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I bebè comprendono le parole di mamma e papà già a 6 mesi
In un esperimento, denominato «language guided looking» o «looking while listening», i ricercatori hanno utilizzato un tracciante elettronico dello sguardo per verificare l’effettiva veridicità di questa tesi.
“Nell’esperimento il bambino sedeva in braccio alla mamma davanti a un computer rivolto verso l’esaminatore che sedeva dall’altra parte del tavolo. Fra il dorso del computer e il bambino venivano messi sul tavolo due o più oggetti, a seconda dei casi: una mela, una banana, ecc. Sul tavolo c’erano un altoparlante, il sensore elettronico per seguire lo sguardo del bambino e una telecamera che lo filmava in modo che l’operatore avesse sotto controllo tutta la scena sullo schermo del computer. Se dall’altoparlante veniva chiamata la mela, il tempo di fissazione corretto era ottenuto sottraendolo da quello speso per guardare anche la banana o l’altro oggetto confondente messo sul tavolo: il risultato è sempre stato statisticamente significativo e superiore a un risultato casualeâ€, scrive Peccarisi.
“Tant’è veroâ€, dicono i ricercatori, “che fra i 6 e i 9 mesi non si osservano sviluppi eclatanti nell’area del linguaggio, ma, sotto sotto, si stanno formando nuove connessioni neuronali. Poi a 14 mesi si verifica un salto di qualità esplosivo: i circuiti cerebrali che hanno fino a quel momento continuato a immagazzinare dati si connettono definitivamente a quelli dell’eloquio e della comprensioneâ€.
Fonte: Corriere.it
12 ragioni per cui i bebe' piangono e i modi per calmarli
1) Fame
E' la prima cosa che ci vien in mente se il nostro bebè piange. Imparare a riconoscere i segnali di fame può essere utile per intervenire prima che si scateni il pianto. Di solito i neonati quando sono affamati si agitano, schioccano le labbra e portano le manine alla bocca.
2) Pannolino da cambiare
Alcuni bebè iniziano a piangere appena si sporcano, mentre altri resistono un po', ma è semplice verificare se è questo il motivo del pianto ed è facile porvi rimedio.
3) Sonno
Non sempre i bebè si addormentano all'istante quando hanno sonno. A volte – specialmente se sono particolarmente stanchi – questo processo può richiedere del tempo e il neonato si agita e piange. Per aiutarlo cerchiamo di metterlo in condizione di addormentarsi più facilmente, portandolo in un posto tranquillo e aiutandolo a rilassarsi con coccole e paroline dolci.
4) Vuole essere preso in braccio
I bebè hanno bisogno di molte coccole. Adorano guardare i visi dei genitori, sentire la loro voce e ascoltare i battiti del cuore stando tra le braccia di mamma e papà . Il pianto può essere un modo per chiedere di essere coccolati. Non bisogna aver paura di viziare il nostro cucciolo se lo teniamo troppo in braccio: nei primi mesi di vita non si corre questo rischio.
5) Dolori al pancino
Le coliche gassose posso scatenare pianti irrefrenabili. Se il piccolo si agita e piange dopo la poppata, potrebbe avere dei dolori al pancino. Se questi episodi sono molto frequenti, possiamo consultare il nostro pediatra per avere dei consigli in merito. Anche un bebè che non soffre di coliche gassose può occasionalmente avere accumuli di gas. Per aiutarlo ad alleviare il disagio possiamo utilizzare espedienti semplici, come ad esempio metterlo sdraiato sul pancino e, tenendolo per i piedini, fargli muovere gentilmente le gambe come se stesse pedalando.
6) Deve fare il ruttino
Il ruttino non è obbligatorio, ma se il bebè piange dopo aver mangiato liberarsi dell'aria potrebbe essere quello di cui ha bisogno per provare una sensazione di sollievo e superare il disagio.
7) Caldo o freddo
Il sistema di termoregolazione dei neonati è in fase di perfezionamento e potrebbero lamentarsi se hanno caldo o freddo – il freddo di solito causa lamentele più vigorose del caldo.
8) Piccolezze – ma non per un bebè
I neonati possono essere molto infastiditi da sensazioni che per un adulto possono essere di poco conto ma che a loro creano grande disagio: ad esempio un capello attorcigliato intorno a un dito che ostacola la circolazione o l'etichetta di un capo d'abbigliamento che graffia la pelle.
