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Scoprire il sesso del tuo bambino in tv? Sì, con Baby Boom!
Non sai ancora il sesso del tuo futuro bambino? Vuoi scoprirlo insieme a noi?
Baby Boom! è il nuovo programma che organizza feste per coppie in dolce attesa, che desiderano scoprire insieme ad amici e parenti il sesso del prossimo nascituro.
Nella sala delle feste di un noto albergo milanese saranno invitate le coppie con relativo seguito, conosceremo la loro storia, le loro aspettatative fino ad arrivare al momento cruciale della festa: l'ingresso della nostra torta.
Quale sarĂ il colore dell'impasto del dolce? SarĂ rosa o sarĂ azzurro? A chi sarĂ dato l'onore di tagliare la prima fetta e scoprire il sesso del nascituro per comunicarlo a tutti i presenti e dar vita ad un'esplosione di gioia?
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I 10 sintomi della gravidanza
E’ possibile scoprire di essere incinta ancora prima di aver fatto il test e di aver consultato il medico?
Alcune mamme giurano di averne avuto la certezza dal momento esatto del concepimento. Per altre, invece, sono stati necessari cinque test di gravidanza e una lunga serie di sintomi per esserne davvero sicure al 100%.
Esistono effettivamente una serie di sintomi che ci permetterebbero di capire se stiamo aspettando il tanto desiderato bebè.
Noi di Easybaby abbiamo stilato una lista con i 10 sintomi piĂą comuni: speriamo che vi possa essere utile!
Ricordiamoci sempre che ogni mamma è diversa: può capitare che alcune non presentino tutti e 10 questi sintomi, e addirittura è possibile che non se ne manifesti nemmeno uno!
In ogni caso, a scanso di equivoci, è sempre opportuno consultare il medico di fiducia.
1. Nausea: è uno dei sintomi più spiacevoli: contrariamente alla denominazione comunemente usate i “nausee mattutine”, questo stato di malessere può presentarsi a qualsiasi ora – giorno e notte - anche solo dopo una o due settimane dal concepimento.
2. Seno ingrossato e dolorante: dopo circa 3 settimane dalla fecondazione, è possibile che i seni e capezzoli siano più sensibili, tesi e anche più gonfi. Quest’ultimo sintomo tuttavia non può essere considerato rivelatore: infatti il gonfiore del seno è un chiaro indicatore della sindrome premestruale.
3. Areole dei capezzoli più scure: all’inizio della gravidanza, più o meno in corrispondenza della data di inizio del ciclo, l’areola inizia a diventare più scura e più larga. Noteremo anche che le vene del seno sono maggiormente visibili. E’ opinione diffusa che il motivo di questo aumento di pigmentazione sia in funzione dell’allattamento: il neonato dovrebbe essere così facilitato nel trovare il capezzolo.
4. Sensibilità agli odori: alcune mamme sono più sensibili agli odori quando sono incinte. Tutti i sensi si affinano e a ragione, secondo alcuni ricercatori: infatti gli alimenti facilmente deperibili come la carne e il pesce, ma anche sostanze che si dovrebbero evitare (alcol, caffè, sigarette) vengono percepiti dalle future mamme come sgradevoli. Questo ingegnoso meccanismo messo in atto da Madre Natura avrebbe dunque il merito di proteggere la mamma e il bambino.
5. Sensazione di spossatezza: a partire dall’impianto, fino anche alla decima o dodicesima settimana, una futura mamma è spesso vessata da una profonda stanchezza, del tutto normale se si considerano i vari cambiamenti che il corpo subisce mentre si prepara ad affrontare i nove mesi di gestazione. La stanchezza è connesso all’aumentata concentrazione di progesterone, un ormone tipico della gravidanza ed è spesso abbinata a un generale senso di sonnolenza. Farsi la doccia alternando acqua calda e acqua fredda, un’alimentazione equilibrata e passeggiate all’aria aperta potrebbero aiutare la futura mamma a migliorare la sua condizione fisica.
