La gestosi

E’ la più grave patologia della gravidanza.

Tradizionalmente conosciuta anche come Gestosi EPH (acronimo di Edema, Proteinuria e Hypertension), la preeclampsia è un sindrome (ossia un insieme di segni e sintomi) che può manifestarsi solo ed eclusivamente durante la gestazione ed è caratterizzata appunto dalla contemporanea comparsa, nella seconda metà della gravidanza, di questi tre aspetti patologici:

- un rialzo pressorio pari o superiore a 140mmHg per la sistolica e 90mmHg per la diastolica;
- un aumento delle proteine pari o superiore a 0,3 grammi in 1000 millilitri di urina;
- la significativa formazione di edemi, ossia di ritenzione idrica, a vari livelli del corpo della gravida: dalla gambe fino alle mani, al viso e al tronco.

La gestosi interessa circa il 5% delle gravide.

Senza però dimenticare che una donna può essere anche ipertesa prima di restare incinta e correre quindi un rischio aumentato, pari al 25%, di sviluppare una pre-eclampsia durante la gravidanza.

Tra tutte le preeclamptiche, poi, una su 200 sviluppa poi una vera e propria forma di eclampsia.

Si parla infatti di Gestosi Sintomatica finché sono presenti i sintomi fondamentali finora descritti ma senza significative manifestazioni soggettive.
Si passa invece alla cosiddetta Eclampsia Imminente quando compaiono alcuni caratteristici sintomi soggettivi come cefalea, disturbi visivi (per esempio scotomi) e fastidi addominali come il dolore epigastrico "a barra".
Infine, nei casi più rari e gravi, si ha il vero e proprio attacco eclamptico o Eclampsia Convulsiva: quando cioè ci si trova di fronte ad autentici attacchi epilettici seguiti da perdita di conoscenza.

Come diagnosticarla

La gestosi può essere diagnosticata eseguendo regolarmente i controlli prescritti dal ginecologo perché, individuando al più presto le prime alterazioni, si possono prendere provvedimenti che impediscono l'aggravarsi della malattia. In particolare sono essenziali il controllo regolare del peso, della pressione e della quantità di albumina presente nell'urina.
La gestosi può essere diagnosticata mediante un esame indolore e non invasivo chiamato Velocimetria Doppler delle arterie uterine. Tale esame permette di valutare la funzionalità del circolo uterino già a 20-24 settimane. Se questa è alterata, il rischio di una forma severa di ritardo della crescita del feto e di pre-eclampsia si aggira intorno al 30% e sono quindi necessari controlli più ravvicinati. Per le gravide con Velocimetria Doppler normale la possibilità di avere forme gravi è praticamente trascurabile.
Questo esame è consigliato a tutte le donne, ma in modo particolare a quelle in corso di prima gravidanza e a quelle con precedenti di pre-eclampsia o di ritardo di crescita intrauterina.

Fattori di rischio

L'età, la familiarità, le patologie mediche preesistenti (ipertensione, diabete, malattie tiroidee, ipercolesterolemia familiare), l'obesità pregravidica, la primiparità, la gemellarità, l'idrope fetale sono fattori di rischio per la gestosi.
Nel dettaglio:

- Età: le donne di età superiore a 35 anni presentano un'incidenza di gestosi superiore di circa 3 volte a quella delle donne giovani.
- Storia familiare: L'incidenza di preeclampsia è 4 volte più alta nelle sorelle di donne che hanno avuto la preeclampsia.
- Cattiva placentazione: il riscontro flussimetrico di elevate resistenze e/o di ridotta elasticità dei vasi uterini è indice di cattiva funzione placentare e quindi di aumentato rischio di gestosi.
- Ipertensione: il riscontro di pressione arteriosa elevata prima della 20a settimana di gestazione è stato associato al successivo sviluppo di preeclampsia.
- Diabete: il diabete aumenta del 10% il rischio di preeclampsia.
- Malattie renali: la patologia renale preesistente aumenta l'incidenza di ipertensione fino al 48% nel 3° trimestre di gestazione. Anche l'infezione delle vie urinarie in gravidanza aumenta di 1,5 volte il rischio di preeclampsia.
- Cause immunologiche e coagulopatie: l'iperomocistinemia, il deficit della proteina S, della proteina C, la sindrome da anticorpi antifosfolipidi aumentano il rischio di preeclampsia.
Le pazienti eterozigoti per anemia drepanocitica presentano un rischio di preeclampsia tre volte più elevato.
- Primiparità: la relazione tra primiparità ed eclampsia suggerisce l'esistenza di un meccanismo immunologico che rende unica la prima placentazione. Alcuni Autori hanno suggerito l'esistenza di un meccanismo protettivo nei confronti degli antigeni paterni nelle gravidanze successive.
-Gemellarità: la gemellarità aumenta il rischio di gestosi di oltre tre volte. Il rischio aumenta con l'aumentare del numero di gemelli.

Conseguenze materne, fetali e neonatali

In relazione alla gravità dello stato patologico la gestosi può determinare scarse complicazioni o causarne di gravi o gravissime, compromettendo in maniera definitiva lo stato di salute della gestante e del feto. Tra le complicazioni il ritardo di crescita intrauterino, la morte intrauterina del feto, le condizioni patologiche materne secondarie all'ipertensione arteriosa ed al coinvolgimento multiorgano caratteristico delle forme più aggressive.
La gestosi determina aumento della morbilità e della mortalità materna, fetale e neonatale ed aumento della frequenza del parto prematuro mediante taglio cesareo.

Controllo e terapia

La pressione arteriosa deve essere rilevata ogni giorno, l'esame di urina deve essere effettuato ogni settimana mentre gli esami del sangue (bilirubina, transaminasi, PT, PTT, fibrinogeno, piastrine, acido urico, etc.) devono essere eseguiti ogni 20 giorni. Il monitoraggio ecografico e flussimetrico deve essere frequente (ogni 2 - 4 settimane).
Bisognerà controllare adeguatamente l'eventuale malattia favorente la gestosi.
La gestante dovrà evitare l'eccessivo incremento ponderale attuando un regime dietetico povero di grassi e prevalentemente proteico. Saranno banditi i dolci, le fritture, i cibi conditi, le bevande gassate ed alcoliche. Sarà prudente eliminare il fumo di sigaretta.
Il riposo è una misura utile. E' consentito effettuare quotidianamente una breve passeggiata (20-30 minuti).
Le opzioni terapeutiche in caso di preeclampsia sono tuttora oggetto di acceso dibattito e variano in relazione alla gravità della sintomatologia clinica ed all'eventuale patologia materna preesistente alla gravidanza.
La scelta dei farmaci è di esclusiva competenza medica.

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