9) Dentizione
I dentini che spuntano possono causare molto dolore. Per capire se è questa la causa del pianto del piccolo proviamo a tastare le sue gengive per sentire se c'è qualcosa di duro che sta spingendo per sbucare. In questo caso è possibili ricorrere ad alcuni semplici rimedi per dargli sollievo come massaggiare le gengive con del ghiaccio o dargli le apposite formine refrigeranti da masticare.
10) Troppi stimoli
I bebè apprendono dal mondo che li circonda, ma a volte gli stimoli possono essere troppi: luci, rumori, passare dalle braccia di una persona all'altra – il pianto può essere un modo per dire "ne ho abbastanza". Proviamo a portarlo in un posto tranquillo.
11) Pochi stimoli
Può accadere anche il contrario, ovvero che il nostro bebè sia ansioso di vedere il mondo e scoprire il mondo che lo circonda e il suo pianto è un modo per chiederci maggiore attenzione. Possiamo renderlo partecipe delle nostre attività mettendolo in un'apposita fascia per bebè adatta per portarlo sempre con noi con poca fatica.
12) Non si sente bene
Se le avete provate tutte, e il bebè continua a piangere, potrebbe non sentirsi bene. Proviamogli la temperatura e facciamo attenzione ad eventuali sintomi di malessere. Il pianto di un neonato ammalato si differenzia dal solito pianto causato da altri motivi. Un genitore impara presto a riconoscere quando il pianto del figlio "non suona giusto" ed è il caso di chiamare o vedere un pediatra.
Neonati più alti e magri
I primogeniti maschi pesano 36 grammi in più delle femmine (3.467 grammi contro 3.431), ma il 3 per cento in meno dei secondogeniti.
Misure analoghe tra i nati nel Nord, nel Centro e nel Sud: i bebè sono tutti uguali.
Ecco le prime carte antropometriche - con lunghezza, peso, circonferenza cranica di riferimento - dei neonati: serviranno a distinguere i bimbi con misure normali da altri a rischio.
Sono state realizzate con un campione di 45mila neonati osservati in 34 punti nascita, tra i quali la Neonatologia dell'Umberto I.
"I bambini con ritardo di crescita", spiega il neonatologo dell'Umberto I, Mario De Curtis, ordinario di Pediatria, che con i colleghi di altri 33 punti nascita ha redatto le carte antropometriche, "possono sviluppare patologie più frequentemente degli altri, sia nel periodo neonatale sia dopo".
"Tra i nati a termine", continua De Curtis, "è più difficile di una volta trovare bambini che pesano esageratamente poco o tanto, grazie all'osservanza di diete e stili di vita adeguati in gravidanza".
"Rispetto al passato", spiega De Curtis, "nascono più bambini piccoli tra i nati prematuri e meno tra i nati a termine, per dirla in termini "pediatrici", vedono la luce più bebè sotto al decimo "centile"" che è l'unità di misura utilizzata dai medici dei piccoli per verificare la qualità della crescita.
L'utilità delle "carte" non è solo clinica: "Avranno una valenza epidemiologica, serviranno cioè a verificare i mutamenti nel tempo delle caratteristiche dei neonati italiani".
Quali le differenze tra i bambini di ieri e quelli di oggi?
"Non è possibile individuarle con precisione", ancora De Curtis, "proprio perché sono mancati finora parametri antropometrici sicuri di riferimento". Certo è che i bebè ora sono più magri e più alti di una volta e si sono azzerate le differenze di peso, lunghezza e circonferenza cranica tra il Sud, il Centro e il Nord dell'Italia. Alcune diversità con i neonati di una volta, però, la ricerca le ha colte: "La lunghezza del femore, per esempio, la circonferenza della testa e dell'addome erano senz'altro più sviluppate di quelle attuali".
Perché i primogeniti nascono più piccoli dei loro fratelli? "È una sorta di regalo che madre natura fa alle madri e ai piccoli per facilitare la loro venuta al mondo".
Fonte: La Repubblica - Roma.it
I neonati imparano la grammatica già a 4 mesi
Lo ha scoperto uno studio finanziato dalla Ue pubblicato sulla rivista 'PLoS One'.
La ricerca del Max Planck Institut ha investigato la capacita' da parte dei piccoli di capire la dipendenza tra sillabe non adiacenti.
I ricercatori hanno iniziato a insegnare a bambini tedeschi di 4 mesi alcuni rudimenti di italiano.
Dopo aver ascoltato frasi italiane formate correttamente per tre minuti, i bebe' sono stati sottoposti a un piccolo test, nel corso del quale hanno ascoltato frasi corrette e frasi scorrette.
