere l'idea che la donazione è generosa, eticamente corretta ma anche appropriata nei confronti della salute del proprio figlio''. E anche una guida per gli operatori sanitari, per diffondere la donazione volontaria, anonima e gratuita.

    Il sangue del cordone donato viene conservato nelle bio-banche: ''una rete pubblica, con vere e proprie eccellenze - ha sottolineato Roccella - che va razionalizzata e implementata e per questo abbiamo stanziato 10 milioni di euro e lavoreremo in collaborazione con le regioni e il mondo del volontariato''.

    Fonte: ASCA
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo

    Perché donare il cordone ombelicale?


    Subito dopo il parto, il cordone ombelicale viene gettato tra i rifiuti. Un grande spreco, se si pensa che il sangue che contiene è ricco di cellule staminali. Donando il cordone ombelicale è perciò possibile salvare delle vite, tra le quali anche quella del proprio figlio.

    Per maggiori informazioni: www.cordoneombelicale.it

    Le cellule staminali


    Questo particolare tipo di cellule, come molti già sapranno, sono utilissime per la cura di gravi malattie legate all’alterazione di funzioni cellulari o alla distruzione di tessuti del corpo (come ad esempio la leucemia e altre malattie del sangue). Inoltre, in base ai risultati delle ricerche tuttora in corso, negli anni a venire le staminali potranno essere utilizzate anche per numerosi altri scopi:
    - per riparare il midollo osseo danneggiato, come nel caso dei paraplegici;
    - per curare malattie degenerative del sistema nervoso (Alzheimer, Parkinson);
    - per risolvere malattie muscolo-scheletriche;
    - per sostituire tessuti danneggiati da gravi ustioni o traumi;
    - per combattere malattie degenerative della retina, della cornea e dell’apparato uditivo;
    - per ricostruire il muscolo cardiaco dopo un infarto o i vasi sanguigni distrutti da arteriosclerosi o ipertensione.

    Le diverse tipologie di donazione


    - Donazione eterologa
    : la futura mamma mette a disposizione il sangue del cordone ombelicale per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. Questo tipo di donazione è completamente gratuito e si può effettuare presso gli ospedali che sono collegati con una banca pubblica di crio-conservazione. La donazione è anonima e si perde qualsiasi diritto nei confronti delle proprie cellule staminali.
    - Donazione autologa: la mamma conserva il sangue cordonale a suo uso, nel caso in futuro serva per il proprio bambino. In Italia, però, questo tipo di donazione è possibile solo in pochissimi centri, perciò di solito è necessario rivolgersi a banche private di crio-conservazione situate all’estero che, per una cifra che si aggira sui 2000 euro, conserveranno il cordone per 20 anni.
    Centri per la donazione autologa:

    Mantova: il servizio è gestito dall’associazione Onlus BAMCO ed è utilizzabile solo per chi partorisce in uno dei tre ospedali del mantovano associati.
    Domodossola: il centro si appoggia a importanti laboratori europei di crio-conservazione. Si può decidere di anno in anno se continuare a conservare le staminali oppure no.
    San Marino: questo centro offre garanzie di un’ottima qualità per la conservazione delle staminali.

    Per altri indirizzi di centri per la conservazione autologa clicca qui


    - Donazione dedicata
    : questo tipo di donazione è possibile solo se un parente stretto della mamma in attesa è affetto da una patologia curabile con le staminali contenute nel cordone ombelicale. Prendendo accordi con l’ospedale che lo ha in cura, il sangue cordonale verrà utilizzato per curare il familiare della partoriente.

    - Donazione autologa-solidale: con questo tipo di donazione è possibile sia conservare il sangue cordonale per il proprio bambino che donarlo a chi eventualmente ne avesse bisogno per un trapianto. Questo tipo di donazione costa meno rispetto a quella autologa, poiché bisogna coprire solo gli effettivi costi di conservazione. Prima di donare il sangue a un estraneo viene chiesta l’autorizzazione alla mamma, e viene comunque conservata una piccola quantità del campione le cui cellule, in un futuro molto prossimo, potrebbero essere moltiplicate in vitro. Inoltre, se si dà il consenso per la donazione, verranno rimborsate le spese sostenute per la crio-conservazione.
    La donazione autologa-solidale è stata ideata dall’Associazione Osidea Onlus che, per aiutare e informare le mamme interessate a donare il cordone ombelicale, ha istituito il servizio gratuito nazionale Sportello InformaMamma.

