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ATTACCAMENTO MAMMA-BAMBINO
Buongiorno,
Necessito per favore di un vostro consiglio: mio figlio (unico), di 13 mesi, non manifesta alcun segnale di attaccamento/riconoscimento nei miei confronti quando lo lascio al mattino per andare a lavorare e lo riprendo la sera. Durante il tempo trascorso con la nonna (si alternano mia mamma e mia suocera) risulta tranquillo, sereno, gioca molto volentieri e non chiede mai né di me né del papà . Solitamente, quando lo lascio alla nonna al mattino va tra le sue braccia volentieri e quando mi avvicino per baciarlo mi scansa con la manina – quando poi lo riprendo la sera, continua a giocare indifferente senza degnarmi di uno sguardo. Ieri sera non voleva persino venire a casa con me.
Per vostra informazione, non ho mai allattato per mancanza di latte ed ho dovuto ricominciare a lavorare al 6° mese, cercando però sempre di dedicargli tutte le attenzioni necessarie; quando sono presente infatti, gli dedico quanto più tempo possibile ho a disposizione, giocando molto con lui, occupandomi dei suoi beni primari (bagnetto/pappa/nanna/cambi pannolini...) e posticipando le altre faccende al momento in cui si addormenta. A causa di questa situazione, ho da poco rifiutato una promozione e richiesto ed ottenuto il part-time che mi consente di trascorrere con lui oltre al fine settimana anche il venerdì.
Mi sento però molto affranta; mi chiedo come sia possibile che non cerchi la mamma, che non pianga quando lo lascio o che non mi cerchi/saluti quando rientro. Si comporta come se la mia presenza gli fosse del tutto indifferente; come se preferisse i nonni a me. Ho forse ricominciato a lavorare troppo presto? Avrei dovuto coccolarlo di più nei mesi passati? Non saprei ...
Ed assume il medesimo atteggiamento con tutti, eccezion fatta per le mie nipoti di 4 e 6 anni: solo in loro presenza palesa in maniera molto evidente la gioia di vederle (si agita, ride, sbatte le gambette ...)
Come ultima informazione, abbiamo trascorso insieme un intero mese di vacanze ed al mio rientro in ufficio per un paio di giorni ha pianto al mattino chiedendo di me. Ma trascorsi quelli è tornato tutto come prima: totale indifferenza nei miei riguardi.
Temo di non essere riuscita ad instaurare con lui quel legame speciale ed indissolubile che lega mamma e figlio.
Vi ringrazio in anticipo per i consigli che mi vorrete dare.
Il bonding
Bonding è una parola moderna, ma ha già compiuto più di vent'anni, è nata negli Stati Uniti nel 1982. In inglese "bond" significa attaccare, vincolare, incollare, cementare.
Il bonding è infatti il processo di formazione del legame tra i genitori e il loro bambino.
Esso inizia a formarsi giĂ prima della nascita, quando la mamma percepisce il bambino nel ventre, e viceversa, il bambino percepisce la sua mamma e il suo papĂ , le loro voci e il contatto delle loro mani sulla pancia.
Il bonding può essere visto come una “perfetta sincronia” che si instaura tra madre e piccolo: questa sincronia permette, per esempio, alla mamma di sentire le mammelle turgide un attimo prima che il bimbo le reclami, dandole senso di competenza e adeguatezza, che con il passare del tempo si trasforma in un legame di attaccamento.
Gli elementi che compongono il bonding
Contatto
La pelle è l’organo più esteso del corpo e il tatto è il primo senso che si sviluppa in utero. Attraverso il contatto sviluppiamo endorfina, serotonina, e la mamma produce più ossitocina (ormone che aiuta l’utero a contrarsi, chiamato anche ormone dell’amore), e più prolattina (non solo favorisce la produzione di latte ma è anche l’ormone del prendersi cura di…e del senso materno); inoltre si abbassano gli ormoni dello stress ACTH, cortisolo.
Al momento della nascita la mamma e il bambino hanno lo stesso identico dosaggio ormonale; quando il bambino nasce, tutta l’ossitocina e il cortisolo, necessari per il momento del parto, sono alti. Al primo contatto con la mamma è come se ricevesse un segnale di stop alla produzione di ACTH, cortisolo, un messaggio di fuori pericolo dopo il parto.
