La mastite è infatti l’infiammazione di una zona della mammella e si manifesta con una certa frequenza nelle donne che allattano, soprattutto durante le prime settimane dopo il parto.
A volte alcuni batteri o funghi possono trasformare l’infiammazione in una vera e propria infezione.
Perché succede?
La causa più frequente della mastite è l’ostruzione di uno o più dotti galattofori (che sono piccoli tubicini che fanno defluire il latte fino al capezzolo), con conseguente perdita di piccole quantità di latte intorno al tessuto mammario e successiva risposta infiammatoria locale.Quando può succedere?
- Quando si impongono “regole” alla poppata (es.“dieci minuti da una parte e 10 dall’altra”): questo può comportare una suzione incompleta da parte del bambino e favorire un ristagno di latte, ostacolandone il normale deflusso- Quando la suzione è inadeguata, per una posizione non idonea del bambino e un suo scorretto attacco al seno
- Quando la suzione è debole: talvolta è il bambino che, pur essendo attaccato bene al seno della mamma, non riesce a far defluire bene il latte dalla mammella (es. un prematuro). In questi casi è opportuno spremere manualmente il seno o ricorrere all’uso del tiralatte.
- Indossare un reggiseno stretto è un altro fattore di rischio: la compressione può causare il blocco del deflusso di latte in un dotto con conseguente infiammazione.
- La mastite può anche derivare da una ragade al capezzolo (causata sempre da uno scorretto attacco del bambino al seno): in questo caso la lesione favorisce la penetrazione dei germi che poi risalgono i dotti, provocandone in un punto l’infiammazione.
Come si manifesta?
L'insorgenza dell'infezione è accompagnata da sintomi generali (malessere, febbre oltre i 38°c, stanchezza intensa) oltre a sintomi locali (dolore, gonfiore, arrossamento della mammella).Cosa fare?
- Non smettere di allattare. Continuare a mantenere il flusso di latte, magari cominciando la poppata dall’altro seno, quello non affetto.- Riposare il più possibile finché l’infezione non sia finita. Far riposare la madre, non il seno. Le madri che lavorano dovrebbero prendere permesso per malattia.
- Assicurarsi che il bambino sia attaccato per una suzione efficace.
- Allattare con la frequenza desiderata dal bambino.
- Spremere manualmente e con dolcezza il latte dal seno ammalato, dopo ogni poppata.
- Prendere un antibiotico per l’infezione e se necessario un blando analgesico per il dolore.
- L’ascesso dovrà essere inciso e drenato.
- Bagnare il seno ammalato con acqua calda per aumentare il drenaggio.
- Se c’é un drenaggio, la madre può continuare ad allattare se l’incisione col drenaggio é abbastanza lontana dall’areola in modo da non interferire con l’attaccamento.
- Se la madre non può allattare a quel seno a causa della posizione dell’ascesso, avrà bisogno di spremere il latte manualmente o mediante un tiralatte. Può gradualmente lasciar “seccare” il seno interessato e riprendere l’allattamento più avanti.




