    Sportello InformaMamma


    Lo scopo dello Sportello InformaMamma è quello di poter fornire a tutte le future mamme su tutto il territorio nazionale un servizio informativo corretto e semplice sulla donazione e la conservazione del cordone ombelicale.
    È possibile contattare lo sportello:

    chiamando il numero verde gratuito 800 45 45 77 (attivo tutto l’anno dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00)

    visitando il sito internet www.cordoneombelicale.it

    Lo Sportello InformaMamma fornisce:

    - supporto e consulenza alle future mamme per tutte le procedure per la donazione del cordone ombelicale su tutto il territorio nazionale;

    - assistenza informativa medico-scientifica

    - invio del materiale informativo completo per la donazione e conservazione per uso Autologo, Eterologo, Dedicato e Autologo-Solidale.
    Il servizio è del tutto gratuito ed è gestito dall’Associazione Osidea Onlus.

    - Materiale informativo disponibile online:




    Associazione Osidea Onlus


    L’Associazione Osidea Onlus nasce nel 2004, quando un gruppo di professionisti decide di mettere a frutto le proprie competenze e conoscenze professionali e personali per realizzare dei progetti a scopo benefico. I loro obbiettivi comprendono:

    - favorire l’estensione di attività culturali, sportive, ricreative, assistenziali e scientifiche;
    - avanzare proposte agli Enti pubblici e privati per un’adeguata programmazione culturale sul territorio;
    - organizzare iniziative, servizi, attività culturali, sportive, turistiche, ricreative, assistenziali e scientifiche atte a soddisfare le esigenze di conoscenza, d’informazione e di divertimento dei soci e dei cittadini;
    - la promozione e l’organizzazione della solidarietà sui problemi sociali;
    - operare nel campo della formazione sociale e professionale, istituendo e organizzando corsi, ricerche, seminari, convegni sui temi imprenditoriali, economici, sociali e culturali di interesse generale - finalizzati alla crescita del territorio e delle persone;
    - assumere iniziative volte alla qualificazione e all’aggiornamento professionale di tutti i soci;
    - favorire la promozione della cultura, dei mestieri e delle tradizioni del territorio;
    - organizzare scambi culturali, viaggi formativi con altre realtà in territori diversi per promuovere la crescita sociale e culturale;
    - offrire servizi di consulenza e promozione per favorire lo sviluppo del territorio, delle culture e delle tradizioni.

    Per maggiori informazioni: www.osidea.it
    Pubblicato in: Salute
    Mercoledì 25 Novembre 2009 12:42

    Banche prenatali

    Il futuro è nelle staminali contenute nel liquido amniotico
    Accordo Biocell Center - Ptv per la crioconservazone solidale delle staminali amniotiche


