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    Mercoledì 23 Febbraio 2011 15:16

    BRUFOLI E CROSTA LATTEA

    Buongiorno, il mio bambino ha 50 giorni.
    Da quasi due settimane ha dei brufolini sulla fronte che ogni tanto si arrossano e comunque rimangono in rilievo anche quando si sbiancano.
    Da qualche giorno gli è comparsa anche la crosta lattea.
    Su consiglio ricevuto presso il consultorio della mia città, ad ora sto applicando solamente l'olio VEA e sulla cute sto delicatamente spazzolando.
    Posso intervenire in maniera migliore e/o più efficace?
    Grazie anticipatamente per la disponibilità.
    Cordiali saluti.
    Valentina Senna
    Pubblicato in: Malattie
    Lunedì 30 Agosto 2010 11:33

    La crosta lattea

    La crosta lattea, ossia la dermatite seborroica infantile, è un disturbo che crea la comparsa di piccole crosticine che rendono la pelle del neonato squamata e leggermente ruvida e grassa.

    E' un disturbo frequente inquanto 2 bambini su 3 ne sono colpiti fin dalle prime settimane di vita.

    Questo fenomeno viene chiamato così perchè si manifesta nel periodo in cui il bambino è nutrito solamente di latte, quindi nei primi mesi di vita.
    I punti dove le crosticine si localizzano sono principalmente nella zona delle sopracciglie, fronte, tempie e cuoi capelluto.
    In alcuni casi, può estendersi anche dietro le orecchie, sulle guancie e intorno al nasino.

    I sintomi

    Questa malattia della pelle si manifesta sotto forma di desquamazione grassa di colore giallastro, molto simile alla forfora.
    Nelle forme più acute, la dermatite seborroica può essere presente anche nella zona inguinale e anale e sotto le ascelle.
    Le desquamazioni, anche se abbondanti, non provocano alcun tipo di dolore o fastidio al neonato.

    Le cause

    La causa dell’eccessiva stimolazione delle ghiandole sebacee non sono ancora del tutto chiare: di volta in volta sono state chiamate in causa alterazioni di tipo ormonale, specie ormoni materni che passati nel sangue del bambino durante la vita fetale, persistono fino al terzo mese. Secondo altri sarebbe dovuta ad un fungo che si trova normalmente sulla pelle. Un dato interessante è che non esistono, in letteratura, prove che la crosta lattea possa essere correlata all’allattamento materno od a particolari alimenti assunti dalla nutrice. Occorre ricordare che la crosta lattea viene tollerata bene dal lattante e si risolve anche senza particolari trattamenti.

    Probabilmente i meccanismi che regolano la qualità della pelle non sono ancora del tutto maturi nel neonato e il processo di sostituzione delle cellule vecchie con le nuove avviene molto rapidamente. In pratica la crosta lattea si verifica quando le cellule di desquamazione anziché staccarsi restano attaccate alla cute, sovrapponendosi alle cellule che dovrebbero sostituirle. Tutto questo è inoltre peggiorato dall'attività esagerata delle ghiandole sebacee che producono una grande quantità di grasso che si stratifica su tutto il cuoio capelluto. Nonostante il fatto che le squame siano saldamente attaccate alla cute, esse non provocano alcun particolare fastidio al bambino. Infatti da parte dei medici questa alterazione viene considerata soltanto sotto il profilo estetico, assolutamente innocuo, ma sgradevole da vedere.

    Come curarla

    Di solito la guarigione avviene spontaneamente entro il terzo-quarto mese e viene facilitata con alcuni accorgimenti utili ad eliminare le squame presenti e prevenire la formazione di nuove. Innanzitutto bisogna lavare la testa ogni due giorni con sostanze oleose in modo da non irritare ulteriormente la cute già delicata. Sul cuoio capelluto bisogna passare del cotone imbevuto di olio di oliva o di mandorle dolci o di vasellina oppure di emollienti specifici per la crosta lattea in vendita in farmacia che, fluidificano il sebo e, ammorbidendo le croste, ne facilitano il distacco.  

    A causa della localizzazione sullo scalpo e la concomitante persistenza dell’apertura della fontanella cranica, tutte queste operazioni vanno fatte con la dovuta cautela, evitando accuratamente pressioni indebite e soprattutto l’uso delle unghie per sollevare le croste ancora dure. Per rimuovere le croste è consigliabile, una volta applicato l'olio, passare delicatamente un pettinino a denti fitti tamponando poi con un panno. Infine tamponare con olio di borragine che è utile per riequilibrare la produzione da parte delle ghiandole sebacee. In casi molto gravi può essere consigliato anche il ricorso a pomate o creme cortisoniche, che devono essere, comunque, sempre prescritte dal pediatra.
    Pubblicato in: Neonato

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