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  • Articoli filtrati dai tag: papà

    Mercoledì 23 Maggio 2012 08:56

    Papà acrobata in aumento

    E chi l’ha detto che sono solo le mamme a correre di qua e di là, affannandosi tra un impegno e l’altro, alla costante ricerca della perfezione come madri, mogli e donne in carriera? (Vi ricordate? Ne avevamo parlato in questo articolo (http://easybaby.it/famiglia/item/2669-sarah-jessica-parker-co-la-lotta-contro-il-tempo-delle-nuove-mamme-acrobate.html)

     

     

    Secondo un articolo uscito sul Corriere, sono sempre di più i papà che condividono con la loro compagna la fatica di gestire famiglia, figli e lavoro.

    Scalzata l’obsoleta convinzione per cui la cura dei figli è un compito esclusivo della donna, i papà di oggi sono diventati dei veri e propri “tuttofare”: cambio del pannolino, spesa, lavoro, cena per tutta la famiglia, meeting…sembra che, nella maggior parte dei casi, lo stereotipo del marito spaparanzato sul divano col telecomando in mano non potrebbe essere più lontana dalla realtà!

    Pensando alle famiglie di oggi, in cui entrambi i genitori lavorano, le acrobazie si suddividono a metà tra mamma e papà, e questo passaggio delle consegne avviene in modo efficace solo se la mamma è disposta a delegare: gli uomini accetterebbero un ruolo da protagonisti tra le mura domestiche solo se gli viene data questa possibilità. Cerchiamo perciò di fidarci dei nostri uomini. Potrebbero stupirci!

    Anche se non portano il piccolo nel loro grembo per 9 mesi, una volta arrivato, lo accudiscono come se fossero mamme: si occupano della pappa, del bagnetto, lo portano a scuola e, una volta cresciuto, lo aiutano a fare i compiti.

    Il ruolo del papà si è evoluto sempre di più: non è più quella figura autoritaria e un po’ distante tipica della tradizione patriarcale, ma è sempre più presente e coinvolto nella vita familiare e nell’educazione dei figli. Un “mammo” insomma.

    Questo cambiamento ha ottenuto un riconoscimento anche dalla sfera politica: l’Unione Europea si muove in direzione della tutela della famiglia rafforzando l’istituto dei congedi parentali.
    Non solo il congedo di maternità dovrà essere di 20 settimane, pagate al 100%, delle quali sei obbligatorie dopo il parto, ma i padri avranno diritto a stare accanto alle loro compagne ed ai loro figli per almeno due settimane, anch'esse pagate al 100% del salario. E questo non solo per i genitori naturali, ma anche per quelli adottivi!

    La nuova Riforma del Lavoro prevede inoltre l’introduzione del congedo di paternità obbligatorio.

    Vi riportiamo l’estratto della riforma:

    7.2 Conciliazione e disciplina del congedo di paternità obbligatorio

    Per favorire una cultura di maggiore condivisione  dei compiti di cura dei figli all’intero della coppia, si sono previste alcune modifiche al T.U. sulla maternità e l’introduzione del congedo di paternità obbligatorio, in linea con quanto previsto in altri paesi e con la Direttiva 2010/18/EU.
    In particolare, il congedo di paternità obbligatorio è riconosciuto al padre lavoratore entro 5 mesi dalla nascita del figlio e per un periodo pari a tre giorni continuativi.  
    Agli oneri derivanti da tali interventi, si provvederà con l’utilizzo parziale delle risorse di cui fondo per il finanziamento di interventi a favore dell’incremento dell’occupazione giovanile e delle donne (comma 27, art. 24, L. 214/11).

    http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/8C90C722-A4A6-4203-A8C8-DA082C014650/0/documento_riforma_mercato_lavoro.pdf

    Un bel passo avanti, che dite?

    Pubblicato in: Famiglia
    La depressione è un problema molto serio.

    Anche un evento lieto come la nascita di un bimbo può scatenare nei genitori una serie di reazioni psicologiche che possono condurre ad uno stato di profondo disagio emotivo: la depressione post-parto, secondo gli ultimi studi statistici, colpisce quasi il 30% delle madri, e anche i papà non sarebbero al riparo da questo rischio.