    Le competenze del Biocell Center di Busto Arsizio (www.biocellcenter.it) e quelle della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma, in materia di cellule staminali prelevate da liquido amniotico e di crioconservazione delle stesse, da oggi viaggeranno sul medesimo binario.
    È stato siglato infatti, un accordo fra i due istituti che condivideranno progetti di ricerca riguardanti la conservazione, la caratterizzazione, la manipolazione e la coltura di cellule staminali estratte dal liquido amniotico umano, per la cura di patologie del neonato o dell’adulto. Da una parte il PTV, una delle principali realtà nazionali e internazionali nel campo della ricerca scientifica e sanitaria che ha sviluppato, nell’ambito della U.O.C. Laboratorio di Genetica Medica (LGM), diretta dal professor Giuseppe Novelli, una competenza specifica sulle cellule staminali. Dall’altra Biocell Center SpA che, sotto la direzione scientifica del Professor Giuseppe Simoni, oltre ad essere la prima struttura al mondo nel campo della crioconservazione delle cellule staminali del liquido amniotico, ha ottenuto alti riconoscimenti scientifici e conseguito brevetti internazionali.
    Un accordo che ha visto le due realtà collaborare anche per il Convegno “Banche prenataliâ€. Tema del convegno le banche prenatali e le potenzialità terapeutiche delle staminali di cui, nel suo intervento, il Dottor Renato Colognato, responsabile Ricerca e Sviluppo di Biocell Center, ha dato ampia spiegazione in merito a quelle amniotiche.
    «La loro staminalità – dice Colognato - è molto elevata, sono multipotenti e giovani e tutto questo le rende addirittura preferibili alle embrionali. Conservarle per di più non comporta alcun rischio e l’embrione non viene sacrificato. Investire in ricerca su questo campo è un obbligo verso l’umanità. Sono talmente tante le possibilità e le risposte che si possono avere dalle staminali del liquido amniotico per la cura delle malattie, che rappresentano la frontiera delle ricerca del terzo millennio. La speranza è che presto possano essere utilizzate per il contrasto di molte terribili patologie, per la chirurgia ricostruttiva, per la cura di malattie anche del sistema nervoso. Il futuro sta proprio in questo tipo di staminali sui quali molti gruppi di ricerca, anche italiani, stanno studiando. »
    «Questa collaborazione scientifica con Biocell Center– sottolinea il professor Novelli – unisce per la prima volta in Italia competenze pubbliche e private, facendo dialogare l’università con l’impresa. Da domani, pertanto, le pazienti del Policlinico che intendono, per altre ragioni, effettuare l’amniocentesi avranno la possibilità di crioconservare il campione residuo di liquido amniotico per preservare le cellule staminali ivi contenute e contribuire così anche ai progetti di ricerca già in corso e a quelli ancora da avviare».
    Le future mamme saranno informate da un’equipe di ginecologi e genetisti sull’opportunità, attraverso un colloquio oltre che con specifiche brochures e, se d’accordo, messe direttamente in contatto con Biocell Center che presenterà loro una proposta che consiste nel trattare e criocongelare il campione residuo di liquido amniotico ad un costo di 980 euro, comprensivo della conservazione per 19 anni. Il contributo, molto basso, rispetto ad analoghi servizi, copre i puri costi e, al contempo, finanzierà parte dei progetti di ricerca. «L’opportunità – conclude Novelli – è di notevole portata. Basti pensare che la ricerca sulle staminali da liquido amniotico è una vera e propria rivoluzione medica, per molti addetti ai lavori paragonabile a quella avviata a suo tempo con la scoperta degli antibiotici».
    Compito del Policlinico sarà quello, una volta entrato in possesso delle cellule staminali da liquido amniotico destinate dalla futura mamma alla donazione solidale, di utilizzarle ai fini della ricerca, indagando il loro potenziale utilizzo in sede clinica ad uso autologo, stabilendo attraverso apposita regolamentazione e/o protocollo, le procedure da seguire, le modalità e le caratteristiche dell’attività di coltura e della tipizzazione delle cellule. Ogni dato e informazione sul campione destinato alla donazione entrerà a far parte del patrimonio informativo della U.O.C: Laboratorio di Genetica Medica .
    Per il Professor Emilio Piccione, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia Policlinico Universitario Tor Vergata, «indubbiamente, poter offrire alle utenti che si rivolgono al Policlinico Tor Vergata per la diagnosi prenatale l’opportunità di raccogliere dal liquido amniotico prelevato nel corso delle amniocentesi, cellule staminali per criocongelarle e conservarle ad uso autologo, rappresenta un momento veramente significativo per la medicina prenatale e la genetica dello stesso Policlinico Tor Vergata, non solo da un punto di vista assistenziale, ma anche da un punto di vista dell’immagine, ponendosi il Policlinico Tor Vergata quale centro di riferimento e di eccellenza nell’ambito della diagnosi prenatale della genetica medica». «Le gestanti – conclude il professor Piccione - verranno informate che nel liquido amniotico sono presenti cellule staminali pluripotenti e che il vantaggio più grande della crioconservazione è rappresentato dal fatto che il loro bambino in futuro potrà disporre di un campione di cellule staminali assolutamente compatibili. Altro vantaggio che verrà sottolineato alle gestanti è che queste cellule staminali potranno essere compatibili in un caso su quattro con quelle di un fratello o di un genitore».
    «Una grande opportunità per il mondo della ricerca – commenta il professor Simoni - dato che le cellule staminali del liquido amniotico hanno caratteristiche di staminilità mesenchimale e potenzialità di differenziarsi ancora superiori a quelle del cordone ombelicale. Trials clinici dimostrano che tali cellule possono essere utilizzate per la rigenerazione di tessuti umani, fra cui quello epatico, quello nervoso e quello muscolare». Inoltre tali cellule non costringono a una scelta fra donazione solidale e conservazione autologa: attraverso apposito trattamento di coltura e sviluppo possono essere utilizzate per entrambe le funzioni. «Obiettivo di Biocell e Policlinico – sottolinea Simoni - è proprio quello di offrire la possibilità di una donazione solidale».
    Per maggiori informazioni, visita il sito del Biocell Center www.biocellcenter.it/
    Pubblicato in: Gravidanza
    Mercoledì 25 Novembre 2009 12:32