6. Fame da lupi: la gravidanza è un vero e proprio processo di trasformazione che richiede un grande dispendio di energia. E’ questo il vero motivo per cui generalmente le mamme in attesa hanno più fame. Ma a chi non è capitato di essere assalita da attacchi improvvisi di appetito anche durante il ciclo o in periodi di grande stress?! Questo sintomo preso singolarmente non può dunque essere indicativo della presenza di un bambino.
7. Stimolo a fare pipì: la maggiore necessità di urinare è dovuta al progressivo aumento delle dimensioni dell’utero che preme sulla vescica. Tuttavia, anche durante la fase iniziale quando la pancia ancora non si vede, molte donne devono andare in bagno più spesso del normale: ciò dipende dal più alto livello di estrogeno, un ormone che rilassa i tessuti e allenta i muscoli. Per questo anche l’uretra resiste meno a lungo alla pressione della vescica.
8. Piccole perdite o crampi: lievi perdite rosate o di colore marrone si manifestano circa otto giorni dopo l’ovulazione in corrispondenza dell’impianto dell’embrione nell’utero. Si tratta di perdite irregolari e, in ogni caso, molto scarse: queste caratteristiche dovrebbero aiutarci a distinguerle dal ciclo mestruale vero e proprio, che aumenta progressivamente di intensità . L’impianto può anche essere accompagnato da crampi al basso ventre, che indicano le contrazioni dell’utero e, spesso, risultano maggiormente percepibili in corrispondenza dell’aumento di attività fisica. Tuttavia bisognerebbe sempre consultare il medico: le perdite di colore marrone possono infatti avere anche molte altre cause.
9. Temperatura più elevata: la temperatura corporea della mamma può diventare più elevata rispetto al normale, e questo perché il corpo luteo che si forma nella seconda fase del ciclo non viene espulso ma persiste, determinando maggiori secrezioni di progesterone. Con il rilascio di tale ormone, le donne subiscono spesso un aumento della temperatura.
10. Ritardo: questo potrebbe essere il primo sintomo della gravidanza, soprattutto se di solito siamo abbastanza regolari. Combinato con altri sintomi, sarĂ la prova che aspettiamo un bambino, ancora prima di fare il test di gravidanza.
Tuttavia, è bene precisare che solo il test di farmacia o le analisi in laboratorio possono confermare la gravidanza in corso: entrambi si possono effettuare già dal primo giorno di ritardo e sono sicuri solo in caso di risultato positivo. Il test di gravidanza deve essere ripetuto dopo qualche giorno, invece, se l’esito è stato negativo e le mestruazioni continuano a non manifestarsi.
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L'alimentazione della mamma in gravidanza: incinta e vegana, si può?
“Incinta e vegana, si può?”.
Il portale Libero.it si interroga sulla possibilità di intraprendere una scelta condivisa ormai da 7 milioni di persone, anche quando a volerlo fare è una futura mamma in attesa del suo bimbo.
I vegani, oltre ad eliminare completamente la carne dalla loro dieta, hanno scelto di non consumare nemmeno i derivati di origine animale, e quindi anche il latte e le uova.
Secondo il giornalista, le neomamme potrebbero seguire questa dieta “drastica” anche durante la gravidanza: l’importante è cercare di assumere tutti i nutrimenti necessari “a partire almeno dal terzo mese di gravidanza; è importante soddisfare il fabbisogno di vitamina B12, vitamina D e di acido folico, anche attraverso l'assunzione di integratori”, sempre cercando di farsi consigliare dal medico di fiducia.
Il latte materno, come traspare dall’articolo, è ottimo per il bebè e gli alimenti consumati da coloro che hanno optato per questo tipo di alimentazione sono naturali e genuini, anche se questo non ha messo i vegani al riparo da critiche.
