E’ stato scoperto il meccanismo che permette al toxoplasma - il batterio che causa la patologia della toxoplasmosi - di essere protetto dalle cellule dell’organismo ospitante.
L’Università di Washington, infatti, ha condotto degli studi sugli animali, scoprendo come esista un gene, denominato ROP18, che, se modificato, impedisce alle proteine del sistema immunitario delle cellule ospitanti di “accogliere” l’indesiderato agente patogeno.
I virus e i batteri, infatti, per potersi insediare in un corpo estraneo, si creano una sorta di rivestimento che li protegge dall’azione difensiva degli anticorpi, i quali, in questo modo, risultano disattivati. Tutti i microorganismi parassiti agiscono in questo modo, e così anche il toxoplasma gondii, responsabile della malattia. Di norma, un essere umano in salute possiede un sistema immunitario in grado di contrastare l’azione del batterio. Vi sono casi, però, in cui questo meccanismo di difesa naturale si inceppa: quando l’organismo è indebolito e, nelle donne, durante la gravidanza.
I ricercatori americani hanno scoperto che agendo sul gene ROP18 si può impedire alle proteine cellulari di accogliere il toxoplasma e permettere agli anticorpi di abbatterlo. La sperimentazione è stata condotta sui topi, principali ospiti del batterio, e l’unica difficoltà risiede nel fatto che esistono delle piccole differenze tra il nostro sistema immunitario e quello dei roditori.
Spiega Sarah Fentress, una delle coordinatrici dello studio, che noi siamo dotati di un gruppo di proteine immunitarie simili a quelle dei topi, perciò se si riesce a stabilire che il gene ROP18 agisce allo stesso modo anche su queste, allora si apre la strada per la cura preventiva non solo della toxoplasmosi, ma anche di altre malattie causate da germi parassiti.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cell Host & Microbe, e lo studio finanziato dal National Institutes of Health e dal Veteran’s Administration.
Fonte: PourFemme
Venerdì 31 Dicembre 2010 12:19