    L'importanza del cordone ombelicale

    Subito dopo il parto, il cordone ombelicale viene gettato tra i rifiuti. Un grande spreco, se si pensa che il sangue che contiene è ricco di cellule staminali. Donando il cordone ombelicale è perciò possibile salvare delle vite, tra le quali anche quella del proprio figlio.
    Per maggiori informazioni: www.cordoneombelicale.it

    Le cellule staminali

    Questo particolare tipo di cellule, come molti già sapranno, sono utilissime per la cura di gravi malattie legate all’alterazione di funzioni cellulari o alla distruzione di tessuti del corpo (come ad esempio la leucemia e altre malattie del sangue). Inoltre, in base ai risultati delle ricerche tuttora in corso, negli anni a venire le staminali potranno essere utilizzate anche per numerosi altri scopi:
    · per riparare il midollo osseo danneggiato, come nel caso dei paraplegici;
    · per curare malattie degenerative del sistema nervoso (Alzheimer, Parkinson);
    · per risolvere malattie muscolo-scheletriche;
    · per sostituire tessuti danneggiati da gravi ustioni o traumi;
    · per combattere malattie degenerative della retina, della cornea e dell’apparato uditivo;
    · per ricostruire il muscolo cardiaco dopo un infarto o i vasi sanguigni distrutti da arteriosclerosi o ipertensione.

    Le diverse tipologie di donazione

    1. Donazione eterologa: la futura mamma mette a disposizione il sangue del cordone ombelicale per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. Questo tipo di donazione è completamente gratuito e si può effettuare presso gli ospedali che sono collegati con una banca pubblica di crio-conservazione. La donazione è anonima e si perde qualsiasi diritto nei confronti delle proprie cellule staminali.
    2. Donazione autologa: la mamma conserva il sangue cordonale a suo uso, nel caso in futuro serva per il proprio bambino. In Italia, però, questo tipo di donazione è possibile solo in pochissimi centri, perciò di solito è necessario rivolgersi a banche private di crio-conservazione situate all’estero che, per una cifra che si aggira sui 2000 euro, conserveranno il cordone per 20 anni.
    Centri per la donazione autologa:
    Mantova: il servizio è gestito dall’associazione Onlus BAMCO ed è utilizzabile solo per chi partorisce in uno dei tre ospedali del mantovano associati.
    Domodossola: il centro si appoggia a importanti laboratori europei di crio-conservazione. Si può decidere di anno in anno se continuare a conservare le staminali oppure no.
    San Marino
    : questo centro offre garanzie di un’ottima qualità per la conservazione delle staminali.

