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La paura degli estranei nei bambini
Marzia Mirabella, pedagogista conduttrice di ABC Nido e Scuola e ABC Pedagogia, ci spiega da dove nasce la paura dei bambini nei confronti degli estranei e come comportarci per rassicurarli e contenere il loro sconforto.
Non è una leggenda metropolitana, è proprio vero che intorno agli 8 mesi il bambino comincia a mostrare diffidenza nei confronti di persone estranee o poco familiari. Questo non accade di punto in bianco e, soprattutto, non appartiene ad una nuova strategia del bambino, con l'obiettivo di mettere a dura prova la famiglia!Tutt'altro: la diffidenza, più che la paura, verso l'estraneo si manifesta a questa età non casualmente, ma in relazione allo sviluppo cognitivo e affettivo del bambino.
Il bambino, alla nascita, crede e sa di essere un tutt'uno con la mamma, in uno stato di fusionalitĂ simbiotica fondamentale per la sua crescita sana ed equilibrata. Non si tratta di un pensiero, tipo una convinzione: il bambino percepisce se stesso fisicamente ed emotivamente unito al caregiver e non ha ancora, nei primi mesi di vita, la cognizione della separazione dal suo oggetto d'amore.
Gradualmente, nel corso dei mesi, lo sviluppo mentale e cognitivo del bambino lo portano a sperimentare che la mamma, il papà , il giocattolo, l'educatrice, ecc, sono altro da sé e che si possono staccare da lui, o lui da essi.
Quando il bambino acquisisce le prime competenze motorie, ad esempio strisciando o gattonando, questa percezione si fa ancora più netta ed importante: è lui che può allontanarsi dalla mamma e può perderla di vista anche se temporaneamente.
Ecco che capisce che la mamma, e le persone a lui piĂą familiari, esistono separatamente e in altri luoghi, non necessariamente fusi con lui.
Quale pensate possa essere la reazione del bambino? Indubbiamente, la paura, viscerale, di perdere l'oggetto d'amore. Questa paura scaturisce, attraverso la voce, nell'urlo, nel pianto, nel richiamo verbale, insomma, nella protesta.
Ecco perché apparentemente tutto d'un tratto il bambino mostra diffidenza o protesta verso chi non gli è familiare; o, meglio, mostra un attaccamento fortissimo verso le principali figure di riferimento: perché teme di perderle e chiede loro continuamente conferma della presenza, dell'amore, della devozione.
Come comportarsi?
Innanzitutto, partite dal presupposto che questa fase è fisiologica e sana.
1) Sostenete ed assecondate le richieste di conferma del bambino, confortandolo, ma non eccedendo nell'accudimento. Il bambino gradualmente capirà che la vostra presenza non è in discussione.
2) Lavorate tanto sulle abitudini e le routines: il bambino non ha la percezione del tempo che passa e, soprattutto se state affrontando l'inserimento al nido o lo lasciate con la baby sitter, vivere in un contesto fatto di piccole abitudini che si ripetono lo aiuterĂ ! Ad esempio, quando uscite per andare al lavoro o a fare la spesa, o una visita medica, ripetetegli sempre la stessa frase.
3) Attenzione in questa fase a non cambiare troppe figure intorno al bambino.
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QUALI SONO GLI ESAMI DA FARE IN GRAVIDANZA?
Buonasera dottoressa, ho quasi 36 anni ed io ed il mio compagno avremmo deciso di avere un bambino. Ci sono delle analisi specifiche da fare sia per uno che per l'altro?
Esenzione dal ticket in gravidanza
Le coppie che progettano di avere un bambino e le donne in stato di gravidanza hanno diritto ad eseguire gratuitamente, senza partecipazione alla spesa (ticket) alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche, utili per tutelare la loro salute e quella del nascituro.
L’elenco di tali prestazioni è contenuto nel Decreto ministeriale del 10 settembre 1998.
In particolare, il Decreto prevede che siano erogate gratuitamente:
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le visite mediche periodiche ostetrico-ginecologiche;
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alcune analisi, elencate nell’ allegato A al Decreto, da eseguire prima del concepimento, per escludere la presenza di fattori che possano incidere negativamente sulla gravidanza. Se la storia clinica o familiare della coppia evidenzia condizioni di rischio per il feto, possono essere eseguite in esenzione tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per accertare eventuali difetti genetici, prescritte dal medico specialista;
-
gli accertamenti diagnostici per il controllo della gravidanza fisiologica indicati, per ciascun periodo di gravidanza, dall’ allegato B al Decreto. In caso di minaccia d’aborto, sono da includere tutte le prestazioni specialistiche necessarie per il monitoraggio dell’evoluzione della gravidanza;
-
tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per la diagnosi prenatale in gravidanza, nelle specifiche condizioni di rischio per il feto indicate nell’ allegato C al Decreto, prescritte dallo specialista;
-
tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per il trattamento di malattie (preesistenti o insorte durante la gravidanza) che comportino un rischio per la donna o per il feto, prescritte di norma dallo specialista.
Donne in gravidanza e Tutela della Maternità - Decreto Legge 10.9.98 - G.U. n° 245 del 20.10.98
Protocolli di accesso ad esami di Laboratorio e di Diagnostica strumentale
Art. 1
Sono escluse dalla partecipazione al costo le prestazioni di Laboratorio e le altre prestazioni specialistiche per la tutela della maternità indicate nel presente decreto e dagli allegati A, B, C, fruite presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, ivi compresi i consultori familiari. Sono comunque escluse dalla partecipazione al costo le visite mediche periodiche ostetrico ginecologiche. La prescrizione delle prestazioni di Laboratorio e delle altre prestazioni specialistiche è effettuata dai medici di medicina generale o dagli specialisti operanti presso le strutture accreditate, pubbliche o private, ivi compresi i consultori familiari.La prescrizione dello specialista è obbligatoria nei casi previsti dall’articolo 2 e dagli allegati A, B, C.
