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TAGLIO DEL CORDONE OMBELICALE
Sono una mamma in attesa del primo bimbo, sono alla 34a settimana e sto frequentando un corso di preparazione al parto presso l'Ospedale di Lucca.
Tra i vari incontri tenuti da diverse professionalità vi è quello con la psicologa che ci ha presentato la tematica del taglio del cordone ombelicale. Lei sostiene, da un punto di vista psicologico, che il taglio precoce del cordone sia uno shock per il bambino e che sia pertanto rispettoso attendere che smettano le pulsazioni.
Mi sono documentata velocemente su internet e devo dire che non ho trovato alcuna tesi che, dal punto di vista medico, ammetta dei benefici del taglio precoce rispetto a quello ritardato.
Pertanto Vi chiedo di espormi le vostre argomentazioni in merito, considerando che da questa mia breve ricerca emergono una serie di benefici derivanti dal taglio ritardato.
Vorrei sapere quali sono i rischi/benefici di entrambe le procedure per poter affrontare una scelta consapevole al momento del parto.
Vi ringrazio per l'attenzione e Vi chiedo cortesemente di poter avere una risposta scritta poichè non riesco a seguire assiduamente il Vostro programma in tv.
Sacco: via alla donazione del sangue da cordone ombelicale
In occasione del 14 giugno, giornata mondiale del donatore di sangue, l’ospedale Sacco di Milano annuncia che a partire da questo mese sarà possibile effettuare la donazione del sangue del cordone ombelicale. «Un gesto di straordinaria importanza – sottolinea il direttore generale Alberto Scanni – che oggi può salvare la vita di tante persone e da cui ci si attendono nuove possibilità in futuro, quando la ricerca nel campo delle staminali permetterà di estendere il raggio d’azione».
Un numero sempre più elevato di malattie (come la leucemia, le talassemie e le malattie metaboliche) può infatti già oggi essere curato grazie al trapianto di cellule staminali ematopoietiche che danno origine ai diversi componenti del sangue (piastrine, globuli bianchi, globuli rossi). Queste cellule si trovano nel midollo osseo ma studi recenti hanno dimostrato che il sangue del cordone ombelicale può rivelarsi una valida fonte alternativa.
«La donazione non comporta alcun disagio né per le partorienti né per il bambino – spiega il primario di Ostetricia e Ginecologia del Sacco la prof.ssa Irene Cetin –, il prelievo avviene in sala parto immediatamente dopo la chiusura e la recisione del cordone ombelicale quando il neonato è già stato affidato alle cure dell’ostetrica e del pediatra. Il nostro auspicio è che ogni donna che partorirà al Sacco accetti di donare il cordone ombelicale. La ricerca sta facendo progressi importanti e continui nel campo delle cellule staminali per consentirne la moltiplicazione e differenziazione in cellule non solo emopoietiche, come ad esempio quelle di cuore, cervello, fegato e pelle».
Un gesto di solidarietà che si potrebbe rivelare utile anche per la famiglia dello stesso donatore: «Questa donazione ha finalità solidaristiche – prosegue Cetin – ma se in futuro ci fosse la necessità di ricorrere alle cellule staminali del sangue del proprio cordone ombelicale, potrà esserne fatta richiesta. Eventualità che presuppone ovviamente la disponibilità futura di questo sangue (ma le probabilità sono comunque elevate)».
Al Sacco ci si attende che circa il 20% delle partorienti deciderà di partecipare alla donazione. «Attraverso il cordone ombelicale non si possono raccogliere più di 100 ml di sangue – puntualizza però Cetin –, una quantità che permette di curare i bambini ma non gli adulti, per i quali sono necessari disponibilità maggiori». Per superare questo ostacolo, conclude Cetin, ultimamente «si trapiantano due sacche allo stesso paziente o vengono coltivate cellule staminali in laboratorio per aumentarne il numero prima del trapianto».
Il taglio del cordone ombelicale
Solo negli ultimi anni si è progressivamente diffusa la possibilità per il padre di tagliare il cordone ombelicale.
Perchè proporre ai padri tale operazione?
Il taglio del cordone ombelicale rappresenta un gesto di altissimo valore simbolico, perchè mette a fuoco nella mente del padre il suo diritto di "riprendersi" il figlio, dopo che si è concluso il ciclo della gestazione previsto dalla natura, insieme alla responsabilità che egli ha nei riguardi del figlio stesso.Queste considerazioni fanno comprendere l'importanza di tale gesto: il taglio del cordone ombelicale segna simbolicamente l' inizio di quella che sarà la funzione del padre all'interno della coppia madre/figlio.
Il padre è, per così dire, il testimone della separazione: mentre la madre costituisce per il bambino la "casa-base" nella quale rifugiarsi e trovare comunque affetto e conforto, la funzione del padre sarà quella della "mano che accompagna" alla scoperta di tutto quello che è al di fuori.
Com’è fatto il cordone ombelicale?
