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A CHE ETA' DIVENTA GRATUITA L'AMNIOCENTESI?
Gentile dottore, io e il mio compagno abbiamo deciso di avere un secondo bambino.
Mentre per il primo abbiamo optato per tritest e traslucenza nucale, per la seconda gravidanza vorremmo eseguire l'amniocentesi.
Io compio 35 anni il prossimo agosto e vorrei sapere quando si può usufruire dell'esenzione per il pagamento dell'esame nelle strutture pubbliche.
Mi spiego meglio: devo aver compiuto i 35 anni al momento del concepimento oppure quando devo effettuare l'amniocentesi?
Il protocollo di gravidanza del Ministero della Sanità non lo specifica e vorrei dei chiarimenti in proposito.
La ringrazio.
mamma '76
DEVO FARE L'AMNIOCENTESI?
Buongiorno, ho 35 anni, prossima ai 36 e sono incinta alla 10 settimana, gravidanza arrivata del tutto inaspettata dopo anni di insuccessi e quando ormai avevamo iniziato l'iter per la fivet.
A tale scopo avevamo fatto una serie di esami genetici, tra cui il fattore V leiden, mappa cromosomica e screening per la fibrosi cistica.
Sono molto combattuta se fare l'amniocentesi o no.
La mia domanda è: questi esami che hanno dato tutti buon esito (unica cosa a mio marito è stato individuato un polimorfismo 5T allo stato eterozigote che, cito, come tale non è causa di patologia della fibrosi cistica), possono mettermi tranquilla dal punto di vista di malattie genetiche oppure no?
grazie mille
Greta
Amniocentesi più sicura se preceduta da antibiotici‎
ll direttore, il dottor Paolo Scollo, sostiene che sebbene in passato il rischio di aborto era di circa l’1% (ossia 1 aborto ogni 100 esami), oggi siamo arrivati a circa lo 0,3%.
Il segreto per ridurre il rischio derivante dall’amniocentesi starebbe nell’uso preventivo degli antibiotici. In questo modo si possono contrastare i batteri che colonizzano le zone interne genitali femminili.
Questi batteri, durante il momento del prelievo del liquido amniotico, possono intrufolarsi causando infezioni e, infine, determinare la rottura del sacco che contiene il bambino.
Come provato dai ricercatori, il rischio di aborto legato all’amniocentesi non dipende propriamente dal prelievo in sé ma è proprio legato alla possibilità che il liquido si infetti nei giorni di poco successivi.
Lo studio italiano "APGA Trial" «ha valorizzato il ruolo dell'antibiotico-profilassi prima dell'amniocentesi del secondo trimestre riducendo di circa il 50% il rischio di aborti, e dopo la pubblicazione dello studio numerosi centri hanno cominciato a far assumere antibiotici alle donne gravide che intendevano sottoporsi ad amniocentesi», spiega all’Ansa il dottor Scollo.
Per chi avesse timore degli antibiotici a causa delle notizie riguardanti la resistenza o possibili interferenze con il feto, l’esperto precisa che la loro assunzione non è pericolosa per il nascituro: «Il principio attivo si accumula prevalentemente nelle membrane amniotiche e da qui, non essendo in grado di superare la barriera della placenta arriva in bassissime quantità al feto, tali da non presentare controindicazioni alla profilassi».
Fonte: La Stampa.it
Amniocentesi e villocentesi solo per le donne a rischio
Un giro di vite sugli esami prenatali, e soprattutto sull’amniocentesi, indagine che fino ad oggi era caldamente consigliata (e pagata dal servizio sanitario nazionale) alle donne sopra i 35 anni, considerate «primipare attempate» e quindi a rischio. No anche alla villocentesi eseguita a tappeto. Le nuove linee guida sulla gravidanza fisiologica, redatte da un gruppo multidisciplinare di professionisti coordinati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dal Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria (Ceveas) su mandato del ministero della Salute, fissano infatti dei paletti precisi, offrendo l’amniocentesi e la villocentesi alle donne di tutte le età (e non più dai 35 anni in su) ma se positive al test combinato usato come strumento di screening per la sindrome di Down.
