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  • Drew Barrymore è incinta Girava da tempo la notizia che Drew Barrymore…


  • Articoli filtrati dai tag: musica

    Buongiorno dottore, sono Claudia e avrei una domanda per lei.
    Sono alla 22' settimana di gravidanza, e procede tutto bene!
    Io ho una grande passione che mi porto dietro da quando ho 12 anni, ora ne ho 31, suono la batteria.
    Ho sentito diversi pareri di 3 diversi dottori riguardanti il suonare la batteria nel mio stato e 2 su 3 mi hanno detto che se è una cosa che a me dà piacere non puo fare altro che bene al mio bimbo.
    Mentre la mia attuale ginecologa mi ha detto che, il suo parere, è quello di evitare se posso, essendo la batteria uno strumento abbastanza rumoroso, mi ha anche detto di evitare di andare a concerti troppo rumorosi, che insomma, vince sempre il buon senso.
    Premesso che da quando sono incinta ho giĂ  drasticamente ridotto a 1 volta alla settimana e non tutte le settimane, le volte in cui suono per una oretta con il mio gruppo.
    La mia domanda è: ci sono davero dei rischi fisici e/o emotivi per il mio bambino?
    Puo' essere che davvero che solo la musica classica porta tranquillitĂ  al bimbo?
    Secondo lei come mi dovrei comportare visto che l'ultima cosa che voglio fare è fare del male al mio bimbo!
    Grazie
    Pubblicato in: Pediatra
    Martedì 07 Settembre 2010 11:36

    Musica in fasce: incontri gratuiti a Livorno

    Per bambini da 0 a 36 mesi accompagnati dai genitori, la scuola di musica AMADEUS e il Comune di Livorno CIAF “Edda Fagni” organizzano degli incontri denominati:

    Musicainfasce®
    Crescere immersi nell’armonia dei suoni


    Orari: 16,00 - 17,00 - 18,00

    Presso: CIAF “Edda Fagni” - Via Caduti del Lavoro, 26

    L’iniziativa è a carattere gratuito.

    Laboratorio Musicainfasce®

    I primi tre anni di vita del bambino costituiscono una finestra di apprendimento irripetibile per lo sviluppo dell’attitudine musicale.
    Il laboratorio si basa sulla Music Learning Theory di E. E. Gordon, ed è stato concepito allo scopo di far vivere al bambino un percorso di apprendimento che lo porterà ad arricchire con la musica il proprio patrimonio espressivo.
    La voce e il corpo in movimento saranno gli strumenti privilegiati nella produzione di melodie e di ritmi appositamente creati per lo sviluppo musicale del bambino, in giovanissima etĂ .
    In uno spazio ampio e accogliente, completamente vuoto, comodamente seduti o sdraiati o come meglio desiderano, adulti e bambini potranno ascoltare gli Insegnanti Associati Aigam che canteranno per loro e con loro.
    Durante il laboratorio i bambini potranno interagire con la musica: saranno liberi di muoversi ed emettere suoni con la voce in un'atmosfera di rilassamento e divertita partecipazione.
    Nessuna parola, ma voci, suoni, lallazioni assieme a foulard e teli colorati saranno gli strumenti del laboratorio.
    Nessun intento intrattenitorio dunque ma, semmai, il tentativo di dare un'opportunitĂ  ai piĂą piccoli di vivere l'ascolto della musica eseguita dal vivo in modo autentico.

    ModalitĂ  di partecipazione

    Gli incontri-laboratorio sono gratuiti e a numero programmato.
    E’ quindi necessaria la prenotazione.
    Il numero massimo previsto di partecipanti è 12/15 coppie madre/padre bambino.
    Le prenotazioni sono aperte dal 1 settembre 2010.
    E’ possibile partecipare ad un solo incontro musicainfasce®
    Contattare la Segreteria della Scuola di Musica “Amadeus” per informarsi sulla disponibilità dei posti.

    Ulteriori Informazioni

    Amadeus
    Scuola di Musica Associata AIGAM
    Via della Campana, 8 - 57122 LIVORNO
    Via Frascani – zona Isola verde – 56100 PISA
    E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    Segreteria: Tel. 0586 895376
    ORARIO DI PRENOTAZIONE: lun –mer –ven dalle 10 alle 12      mar – giov dalle 16 alle 18

    Responsabili del Progetto

    Elena Papini - Scuola di Musica “Amadeus”
    Serenella Cipolli – C.I.A.F. “Edda Fagni” del Comune di Livorno
    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Il canto degli uccelli contribuisce ad alleviare nei pazienti ricoverati in ospedale.
    E questo vale soprattutto per i bambini.
    Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'Alder Hey Hospital di Liverpool in uno studio riportato dal quotidiano britannico 'Daily Telegraph'.