Si è notato che nei bambini nati da parto cesareo e poi allontanati dalla mamma, i tassi di ACTH rimangono alti per molto più tempo, e se mantenuto a lungo, i bambini cominciano ad essere più irritabili, dormono meno, hanno difficoltà di crescere.
Dagli studi di Tiffany Field, sul massaggio a bambini ricoverati si sono avuti: crescita piĂą rapida, reazione migliore alle cure e dimissioni piĂą veloci.
Odore
la mamma e il bambino si riconoscono dall’odore; il colostro ha un odore simile al liquido amniotico.
Temperatura
Il neonato non è in grado di auto-termoregolarsi, quindi la temperatura corporea della mamma è la temperatura ideale per mantenere quella del piccolo.
Ritmi e Bioritmi
Quando una donna partorisce c’è una remissione della neo-corteccia e un lasciar emergere le funzioni sottocorticali del cervello limbico e rettilico; è come se prendessero il sopravvento le emozioni e l’istinto che permettono alla mamma di sintonizzarsi sul bambino.
Voce
Il bambino riconosce la voce della mamma, la mamma riconosce il pianto del suo bambino (è anche il modo che ha il bambino di accattivare la mamma).
Allattamento
Durante l’allattamento il bambino aumenta le difese immunitarie, e nella mamma vi è l’aumento di ossitocina e prolattina.
Sguardo
“Il primo sguardo non si scorda mai”, gli occhi del neonato sono fatti per mettere a fuoco dai 17 ai 30 cm, che è esattamente la distanza che c’è tra il viso della mamma e del bambino tenuto in braccio; inoltre è attratto dai contrasti e mette a fuoco cose rotonde e scure, (come il capezzolo della mamma e gli occhi).
Il Bonding, un processo lungo una vita, è un legame affettivo e tattile, che con il massaggio infantile viene intensificato e garantisce un buon sviluppo per il futuro.
Studi sul bonding
Gli effetti a breve e a lungo termine di un bonding adeguato sono stati studiati da diversi gruppi di ricerca che hanno misurato la qualità del rapporto madre-bambino nei primi mesi dopo la nascita e hanno valutato, nell’età successiva, le caratteristiche comportamentali e relazionali di quelle coppie.
I primi studi sul bonding sono stati fatti da un pediatra, neuropsichiatra Bowlby nel 1965, e dai coniugi Klaus -Kennel. Uno degli esperimenti di Bowlby fu fatto con due modelli artificiali di mamma di scimpanze; uno calda di soffice pelo ma sprovvista di latte alle mammelle e l’altro, freddo di metallo ma con il latte. Il piccolo scimpanze introdotto nella stanza andò ad appendersi alla scimmia calda e pelosa e stava con lei fino a quando non moriva di fame; quindi si lanciava verso la scimmia provvista di latte, beveva velocemente per tornare rapidamente dalla “mamma calda”. Il bambino preferisce quindi l'accoglienza al cibo.
Quando il legame si era già instaurato in gravidanza, il bonding alla nascita si crea più facilmente, altrimenti è più difficoltoso e necessita di tempo.
L’imprinting è stato studiato da Konrad Lorenz. Lorenz fece l’esperimento con le papere, che sgusciando dall’uovo videro lui come prima immagine alla nascita. Per le papere Lorenz rappresentava la madre, infatti non solo lo seguivano ma quando arrivò il momento dovette insegnar loro a volare.
Anche gli etologi Harlow e Timbergen dimostrarono che subito dopo la nascita c’è un periodo critico, molto breve, che non si ripeterà mai più, che è essenziale per l’attaccamento madre e figlio. Niko Timbergen studiò i bambini autistici semplicemente osservando e prendendo appunti e notò che questi bimbi non guardano mai direttamente negli occhi e ipotizzò che era stato disturbato il primo sguardo tra madre e figlio. Harlow evidenziò come disturbando il primo contatto alla nascita si disturba anche la vita sessuale futura del nascituro.
Uno studio fatto da M. Odent ipotizza che rispettare il travaglio e parto fisiologici e il bonding perinatale stimolerebbe la crescita di individui pacifici, in quanto tutti gli ormoni che accompagnano questo periodo concorrono a formare la capacitĂ di amare. Studi sulla criminalitĂ dimostrano relazioni perinatali disturbati.