L’autore sottolinea infatti “La verità è che la difficoltà maggiore sarà sopportare le critiche, perché l'alimentazione vegana non è vista di buon occhio da molti”, e prosegue, “lasciando da parte questo problema di natura sociale però, una mamma vegana può cavarsela alla grande: esistono speciali ricettari vegani online da seguire per affrontare lo svezzamento del bambino una volta nato, che spiegano quali alimenti sostituiscono perfettamente la carne per il suo apporto in proteine”.
Fonte: Libero.it
A nozze col pancione - scegliere l'abito giusto
Abito da sposa? Sì, ma premaman!
Ne abbiamo parlato con Giorgia Fantin Borghi, l’esperta di Bon Ton e Galateo di Easybaby e una delle professioniste più affermate nell’organizzazione di eventi e wedding planning, autrice del libro Matrimonio da sogno - Valentina Edizioni.
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Sempre piĂą numerose, anche negli atelier maggiormente blasonati, sono le richieste di abiti da sposa premaman. Creazioni uniche, ideate per soddisfare le esigenze di raffinatezza ed eleganza di tutte coloro che si avviano al grande giorno fiere e felici di un dono straordinario: un bel bimbetto che se ne sta comodo, comodo nel pancione.
Del resto anche di spose super VIP che decidono di convolare a nozze poco prima del parto se vedono sempre di piĂą di recente.
Certo è che anche la sposa, futura mamma, ha diritto a indossare un bellʼabito nel giorno del suo specialissimo Sì, sia che decida di sposarsi in municipio che in chiesa.
Ecco farsi avanti però alcune indecisioni legate sia alle tradizioni ma anche alla praticità . Parliamo di tradizioni perché in realtà il bon ton è qualcosa che evolve nel corso del tempo, che non resta sempre uguale a se stesso. Fino a qualche decennio fa infatti la pancia di una sposa sarebbe stata nascosta sotto montagne di raso o di tulle, tutto stretto stretto e ben compatto per non far intravedere la pancia e cercare di celare lo “stato interessante” della fanciulla. Niente pance in bella vista dunque, e mai e poi mai si sarebbe ammessa una sposa col pancione in abito bianco.
Oggigiorno le cose sono cambiate, almeno parzialmente, eppure rimane sempre quel tarlo, il dubbio di non essere adeguate allĘĽoccasione.
Come uscirne dunque? Di modelli per spose in dolce attesa ne esistono di assolutamente meravigliosi: in stile impero ad esempio dal sapore vagamente botticelliano, quelli a vita alta con gonna leggermente svasata che donano un’immagine di classe e ricercatezza, e ancora mise in chiffon dal taglio morbido che accarezzano le forme femminili snellendole garbatamente, insieme a modelli che mettono in risalto una florida scollatura che in certi frangenti, fidatevi, rende assai felici sia future mamme normalmente piatterelle, che papà ringalluzziti dal veder “rimpolpata” la scarsa seconda della compagna, che i neo-nati i quali usualmente fin da microscopici, guardano con ironica ingordigia tanta abbondanza.
Largo alle scollature generose quindi, sempre senza eccedere mi raccomando, perché una sesta di décolleté potrebbe comunque risultare non facile da contenere in un abito impalpabile!
Certamente la scelta del colore è senz’altro quella più difficile per il vestito da sposa premaman. Il bianco immacolato sarebbe forse da evitare, più per una questione di tradizioni appunto che per un vero e proprio simbolo di illibatezza, intendiamoci. E allora perché non seguire lʼindicazione degli stilisti che, oltre a suggerire abiti color avorio o addirittura in caldi toni di beidge li hanno impreziositi con dettagli colorati nella cintura, nello strascico o nella sopragonna?
Una sposa col pancione superglamour, cosa volere di piĂą?
Sul velo invece sarei più intransigente. La mamma sposa in chiaro sì, col velo no.
Auguri!