    Ne ha parlato il celebre quotidiano inglese The Guardian, riflettendo su uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Oxford University, in cui era stato analizzato il rapporto e le ripercussioni della comunicazione tra padri depressi da un lato, e papà non depressi dall’altro, e i loro bebè.

    Al contrario delle mamme, per le quali la depressione post-parto avrebbe delle cause ben identificabili dal punto di vista clinico, per i papà – riporta il quotidiano – ci muoviamo in un campo piuttosto incerto: gli studiosi identificano questo disturbo con l’accezione di “paternal depression” o “background depression in men”, ma giudicano un’invenzione dei giornalisti la credenza che anche i papà soffrano della depressione post-parto vera e propria.

    La domanda che allora si pone il giornalista è la seguente: i padri possono davvero soffrire di depressione?

    Certo che è possibile: alcuni di loro potrebbero aver covato questo stato psicologico prima della nascita del bambino, altri ancora in un momento successivo, in conseguenza del repentino cambiamento di stile di vita causato dall’arrivo del bebè.

    Come riporta il Guardian, secondo gli esperti, il più grande problema degli uomini in generale sarebbe quello di negare le proprie fragilità emotive e il fatto di aver bisogno di aiuto: “questo atteggiamento non solo sarebbe rischioso per il bambino, ma anche per l’individuo stesso e nel peggiore dei casi porterebbe a casi gravi di malessere fisico, comportamenti autodistruttivi, o addirittura condurrebbe al suicidio e all’omicidio-suicidio”.

    Alcuni ricercatori, tra cui la Dott.ssa Dr Vaheshta Sethna del Dipartimento di Psicologia della University of London e il Dott. Paul Ramchandani della University of Oxford, stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della salute e del benessere psicofisico dei neopapà, cercando di andare oltre la tradizionale e riduttiva accezione di “narcisismo maschile”.

    Fonte: The Guardian
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Lunedì 02 Aprile 2012 11:09

    Quando il papà è bravo come la mamma

    Storicamente la cura dei figli è sempre stata attribuita alla donna, mentre i padri sono stati considerati e giudicati più distanti e meno coinvolti nella vita dei figli.

    A quanto pare oggi questi luoghi comuni non hanno più ragione di esistere. Anna Oliverio Ferraris, ordinaria di Psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza, e autrice di Padri alla riscossa. Crescere un figlio oggi : afferma “Poiché la famiglia si è trasformata e il ruolo della donna nella società e tra le mura domestiche è mutato, anche il ruolo paterno si è modificato. Oggi dai papà non ci si aspetta solo che contribuiscano a sostenere materialmente la famiglia, ma che si impegnino anche nella crescita. Questo crea con i figli un legame diverso dal passato e una maggiore comprensione dei loro bisogni di crescita”.

    Inoltre, secondo una ricerca della New York University pubblicata sul Maternal and Child Health Journal, il ruolo del padre ha una grande importanza anche dal punto di vista psicologico: “La ricerca, condotta su un campione di 22mila famiglie americane lungo l'arco di quattro anni, ha evidenziato come le possibilità dei bambini e ragazzi di sviluppare problemi emotivi o comportamentali aumentano se vivono con un padre che mostra sintomi depressivi”.

    I papà sono più affettuosi e più presenti di un tempo, ma non dobbiamo dimenticare il rispetto delle regole. Secondo la Oliverio Ferraris infatti: “Le regole rappresentano una guida, una protezione e consentono ai figli di pianificare i propri comportamenti e di fare delle previsioni. La differenza con il passato è che i padri autoritari di un tempo non davano spiegazioni, oggi invece si dà molto più spazio al dialogo e se ne vedono gli effetti benefici”.

    Fonte: Repubblica.it
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Martedì 20 Settembre 2011 09:34

    Papà ai fornelli cercasi - casting per papà

    A.A.A. Easybaby wants you! Cercasi papà appassionati di cucina per partecipare ad un nuovo format televisivo - PAPA' AI FORNELLI -.

