I ministri per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, e per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, e il Sottosegretario per le politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, pochi giorni fa, hanno firmato un Protocollo di intesa per promuovere tutte le iniziative necessarie per lo sviluppo di un'adeguata offerta di nidi aziendali e altri servizi socio-educativi per l'infanzia.
Il Protocollo prevede azioni specifiche per accrescere e migliorare l'offerta di asili nido con l'obiettivo di favorire l'occupazione femminile, consentendo così alle donne di conciliare lavoro e famiglia.
Su questa scia, se la realizzazione di asili nido è utile per le mamme in carriera; lo diventa ancor di più per coloro che decidono di occuparsi dei figli degli altri sfruttando la propria abitazione.
Si chiamano nidi familiari, un progetto che comuni e regioni sostengono sempre di più, scoprendovi una risorsa per tutti quei bambini di tenera età (dai 3 ai 36 mesi) che spesso non vengono accolti nelle strutture tradizionali per sovraffollamento.
Spesso vi lavorano neomamme, ma anche coloro che mostrano dedizione assoluta verso i piccoli, questo è infatti requisito fondamentale per diventare tagesmutter, nonché ovviamente l’aver frequentato un corso di formazione educativo-pedagogica.
L’iniziativa nasce in Germania (da qui deriva il termine tedesco tagesmutter) e si diffonde nel nord Europa negli anni 60; mentre in Italia arriva nel 1999 ma ancora il grado di diffusione su tutto il territorio e' molto ridotto, se ne contano infatti meno di un centinaio e soprattutto localizzati nel settentrione.
Il ministro delle Pari Opportunità ha stanziato 40 milioni di euro, 10 dei quali per potenziare il progetto dei nidi in casa e ha posto come obiettivo per il 2010 quello di raggiungere il 33% di posti asilo e di conseguenza aumentare l’occupazione femminile.
Rita Zecchel, fondatrice dei nidi familiari Happy Child della regione lombarda, ha affermato che “oggi questo tipo di struttura risulta una valida risorsa soprattutto nelle grandi città e, in tempi di crisi come quello attuale, trovare lavoro facendo la mamma può essere una buona opportunità di regolare occupazione per molte donne che diventate madri vedono sfumare la possibilità di un lavoro.”
Clicca qui per leggere l'intervista al ministro Mara Carfagna sull'argomento.
