Come rimanere in forma in gravidanza: qualche consiglio per le mamme
Per noi donne la forma fisica è sempre stata e sempre sarà , ahimé, un tasto dolente e a maggior ragione questo accade durante la gravidanza: il nostro corpo subisce molte modificazioni e pensiamo erroneamente che non si possa far nulla per mantenerci in forma anche durante questo periodo così particolare.
Per sfatare questo mito abbiamo parlato con Viviana Ghizzardi, mom trainer e conduttrice di Easy Fitness, il programma di successo in onda su Easybaby, che ci ha svelato tanti segreti per affrontare la gravidanza e il recupero post-parto in modo sereno.
1. Cosa si può fare in gravidanza per mantenersi in forma?
Si può fare tutto! Gli ultimi studi hanno dimostrato che se una donna è sempre stata abituata a svolgere attività fisica e a praticare sport allora, nei primi mesi di gravidanza, può tranquillamente continuare a fare tutto ciò che faceva prima di rimanere incinta, apportando qualche modifica all’allenamento e partendo dal presupposto che la gravidanza non è una malattia, come invece erroneamente viene vissuta da molte.
Nei primi mesi si devono ovviamente evitare gli sforzi massimali, perché, nel peggiore dei casi, ciò potrebbe portare ad un aborto spontaneo.
In genere comunque se una donna ha scelto di rimanere incinta lo sport e la palestra non saranno più una priorità e ogni suo pensiero sarà focalizzato sull’essere mamma.
Inoltre, se nei primi tempi la gravidanza non è felice, se la mamma ha la nausea, non le verrà nemmeno troppa voglia di fare troppo fatica.
2. Quali sono in genere i principali effetti della gravidanza sul corpo di una donna?
La modificazione più grossa è di tipo posturale e riguarda l’apparato muscolo-scheletrico: gli ormoni rendono il corpo più morbido, più “instabile”, i tendini e le articolazioni sono più molli per favorire la crescita del bambino. Le articolazioni sono meno protette e anche il comparto muscolare non è più lo stesso. Il feto cresce nella pancia della mamma, perciò la muscolatura sopra la zona addominale non si trova più nella normale posizione fisiologia. Gli addominali si stirano, diventano ipertrofici, e la mamma avverte questa sensazione di stiratura soprattutto se non è molto allenata.
La modificazione più grossa è di tipo posturale e riguarda l’apparato muscolo-scheletrico: gli ormoni rendono il corpo più morbido, più “instabile”, i tendini e le articolazioni sono più molli per favorire la crescita del bambino. Le articolazioni sono meno protette e anche il comparto muscolare non è più lo stesso. Il feto cresce nella pancia della mamma, perciò la muscolatura sopra la zona addominale non si trova più nella normale posizione fisiologia. Gli addominali si stirano, diventano ipertrofici, e la mamma avverte questa sensazione di stiratura soprattutto se non è molto allenata.
Il problema più evidente è quello alla colonna vertebrale: lo scheletro si adatta al bambino e dà come effetto il cambiamento della postura. Questo comporta che la muscolatura del tronco e delle gambe compiano un lavoro diverso, soprattutto in uno stadio più avanzato della gravidanza quando il feto è più sviluppato.
Bisogna sempre tenere presente che questi mutamenti avvengono nell’arco di 9 mesi e che non è verosimile pretendere di tornare al punto di partenza subito dopo il parto.
3. Quali sono gli esercizi per perdere il peso accumulato durante la gravidanza?
Nota a monte: è inutile incaponirsi a voler tornare subito nel peso forma che si aveva prima di rimanere incinta mentre si sta ancora allattando.
Se la mamma durante la gravidanza è riuscita a prendere solo 9 kg generalmente riesce a perderli quasi interamente col parto. Quelli che restano sono presenti a causa della ritenzione idrica, soprattutto qualora la mamma stia ancora allattando. Infatti, durante l’allattamento, il blocco del calo ponderale è spesso causato dagli ormoni.
