Ce l’ho fatta! Ancora una volta!
Eludendo chiunque in ufficio, e lasciando credere di partecipare ad una conferenza di tema tributario, ho partecipato a uno di quei seminari che regalano una boccata d’aria al mio cervello intontito da biberon, pannolini e figurine di Hello Kitty!
Si intitolava: “Vincere sotto pressione. Insegnamenti per il managment dal mondo dello sport competitivo ad alto livello”.
E devo dire che lo stress lavorativo ormai, mi fa’ un baffo come si dice, mentre invece è a casa che talvolta mi chiedo se continuerò a farcela giorno dopo giorno , continuando ad avere lo sguardo sorridente e coccoloso dei pinguini di Madagascar; il problema è che devo tener duro per altri 17 anni e mezzo, visto che le gemelle hanno da poco compiuto i 5 mesi, e quindi ben venga ogni tipo soluzione per tenere alto il livello delle mie prestazioni materne:
dal buddismo alla meditazione,
dal “ Penso positivo “ di Jovannotti ripetuto come un mantra ai… seminari per manager stressati!!
Da quattro settimane avevo confermato la mia partecipazione più come madre di quattro figlie (che solo per hobby passa 8 ore al giorno in azienda)
che come manager, anche se in quale veste andassi a quel seminario, lo sapevo solo io!
E per esserci avevo sfidato nell’ordine:
1) le scadenze fiscali di fine mese;
2) la diffidenza del datore di lavoro, alla formazione della dirigenza ( e in ufficio avranno pensato: ” ha già l’abbonamento al Sole, cosa potranno mai dire di tanto importante ad un seminario per perderci un intero giorno di lavoro…”),
3) l’ecografia di controllo di una delle gemelle prenotata ormai da mesi ( e qui il padre era stato precettato da tempo e allertato con ogni forma di memorandum: mail, post-it e insistenze varie);
4) sfortune varie che avrebbero potuto richiedere la presenza della sottoscritta a casa oppure in ufficio;
così con soli 10’ di ritardo, venerdì mattina alle ore 9 e 10 quatta quatta, questa madre in fuga ( travestita da donna in carriera) prendeva posto in ultima fila, in mezzo a un gruppo di soli uomini in giacca e cravatta, per sentire finalmente, da esperti del settore, come si affronta lo stress.
Stress? Ma che vuol dire? A parte Bianca che dice: “ Che stress!”, tutte le volte che c’è da colorare una cornicetta -e va sempre a finire che la coloro io, visto che a me invece, colorare coi pastelli rilassa-a parte tutto finalmente, mi si dava la corretta definizione!
Stress è l’adattamento della persona a qualsiasi richiesta proveniente dall’ambiente, sia essa di carattere fisico o biologico ( per le madri leggasi: stanchezza cronica da mancanza di sonno, da rassettamento continuo, da quotidiano procacciamento del latte con la scadenza più avanti possibile),
oppure di tipo emotivo e sociale ( a casa mia si tratta del continuo richiedere la mia presenza sotto varie forme: mamma-che-ascolta, mamma –visiona-quaderni, mamma –che -accorre – con-ciuccio, mamma -cambia pannolini, mamma -che- stira la frangia ribelle, mamma-che-gioca a domino, etc…).
La reazione allo stress comporta dapprima una fase di allarme nella quale il fisico crea le condizioni per avere un’alta disposizione di energia nel sangue ( e direi che per me vale fino a metà mattina ) ma se l’esposizione allo stress è troppo prolungata ( e cioè continuano tutti a tirarmi per la giacchetta, per tutto il santo giorno) subentra una seconda fase detta di resistenza, in cui il fisico produce un ormone, il cortisolo, che ha un effetto molto utile alla sopravvivenza nell’immediato ( ovvero arrivare incolume fino a sera), ma a lungo andare( settimana dopo settimana, mese dopo mese, compleanno dopo compleanno), porterà il fisico alla terza fase, quella di esaurimento ( ed è probabile che io ci sia vicina)!