    Si e' riscontrato che i bimbi erano meno preoccupati subito prima una 'puntura' se si faceva loro ascoltare il canto degli uccelli.
    Secondo i ricercatori, i suoni rilassanti colpirebbero parti del cervello coinvolte nelle emozioni e possono distrarre i pazienti dal trattamento medico cui sono sottoposti.

    Lo studio e' stato finanziato dalla Foundation for Art and Creative Technology.

    "Abbiamo visto vantaggi tangibili per i pazienti nel portare il mondo naturale negli ospedali", ha spiegato Laura Sillers, che ha partecipato al progetto, "nei reparti dei bambini i terapeuti usano il canto degli uccelli come tecnica di distrazione e relax per i ragazzi prima di effettuare un intervento chirurgico".

    Ora i ricercatori vorrebbero approfondire meglio i risultati di questo studio.
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    L'evidenza suggerisce che 20/30 minuti di ascolto musicale durante la gravidanza offrono benefici psicologici.
    La societĂ  moderna con i suoi ritmi di lavoro, lo stress, le preoccupazioni per il futuro ha fatto emergere nella popolazione in generale patologie ansiose, attacchi di panico e depressione.

    La situazione di difficoltà si acuisce quando il disagio viene trasferito nell'ambito della coppia e subentra una gravidanza. L'ansia per la gravidanza, per il lavoro, può mandare in crisi la futura mamma.
    Nei primi mesi sono controindicati i sedativi per tali patologie, in quanto potrebbero danneggiare il feto. Sta quindi emergendo un modo di rilassamento con la musica, che ha un duplice effetto sulla madre e sul feto, come confermato dagli ultimi studi riportati da esperti.
    Il dott. Francesco Gambino e il prof. Leonardo Trevisan, a seguito di osservazioni e contatti diretti con gestanti, consigliano alla futura mamma (soprattutto alle lavoratrici) di effettuare nel tardo pomeriggio una seduta di 20-30 minuti di rilassamento. Per rilassamento si intende: adagiarsi in posizione comoda con occhi socchiusi, luce soffusa e ascoltare i seguenti brani musicali EMOZIONI, RIFLESSI DI LUNA, PER KAROL, PRELUDIO, INFINITO AMORE, SUONI NELLO SPAZIO e NINNA NANNA.
    Un momento piacevole per ottenere il rilassamento psichico-mentale della futura mamma e il benessere per il feto.

    Per ricevere gratuitamente le musiche scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
    Per ascoltare le musiche e approfondire la tematica "La musica per la gravidanza e il neonato" visitare il sito www.fondazionepremioaltino.it.

    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo
    Lunedì 28 Settembre 2009 01:00

    Livorno: musica in fasce

    La musica fa bene, soprattutto se ascoltata nei primi anni di vita o addirittura nel pancione!
    Il 17 ottobre a Livorno il CIAF Edda Fagni offre la possibilitĂ  a gestanti e piccoli ascoltatori di partecipare a Musicainfasce, una lezione-concerto che ha lo scopo di alimentare la passione per la musica nei piĂą piccoli.
    I concerti si ispirano alla Music Learning Theory di E. E. Gordon® secondo cui il bambino sviluppa la sua attitudine musicale nei primi anni di vita attraverso un'esposizione alla musica che rispetti le sue grandi capacità di ascolto e di assorbimento.

    In uno spazio ampio e accogliente adulti e bambini potranno ascoltare gli Insegnanti Associati Aigam e musicisti ospiti che suoneranno e canteranno per loro. Durante il concerto i bambini potranno interagire con la musica: saranno liberi di muoversi ed emettere suoni con la voce in un'atmosfera di rilassamento e divertita partecipazione.

    Le gestanti potranno sistemarsi comodamente sedute o sdraiate in un’atmosfera di piacevole rilassamento e verranno guidate ad interagire attraverso il movimento e la voce con la musica eseguita dal vivo da strumentisti e cantanti.

    Per prenotazioni e informazioni:
    Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    telefono: 0586 895376
    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Giovedì 11 Giugno 2009 01:00

    Musica per neonati e per gestanti

    Molti studi dimostrano come una musica piacevole possa influire positivamente sullo stato emotivo dei neonati, favorendo anche un maggiore benessere fisico.

    Leonardo Trevisan, ideatore e responsabile della Fondazione Premio Altino, per il progetto “Musica per neonati” ha composto una serie di melodie adatte a favorire il benessere e il rilassamento di tutti i piccoli appena nati.