Una volta terminato il periodo dell’allattamento si può intervenire sull’alimentazione: anche se la ginnastica aiuta a perdere peso, molto importante è anche tenere sotto controllo quello che si mangia. Si possono fare esercizi di incremento del tono muscolare o, gli esercizi definiti “statici”, attività che sono in contrasto con l’allattamento perché fanno aumentare il testosterone nel sangue e scendere il tasso di prolattina.
Se si sta ancora allattando il bambino, consiglio di fare delle belle camminate e di praticare tutte quelle attivitĂ che rendono possibile il recupero del tono muscolare in modo naturale, come gli esercizi aerobici, il nuoto, lo yoga e il pilates.
4. Quando si può iniziare a praticare attività fisica dopo il parto naturale? E cesareo?
Nel caso del parto naturale, prima è meglio è, anche se dipende dal tipo di attività fisica di cui stiamo parlando, per esempio: ci sono esercizi che coinvolgono la respirazione che la mamma può iniziare a fare anche il giorno dopo.
Trascorse le prime settimane, con la chiusura della diastasi addominale (ovvero la separazione delle due parti, destra e sinistra, della muscolatura del retto addominale che si allontanano dalla linea mediana del corpo) la mamma può iniziare a fare uno sforzo maggiore. Se il parto è avvenuto in modo naturale, non ci sono particolari controindicazioni.
Nel caso del parto cesareo la situazione è diversa: si tratta di un recupero post-intervento e la mamma deve aspettare che le vengano tolti i punti.
Se il parto è naturale, la muscolatura liscia dell’utero lavora per l’espulsione e poi torna in posizione normale. Per il parto cesareo questo è più difficile. Per questo alle donne che hanno avuto un parto cesareo rimane una sorta di “pseudo-pancia”, dovuta alla muscolatura dilatata.
In generale, le mamme che hanno subito questo tipo di intervento possono ricominciare a fare attivitĂ fisica una volta ricevuto il via libera dal medico.
5. Se la mamma sta ancora allattando cosa consiglia di fare?
Io consiglio di fare un po’ di ginnastica, esercizi di corpo libero e con pesi da ½ kg, sempre cercando di evitare gli sforzi eccessivi. Anche lo yoga, il pilates e le camminate sono molto utili per mantenersi in forma.
Se la mamma si è allenata durante la gravidanza, può continuare a svolgere gli esercizi di routine, cercando di fare tutto con molta calma. Evitiamo perciò lo step e la palestra.
6. Quali sono gli accorgimenti immediati da adottare per evitare il rilassamento addominale?
Importante è ricominciare a far lavorare gli addominali, facendo sempre molta attenzione che sia presente la chiusura della diastasi addominale. Si può cercare di evitare il rilassamento dell’addome attraverso esercizi di respirazione congiunti ad esercizi di tonificazione addominale, in particolare della fascia posta sotto l’ombelico, che mantiene al suo posto i visceri della cavità addominale.
Un medico statunitense, per far fronte a questo problema, usava mettere dei sacchetti di sabbia sull’addome delle pazienti. Secondo lui, il lavoro di spinta effettuata dai muscoli addominali, per evitare che il peso gravitasse sulla parete addominale, avrebbe permesso la tonificazione di tale zona del corpo. Ma si tratta di procedure abbastanza empiriche che non bisogna assolutamente provare a fare da sole a casa.
Per concludere, prima si inizia a lavorare sugli addominali meglio è, perché permettono di proteggere la schiena. Ma ricordo che bisogna sempre aspettare la chiusura della diastasi.
Rivolgersi a uno specialista che sappia indirizzarvi e consigliarvi con suggerimenti ad hoc rimane comunque la scelta migliore.