Nel corso del test e' stata misurata l'attivita' cerebrale dei lattanti.
Nelle prime fasi, le differenze nei pattern di attivita' registrati all'ascolto delle frasi scorrette erano minime.
Tuttavia, entro la quarta fase, emergevano pattern di attivazione cerebrale profondamente diversi.
"I dati attuali dimostrano che gia' a 4 mesi si e' in grado di cogliere le relazioni di dipendenza tra elementi non adiacenti nelle frasi dopo una breve esposizione a una lingua naturale non materna", hanno concluso i ricercatori guidati dall'italiana Angela Friederici, "naturalmente, a questa eta' i bambini non notano gli errori di contenuto, ma molto prima di comprendere i significati sono in grado di riconoscere e generalizzare le regolarita' in base al suono della lingua".
Fonte: AGI News On
UN NEONATO PUO' ESSERE PORTATO FUORI CASA?
Partorirò a metà luglio il mio primo figlio e volevo sapere, se una volta tornata a casa dall'ospedale potrò uscire da subito con mio figlio o i primi giorni è bene che stia in casa?
Inoltre posso portarlo dopo una ventina di giorni in montagna a circa 1000 mt di altitudine?
DOMANDA DI UNA NEO MAMMA
Sono una neo mamma di un maschietto da appena 8 giorni.
Ho sentito parlare di una serie di "manovre" importanti da fare ai genitali del piccolino.
Vorrei sapere quando bisogna cominciare e con quale frequenza.
Spero di non essere in ritardo.
I primi nati del 2011
E' una bambina figlia di genitori di origine tunisina, residenti a Modena, Farah Boukhalfa, la prima nata al Policlinico. Il suo arrivo e' stato davvero tempestivo: e' stata partorita alle 0,01. Pesa 3.150 gr., e' lunga 50 cm. e raggiunge in famiglia un fratellino di 4 anni.
A distanza di poche decine di minuti altre due nascite: alle 0,43 e' venuta alla luce Elettra Masi del peso di 3.410 gr., figlia di genitori di origine italiana, residenti a Castelfranco; mentre alle 0,51 Sara e' andata ad allietare la famiglia Gelfo, anch'essi di origine italiana, residenti a Nonantola. Sara pesava 3.450 grammi.
Per il primo maschietto della giornata si e' dovuto attendere fino alle 5,11 quando e' nato Alan del peso di 3.470 grammi, figlio di genitori italiani, residenti a Modena.
Ma i lieti eventi sono proseguiti incessantemente.
Alle 6,25 e' nata Nicole, di genitori italiani, residenti a Castelvetro di Modena, che pesava 3.120 grammi. Alle 8.06 un altro maschietto, Mohamed, del peso di 3.150 gr., figlio di genitori di origine senegalese residenti a Castelfranco. E, poi, alle 9,12 e' nata Sofia, anch'essa con genitori di origine italiana, residenti a Formigine, del peso di 1.910 gr., ospitata ora presso la Struttura Complessa di Neonatologia. Ha atteso fino alle 10,55 Alessandra del peso di 2.920 grammi, figlia di genitori italiani, residenti a Castelnuovo Rangone.
Alle 13,31 la nona nascita: Luca, peso 3.480 gr. di genitori italiani residenti a Modena.
La fine del 2010 era stata invece salutata dalla nascita di Sofy, figlia di genitori italiani, che ha deciso di festeggiare insieme al papa' e alla mamma l'arrivo del 2011: e' stata partorita infatti alle 23,54, appena prima che si stappassero le bottiglie di spumante.
Fonte: AGI News On
Come scegliere la carrozzina, il nido del nostro bebè!
La carrozzina è un oggetto fondamentale per il nostro bebè. L’acquisto va fatto già durante la gravidanza, possibilmente con un po’ di anticipo per poter scegliere con calma il modello più adatto alle nostre esigenze.
L’occhio ovviamente vuole la sua parte, ma l’estetica deve essere un criterio di scelta secondario. Nei primi cinque mesi di vita il nostro piccolo passerà buona parte della sua giornata nella carrozzina tra sonnellini diurni e passeggiate (c’è anche chi la utilizza direttamente al posto della culla). Quindi questo nido per il bebè deve essere soprattutto confortevole, sicuro e costruito in materiali lavabili, resistenti e anallergici.
Assicuriamoci perciò che la navicella sia spaziosa, con un buon sistema di ventilazione e regolabile nella posizione per permettere al neonato di stare sdraiato quando dorme e leggermente inclinato quando è sveglio. Il tessuto esterno deve essere idrorepellente e con buone doti di resistenza.