È un cordone gelatinoso, biancastro, lungo dai 50 ai 60 cm e spesso 2 cm.È resistente e poco comprimibile.
Il suo aspetto storto è dovuto al fatto che le due arterie sono attorcigliate attorno alla vena.
Da un lato, va a finire nella placenta e, dall'altro, entra nell’ombellico del feto.
Quando e come si taglia il cordone ombelicale?
Secondo alcuni studi, se si aspettano un paio di minuti prima di tagliare il cordone, il neonato può contare su una riserva extra di ferro ed emoglobina.Si aspetta, cioè, che il cordone abbia smesso da solo di pulsare, senza interrompere mediante il taglio la circolazione sanguigna feto-placentare, e con essa l'apporto di ossigeno che arriva ancora al bambino attraverso il sangue del cordone. Si taglia in questo caso quando il legame oramai è terminato e madre ed il cordone ha naturalmente cessato le sue funzioni.
In genere invece in ospedale il cordone ombelicale viene reciso al massimo dopo quattro minuti dalla nascita, quando ancora pulsa. Il sangue cordonale viene ritenuto molto prezioso: si è scoperto, infatti, che contiene cellule staminali che, se prelevate alla nascita, congelate e conservate in "banche", possono essere efficacemente utilizzate nella cura di leucemie e di altre gravi malattie del sangue.
Viene tagliato a circa 8/10 cm. e chiuso con un elastico o con una molletta di plastica, poi avvolto con una garza sterile asciutta.
Cosa accade quando si taglia il cordone ombelicale?
Il primo respiro e il taglio del cordone ombelicale trasformano la circolazione sanguigna del neonato: è in questo momento che inizia la doppia circolazione, indispensabile alla vita sulla terra.
Così il neonato può respirare autonomamente.
Donazione cordone ombelicale: al via campagna informativa
Manifesti e brochure nei punti nascita, consultori e distretti per informare i genitori, ma anche per stimolare, come sottolineato dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, ''iniziative spontanee sul territorio per diffondere l'idea che la donazione è generosa, eticamente corretta ma anche appropriata nei confronti della salute del proprio figlio''. E anche una guida per gli operatori sanitari, per diffondere la donazione volontaria, anonima e gratuita.
Il sangue del cordone donato viene conservato nelle bio-banche: ''una rete pubblica, con vere e proprie eccellenze - ha sottolineato Roccella - che va razionalizzata e implementata e per questo abbiamo stanziato 10 milioni di euro e lavoreremo in collaborazione con le regioni e il mondo del volontariato''.
Donazione e conservazione del cordone ombelicale
Perché donare il cordone ombelicale?
Le cellule staminali
Le diverse tipologie di donazione
- Donazione eterologa: la futura mamma mette a disposizione il sangue del cordone ombelicale per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. Questo tipo di donazione è completamente gratuito e si può effettuare presso gli ospedali che sono collegati con una banca pubblica di crio-conservazione. La donazione è anonima e si perde qualsiasi diritto nei confronti delle proprie cellule staminali.
Mantova: il servizio è gestito dall’associazione Onlus BAMCO ed è utilizzabile solo per chi partorisce in uno dei tre ospedali del mantovano associati.
Domodossola: il centro si appoggia a importanti laboratori europei di crio-conservazione. Si può decidere di anno in anno se continuare a conservare le staminali oppure no.
San Marino: questo centro offre garanzie di un’ottima qualità per la conservazione delle staminali.
Per altri indirizzi di centri per la conservazione autologa clicca qui
- Donazione dedicata: questo tipo di donazione è possibile solo se un parente stretto della mamma in attesa è affetto da una patologia curabile con le staminali contenute nel cordone ombelicale. Prendendo accordi con l’ospedale che lo ha in cura, il sangue cordonale verrà utilizzato per curare il familiare della partoriente.
Sportello InformaMamma
Associazione Osidea Onlus
Banche prenatali
Il futuro è nelle staminali contenute nel liquido amniotico
Accordo Biocell Center - Ptv per la crioconservazone solidale delle staminali amniotiche
L'importanza del cordone ombelicale
Le cellule staminali
Le diverse tipologie di donazione
1. Donazione eterologa: la futura mamma mette a disposizione il sangue del cordone ombelicale per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. Questo tipo di donazione è completamente gratuito e si può effettuare presso gli ospedali che sono collegati con una banca pubblica di crio-conservazione. La donazione è anonima e si perde qualsiasi diritto nei confronti delle proprie cellule staminali.Mantova: il servizio è gestito dall’associazione Onlus BAMCO ed è utilizzabile solo per chi partorisce in uno dei tre ospedali del mantovano associati.
Domodossola: il centro si appoggia a importanti laboratori europei di crio-conservazione. Si può decidere di anno in anno se continuare a conservare le staminali oppure no.
San Marino: questo centro offre garanzie di un’ottima qualità per la conservazione delle staminali.