Eccesso di peso in gravidanza: nessuna conseguenza per lo sviluppo mentale del bambino
Ne parla anche un articolo uscito recentemente su La Stampa, in cui viene presentato un nuovo punto di vista: i ricercatori del Center for Biobehavioral Health at The Research Institute at Nationwide Children's Hospital in Ohio (Usa), coordinati dalla dottoressa Sarah A. Keim, hanno pubblicato uno studio sull’International Journal of Epidemiology, in cui cercano di confutare la tesi per cui “l’eccessivo aumento di peso gestazionale possa influire anche sullo sviluppo del cervello e, di conseguenza, sullo sviluppo cognitivo del nascituro”.
Per farlo, i ricercatori hanno cercato di “separare l’effetto dell’aumento di peso gestazionale da fattori confondenti”, per usare le parole della Keim, “come per esempio l’intelligenza materna, se l’ambiente familiare promuove lo sviluppo cognitivo, la dieta familiare e l’esercizio fisico e alcuni fattori genetici che possono influenzare lo sviluppo neurologico post-natale e anche l’aumento di peso gestazionale”.
Ciò che emerso dallo studio, pur tenendo conto delle lacune, è che “le possibili influenze negative da parte di estremi aumenti di peso sulle funzioni cognitive del bambino possono essere spiegate da fattori genetici familiari o in comune, piuttosto che non il peso eccessivo in sé”.
Fonte: La Stampa.it
QUANDO CERCARE UN'ALTRA GRAVIDANZA?
Buongiorno, sono Francesca mamma di Beatrice di 12 mesi.
Vorrei sapere quanto bisogna aspettare tra una gravidanza e l'altra.
La piccola è nata con parto naturale a termine.
Grazie,
Francesca
QUANTO DEVO ASPETTARE PER AVERE UN'ALTRO FIGLIO?
Buonasera, ho partorito con parto cesareo alla 39esima settimana perchè avevo la pressione alta da una settimana ed in ospedale temevano il sopraggiungere di una gestosi se fossi tornata a casa.
Non ho ancora effettuato una visita ginecologica dopo il parto, ma volevo sapere quanto aspettare prima di cercare un secondo bimbo e se come dettomi in ospedale il secondo parto dovrĂ essere per forza cesareo.
Grazie
SONO INCINTA E MI TRATTANO COME SE FOSSI MALATA
Sono alla 27 settimana.
Il mio problema è la troppa apprensione da parte dei parenti e colleghi.
Al lavoro mi hanno ridotto drasticamente le ore di lavoro anche se io mi sento ancora perfettamente in forma e sono in salute, in piu' le poche ore che lavoro mi viene in continuazione detto "stai attenta a non scivolare, a non tagliarti, a non sforzarti" anche per cose molto semplici(lavoro in bar).
A casa lo stesso: non posso far nulla, non mi fanno neanche cucinare, sia i miei che i miei suoceri mi portano sempre qualcosa di gia pronto oppure mi ritrovo la spesa davanti al cancello.
Non so piu come dire che la cosa mi da molto fastidio.
Principali fattori di rischio lavorativo della donna in gravidanza
Per favorire una maggior tutela della gravidanza sono stati riassunti i principali contenuti dell’attuale normativa mirati alla tutela della gravidanza (D.Lgs. n.151 del 26/03/2001 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità , a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”).
La normativa in questione prevede che il datore di lavoro individui mansioni non pregiudizievoli per la salute della gravida e del nascituro, modificando, ove possibile, le condizioni o l’orario di lavoro.
Il decreto prevede inoltre che il datore di lavoro informi le lavoratrici ed i loro rappresentanti per la sicurezza sui rischi per la gravidanza presenti nell’ambiente di lavoro e sulle misure di prevenzione adottate per prevenirli.
- Esposizione ad agenti chimici: fumi, gas, polveri, vernici, diluenti, oli, piombo, mercurio, diserbanti, disinfettanti, detergenti, ecc.
- Esposizione ad agenti fisici: esposizione a urti o colpi, vibrazioni, lavori con macchine scuotenti.