Allan Shore nei sui studi evidenzia che il potenziale biologico può essere realizzato solo dalle cure materne e così entro certi limiti lo sviluppo normale del cervello può evolvere in base alla relazione con la madre; un attaccamento sicuro è un fattore positivo per la salute mentale e fisica per l’infanzia e l’età adulta.
Fedor Freybergh dice che, se saremo in grado di garantire che ogni bambino è sia amato che desiderato fin dall’inizio, che sia trattato con rispetto e che il rispetto per la vita sia al grado più alto nella scala dei valori umani, se potremo ottimizzarer gli stadi della vita prenatale e perinatale senza frustrazione dei bisogni di base, senza influenze aggressive e psicologicamente nocive, il risultato potrebbe essere quello di una società non violenta. Il modo in cui trattiamo nostro figlio è lo stesso con cui nostro figlio tratterà il mondo.
Bonding prenatale: il ruolo del papĂ
Crea le basi per la futura relazione di attaccamento tra genitori e bambino e per tutte le successive relazioni sociali e affettive future del bambino stesso.
Nei 9 mesi di gravidanza anche la figura del padre riveste molta importanza e sarebbe bene che anche lui interagisse con il piccolo prima della sua nascita.
Anche le carezze del papĂ rendono infatti piĂą forte e sicuro il bambino.
In base alle ultime osservazioni sperimentali, basate soprattutto sull’ecografia, si è visto come il feto si accorge della presenza del padre.
Ad esempio, quando il papà mette la mano sul pancione il piccolo rallenta i battiti cardiaci (che diventano più regolari) perché è in grado di distinguere il tocco paterno.
E’ stato inoltre dimostrato, sempre attraverso l’ecografia, che quando il papà torna a casa il bambino si muove di più, come se fosse felice: percepisce il suo arrivo dal timbro della voce, che presto, intorno al sesto-settimo mese, impara a differenziare da quello della madre.
Ecco perché si rivela così importante riuscire ad attivare quanto prima il contatto con la creatura che va formandosi all’interno del corpo della donna, avendo cura di coglierne i messaggi e stimolare le reazioni: ciò vi predisporrà nel modo migliore al prossimo incontro con il bambino, oltre che favorire il precoce utilizzo da parte del feto alle sue abilità sensoriali e percettive, stimolandone lo sviluppo.
Di seguito tre esercizi per rafforzare questo legame:
Parole e musica
Prendi l’abitudine di parlare con il bambino attraverso il pancione della mamma, assumendo un tono calmo e dolce, cantando per lui o raccontandogli favole; molti studi hanno infatti dimostrato come già dalle prime ore di vita il bimbo riconosca la voce della mamma e del papà .
Se lo desideri, cantagli una melodia o metti una musica rilassante in sottofondo che gli farai riascoltare quando sarĂ nato.
Relax
Fai sedere il tuo compagno a terra, con le spalle appoggiate al muro e le gambe divaricate. Siediti a tua volta fra le sua gambe, rilassando la schiena sul suo petto e posando il tuo capo sulla sua spalla. Potete anche sdraiarsi su un materasso, sostenendo i corpi con l’aiuto di alcuni cuscini. Chiedi al tuo partner di cingere il pancione con le braccia. Insieme respirate, rilassandovi e concentratevi sull’immagine mentale del vostro bambino, chiedendogli se ha piacere, in quel momento, di essere coccolato. Con dolci movimenti ondulatori, molto lenti, cullatevi con il vostro piccolo.
Massaggio
Stendetevi in un posto tranquillo e silenzioso, fate alcune respirazioni profonde e rilassatevi. Quando vi sentite pronti, appoggiate le mani sul pancione e salutate il vostro piccolo cercando di parlargli interiormente, esprimendogli tutto il vostro amore. Poi cominciate ad accarezzarlo: potete iniziare eseguendo una leggera pressione con il dito, che fa da richiamo; quindi proseguite, usando diversi tipi di tocco: con il dorso o il palmo della mano, utilizzando la punta delle dita o il polpastrello.





