    Per altri indirizzi di centri per la conservazione autologa clicca qui


    3. Donazione dedicata: questo tipo di donazione è possibile solo se un parente stretto della mamma in attesa è affetto da una patologia curabile con le staminali contenute nel cordone ombelicale. Prendendo accordi con l’ospedale che lo ha in cura, il sangue cordonale verrà utilizzato per curare il familiare della partoriente.
    4. Donazione autologa-solidale: con questo tipo di donazione è possibile sia conservare il sangue cordonale per il proprio bambino che donarlo a chi eventualmente ne avesse bisogno per un trapianto. Questo tipo di donazione costa meno rispetto a quella autologa, poiché bisogna coprire solo gli effettivi costi di conservazione. Prima di donare il sangue a un estraneo viene chiesta l’autorizzazione alla mamma, e viene comunque conservata una piccola quantità del campione le cui cellule, in un futuro molto prossimo, potrebbero essere moltiplicate in vitro. Inoltre, se si dà il consenso per la donazione, verranno rimborsate le spese sostenute per la crio-conservazione.
    La donazione autologa-solidale è stata ideata dall’Associazione Osidea Onlus che, per aiutare e informare le mamme interessate a donare il cordone ombelicale, ha istituito il servizio gratuito nazionale Sportello InformaMamma.

    Sportello InformaMamma

    Lo scopo dello Sportello InformaMamma è quello di poter fornire a tutte le future mamme su tutto il territorio nazionale un servizio informativo corretto e semplice sulla donazione e la conservazione del cordone ombelicale.
    È possibile contattare lo sportello:
    - chiamando il numero verde gratuito 800 45 45 77 (attivo tutto l’anno dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00)
    - visitando il sito internet www.cordoneombelicale.it
    Lo Sportello InformaMamma fornisce:
    · supporto e consulenza alle future mamme per tutte le procedure per la donazione del cordone ombelicale su tutto il territorio nazionale;
    · assistenza informativa medico-scientifica
    · invio del materiale informativo completo per la donazione e conservazione per uso Autologo, Eterologo, Dedicato e Autologo-Solidale.
    Il servizio è del tutto gratuito ed è gestito dall’Associazione Osidea Onlus.
    Materiale informativo disponibile online:

    Associazione Osidea Onlus

    L’Associazione Osidea Onlus nasce nel 2004, quando un gruppo di professionisti decide di mettere a frutto le proprie competenze e conoscenze professionali e personali per realizzare dei progetti a scopo benefico. I loro obbiettivi comprendono:
    - favorire l’estensione di attività culturali, sportive, ricreative, assistenziali e scientifiche;
    - avanzare proposte agli Enti pubblici e privati per un’adeguata programmazione culturale sul territorio;
    - organizzare iniziative, servizi, attività culturali, sportive, turistiche, ricreative, assistenziali e scientifiche atte a soddisfare le esigenze di conoscenza, d’informazione e di divertimento dei soci e dei cittadini;
    - la promozione e l’organizzazione della solidarietà sui problemi sociali;
    - operare nel campo della formazione sociale e professionale, istituendo e organizzando corsi, ricerche, seminari, convegni sui temi imprenditoriali, economici, sociali e culturali di interesse generale finalizzati alla crescita del territorio e delle persone;
    - assumere iniziative volte alla qualificazione e all’aggiornamento professionale di tutti i soci;
    - favorire la promozione della cultura, dei mestieri e delle tradizioni del territorio;
    - organizzare scambi culturali, viaggi formativi con altre realtà in territori diversi per promuovere la crescita sociale e culturale;
    - offrire servizi di consulenza e promozione per favorire lo sviluppo del territorio, delle culture e delle tradizioni.
    Per maggiori informazioni: www.osidea.it
    Pubblicato in: Gravidanza
    Mercoledì 25 Novembre 2009 12:26

    Le cellule staminali

    Nel centro di ricerca Biocell è possibile prelevare le staminali dal liquido amniotico

