L’abitudine di leggere una fiaba ai figli per farli addormentare è sempre meno diffusa. E i bambini imparano a parlare più tardi. E’ quanto emerge da un rapporto del Ministero dell’Istruzione britannico: i genitori, causa impegni di lavoro, hanno sempre meno tempo da dedicare ai figli. E anche i nostri pargoli vengono assorbiti da internet, social network, telefonini e videogiochi.
Così tra genitori e figli si scambiano sempre meno parole. Con meno fiabe e meno dialogo, l’apprendimento della lingua subisce un ritardo notevole.
"Il numero dei bambini che cominciano le scuole elementari senza sapere neanche formare una frase rudimentale è in crescita", afferma il rapporto, preparato da Jean Gross, responsabile della comunicazione per il ministero dell'Istruzione, e anticipato ieri dal Times di Londra.
Il ritardo è più spiccato nei bambini poveri che, secondo la ricerca della dottoressa Gross, ascoltano "soltanto 600 parole all'ora" in famiglia, in confronto alle 2 mila parole l'ora che sono la media per le classi benestanti. Inoltre i bambini che crescono in famiglie povere o disagiate ricevono soltanto un elogio per ogni due rimproveri, mentre nelle case benestanti il rapporto è rovesciato e questo rallenterebbe l'alfabetizzazione.
"Gli adulti sono sempre più impegnati e hanno meno tempo da dedicare ai figli", dice l'autrice del rapporto. "E per le prossime generazioni sarà peggio, perché un bambino a cui nessuno leggeva le favole non le leggerà di certo ai propri figli".
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