Art. 2
In funzione preconcezionale sono escluse dalla partecipazione al costo le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche necessarie per accertare eventuali difetti genetici, prescritte dallo specialista alla coppia, se l’anamnesi, riproduttiva o familiare della coppia evidenzia condizioni di rischio per il feto.Sono escluse dalla partecipazione al costo le prestazioni di diagnostica strumentale e di Laboratorio e le altre prestazioni specialistiche necessarie ed appropriate per le condizioni patologiche che comportino un rischio materno o fetale, prescritte di norma dallo specialista.Sono escluse dalla partecipazione al costo le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche, necessarie ed appropriate per la diagnosi prenatale, nelle specifiche condizioni di rischio indicate dall’allegato C, prescritte dallo specialista.In presenza delle condizioni di rischio, le prestazioni di diagnostica strumentale e di Laboratorio e di altre prestazioni specialistiche devono indicare la diagnosi o il sospetto diagnostico.
Art. 3
Il presente decreto sostituisce integralmente il Decreto del Ministero della SanitĂ del 6 marzo 1995.
Allegato A
Prestazioni specialistiche per la tutela della maternitĂ responsabile, escluse dalla partecipazione al costo, in funzione preconcezionale
Prestazioni specialistiche per la donna
- Anamnesi e valutazione, definite brevi: Consulenza ginecologica preconcezionale
- Anticorpi anti eritrociti (Test di Coombs indiretto): in caso di rischio di isoimmunizzazione
- Virus Rosolia anticorpi (IgG, IgM)
- Toxoplasma anticorpi (E.I.A.) (IgG, IgM)
- Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L.
- Resistenza osmotica eritrocitaria (Test di Simmel): in caso di riduzione del volume cellulare medio e di alterazioni morfologiche degli eritrociti.
- Hb Anomale (HbS, HbD, HbH, ecc.): in caso di riduzione del volume cellulare medio e di alterazioni morfologiche degli eritrociti
- Esame citologico Cervico Vaginale (PAP TEST)
- Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L. in caso di donna con fenotipo eterozigote per emoglobinopatie
- Resistenza Osmotica Eritrocitaria (Test di Simmel) : in caso di donna con fenotipo eterozigote per emoglobinopatie
- Hb - Emoglobine anomale (Hb S, Hb D, Hb H ecc.) in caso di donna con fenotipo eterozigote per emoglobinopatie
- Virus Immunodeficienza Acquisita (HIV 1-2) Anticorpi
- Gruppo Sanguigno AB0 e Rh (D)
- Treponema Pallidum Anticorpi (Ricerca quantitativa mediante emoagglutinazione passiva) (TPHA)
- Treponema Pallidum Anticorpi anti cardiolipina (Flocculazione (VDRL) (RPR)
- Anamnesi e valutazione, definite brevi: consulenza genetica
- Ecografia trasvaginale
- Isteroscopia. Escluso: Biopsia con dilatazione del canale cervicale
- Biopsia del corpo uterino: Biopsia endoscopica (isteroscopia) dell’endometrio
- Anticoagulante Lupus - Like (LAC)
- Anticorpi anti cardiolipina (IgG, IgA, IgM)
- Anticorpi anti microsomi (Ab TMS) o anti Tireoperossidasi (Ab TPO)
- Anticorpi anti tireoglobulina (Ag TG)
- Cariotipo da metafasi linfocitarie 1 Tecnica di bandeggio (Risoluzione non inferiore alle 320 bande): alla coppia
Prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza fisiologica, escluse dalla partecipazione al costo (in caso di gravidanza a rischio o di minaccia di aborto saranno incluse tutte le prestazioni specialistiche atte ad un ottimale monitoraggio della gravidanza)
All’inizio della gravidanza, possibilmente entro la 13° settimana e comunque al primo controllo
- Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L.
- Gruppo SanguignoAB0 e Rh (D) qualora non eseguito in funzione preconcezionale
- Aspartato Aminotrasferasi (AST) (GOT) (S)
- Alanina Aminotrasferasi (ALT) (GPT) (S/U)
- Virus Rosolia anticorpi (IgG, IgM)
- Toxoplasma Anticorpi (E.I.A.): in caso di IgG negative ripetere ogni 30-40 gg fino al parto
- Treponema Pallidum Anticorpi (Ricerca quantitativa mediante emoagglutinazione passiva) (TPHA): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner
- Treponema Pallidum Anticorpi anti cardiolipina (Flocculazione) (VDRL) (RPR): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner
- Virus Immunodeficienza Acqisita (HIV 1-2) Anticorpi
- Glucosio(S/U/dU/La)
- Urine Esame chimico fisico e microscopico
- Ecografia ostetrica
- Anticorpi anti eritrociti (Test di Coombs indiretto) : in caso di donne Rh negativo a rischio di immunizzazione il test deve essere ripetuto ogni mese; in caso di incompatibilità AB0, il test deve essere ripetuto alla 34°- 36°settimana
- Urine Esame chimico fisico e microscopico (*)
- Ecografia ostetrica
- Glucosio(S/U/dU/La)
- Urine Esame chimico fisico e microscopico (*)
- Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L.