Attenzione poi alle dimensioni della carrozzina: le misure devono consentirci di maneggiarla agevolmente in casa, in eventuali ascensori e soprattutto di caricarla nel portabagagli dell’auto. Per lo stesso scopo, la carrozzina deve essere anche facile da richiudere.
Il telaio in alluminio fra tutti è il più leggero. Ne esistono sia che poggiano su 3 ruote sia che poggiano su 4. La scelta è indifferente: assicuriamoci solo che sia resistente e ben ammortizzato.
I freni dovrebbero essere presenti su entrambe le ruote posteriori – bloccandone solo una si corre il rischio che la carrozzina giri pericolosamente su sé stessa.
Il manubrio deve essere ergonomico e possibilmente regolabile in altezza così da prevenire l’insorgere di spiacevoli mal di schiena in chi la conduce.
Infine, attenzione agli optional. Sia che siano compresi nel prezzo o che vadano acquistati a parte, una carrozzina deve essere dotata di: zanzariera, telo parapioggia, ombrellino e sacca per riporre tutto il necessaire.
Ricordiamoci poi che ultimamente stanno avendo molto successo i sistemi modulari che permettono con un solo acquisto di avere carrozzina, passeggino e seggiolino auto tutto in uno.
A voi la scelta!
Il traduttore di pianto: la tecnologia in aiuto delle mamme
Mamma e figlio sono legati da un rapporto speciale che ci dona una specie di telepatia per capire le esigenze del nostro cucciolo. Ma a volte i pianti disperati sono difficili da interpretare. Avrà fame? Avrà sonno? Gli fa male il pancino?
Per aiutarci a interpretare il pianto di nostro figlio la tecnologia ci viene incontro con un’utilissima applicazione da scaricare direttamente sul nostro iPhone: si chiama Cry Translator (letteralmente traduttore di pianto) ed è in grado di dirci il motivo che causa il pianto del bambino.
Questo software riconosce in soli dieci secondi cinque diverse tipologie di pianto e può dirci se nostro figlio ha fame, ha sonno, è triste, è stressato o si sta annoiando.
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In più, il Cry Translator fornisce utili consigli su come calmare il piccolo. Per esempio, se l’applicazione rileva che
In realtà , questi consigli possono essere un po’ superflui per un genitore, ma non va sottovalutato il potenziale dell’applicazione nel riconoscere la causa del pianto. Il Cry Translator è in vendita al prezzo di € 7,99.
Sul sito ufficiale è possibile anche scaricare una versione prova del Cry Translator: www.crytranslator.com
Neogenitori: consigli per il sonno
Il nuovo nato ha portato con sé una nuova routine, fatta di continue poppate e sonnellini improvvisati. Lui (o lei) si addormenta quando il suo corpicino lo richiede. Noi, invece, siamo stanchi ma non riusciamo a prendere sonno. E quando finalmente riusciamo ad addormentarci è già ora di svegliarsi!
Se vi rispecchiate in questa situazione, non temete: con il tempo il nuovo arrivato si adatterà a ritmi meno stressanti e anche voi riuscirete a dormire meglio. Nel frattempo, potete ricorrere a rimedi naturali per favorire il sonno.
Eliminare gli eccitanti
Caffeina, alcol e nicotina andrebbero eliminati o quantomeno ridotti per poterci addormentare più facilmente.
I consigli della nonna
Il latte caldo o la camomilla, bevuti prima di andare a letto, rilassano e favoriscono il sonno. E non è solo un effetto psicologico: il latte aumenta i livelli di serotonina nel cervello e la camomilla agisce da sedativo, conciliando il sonno.
Rimedi naturali
Alcuni fiori o erbe favoriscono il sonno, ma non vanno prese con leggerezza. Consultiamo sempre il nostro medico prima di assumerle, in particolare se stiamo allattando.
Le piante che aiutano a dormire sono la melissa, la passiflora e la valeriana, con le quali è possibile fare ottimi infusi.
Anche l’aroma di lavanda aiuta a rilassarsi e ne possiamo spruzzare un po’ in camera da letto.
Il consiglio del medico
Se i rimedi naturali non sortiscono gli effetti desiderati, il nostro medico saprà consigliarci nel migliore dei modi. Evitiamo di prendere farmaci senza averlo consultato, in particolar modo se stiamo allattando.





















