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  • Articoli filtrati dai tag: paternità

    Giovedì 12 Gennaio 2012 13:31

    Genova: Parliamo di paternità, tra uomini

    Sabato 4 Febbraio 2012 - dalle 10:00 alle 12:30 a Genova si terrà un incontro per parlare fra uomini, dell’emozione di diventare papà, di come saper essere un valido e premuroso sostegno per la futura-mamma, dell’emozione di toccare il proprio piccolo, di come diventare un papà capace di prendersi cura del nuovo nato.

    Queste le tematiche a disposizione dei partecipanti:




    Diventare Papà
    - Una tempesta di sentimenti
    - Cambiamenti delle dinamiche di coppia
    - Acquisizione di nuovi ruoli sociali
    - Diventare un papà competente

    Prendersi cura della mamma
    - Durante la gravidanza -9/0 mesi
    - In ospedale
    - Il ritorno a casa 0/+3 mesi

    Toccare il tuo bambino
    - Vestirlo, cambiarlo, lavarlo
    - Massaggiarlo
    - Metterlo a nanna
    - Ruttini e coliche
    - La sicurezza
    - Dargli le medicine

    Essere un papà competente
    - I ritmi della famiglia
    - I ritmi del bimbo
    - Fare la spesa per casa
    - Fare la spesa per il bimbo
    - Fare la spesa per la mamma
    - Fare il bucato
    - Saper preparare la pappa


    Gli incontri, riservati a gruppi di massimo 15 partecipanti, si svolgono presso
    ART - Centro di Formazione e Riabilitazione
    piazza Soziglia, 1/5 Genova

    Per iscrizioni e informazioni:
    Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    tel.+39.335.8025588
    www.professionepapa.it

    Costo: 30 Euro a persona
    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Lunedì 21 Febbraio 2011 09:51

    Test di paternità in farmacia

    Un recente studio ha rivelato che un bambino su 25 non è figlio di quello che si ritiene essere il padre.
    E tra coloro che hanno fatto il test la percentuale sale notevolmente: 1 bambino su 5 ha un padre biologico diverso.
    Sono diventati quindi sempre di più gli uomini che acquistano i test di paternità su Internet.
    I numeri lo dimostrano. La crescita delle vendite è esponenziale: oltre il 300% negli ultimi 5 anni.

    Ma da oggi per i padri inglesi c’è una novità: il kit lo potranno acquistare comodamente in farmacia al costo di circa 35 euro.
    La Boots, ossia la principale catena britannica, è sicura del successo.
    Gli inglesi potranno quindi fare un esame casalingo del Dna facendo il prelievo della saliva con tre tamponi.
    Dopo aver prelevato i campioni della madre, del bambino e del padre, questi andranno inviati alla Anglia Dna, una compagnia privata che per altri 150 euro provvederà ad effettuare l’analisi, che assicura avere il 99,9% di precisione, e a fornire i risultati al richiedente (i risultati del test però non possono essere ammessi in tribunale).

    “Circa metà dei test che facciamo abitualmente sono relativi a bimbi sotto i 12 mesi, di cui quindi si scopre il padre prima che siano coscienti - spiega un portavoce dell’azienda al Daily Telegraph - in ogni caso se il bimbo ha meno di 16 anni per il prelievo serve il consenso della madre, e non si potrebbero fare analisi non consensuali”.
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Domenica 23 Gennaio 2011 11:06

    Gran Bretagna: novità per i neopapà

    Il Regno Unito si appresta a battere una strada innovativa: le famiglie valuteranno se spetterà alla donna o all'uomo chiedere la licenza o di maternità o di paternità per un periodo massimo di dieci mesi.
    I neo-padri avranno così la possibilità di affiancarsi alle mogli nel primo periodo post parto poi di ottenere l'estensione del permesso nel caso in cui la mamma opti per il rientro in ufficio.
    L'opzione non sarà più suggerita indirettamente dalle diverse condizioni e convenienze o professionali o retributive o aziendali.
    Sulla carta, mamma e papà uguali sono.
    Insomma, la vecchia regola (la donna a casa, l'uomo al lavoro) sta per essere archiviata.
    Pari diritti e pari opportunità per i genitori.

    Toccherà a Nick Clegg, il vicepremier, rivelare i dettagli del piano famiglia che entrerà in vigore da aprile e che trova consensi bipartisan: «Ogni governo che si presume liberale non può affidarsi a soluzioni dettate dal ruolo tradizionale dei sessi nel mondo del lavoro».
    Il piano è pronto: retribuzione al 90 per cento nelle prime sei settimane, poi a scalare fino al decimo mese. Ciò vale sia per la licenza di maternità sia per la licenza di paternità. Cosa che fa storcere il naso al direttore della Camera di Commercio Britannica, David Frost. «In tempo di crisi è un vero disastro». La flessibilità familiare, così l'hanno chiamata, alle imprese non piace. Ma pare che a Downing Street non siano intenzionati a sentire ragione.

    Fonte: Corriere della Sera

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo

    Oggi il congedo di paternità è una possibilità ma, grazie al nuovo disegno di legge che la Camera ha cominciato a discutere mercoledì scorso, potrebbe presto trasformarsi in un obbligo. Per la gioia dei neopapà che non dovranno più bruciare ferie o inventare sotterfugi per stare vicini alla neomamma e al neonato.