- Ferritina (P/Sg/Er) in caso di riduzione del volume globulare medio
- Urine Esame chimico fisico e microscopico (*)
- Ecografia Ostetrica
- Virus Epatite B (HBV) antigene HbsAg
- Virus Epatite C (HCV) Anticorpi
- Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L.
- Urine Esame chimico fisico e microscopico (*)
- Virus Immunodeficienza Acquisita (HIV 1-2) Anticorpi in caso di rischio anamnestico
- Urine Esame chimico fisico e microscopico
- Ecografia Ostetrica
- Cardiotocografia: su specifica richiesta dello specialista; se necessario monitorare fino al parto
Allegato C
Indicazioni alla diagnosi prenatale (desunte dalle linee guida per i test genetici approvate dal Comitato Nazionale per la Biosicurezza e Biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
Le indicazioni per la diagnosi prenatale esenti dal pagamento rientrano in due categorie:
- Presenza di rischio procreativo prevedibile a priori: etĂ materna avanzata, genitore portatore eterozigote di anomalie cromosomiche strutturali, genitori portatori di mutazioni genetiche
- Presenza di rischio fetale resosi evidente nel corso della gestazione: malformazioni evidenziate dall’esame ecografico, malattie infettive insorte in gravidanza, positività dei test biochimici per anomalie cromosomiche, familiarità per patologie genetiche.
- etĂ materna avanzata ( >= 35 anni)
- genitori con precedente figlio affetto da patologia cromosomica
- genitore portatore di riarrangiamento strutturale non associato a difetto fenotipico
- genitore non aneuploide dei cromosomi sessuali compatibili con la fertilitĂ
- anomalie malformative evidenziate ecograficamente
- probabilitĂ di 1/250 o maggiore che il feto sia affetto da Sindrome di Down (o alcune altre aneuploidie) sulla base dei parametri biochimici valutati su sangue materno o ecografici, attuati con specifici programmi regionali in centri individuati dalle singole Regioni e sottoposti a verifica continua della qualitĂ .
Esame delle urine in gravidanza
L'urina è il liquido prodotto dai reni che filtrano il sangue per depurarlo dalle scorie prodotte dal metabolismo.
Tramite l'urina quindi si eliminano dall'organismo i prodotti di scarto e l'eccesso di acqua o di sostanze che vi sono disciolte.
Le analisi delle urine sono di due ordini:
1. esame macroscopico o di routine
- VOLUME
la media normale è di 1200ml nelle 24 ore. I limiti vanno da 600 a 2500 ml.
- COLORE
Le urine normali sono gialle, chiare e trasparenti. Questo colore è dovuto all'urobilinogeno, alle uroporfirine e alle coproporfirine.
- ASPETTO
Nella valutazione dell'aspetto vengono presi in considerazione il colore e la limpidezza o torbiditĂ dell'urina. In condizioni normali, l'urina appare limpida e di colore giallo paglierino.
- pH
Il pH è il grado di acidità delle urine.
- DENSITA' o peso specifico
Questo dato permette di valutare se e in che misura i reni sono in grado di eliminare le varie sostanze di scarto dell'organismo.
- PROTEINE
Le proteine che vengono ricercate nelle urine sono l'albumina e le globuline. In condizioni normali sono presenti in quantità così modeste da non essere rilevabili all'analisi.
- GLUCOSIO
In condizioni normali il glucosio non è presente nelle urine perché i reni provvedono al suo riassorbimento.
- EMOGLOBINA
L'emoglobina, contenuta nei globuli rossi, in condizioni normali non deve essere presente nelle urine.
- ENZIMI
Questo esame serve a ricercare la presenza di due particolari enzimi, Ldh (lattico-deidrogenasi) e Lap (L-alanina-aminopeptidiasi), normalmente contenuti nel sangue e assenti nelle urine.
- CORPI CHETONICI
I corpi chetonici sono sostanze che derivano dalla degradazione degli acidi grassi. La loro presenza nelle urine può segnalare un cattivo utilizzo da parte dell'organismo degli zuccheri e dei grassi, che può essere dovuto a varie alterazioni a carico dell'organismo.
- NITRITI
I nitriti sono sostanze che si formano nelle urine quando le vie urinarie (reni, ureteri, vescica, uretra) diventano sede di un'infezione causata da batteri, tra cui escherichia coli, stafilococco, enterococco, pseudomonas.
- UROBILINOGENO
L'urobilinogeno è un prodotto di trasformazione della bilirubina che viene normalmente eliminato con l'urina in minime tracce.
- BILIRUBINA
La bilirubina proviene dalla distruzione dell'emoglobina ed è prodotta dal fegato.
- SEDIMENTO
Il sedimento è l'insieme dei corpuscoli contenuti nelle urine. Viene ottenuto mediante centrifugazione delle urine stesse.
2. esame microscopico del sedimento e urinocultura
L'esame microscopico permette l'evidenziazione di elementi quali globuli rossi e bianchi, eventuale presenza di batteri, cellule epiteliali, muco e cristalli.
L'urinocoltura è un esame delle urine utilizzato per accertare lo sviluppo di batteri che possono essere responsabili di infezioni delle vie urinarie.