«Si tratta di introdurre una diversa pratica clinica per individuare le donne a rischio, Vittorio Basevi del Ceveas facendo dell’amniocentesi e villocentesi delle indagini di secondo livello». Il test combinato si basa sull’età materna, la ricerca della translucenza nucale e la determinazione di alcuni valori nel sangue come la frazione beta libera di hcg e della proteina plasmatica A associata alla gravidanza. Attualmente l’amniocentesi e la villocentesi sono a carico del Ssn per le donne dai 35 anni in su e sono gli esami che consentono con certezza di diagnosticare un feto affetto da sindrome di Down. «Ma c’è un rischio di perdite fetali di circa il 2 per cento». «Stabilire invece prima, con il test combinato, chi è a rischio - continua Basevi - riduce il numero di interventi diagnostici invasivi e dei nati con sindrome di Down».
Una novità che riguarderà moltissime donne visto che nell’ambito delle tecniche diagnostiche prenatali invasive, l’amniocentesi è la più usata, seguita dall’esame dei villi coriali (3,39%) e dalla funicolocentesi(0,6%). In media ogni 100 parti sono state effettuate 15,4 amniocentesi. Meno diffusa al sud (nelle regioni meridionali si registra una percentuale al di sotto del 12% ad eccezione della Sardegna), di più al nord dove i valori più alti si hanno in Valle d’Aosta (37,1%) e Liguria (27,6%).
Fonte: LaStampa.it
Esame sangue sostituira' l'amniocentesi
La tecnica utilizzata consente di rilevare il dna fetale presente nel sangue delle donne incinte da almeno 6-8 settimane.
Fa parte di un kit gia' esistente per rilevare anomalie cromosomiche nel liquido amniotico prelevato con l'amniocentesi.
Il kit e' economico e fornisce risultati in 24-62 ore.
Potrebbe essere disponibile nel giro di 2-5 anni.
L' amniocentesi
L'amniocentesi è una procedura che consente il prelievo transaddominale di liquido amniotico dalla cavità uterina; è la metodica più diffusa per ottenere campioni biologici utili al fine di effettuare una diagnosi prenatale.
A cosa serve
L'esame del liquido amniotico serve a valutare il cariotipo, cioè l'assetto cromosomico fetale, al fine di valutarne la normalità o al contrario la presenza di anomalie.
La diagnosi molecolare ha infatti permesso di utilizzare gli amniociti come tessuto fetale valido per la determinazione di numerose affezioni geniche.
Le anomalie fetali che di solito vengono ricercate con l'amniocentesi sono le malattie cromosomiche che complessivamente colpiscono 1 neonato su 555 (0,18%) e quindi rappresentano il 6% di tutte le anomalie congenite evidenti in epoca neonatale (nel loro insieme colpiscono il 3% dei neonati).
L'anomalia cromosomica più frequente è la sindrome di Down o trisomia 21, che da sola si presenta in un neonato su 625 (1,6%).
Per ogni gestante si può stabilire a priori quale possa essere il rischio di avere un bambino con sindrome di Down.
Periodo
Il periodo ideale per eseguire l'amniocentesi è tra la 15° e la 19° settimana, quando l'amnios ha raggiunto dimensioni sufficienti perché la pratica non costituisca un rischio per il feto.
A chi è consigliata
L’amniocentesi è semplice e indolore, tuttavia sia per l’elevato costo, sia per il rischio seppur minimo per la madre e per il feto, si riserva a casi selezionati qui di seguito riportati:
- Tutte le pazienti in gravidanza di età superiore ai 35 anni - Gestanti che hanno già bambini affetti da anomalie cromosomiche - Presenza di anomalie cromosomiche in uno dei genitori - Presenza di Sindrome di Down (mongolismo) o di altre anomalie cromosomiche in un parente stretto di uno dei genitori - Indice di rischio elevato evidenziato dal bi-test o dal tri-test - Anomalie fetali riscontrate ecograficamenteCosti
Il costo medio di un esame nelle strutture private varia da 500 a 700 euro pe l'amniocentesi tradizionale nella quale si ha soltanto l'esame citogenetico tradizionale con una risposta ottenibile in 10-15 giorni. Questo costo però può variare grandemente ed aumentare a seconda degli esami aggiuntivi che oggi, quasi routinariamente, vengono eseguiti sul liquido amniotico.
Inoltre, in molti laboratori di genetica, si eseguono sul liquido amniotico anche metodiche di biologia molecolare quali la ibridazione fluorescente in situ (FISH) o, ancor meglio, la reazione a catena della polimerasi (qFPCR) che permettono di ottenere un risultato in tempi brevissimi (24 o 48 ore).
Questo comporta costi aggiuntivi.