    BUSTO ARSIZIO (VA) – State per diventare mamme e, di sicuro, il vostro pensiero fisso sarà che vostro figlio nasca sano, e si mantenga tale più a lungo possibile. Immaginate di potergli assicurare con un piccolo gesto una sorta di “assicurazione biologica†grazie alla conservazione delle cellule staminali*, quelle cellule versatili e trasformiste, capaci di moltiplicarsi indefinitamente e di dare origine a tutti i tipi di tessuti e di riparare organi affinché riprendano forma e funzioni andate perse in caso di malattia. Quale mamma direbbe di no? Soprattutto se stipulare questa “assicurazione biologica†non comporta danni, né per se stessa, né per il nascituro. Al Biocell Center di Busto Arsizio (www.biocellcenter.it), questo è possibile. Biocell è infatti il primo centro in Italia, a consentire di criocongelare per 19 anni le cellule staminali contenute nel liquido amniotico prelevato nel corso dell’amniocentesi, senza che la futura mamma debba preoccuparsi di subire visite o esami ulteriori. Recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato che nel liquido amniotico, che circonda il feto è presente una quantità considerevole di cellule staminali multipotenti.
    Sarà il medico che effettua l’amniocentesi a premurarsi di raccogliere le prime gocce di questo liquido che andrebbero comunque eliminate, consentendone la consegna all’équipe di specialisti del Biocell Center che provvederà alla sua conservazione: un patrimonio di cellule indifferenziate che all’occorrenza potranno essere utilizzate dal bambino diventato adulto (o dai suoi familiari a seconda del grado di compatibilità) per intervenire radicalmente sul proprio organismo in caso di necessità. Le cellule del liquido amniotico sono staminali capaci di differenziarsi nella pelle, nei muscoli, nelle ossa e negli organi e possono anche essere isolate cellule nervose utili per la cura delle malattie del sistema nervoso.
    Si tratta di una garanzia unica per i nostri figli che non interferisce con la legge o la morale comune. La raccolta delle cellule staminali non avviene infatti dall’embrione umano, con tutte le conseguenze di ordine giuridico, etico e religioso che ne possono derivare, ma prelevandole direttamente dal liquido amniotico nel corso dell’amniocentesi, l’esame a cui decidono di sottoporsi le donne nel corso della gestazione per valutare l’assetto cromosomico fetale e l’eventuale presenze di determinate patologie genetiche.
    «Quella che offriamo è un’occasione d’oro per donare ai propri figli il bene più prezioso, la vita stessa. I progressi della scienza, è sotto gli occhi di tutti, consentono già oggi di raggiungere traguardi impensabili soltanto pochi anni fa. La ricerca sulle staminali porterà a risultati straordinari e la cryo-conservazione permetterà di farsi trovare pronti quando il progresso scientifico busserà alla nostra porta». Queste le affermazioni del professor Giuseppe Simoni, direttore sanitario del Biocell Center.
    * Le cellule staminali sono cellule il cui destino non è ancora "decisoâ€, ossia sono le progenitrici di tutte le altre cellule. La differenza tra una cellula normale ed una staminale è che quest’ultima, nel suo processo continuo di duplicazioni successive, può sia diventare una cellula definitivamente “maturaâ€, sia restare una cellula non differenziata, e andare a costituire il “magazzino†indispensabile a rinnovare l’organismo. In pratica quando si divide dà origine contemporaneamente, e in modo asimmetrico, ad altre due cellule: una è uguale a se stessa e va a reintegrare il magazzino, l’altra invece migra verso il luogo del corpo umano in cui è necessario il suo intervento rigenerativo. Possiamo dire che una cellula staminale possiede, quando si divide, “due animeâ€: una si auto-rigenera, l’altra prosegue verso il destino della specializzazione, dando luogo a una progenie di cellule differenziate.
    Per info:
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    Biocell Center
    Viale Stelvio, 125
    Busto Arsizio (Varese)
    Pubblicato in: Gravidanza

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