- globuli rossi o ematuria
- globuli bianchi o leucocituria
- cellule epiteliali
- cristalli
- cilindri
- ossalati
- urati
- porfirine
- CITOLOGIA
- BATTERI e PARASSITI
Valori standard
| Colore | Giallo |
| Aspetto | Limpido |
| pH | 5,5-7,5 |
| Glucosio | <10 mg/dL |
| Proteine | <15 mg/dL |
| Emoglobina | Assente |
| Corpi chetonici | Assenti |
| Bilirubina | Assente |
| Urobilinogeno | <0,20 mg/dL |
| Leucociti | Assenti |
| Peso specifico | 1010-1030 |
Esame delle urine in gravidanza
Esami mensili delle urine sono utili in gravidanza perché permettono di individuare precocemente alcune condizioni patologiche tipiche di questo periodo.Sono tre gli elementi che potrebbero indicare patologie se presenti in eccessiva quantità nelle urine:
- Albumina: l'aumento delle proteine urinarie in gravidanza è un fenomeno abbastanza frequente e può dipendere essenzialmente da due cause:
- la comparsa di una gestosi, malattia tipica della gravidanza. Oltre alla perdita di proteine, si manifesta con ipertensione e edemi (gonfiore da ritenzione di liquidi).
- l'aggravamento di una malattia renale preesistente. - Glucosio: nel caso vi sia glucosio nelle urine, non bisogna allarmarsi troppo. In presenza di glicosuria con glicemia normale, è necessario ricorrere alla minicurva o alla curva da carico orale (ogtt) con 100 grammi di glucosio per precisare la diagnosi.
- Leucociti: se il pH è elevato, i nitriti sono positivi, vi sono batteri e leucociti in grossa quantità , è più probabile un'infezione delle vie urinarie, patologia piuttosto frequente in gravidanza. Per confermare il sospetto si esegue allora un'urinocultura con antibiogramma, che indica i batteri responsabili, la loro concentrazione e gli antibiotici a cui sono sensibili. L'urinocultura si esegue anche in presenza di sintomi come bruciore durante la minzione e minzione frequente.
Quando effettuare il prelievo delle urine
Contrariamente a quanto in genere si crede, non è vero che le analisi danno risultati più attendibili se vengono effettuate sull'urina raccolta al mattino. In realtà , le urine del mattino sono più concentrate.
Di fatto, però, visto che di solito la consegna degli esami delle urine al laboratorio è prevista di mattina, è più comodo eseguire la raccolta appena svegli, per non avere il problema di dove conservare il contenitore.
Come effettuare il prelievo di urine
Per prima cosa è necessario lavarsi bene le mani con un sapone neutro prima di effettuare il prelievo.
Per effettuare un prelievo corretto, il campione di urine deve essere prelevato a metĂ del getto urinario e mai all'inizio inquanto la vicinanza con i batteri e le impuritĂ del mondo esterno possono alterare il campione. E' bene quindi anche precedentemente lavare i genitali con acqua corrente. Asciugare poi bene i genitali con un asciugamano pulito.
Cominciare ad urinare sul water in modo da svuotare un pochino la vescica e poi posizionare il contenitore (che deve essere sterile) in modo da raccogliere l'urina rimasta.
Evitando di toccare internamente il contenitore e l'interno del tappo, richiudere il contenitore ermeticamente.
Per una corretta analisi, il campione deve essere raccolto da non piĂą di due ore.
Esame del sangue in gravidanza
Durante l'intero decorso della gravidanza vengono richiesti esami del sangue indispensabili per tenere sotto controllo la salute della futura mamma e del feto. Il tipo di esami e la frequenza variano spesso da caso a caso e solo il ginecologo è in grado di stabilire quali siano quelli necessari per la gestante.
Come viene effettuato l'esame del sangue
Il prelievo viene solitamente effettuato da una vena alla piega del gomito, sull’avambraccio o sul dorso della mano.
La quantitĂ di sangue estratto dipende dal numero di analisi che si devono eseguire, ma in ogni caso si tratta sempre di una quantitĂ molto piccola; il prelievo, in genere, viene eseguito a stomaco vuoto (con digiuno di 8-10 ore), di preferenza alla mattina, per evitare che le sostanze contenute nel cibo ingerito alterino il normale equilibrio del sangue. La composizione del pasto che precede il digiuno deve essere quella abituale, evitando sia gli eccessi sia le restrizioni.
Se durante il digiuno si dovesse avvertire la sensazione di sete, si possono assumere 1-2 bicchieri di acqua.
Durante il periodo di attesa fino al momento del prelievo, è bene rimanere il più possibile tranquilli e si deve assolutamente evitare di fumare.
In base al decreto Ministeriale del 10 settembre '98 tutti gli esami del sangue per gli accertamenti preconcezionali sono a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale e non prevedono il pagamento di alcun ticket. Sono considerate prestazioni specialistiche necessarie per tutelare la maternità responsabile. Per usufruire dell'esenzione è sufficiente l'impegnativa del proprio medico di base o quella di un ginecologo.
I test vanno poi effettuati in un laboratorio d'analisi pubblico o convenzionato.
Gruppo sanguigno con identificazione del fattore Rh
Serve a definire la presenza o meno dell'Rh, una caratteristica dei globuli rossi.
Se la futura mamma ha un Rh negativo e il partner lo ha positivo può crearsi una incompatibilità tra il sangue materno e quello del feto (nel caso erediti l'Rh paterno): quando il sangue della futura mamma viene a contatto con quello del feto, produce degli anticorpi che distruggono i globuli rossi del bambino.
Il problema non si verifica quasi mai al primo parto, perché, grazie alla placenta, il sangue materno non incontra mai quello fetale. Subito dopo il parto è però necessario eseguire un'iniezione di immunoglobuline (anticorpi) anti-fattore Rh positivo, che protegge un'eventuale gravidanza successiva.
Se invece la mamma non ha eseguito questa profilassi dopo una precedente gravidanza o un aborto, esiste un rischio elevato di contrarre una grave malattia chiamata eritroblastosi fetale o ittero emolitico del neonato.
Viene ripetuto ad ogni prelievo.