Nelle strutture pubbliche, per le donne con età di 35 anni o superiore, ovvero per i soggetti a rischio, l'esame è in genere gratuito a seconda delle disponibilità dei Centri pubblici Regionali.
Come si effettua
L’amniocentesi prevede il prelievo di una piccola quantitá di liquido amniotico che circonda il bambino nell’utero.
Si distinguono un'amniocentesi precoce, che si esegue prima della diciottesima settimana, preferibilmente tra la sedicesima e la diciottesima, e un'amniocentesi tardiva che si esegue dopo la ventesima settimana, di solito nel terzo trimestre.
Per prima cosa si effettua un’ecografia per controllare la posizione del bambino e della placenta.
La pelle sopra l’area dell’utero viene disinfettata con una soluzione antisettica.
Dopo, si introduce un ago sottile (si usano aghi lunghi almeno 10-12 centimetri, del diametro di 1-1,2 millimetri, a punta molto affilata) attraverso la parete della pancia fino a raggiungere l’interno dell’utero e con una siringa si raccoglie un campione di circa 3 cucchiai (15 ml) del liquido che circonda il bambino.
Tale liquido contiene alcune cellule della pelle del bambino e queste possono essere esaminate in laboratorio per controllare i cromosomi del bambino.
Molto raramente non si ottiene abbastanza liquido al primo tentativo è puó essere necessario un secondo prelievo.
Il prelievo in sè dovrebbe durare solo per pochi minuti.
È una buona idea avere qualcuno come supporto sia durante che dopo il prelievo.
Evitare qualunque sollevamento gravoso o esercizi faticosi.
Se si ha dolore addominale che duri piu` di 24 ore, o se si ha febbre, o se si ha qualunque strana perdita vaginale o sanguinamento vaginale, bisogna informare il proprio dottore.
Rischio di generare figli affetti da anomalie cromosomiche in rapporto all'età materna
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Età materna |
Rischio di sindrome di Down |
Rischio di tutte le anomalie cromosomiche |
|
20 |
1 ogni 1667 |
1 ogni 526 |
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21 |
1 ogni 1667 |
1 ogni 526 |
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22 |
1 ogni 1429 |
1 ogni 500 |
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23 |
1 ogni 1429 |
1 ogni 500 |
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24 |
1 ogni 1250 |
1 ogni 476 |
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25 |
1 ogni 1250 |
1 ogni 476 |
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26 |
1 ogni 1176 |
1 ogni 476 |
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27 |
1 ogni 1111 |
1 ogni 455 |
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28 |
1 ogni 1053 |
1 ogni 435 |
|
29 |
1 ogni 1000 |
1 ogni 417 |
|
30 |
1 ogni 952 |
1 ogni 385 |
|
31 |
1 ogni 909 |
1 ogni 385 |
|
32 |
1 ogni 769 |
1 ogni 322 |
|
33 |
1 ogni 602 |
1 ogni 286 |
|
34 |
1 ogni 485 |
1 ogni 238 |
|
35 |
1 ogni 378 |
1 ogni 192 |
|
36 |
1 ogni 289 |
1 ogni 156 |
|
37 |
1 ogni 224 |
1 ogni 127 |
|
38 |
1 ogni 173 |
1 ogni 102 |
|
39 |
1 ogni 136 |
1 ogni 66 |
|
40 |
1 ogni 106 |
1 ogni 53 |
|
41 |
1 ogni 82 |
1 ogni 53 |
|
42 |
1 ogni 63 |
1 ogni 42 |
|
43 |
1 ogni 49 |
1 ogni 33 |
|
44 |
1 ogni 38 |
1 ogni 26 |
|
45 |
1 ogni 33 |
1 ogni 21 |
|
46 |
1 ogni 23 |
1 ogni 16 |
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47 |
1 ogni 18 |
1 ogni 13 |
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48 |
1 ogni 14 |
1 ogni 10 |
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49 |
1 ogni 11 |
1 ogni 8 |
Rischi
Meno di 1 donna su 100 (0.5%) potrebbe avere un aborto come conseguenza del prelievo di liquido amniotico.Per questo motivo non può essere eseguita di routine come l'ecografia, ma è una scelta di ogni singola gestante, libera e responsabile, aiutata ed informata ampiamente dal suo medico di fiducia.
Nell'amniocentesi tardiva, le possibili complicazioni fetali sono: provocazione del travaglio di parto prima del termine, quando il feto non ha ancora raggiunto un sufficiente grado di maturità , o traumi fetali.





