E allora come fare per non arrivare all’esaurimento??? ( e vabbè che se dichiarassi il mio totale esaurimento sarebbe giustificato che mi lasciassero in pace a letto per una settimana, ma io sono donna d’azione e il pensiero di dichiarare il mio esaurimento mi secca)
Per non arrivare all’esaurimento, i distintissimi relatori del mio seminario dopo ben sei ore di relazione, hanno suggerito le seguenti tre soluzioni:
1) Rendendo più efficace la mediazione mentale ovvero modificando la valutazione cognitiva degli eventi. Detta così suona difficile, ma questa prima capacità di affrontare lo stress, io l’ho letta così: in parole povere si tratta di guardare la vita con occhiali con lenti rosa o altrimenti si potrebbe dire “cercare di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto”.
Si tratta cioè di affrontare la vita con ottimismo . Bella forza, mica è facile. Si lo so, però così si evitano conseguenze peggiori…. E quindi sarà meglio tirar fuori l’aspetto ironico dei contrattempi familiari piuttosto che arrabbiarsi! Buttarla sul ridere, magari. Anche quando le gemelle frignano mentre la cena si brucia, e Bianca mi chiede di sentirle la lezione del giorno dopo e papino è in trasferta… cercherò di immaginare che da fuori la situazione potrebbe anche risultare comica! Soprattutto per il pizza take-away che sta sotto casa e riceverà sicuramente una telefonata di lì a breve!
La seconda soluzione invece mi è sembrata un pochino meno praticabile, visto che personalmente mi lascio prendere dalle emozioni piuttosto che dalla razionalità, ma sarebbe questa:
2) Migliorando la mediazione mentale, rinforzando e rendendo più efficaci le proprie capacità di fronteggiamento dello stress.
La mediazione mentale efficace è quella che fa razionalizzare le situazioni e ti fa capire se è meglio affrontare il problema di petto oppure, invece, è il caso di soprassedere.
E qui rimando sicuramente a H. Laborit, "Elogio della fuga".
Personalmente ho capito che questa mediazione mentale è una capacità che si affina all’aumentare del numero dei figli anche se io ho da lavorarci ancora un po’ sopra .
C’è stato un tempo ( quando Carolina era ancora figlia unica ) che credevo di dovere fare tutto e tutto al meglio ( dai brodini di verdura rigorosamente casalinghi all’albero di Natale decorato coi biscotti preparati da me medesima, con tanto amore); ero sempre molto nervosa anche se, devo ammetterlo, portavo a termine quasi tutto quello che mi ero prefissata. Ma il passare degli anni mi hanno cambiata e pure l’arrivo di altre tre bambine: adesso di fronte alle cose da fare, mi chiedo se la strategia vincente sia quella di agire ( e se si tratta di spendere del tempo per spiegare qualcosa che a scuola non è stato capito, è ovvio che mi dico che il tempo debbo trovarlo e pure se c’è un pannolino gonfio da cambiare ) oppure invece, la strategia vincente sia quella di non fare! Perché non si può fare proprio tutto. … E il fatto che si avvicini il Natale mi fa ricordare che gli scorsi anni partecipavamo al concorso scolastico del presepe, e devo dire che ero abbastanza competitiva cioè il mio obiettivo era il podio!!! ….Quest’anno però, con le gemelle ancora piccole, Bianca si dovrà rassegnare a non salire sul palco per ricevere il premio dalle mani della direttrice. E speriamo che se ne possa fare una ragione…. Io non me la sono ancora fatta ma insomma…
Terza soluzione antistress:
3) Agendo direttamente sugli effetti fisiologici della reazione allo stress… e qui mi par di aver capito che qualunque mezzo sia buono per allontanarsi mentalmente dalla situazione stressante: dalle tecniche di rilassamento alla Valeriana, e se proprio la situazione è pesante, direi senz’altro che si possa utilizzare la Nutella! ! Con me a volte funziona pure l’Ipod a tutto volume nelle orecchie per mezz’ora: è una specie di doping!!!!!
Con quale musica? Bhe con i gruppi metallari di Carolina, ovvio!
Sei ore di seminario e mi sono sentita una donna nuova: pronta ad affrontare i prossimi 17 anni e mezzo, con piglio da samurai.. … ma per sicurezza stamattina mi sono presa anche i fiori di Bach, e un bidone di Nutella , visto che gli esperti del settore, hanno detto che si può!
Ma quante belle figlie madama Dorè, ma quante belle figlie!
Barbara Galli