L’esposizione regolare a colpi, come urti improvvisi o vibrazioni a bassa frequenza, o movimenti eccessivi possono accrescere il rischio di un aborto spontaneo; inoltre una lunga esposizione a vibrazioni che interessano il corpo intero può accrescere il rischio di parto prematuro o la nascita di neonati sotto peso.
Le lavoratrici gestanti non devono essere esposte ad attivitĂ che comportano rischi dovuti ad una vibrazione e che coinvolga il corpo intero, soprattutto a basse frequenze, microtraumi, scuotimenti, colpi, oppure urti.
Colpi, vibrazioni meccaniche o movimenti sono, infine, ricompresi anche tra i rischi che vanno valutati nel DVR e sono previsti nell’Allegato C, lett. A.1.a), in quanto agenti fisici che comportano lesioni del feto e/o rischiano di provocare il distacco della placenta.
I rischi analizzati possono essere presenti nel lavoro delle magazziniere, delle addette alle pulizie, delle autiste, delle informatrici medico scientifiche, delle addette alla vigilanza, ronda e scorta, delle carrelliste e trattoriste, ecc.
Altro agente fisico da considerare è il microclima sfavorevole (troppo caldo o freddo).
Durante la gravidanza le donne sopportano meno il calore ed è più facile che svengano o che risentano dello stress da calore.
Il lavoro a temperature molto fredde può essere pregiudizievole per la salute di gestanti, nascituro e puerpere.
I rischi aumentano in caso di esposizione a sbalzi improvvisi di temperatura.
Altro agente fisico da considerare è il rumore (> a 80 dBA).
L’esposizioni prolungata a rumori forti può determinare un aumento della pressione sanguigna e un senso di stanchezza; si ipotizza una vasocostrizione arteriolare che potrebbe essere responsabile di una diminuizione del flusso placentare. Evidenze sperimentali suggeriscono che una esposizione prolungata del nascituro a rumori forti durante la gravidanza può avere un effetto sulle sue capacità uditive dopo la nascita.
Altri agenti fisici da considerare sono le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.
A seguito dell’azione delle radiazioni sul prodotto del concepimento, si possono osservare sia la morte fetale, sia alterazioni delle sviluppo con rischio di malformazioni.
- Esposizione ad agenti biologici: esposizione a materiali biologici (sangue, urine,ecc.) umani o animali; da valutare la possibilità di contrarre malattie infettive a contatto con particolari strati di popolazione in relazione all’ipersuscettibilità del soggetto (insufficiente copertura anticorpale verso il virus della rosolia, verso il toxoplasma, terapia immunosopressiva in atto, immunodepressione, ecc.) o ad epidemie in corso (es.epidemia di morbillo, varicella, cytomegalovirus, quinta malattia, ecc.).
- Fattori legati all’organizzazione del lavoro: dovrà essere valutato il rischio da movimentazione manuale di carichi anche leggeri (massimo 5 Kg, 1 volta all’ora)
La movimentazione manuale di carichi pesanti è ritenuta rischiosa per la gravidanza in quanto può causare lesioni al feto ed anche un parto prematuro.
Il rischio dipende dallo sforzo, che è correlato al peso del carico da movimentare, dal modo in cui questo viene sollevato e dalla frequenza con cui avviene il sollevamento durante l’orario di lavoro.
il rischio da movimentazione manuale dei carichi in gravidanza è presente in molte attività : addette agli allestimenti degli scaffali nei supermercati, magazziniere, addette ai banconi di macelleria, salumeria, ecc, archiviste, addette alle pulizie, educatrici d’infanzia che sollevano i bambini che accudiscono, per non parlare delle facchine e delle badanti di persone non autosufficienti che sollevano pesi molto elevati e per cui in genere sussiste il diritto ad essere adibite ad altre mansioni o ottenere, in caso contrario, l’astensione fino a sette mesi dopo il parto.
