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  • Martedì 24 Maggio 2011 12:34

    Bambini davanti a pc e tv: più deboli e pigri

    Quando il professor Gavin Sandercock, dell’Università dell’Essex, ha chiesto al piccolo Richard Maloy di attaccarsi alla sbarra per vedere quanti secondi riusciva a stare appeso, lui, a nove anni, lo ha guardato rabbioso, gli ha mollato un calcio ed è scappato via.

    "Su trecento ragazzini testati trenta non sono stati in grado di reggere il proprio peso. E trenta se la sono dati a gambe infuriati".
    "Che succede alle nuove generazioni?"
    Il Professore, leader di un gruppo di scienziati inglesi che ha pubblicato lo studio sulla rivista medica Acta Paediatrica, ha dato una risposta: "Semplice. Sono più deboli. Hanno meno muscoli, meno volontà e più grasso addosso. Non è un’ipotesi. E’ un fatto".

    Li chiamano i bambini-divano, under dieci smidollati e ipotonici, cresciuti con i videogiochi e con Facebook, ipnotizzati dalla televisione, sequestrati dai computer, abituati a pensare in 3D ma incapaci di arrampicarsi su un albero e terrorizzati dall’idea di compiere esercizi fisici che alla fine dello scorso millennio i loro coetanei avrebbero fatto senza battere ciglio.
    Reggersi a una fune o afferrare un pallone al volo.

    I numeri emersi dal confronto di due gruppi di oltre 300 ragazzi studiati a dieci anni di distanza sono imbarazzanti.
    La capacità di restare seduti in posizione eretta dei bambini nati nel Duemila è calata del 27%, la forza nelle loro braccia del 26% e la capacità di afferrare un oggetto del 7%.
    "Non fanno più quelle attività comuni che si facevano fino a pochi anni fa. Semplice esercizio fisico che consentiva a chiunque di alzare e sostenere il proprio peso corporeo. Per i bambini di dieci anni di oggi è un’impresa titanica".

    Eppure, per evitare che il problema della forma fisica fosse confuso con quello dell’obesità, i ricercatori dell’Essex erano andati a scegliere i bambini a Chelmsford, una delle cittadine più ricche del Regno Unito, quella con la media di scolari sovrappeso più bassa del Paese.
    Li hanno misurati e messi sulla bilancia e si sono accorti che l’indice di massa corporea era uguale a quello dei coetanei di fine secolo.
    "Sembrava un buon punto di partenza. In verità dopo i test abbiamo capito che era un altro segnale inquietante. Perché se la massa corporea è identica e i muscoli sono diminuiti, significa che è aumentato il grasso".

    Preoccupato, Sandercock ha preso i dati e li ha consegnati al ministero dell’educazione.
    "Non sarebbe il caso di pensare alla forma dei giovani nelle scuole?".
    "Prima dobbiamo ridurre il numero degli obesi", hanno risposto, senza rendersi conto di avere appena ricevuto il ritratto di una generazione destinata ad avere grossi problemi fisici.

    Fonte: LaStampa.it

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