    I papà, seguiti dalla conduttrice di Dolce o Salato? Nicol Cuocartigiana, preparanno ricette semplici e veloci per deliziare mogli, compagne e figli.

    Non serve essere esperti di cucina: se sei papà e hai voglia di fare un'esperienza divertente mettendo le mani in pasta stiamo cercando proprio te!

    Le prossime registrazioni saranno a Milano nelle seguenti date:

    • giovedì 13 ottobre
    • giovedì 27 ottobre
    • venerdì 4 novembre

    Ai partecipanti sarà richiesta mezza giornata di disponibilità a scelta tra mattina e pomeriggio.

    Le candidature vanno inviate all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. con nome, cognome, numero di telefono e foto.

    Per maggiori informazioni scrivete a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o chiamate il numero 02-52505438

     

    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Lunedì 13 Giugno 2011 13:31

    I papà raccontano la loro paternità

    SKY

    Come cambia la vita quando arriva un bambino. Alcuni papà si raccontano.

    Pubblicato in: Famiglia
    Lunedì 13 Giugno 2011 13:29

    Il ruolo del papà oggi

    SKY

    Francesco Rapetti Mogol e Stefan Braito, Life coach, raccontano il ruolo del padre oggi.

    Pubblicato in: Famiglia
    Lunedì 13 Giugno 2011 13:27

    Due papà si raccontano

    SKY

    Francesco Rapetti Mogol, papà single, e Stefan Braito, Life coach, raccontano la loro esperienza di papà.

    Pubblicato in: Famiglia

    Non sono solo le future mamme a risentire dello stress legato all'imminente arrivo di un bebè.
    Anche i papà in attesa sono, infatti, spesso vittima di ansia e tensioni, per la famiglia che si allarga e le nuove necessità economiche e a risentirne è anche la salute di mamme e bebè.
    Ecco perché anche i futuri padri dovrebbero essere assistiti e seguiti in modo mirato.
    E' quanto emerge da uno studio fatto su 132 futuri mamme e papà da parte dell' University of Missouri (Usa), che pone i riflettori su un lato in ombra del triangolo mamma, papà e neonato.
    "Troppo spesso gli uomini sono considerati come meri osservatori del processo di gravidanza", sottolinea ManSoo Yu, responsabile della ricerca che ha messo in luce gli effetti dello stress maschile su donne e bambini.
    Un errore, anche perché gli uomini, ricorda il ricercatore, giocano un ruolo fondamentale per sostenere e prendersi cura della compagna in dolce attesa.
    "E' importante riconoscere e tutelare il benessere emotivo degli uomini, così come quello delle donne.
    Fornire assistenza prenatale ai padri in attesa può incoraggiare gli uomini ad avere un ruolo propositivo in gravidanza.
    Cosa che - assicura - consentirà di ottenere migliori risultati in termini di salute materna e infantile".

    "Comprendere le differenti esigenze può aiutare a fornire un sostegno utile alla coppia in attesa".
    Ad esempio, "gli uomini potrebbero preparare dei budget precisi per alleviare lo stress finanziario, e le donne pensare a un couseling per comprendere come gestire lo stress emozionale".
    Ma, soprattutto, l'esperto suggerisce a mamma e papà di parlare di ansie e preoccupazioni fra loro, per migliorare la propria salute fisica e mentale e tutelare quella del piccolo in arrivo.

    Dunque, sostenere i futuri papà aiutandoli a ridurre al minimo l'auto-critica e i timori può essere davvero importante perché, altrimenti, si rischia di aprire la porta allo stress e a una serie di comportamenti collegati, come il consumo di alcolici.

    Fonte: ADNKronos

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Venerdì 11 Marzo 2011 10:34

    Corsi dedicati ai papà

    Un incontro per parlare fra uomini, dell’emozione di diventare papà, di come saper essere un valido e premuroso sostegno per la futura-mamma, dell’emozione di toccare il proprio piccolo, di come diventare un papà capace di prendersi cura del nuovo nato.