Test di Coombs indiretto
Solo per la futura mamma che ha un Rh negativo.
Dosa la presenza o meno nel sangue di anticorpi contro l'Rh positivo e valuta indirettamente anche il rischio di "rigetto" di un feto con la stessa caratteristica nei globuli rossi.
Di fronte ad una gravida con Rh negativo con Coombs indiretto negativo è opportuno ripetere il test mensilmente nel corso della gestazione.
Nei casi di gravida di gruppo O ed Rh positivo, il test di Coombs deve essere ripetuto nelle ultime settimane di gravidanza.
Emocromo completo
Analizza le caratteristiche e il numero dei globuli rossi, dei globuli bianchi, la quantità di emoglobina presente e le dimensioni dei globuli rossi per identificare se ci sono alterazioni che fanno sospettare che la futura mamma sia portatrice sana (e quindi senza alcun sintomo) di malattie genetiche del sangue (per esempio la talassemia). In caso di positività , il test è esteso anche al partner.
Serve comunque ad evidenziare la presenza di stati anemici, di fronte ai quali consigliare diete opportune e/o supplementazione di ferro o acido folico.
Glicemia
Valuta la quantitĂ di zuccheri (glucosio) presenti nel sangue, dato che serve ad identificare donne intolleranti ai carboidrati o leggere forme di diabete non riconosciute prima della gravidanza.
Questo valore serve anche da riferimento per valutare se nel corso dell'attesa si manifesta una forma particolare di diabete, detto gestazionale.
Il test va ripetuto tre volte nel corso della gravidanza.
Nei casi in cui invece siano presenti storie personali, familiari od ostetriche di diabete e/o ipertensione è opportuno richedere anche una curva da carico orale di glucosio, ed una esecuzione di creatininemia, acido urico e clearance della creatinina.
Azotemia e creatininemia
Valutano la quantitĂ presente nel sangue di azoto e di creatinina, prodotti di rifiuto dell'organismo, che vengono filtrati ed eliminati dai reni. Se la loro concentrazione aumenta, significa che i reni non funzionano come dovrebbero. L'esame viene ripetuto in genere tre volte nel corso della gravidanza.
Virus rosolia anticorpi o Rubeo test
Serve a scoprire se la futura mamma ha già fatto la rosolia nel passato (ed è quindi immune e non rischia di passarla al feto), se l'infezione è in atto (e il concepimento è a rischio e va rimandato), o se non ha mai contratto la malattia. In questo caso, alla donna viene consigliata la vaccinazione antirosolia.
Da effettuarsi almeno tre mesi prima di concepire.
E' indispensabile eseguire la determinazione sia delle IgG, sia delle IgM.
Toxoplasma anticorpi o toxotest
Rileva la presenza di anticorpi contro la toxoplasmosi.
Se la futura mamma ha già fatto la toxoplasmosi non c'è alcun rischio che la trasmetta al feto.
Se l'esito del test è negativo, la futura mamma deve invece mettere in atto misure igieniche (come evitare di mangiare la carne cruda o poco cotta o gli insaccati, lavare molto accuratamente la frutta e la verdura, usare guanti per il giardinaggio, evitare il contatto con i gatti) per tutta la gravidanza per evitare di infettarsi e deve ripetere il test mensilmente.
Anche nel caso del Toxo test è importante determinare IgG ed IgM.
Treponema pallidum anticorpi (TPHA) e VDRL
Valuta se la futura mamma e il partner sono affetti dalla sifilide, una malattia venerea molto diffusa a trasmissione sessuale che può essere passata anche al feto.
I rischi vengono azzerati con cure effettuate da entrambi i partner prima del concepimento.
Se l'esame è normale non viene più ripetuto a meno che non si abbia il sospetto di un contagio insorto successivamente.
Sideremia e percentuale di transferrina insatura
Permettono di evidenziare un eventuale carenza di ferro nel sangue. Questo minerale è infatti necessario ai globuli rossi per trasportare l'ossigeno.
In gravidanza l'anemia da carenza di ferro è molto frequente.
In presenza di una carenza di ferro è consigliabile eseguire una terapia con ferro, oltre ad una dieta adeguata.
Bilirubina e transaminasi (GOT o AST e GPT o ALT)
Sono utili a valutare la funzionalitĂ epatica.
Non sono comunque esami indispensabili e non tutti i ginecologi li richiedono.
Servono piĂą che altro a diagnosticare il cosiddetto ittero da stasi biliare, una repentina colorazione giallastra della cute dovuta ad una certa "pigrizia" del fegato materno ad eliminare la bile.
PT, PTT
Il tempo di protrombina (PT) e' la misura del tempo necessario alla formazione del coagulo di fibrina quando al plasma citrato del paziente si aggiungono tromboplastina e calcio. E' utilizzato principalmente per il controllo di terapie anticoagulanti orali. Puo' essere aumentato in caso di carenza o alterazione congenita dei fattori V, VIII, X, protrombina, epatopatie, deficit di vitamina K, CID, malattie autoimmuni, paraproteinemie, amiloidosi.
Il tempo di tromboplastina parziale (PTT) e' il tempo necessario alla formazione del coagulo di fibrina quando il plasma citrato viene ricalcificato. E' utilizzato per il controllo dell'effetto della terapia con eparina. E' aumentato nell'emofilia A (fattore VIII) e B (fattore X) ed altri difetti di sintesi dei fattori della coagulazione, nelle epatopatie, nei deficit di vitamina K, CID, malattie autoimmuni, paraproteinemie, amiloidosi.