Altri fattori di rischio sono i movimenti ripetitivi degli arti superiori, i ritmi di lavoro stressanti, posture obbligate o incongrue, fatica mentale e fisica.
- Lavori di assistenza e cura nei reparti di malattie infettive, nervose o mentali tra cui anche SERT, istituti di assistenza ad handicappati psichici e mentali, comunitĂ terapeutiche, centri diurni, ecc.
- Lavoro su scale o impalcature fisse o mobili: anche il lavoro in postazioni sopraelevate è potenzialmente pericoloso per le lavoratrici gestanti per cui il datore di lavoro deve assicurarsi che le stesse non vengano esposte al lavoro in posizioni sopraelevate.
Il rischio di lavori su scale e piattaforme è molto comune nelle imprese di pulizia.
- Lavoro su mezzi di trasporto: l’esposizione a vibrazioni a bassa frequenza, come accade per uso di mezzi in movimento, può accrescere il rischio di aborti spontanei.
Il lavoro a bordo di veicoli può essere di pregiudizio per la gravidanza soprattutto per il rischio di microtraumi, scuotimenti, colpi, oppure urti, sobbalzi o traumi che interessino l’addome.
- Posizione eretta per più di metà dell’orario di lavoro: come specificato nella Linee Guida della Commissione UE, l’attività in postura eretta comporta mutamenti fisiologici nel corso della gravidanza (maggiore volume sanguigno e aumento delle pulsazioni cardiache, dilatazione generale dei vasi sanguigni e possibile compressione delle vene addominali o pelviche) che favoriscono la congestione periferica durante la postura eretta.
Periodi prolungati in piedi anche solo da ferme e/o camminando durante la giornata lavorativa determinano per le donne un maggiore rischio di parto prematuro.
Relativamente alla postura seduta, i mutamenti dovuti alla gravidanza che interessano i fattori di coagulazione e la compressione delle vene pelviche da parte dell’utero determinano un rischio relativamente elevato di trombosi o embolia per le donne gestanti.
I suddetti fattori di rischio possono essere evitati assicurandosi che siano disponibili sedili ove appropriato e che le posture “eretta” e “seduta” non siano mantenute in modo prolungato; a tal fine è auspicabile l’alternanza tra le due posture e se questo non è possibile si dovrebbero prevedere pause.
Soprattutto il rischio da postura eretta è comune in un numero elevato di attività come le commesse, le cuoche, le infermiere, le cameriere, le parrucchiere, per non parlare delle facchine, delle bariste, delle addette alle pulizie, le impiegate allo sportello, ecc. La postura seduta è invece riscontrabile nelle cassiere, nelle impiegate d’ufficio, ecc.
- Lavoro su macchine mosse a pedale: nei casi in cui il pedale determini il movimento della macchina ovvero comporti il sollevamento e lo spostamento di tutto l’arto.
- Lavoro notturno: esso può avere ripercussioni sulla salute delle lavoratrici gestanti. L’affaticamento mentale e psichico, aumenta durante la gravidanza a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e non,
che intervengono. E' quindi vietato adibire la donna al lavoro dalle ore 24 alle ore 6 dall’accertamento dello stato di gravidanza.
Qualsiasi lavoratrice che entri in gravidanza, oltre a dover comunicare al datore di lavoro il suo stato, può chiedere allo stesso, al rappresentante dei lavoratori, al rappresentante del servizio di prevenzione e protezione o al medico competente dell’azienda, quali rischi in ambito lavorativo siano stati individuati per la gravidanza e quali siano le misure preventive adottate.
La donna comunque, a garanzia della salute propria e del bambino, può rivolgersi allo SPISAL dell’ULSS competente per territorio per ottenere informazioni sui rischi cui va incontro in ambiente di lavoro, sui propri diritti e su come comportarsi al fine di vederli tutelati.





