     

    Queste le tematiche a disposizione dei partecipanti:

    professionepapa1




    Diventare Papà

    Una tempesta di sentimenti
    Cambiamenti delle dinamiche di coppia
    Acquisizione di nuovi ruoli sociali
    Diventare un papà competente



    professionepapa2


    Prendersi cura della mamma

    Durante la gravidanza -9/0 mesi
    In ospedale 
    Il ritorno a casa 0/+3 mesi





    professionepapa3
    Toccare il tuo bambino

    Vestirlo, cambiarlo, lavarlo
    Massaggiarlo
    Metterlo a nanna
    Ruttini e coliche
    La sicurezza
    Dargli le medicine



    professionepapa4
    Essere un papà competente

    I ritmi della famiglia
    I ritmi del bimbo
    Fare la spesa per casa
    Fare la spesa per il bimbo
    Fare la spesa per la mamma
    Fare il bucato
    Saper preparare la pappa

     

    DATA PROSSIMO CORSO - SABATO 16 APRILE DALLE ORE 10:00 ALLE ORE 13:00

    Per maggiori informazioni:
    Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    335.8025588

    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Mercoledì 29 Settembre 2010 08:23

    Consigli per i papà in sala parto

    Un’indagine Istat ha accertato che, oggi 6 papà su 10 sono presenti durante la nascita dei figli in sala parto vicino alla propria compagna.
    In Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli, Trentino, Veneto, Toscana e Lazio la presenza dei papà raggiunge l’80%, mentre nel resto d’Italia la percentuale diminuisce fino al 30% di alcune regioni del sud Italia.
    Diversi sono i fattori che possono influenzare la scelta: culturali, emotivo-affettivi, strutturali.

    Ci sono futuri padri che non se la sentono di affrontare il momento del parto vicini alla compagna perchè temono la vista del sangue o sanno che che non potranno sopportare la sofferenza del travaglio.
    Altri invece sanno di poter superare i momenti critici del parto forti del fatto che vogliono assolutamente aiutare la propria compagna e provare l'emozione di accogliere il proprio figlio, recidere il cordone ombelicale e fargli il primo bagnetto della sua vita.

    Il primo consiglio è quindi quello di essere obiettivi e di scegliere autonomamente se condividere questa esperienza. In caso contrario ne risulterebbe un accumolo di stress inutile per entrambi dato che chiunque assista una donna durante il travaglio deve sapere che deve essere prima di tutto di aiuto alla compagna e non viceversa.

    Vediamo insieme cosa dovrebbe e non dovrebbe fare il papà che decide di entrare in sala parto:

    Prima del parto

    - Frequentare il corso di preparazione al parto insieme alla compagna;
    - Ascoltare l'esperienza di altri padri;
    - Chiedere informazioni al ginecologo e alle ostetriche:
    - Vedere video sulla nascita che mostrano chiaramente quello che devono aspettarsi.

    Durante il parto

    Cosa fare

    - Parlare con la compagna tranquillizzandola;
    - Aiutarla a trovare la posizione ideale affinché possa sentire meno dolore possibile;
    - Massaggiarle la schiena dolcemente;;
    - Incoraggiarla tra una contrazione e l'altra e guidarla nella respirazione;
    - Tenerla aggiornata dei progressi fatti (ad esempio i cm di dilatazione o la posizione della testina);
    - Armarsi di pazienza dato che il travaglio può durare molte ore può essere utile portare un libro da leggere e qualcosa da mangiare.

    Da non fare

    - Non impaurire mai la compagna con incitarla per darle forza;
    - Non risponderle male e non perdere la pazienza magari davanti a frasi o gesti che potrebbe avere data la sofferenza che sta provando;
    - Non lasciarla sola nei momenti critici della sofferenza;
    - Quando le contrazioni diventeranno molto vicine evitare di farle qualsiasi tipo di domanda.

    In due parole, una presenza rassicurante e poco invasiva è il miglior aiuto per una partoriente.

    Dopo il parto

    In alcuni paesi i padri possono tagliare il cordone ombelicale (non fa male al bambino), un gesto molto simbolico: la simbiosi di madre e figlio viene recisa e adesso anche il padre ne fa parte.

    SKY

    Come cambia la vita quando arriva un bambino. Alcuni papà si raccontano. La puntata completa su Easybaby, canale 137 di Sky

    Pubblicato in: Felicemente papà
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