Ferritina
La funzione primaria della ferritina è quella di accumulare il ferro intracellulare, costituendo una riserva di ferro rapidamente mobilizzabile.
Nella normalita', i livelli medi, lievemente piĂą elevati alla nascita, si abbassano durante l'infanzia fino al raggiungimento della pubertĂ .
Valori inferiori alla norma indicano, con sicurezza, carenza di ferro e permettono la diagnosi differenziale tra anemia sideropenica ed anemia dovuta ad altre cause.
Fibrinogeno
Il fibrinogeno e' un fattore essenziale della coagulazione.
Viene sintetizzato dal fegato e dal reticolo endoteliale.
Per mezzo della trombina si trasforma in fibrina per un processo di polimerizzazione, intervendo nella formazione del coagulo.
Colinesterasi
La colinesterasi e' un'enzima complesso.
Si trova nel sangue, nel fegato e nel pancreas dove viene prodotta.
La sua sintesi e' strettamente legata con la sintesi dell'albumina, per cui questo enzima e' ritenuto un indice sensibile dell'efficienza protidoproteica della cellula epatica.
E' aumentata nell'ipertiroidismo, diabete mellito, sindrome nefrosica, obesita'.
E' diminuita nelle epatopatie acute e croniche, infarto miocardico, infezioni acute, anemia, neoplasie, tossicosi gravidica, dermatomiosite.
Citomegalovirus (CMV)
Rileva la presenza nel sangue di anticorpi contro il citomegalovirus.
Il citomegalovirus è la causa più frequente di infezioni intrauterine.
In gravidanza l'eliminazione virale aumenta con il progredire dell'epoca gestazionale.
L'infezione può essere trasmessa al feto sia per passaggio trasplacentare che per contatto durante il parto ed e' causa di malformazioni congenite.
Fattori di rischio sono una giovane etĂ della madre, la promiscuitĂ sessuale, la scarsa igiene, il contatto prolungato con bambini piccoli.
Se la mamma presenta IgG positive e IgM negative all'inizio della gravidanza, il test non si ripete più, mentre si ripete mensilmente se non c'è immunità (assenza di anticorpi in quantità protettiva).
HCV
Si tratta del test per vedere se la madre ha anticorpi contro il virus dell'epatite C.
Se positivo, si dovrebbe eseguire anche il dosaggio del genoma del virus (HCV-RNA), per vedere se oltre agli anticorpi c'è anche il virus. In caso di risultato positivo, esiste il pericolo, anche se con frequenza piuttosto bassa, di contagio al feto. Molti medici non richiedono questo test, perché comunque non esiste un possibile rimedio. Altri lo richiedono, perché alcuni studi dimostrano che se il bambino non viene allattato al seno il rischio di contagio è inferiore.
Virus immunodeficienza acquisita (HIV) anticorpi
Valuta se i futuri genitori sono positivi nei confronti del virus dell'Aids: in questo caso possono passare la sieropositivitĂ anche al piccolo.
Sapendolo in anticipo, si possono mettere in atto alcune misure (parto cesareo, terapia antiretrovirale, allattamento artificiale) per ridurre il rischio di trasmissione dalla mamma al piccolo. Attraverso queste misure il rischio di contagio per il feto si abbassa molto (non piĂą del 5% contro il 15-20% senza queste precauzioni).
Per eseguirlo è necessario il consenso informato.
Si esegue solo all'inizio della gravidanza.
Esami sierologici per l'epatite virale (HbsAg)
Indica la presenza nel sangue dell'antigene dell'epatite B.
Se le transaminasi sono normali, significa che la donna è portatrice sana della malattia, ma che comunque è in grado di infettare il feto al momento del parto.
Di fronte a madri HbsAg positive è fondamentale sottoporre il neonato allo stesso controllo: ciò consente di eseguire la sieroprofilassi e la vaccinazione durante i primi giorni di vita (verranno somministrate le immunoglobuline specifiche).
L'esame va eseguito solo una volta durante la gravidanza.
La flussimetria
Si basa sul cosiddetto effetto Doppler, ossia sulla variazione di frequenza che si ottiene quando un fascio di ultrasuoni (emesso in questo caso dalla sonda ecografica) incontra e viene riflesso da un corpo in movimento.
In particolare, quando gli ultrasuoni attraversano un vaso sanguigno vengono riflessi dai globuli rossi e poichè questi sono appunto in movimento la frequenza del fascio di ultrasuoni di ritorno sarà diversa dalla frequenza originaria.
Proprio l’analisi di tale variazione di frequenza informa sulla velocità del flusso sanguigno e, indirettamente. sul livello di benessere e ossigenazione fetale.
La flussimetria si rende necessaria solo quando la gravidanza si presenta a rischio.
Flussimetria materna
La flussimetria materna serve a valutare lo stato di vascolarizzazione del lato materno della placenta e si esegue di solito fra la 17a e la 23a settimana di gravidanza a vescica vuota con una sonda addominale.In questo periodo un’alterazione della flussimetria delle arterie uterine è facilmente associata a gestosi e ritardo nella crescita fetale.
La flussimetria materna è consigliata alle primipare che presentano i seguenti fattori di rischio:
- ipertensione indotta dalla gravidanza (PIH)
- gestosi
- ritardo di crescita intrauterina
- sofferenza fetale
Flussimetria fetale
La flussimetria fetale si esegue quando si sospetta un ritardo nella crescita fetale dalla 32a settimana fino al termine di essa e si esegue a vescica vuota con una sonda addominale.La flussimetria fetale consiste nell’analisi del flusso delle arterie ombelicali e delle arterie cerebrali medie.