    I 4 giorni di permesso obbligatorio (come i 5 mesi di maternità della mamma) verrebbero retribuiti dalle aziende nel caso di lavoratori dipendenti e dal sistema previdenziale per quanto riguarda gli autonomi.

    4 giorni non saranno molti, ma questo disegno di legge è un primo passo verso la divisione dei compiti nella cura dei figli, che per ora è affidata quasi esclusivamente alle madri. Ed è anche un modo per avvicinarsi agli altri Paesi europei.

    Un esempio positivo è quello del Portogallo, dove il congedo obbligatorio per i papà è stato introdotto nel 2002: i neopapà che ne usufruivano prima erano solo il 2%, mentre con l’obbligatorietà sono saliti al 22%.

    Ciò significa che anche in Italia, dove il congedo facoltativo viene richiesto da meno del 4% dei padri, l’obbligatorietà potrebbe «insegnare che prendersi cura dei bambini è bello. Può rompere un tabù, avviare una rivoluzione » commenta Alessia Mosca – Pd – autrice di una delle due proposte di legge al riguardo.

    La seconda, molto simile, è stata avanzata da Barbara Saltamartini del Pdl, che ha commentato: «Il vero obiettivo è passare dalle pari opportunità alle pari responsabilità. E quindi pensare non alla tutela delle donne, ma ad un sistema che consenta alla famiglia di organizzarsi».

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Martedì 23 Marzo 2010 12:22

    Il diritti del padre

    LEGGE 8 marzo 2000, n.53
    Disposizioni per il sostegno della maternita' e della paternita', per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle citta'.

    Per la prima volta viene riconosciuto al padre il diritto di usufruire del congedo, indipendentemente dalla situazione della madre.

    Mentre finora il padre poteva utilizzare il congedo solo nel caso in cui la madre di suo figlio era una lavoratrice subordinata che vi rinunciava, con la nuova legge ha un proprio diritto al congedo, a prescindere dalla situazione della madre.
    Questo significa che la madre può essere una lavoratrice autonoma, libera professionista, collaboratrice, casalinga, studentessa, disoccupata ecc.

    La durata massima del congedo del padre è di 6 mesi, elevabile a 7 (se la madre non supera i 4 mesi).

    Si può scegliere di utilizzare questo congedo mentre l'altro genitore usufruisce di un altro (esempio: congedo parentale del padre e riposi giornalieri della madre, ma anche congedo parentale del padre e congedo di maternità).
    Quindi il padre può scegliere di restare a casa quando il bambino è appena nato, e la madre è in maternità obbligatoria.

    Nel caso in cui la madre abbia già goduto dei 6 mesi di astensione facoltativa, il padre può utilizzare, se il figlio non ha ancora 8 anni, la parte supplementare di mesi prevista dalla legge.

    Se il padre è - o diventa - un single gli spettano per intero i 10 mesi.

    I congedi di paternità

    Il congedo di paternità è la possibilità che la legge concede, al padre lavoratore subordinato, di utilizzare la parte di astensione obbligatoria successiva alla nascita (3 mesi, e cioè fino al giorno del compimento del terzo mese di età).
    Questo è possibile solo in alcuni casi: morte della madre, grave infermità della madre, abbandono del figlio da parte della madre, affidamento esclusivo al padre del figlio. Successivamente al congedo di paternità, il padre può godere del congedo parentale alle condizioni stabilite.
    E' da osservare che, tranne nel caso di grave infermità della madre, siamo in presenza di genitore single, con conseguente diritto a 10 mesi di congedo.

    Qualche conto

    Sono estesi al padre lavoratore alcuni dei diritti e delle tutele tradizionalmente riconosciute alla madre: la computabilità nell'anzianità di servizio del congedo di paternità; il diritto alla copertura economica del congedo (80% della retribuzione); il divieto di licenziamento durante il congedo di paternità e fino a 1 anno di vita del figlio.

    Come si richiedono i congedi

    Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti è sufficiente avvisare il datore di lavoro 15 giorni prima. In questo caso il datore di lavoro non potrà rifiutarsi di concedere il congedo.
    La legge non lo precisa, ma si ritiene che i 15 giorni di preavviso siano da intendere come giorni di calendario, e non come giorni effettivamente lavorati. Laddove la richiesta non sia stata consegnata entro i 15 giorni previsti, il datore di lavoro può negare un congedo parentale.
    Per le lavoratrici autonome, invece, è necessario avvisare l'Inps e sospendere l'attività lavorativa.

    Come si utilizzano i congedi

    Il congedo può essere utilizzato per intero o per frazioni di tempo. Non è stabilita una durata minima, ma è necessaria l'alternanza tra congedo e ripresa dell'attività lavorativa. Si possono utilizzare i congedi anche un giorno alla volta, stabilendo ad esempio che non si lavorerà per un giorno alla settimana, fino a raggiungere il tetto massimo al quale si ha diritto.
    Il datore di lavoro deve comunque essere sempre avvisato, anche se si resterà a casa solo per uno o due giorni.
    Durante l'astensione facoltativa i giorni di ferie non maturano. E' possibile però, limitatamente al primo anno di vita del figlio, godere di periodi di congedo parentale e, al rientro dal lavoro, dei riposi giornalieri.
    Pubblicato in: Felicemente papà

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