Cos'è?
Il Tri-test (o Test triplo) è un esame che viene effettuato durante la gravidanza.Consiste nel dosaggio di tre sostanze normalmente presenti nel sangue di una donna incinta e cioè l'alfa-fetoproteina, prodotta dal feto, l'estriolo non coniugato, prodotto sia dal feto che dalla placenta, e la gonadotropina corionica (hCG), ormone prodotto dalla placenta.
Perché si fa?
L'esame serve principalmente per lo screening precoce della sindrome di Down in gravidanza.Infatti, particolari livelli di queste tre sostanze possono, combinati insieme, predire con una certa probabilità il rischio che il bambino sia affetto da una sindrome di Down.
Questo rischio aumenta con l'età della madre. A 30 anni è di 1/1000 gravidanze, a 33-38 anni è di 1/300 e dopo i 41 aumenta fino a 1/100 gravidanze.
L'esame è privo di rischi.
Come si esegue?
Si esegue un normale prelievo di sangue fra la 15ª e la 20ª settimana di gravidanza.Il campione di sangue viene poi analizzato in laboratorio e sono necessari di solito alcuni giorni prima di conoscere il risultato.
Interpretazione dei risultati
Bassi livelli di alfa-fetoproteina ed estriolo combinati con alti livelli di hCG indicano un alto rischio di sindrome di Down nel feto.Un risultato normale non garantisce, tuttavia, che il feto sia esente da alterazioni cromosomiche.
Il tri-test, risulta positivo in circa il 55 per cento dei feti con alterazione dei cromosomi.
Inoltre, anche in caso di positività del test, è sempre necessario eseguire una amniocentesi o, in alternativa, una villocentesi.
Questi esami sono indispensabili, infatti, per accertare con sicurezza l'esistenza di eventuali anomalie cromosomiche.
È importante ricordare che il riscontro di livelli molto alti della sola alfa-fetoproteina deve far sospettare la presenza di gravi malformazioni del sistema nervoso del feto, fra cui la spina bifida e la anencefalia.
Per incrementare la stima del rischio di avere un bambino Down il Tritest viene ora associato al test della "translucenza nucale", un'indagine ecografica che si esegue tra la 10° e la 13° settimana di gestazione. L'esame consiste nella misurazione dello spessore di edema (accumulo di liquido) sottocutaneo a livello della nuca del feto: questa zona, infatti, tende ad avere dimensioni aumentate negli individui affetti da mongolismo.
Il risultato viene consegnato nell'arco di tre-quattro giorni.




