Essa analizza alcune caratteristiche di diversi vasi fetali calcolando il loro indice di pulsatilitĂ (P.I.) e l'indice di resistenza (R.I.).
Lo scopo di tale esame è quello di individuare precocemente l'insorgenza di una ipossia cronica nel feto e di scongiurare l'insorgenza di una condizione di asfissia e di danno ipossico ischemico cerebrale.
Si tratta della piĂą importante metodica oggi disponibile per valutare lo stato di salute intrauterino del feto.
Ecografia genetica e Bi-Test
Viene piĂą correttamente chiamata ecografia di screening per le cromosomopatie.
Il bi-test è un prelievo di sangue materno che viene eseguito lo stesso giorno dell’ecografia genetica e valuta il livello nel sangue di due ormoni prodotti dalla placenta (beta-HCG e PAPP-A).
Combinando le informazioni dell’ecografia genetica e del bi-test con l’età e la storia di ogni donna in gravidanza è possibile identificare i feti a rischio di anomalie dei cromosomi, in particolare della Sindrome di Down.
La sensibilità del test è circa il 95%, cioè molto alta.
Ciò significa che il test risulterà positivo 95 volte su 100 casi di mongolismo, mentre solamente 5 volte su 100 il test risulterà negativo, cioè normale, nonostante il feto sia affetto da mongolismo (falsi negativi o mancate diagnosi).
I falsi positivi sono solo il 5%.
Ciò significa che il test risulterà positivo, cioè anormale, nonostante il feto non sia affetto da mongolismo, 5 volte su 100.
Si tratta in definitiva di un test di screening, cioè di un test che serve a determinare la percentuale di rischio per il feto di essere affetto da Sindrome di Down.
Non lo si può quindi considerare un test diagnostico, nel senso che non è possibile affidarsi esclusivamente a quest’esame per stabilire se il feto sia affetto a meno da mongolismo.
Non è di conseguenza giustificato interrompere la gravidanza solo sulla base di questo risultato.
Infatti, se il test indica per il feto un rischio elevato di trisomia 2, per confermare il sospetto, è necessario procedere all’esame dei cromosomi mediante villocentesi, o più tardivamente mediante amniocentesi.
La traslucenza nucale si è dimostrata inoltre sensibile non solo nell’individuazione dei feti a rischio di trisomia 21, ma anche di altre cromosomopatie, nonché malattie geniche, e in particolare anomalie cardiache.
Per questo motivo i feti con traslucenza nucale anormale andrebbero sottoposti, anche se non affetti da cromosomopatie, ad accurata valutazione ecografica della morfologia cardiaca (ecocardiografia).
L’alta accuratezza e l’assenza di rischi per la madre e per il feto fanno dell’ecografia genetica + bi-test il test di screening ideale per la trisomia 21, rivolto a tutte le donne che vogliono una percentuale di rischio personalizzata e non basata solo sulla loro età .
La cardiotocografia (CTG)
Perchè si fa?
La cardiotocografia (CTG) è uno strumento molto diffuso in ostetricia per la valutazione del benessere del feto in ambito perinatale (particolarmente nell'ipossia acuta) e della presenza, frequenza ed entità delle contrazioni dell'utero della madre durante il parto.Registrando la frequenza cardiaca esso può studiare il comportamento del cuore del feto in condizioni basali e durante una contrazione.
L'osservazione dei diversi comportamenti del battito, unitamente all'osservazione dei movimenti degli occhi permise, piĂą di un decennio fa di scoprire che il feto aveva in utero delle fasi di sonno e veglia, di quiete ed attivitĂ , fornendo importantissime acquisizioni sulla conoscenza della vita fetale.
Lo studio della frequenza cardiaca e della variabilitĂ del battito in utero fornisce oggi delle informazioni di un indiscusso valore sullo stato di benessere del feto.
L'eventuale riscontro di decelerazioni del battito, a seconda della loro forma rappresenta un indicatore formidabile di diversi gradi di sofferenza.
Le decelerazioni precoci non necessitano di trattamento essendo causate dalle compressioni sulla testa fetale durante una contrazione; le decelerazioni variabili sono in relazione a diversi gradi di stiramento e compressione del funicolo; invece quelle tardive rappresentano un'emergenza che va prontamente affrontata e risolta.
La cardiotocografia fornisce inoltre informazioni sull'attivitĂ contrattile dell'utero.
Questi tracciati risultano particolarmente utili nell'approssimarsi del parto.
Si tratta di una tecnica completamente priva di rischi sia per la mamma che per il bambino.
Come si esegue
Lo strumento utilizzato per questo esame prende il nome di cardiotocografo, simile per dimensioni e forma ad una piccola scatola al quale sono collegati due rilevatori (o trasduttori).L'esame si esegue a vescica vuota.
Si applicano sull'addome materno le due fasce recanti un diverso trasduttore, uno per la registrazione della frequenza cardiaca fetale ed una per la registrazioni dell'eventuale attivitĂ contrattile.
La sua durata è variabile dovendosi, di regola, registrare un periodo di attività ed uno di quiete del feto in utero.
Tali fasi sono variabili in relazione all'età gestazionale ed all'ora del giorno, nonchè a varie componenti individuali.
Solitamente il periodo di registrazione varia dai 20 ai 90 minuti, durante i quali la gestante dovrĂ rimanere sdraiata, con la possibilitĂ di ruotarsi di fianco, senza fumare, in un ambiente tranquillo e riservato.
Quando si esegue
L'esame va eseguito solitamente dopo la 34^ settimana di gestazione.Esso, di regola, non va eseguito in epoca piĂą precoce ma possono darsi casi particolari.
Normalmente l'esame va ripetuto piĂą volte, a distanza di giorni o settimane, a giudizio del ginecologo curante, fino al parto.
Il Test di Coombs indiretto
Cos'è?
Il test di Coombs è una analisi che serve ad individuare se nel sangue ci sono particolari anticorpi attaccati alla superficie dei globuli rossi oppure anticorpi circolanti che possono in determinate circostanze causare la distruzione dei globuli rossi. In base al tipo di anticorpi da misurare vi sono due tipi di analisi: il test di Coombs indiretto e il test di Coombs diretto.Perché si fa?
Il test di Coombs indiretto è effettuato per la determinazione di particolari anticorpi prodotti dall'organismo contro i suoi stessi anticorpi (autoanticorpi anti-IgG).In particolare è effettuato per la ricerca di eventuali emolisine (proteine che provocano la rottura dei globuli rossi) nel sangue materno in caso di gravidanza a rischio per malattia emolitica nel neonato.
Se la madre è Rh negativo, è necessario conoscere il fattore Rh del padre.
Se questo Ă© Rh positivo, il feto potrebbe essere a sua volta Rh positivo e, quindi, potrebbe crearsi un'incompatibilitĂ Rh tra madre e feto.
In questo caso la madre produce anticorpi contro l'antigene Rh che passano attraverso la placenta e attaccano i globuli rossi del feto, determinando la malattia emolitica (rottura dei globuli rossi) del neonato. Fortunatamente, l'incompatibilitĂ Rh non si verifica quasi mai durante la prima gravidanza e, attualmente, se una donna Rh negativa partorisce un bambino Rh positivo, per prevenzione, le vengono somministrate degli anticorpi (immunoglobuline) specifici per prevenire la comparsa dell'incompatibilitĂ nelle gravidanze successive.
É consigliabile eseguire questo trattamento anche in caso di minaccia di aborto con perdite di sangue, traumi addominali ed in concomitanza con alcuni esami, come l'amniocentesi, eseguibili in gravidanza.
Come si esegue?
L'analisi richiede un normale prelievo di sangue a digiuno, da una vena del braccio, senza nessuna preparazione particolare. Il risultato è disponibile di solito entro una o due settimane.Interpretazione dei risultati
Nel caso del monitoraggio in gravidanza della madre Rh negativa (con un partner Rh positivo) il prelievo per il test di Coombs indiretto deve esser eseguito ogni mese: se il test è negativo la donna può stare tranquilla.Se entrambi i partner sono Rh negativi oppure la madre è Rh positiva e il padre Rh negativo, non ci sono problemi.
Di solito l'incompatibilitĂ Rh non si verifica mai alla prima gravidanza, per cui quando una donna Rh negativa partorisce un bambino Rh positivo le vengono somministrate delle immunoglobuline specifiche che servono a prevenire la comparsa dell'incompatibilitĂ alla seconda gravidanza.
In caso di incompatibilità il test di Coombs viene ripetuto soltanto tra la 34° e la 37° settimana.
Esami in gravidanza
Vediamo gli esami di laboratorio e strumentali che si effettuano durante la gravidanza fisiologica.
Per gravidanza fisiologica si intende una gravidanza che decorre senza particolari problemi o complicanze.
Il 90% circa delle gravidanze rientrano in questa categoria.
Al fine di tutelare la madre ed il nascituro nel corso della gravidanza si effettuano una serie di esami ed accertamenti, volti ad individuare precocemente alterazioni o patologie che potrebbero, se non trattate, essere fonte di problemi; tutto ciò al fine di poter effettuare tempestivi trattamenti e limitare le eventuali conseguenze materno-fetali.
Quando effettuarli |
Esami esenti da ticket |
Esami consigliati, con ticket |
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Entro la 13a settimana |
- Emocromo completo, GOT, GPT, glicemia, esame urine completo, VDRL, TPHA |
- Pap test (se non effettuato negli ultimi 2 anni) |
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Fra la 14a - 18a settimana |
- Esame urine completo (eventuale ripetizione Toxo e/o Rosolia anticorpi se rispettive IgG negative) |
- Tampone cervico-vaginale e rettale con ricerca Clamydia, Gardenerella Vaginalis, Mycoplasma, Listeria Monocytogenes, Streptococco (solo nelle pazienti con precedente aborto o minaccia d’aborto, minaccia o avvenuto parto prematuro. In questi casi viene anche consigliata una valutazione del collo uterino con sonda ecografica transvaginale) |
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Fra la 19a - 23a settimana |
- Esame urine completo |
- Emocromo |
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Fra la 24a - 27a settimana |
- Glicemia, esame urine completo |
- Test da piccolo carico orale di glucosio 50 gr (Test di O’ Sullivan) (se positivo curva da carico orale di glucosio standard 100gr) |
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Fra la 28a – 32a settimana |
- Emocromo completo, ferritina (in caso di riduzione volume globulare medio), esame urine completo |
- GOT, GPT |
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Fra la 33a – 37a settimana |
- Emocromo completo, esame urine completo |
- Visita cardiologica con ECG |
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Fra la 38a - 39a settimana |
- Emocromo completo, azotemia, glicemia, creatininemia, uricemia, PT, PTT, PSCHE, CPK, Na e K sierici, GOT, GPT, bilirubinemia, elettroforesi proteica |
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Fra la 40a - 41a settimana |
- Ecografia ostetrica per valutazione liquido amniotico e placenta |
- Flussimetria / profilo biofisico |
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Dopo la 41a settimana |
Valutazione strettamente ospedaliera - ricovero |
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