    Ma quali sono le premesse per questo progetto? Leonardo Trevisan, diplomato al Conservatorio, compositore, ricercatore, insegnante e direttore artistico, fin dagli anni Ottanta si è dedicato allo studio dell’influenza che la musica ha sulla gestazione e sullo sviluppo sensitivo del bambino fin dalla nascita.

    La melodia musicale fa appello all’affettività; il ritmo stimola la sensorialità; l’armonia è collegata all’intelligenza.

    Gli effetti positivi della musica agiscono già sulla gestante e, di conseguenza, anche sulla piccola vita che cresce nel suo grembo. Durante la gravidanza ogni donna dovrebbe scegliersi un repertorio di suo gradimento che la aiuti a distendersi e a rilassarsi, da utilizzare anche a scopi terapeutici nei momenti di maggiore stress o affaticamento. Da evitare, invece, i suoni troppo forti o dissonanti, che vengono considerati veri e propri “veleni” per i nervi.

    Quando nasce il bambino, è bene accoglierlo con un ambiente tranquillo, evitando di tenere alto il volume di radio e televisori. Il neonato, fin dalle prime settimane, reagisce negativamente a suoni acuti e rumori forti e improvvisi, che gli provocano agitazione e inquietudine.

    Alcuni studi condotti nel reparto maternità di un ospedale della Florida, hanno evidenziato che l’ascolto quotidiano di una cassetta musicale di 60 minuti, contenente ninne nanne o canzoni per bambini, portava ad abbreviare la durata del ricovero ospedaliero (di almeno 5 giorni) dei neonati prematuri e di basso peso. Nel gruppo di neonati che ascoltava le canzoni, rispetto al gruppo che non l’ascoltava, il calo di peso era minore, la quantità di latte assunto più elevata e il livello di stress meno accentuato.

    Al secondo-terzo mese di vita l'ascolto di un sottofondo musicale dolce, che non turbi il sonno, offre al bambino la possibilitĂ  di iniziare a formare il gusto per la musica.

    A 6-7 mesi il bambino scopre il primo elemento formante della musica: il ritmo. In uno studio compiuto dall’Università di Harvard, 90 bambini di 6 mesi d’età sono stati sottoposti a più riprese ad ascolti musicali legati a due tipi di composizioni: sotto l’influenza di musiche che apparivano consonanti (Mozart, Vivaldi…), i piccoli restavano tranquilli, buoni e silenziosi; mentre piangevano irritati alle prime note dissonanti dei lavori di Schönberg, Weber e simili.

    Dopo i 18-20 mesi, il piccolo diventa attivo sotto l’aspetto musicale e può iniziare a balbettare le prime melodie.

    A 2-3 anni, molti bambini sanno riprodurre parti o intere canzoncine, riconoscono diverse melodie, provano gli strumenti musicali, riescono a saltare, danzare, camminare, correre a tempo di musica. Di solito il primo incontro del bambino con la musica avviene alla scuola dell’infanzia.
    Pubblicato in: Neonato
    Lunedì 22 Settembre 2008 01:00

    La musica fa bene alla salute dei bambini

    LA MUSICA NEL PANCIONE

    La musica ha effetti benefici sulla vita dei bambini fin dalla vita intrauterina. Secondo alcuni studi, infatti, il feto è in grado di percepire i suoni già dopo 6 mesi di gravidanza e potrebbe persino essere in grado di ricordare le esperienze musicali vissute nell’utero.
    Il piccolo nel pancione reagisce alla musica in termini di risveglio, aumentando la frequenza cardiaca e il ritmo della respirazione, mentre l’effetto benefico nei confronti della futura mamma consiste in una generale sensazione di benessere collegata alla produzione di endorfine e al rilassamento muscolare.

    LA MUSICA NEI PRIMI ANNI DI VITA

    Dopo la nascita, il suono diventa uno dei canaliespressivi e di comunicazione principali per il bambino e sembra che la capacitĂ  di percezione e comprensione della musica inizi giĂ  dai primi 3-4 mesi di vita.
    Niente come il suono attira l’attenzione dei neonati. Filastrocche e canzoncine sembrano avere un effetto ipnotico sui bambini di pochi mesi.
    Appena il bimbo impara ad afferrare gli oggetti inizia a fare “musica” con qualsiasi cosa gli capiti sotto mano e quando è un po’ più grande reagisce ballando e cantando (a suo modo, ovvio) se gli facciamo ascoltare una canzoncina o un motivetto allegro.
    I primi 6 anni di vita sono il periodo in cui le potenzialità ricettive che consentono l’apprezzamento e la riproduzione dei suoni sono al loro culmine (proprio come quelle del linguaggio, delle emozioni e delle competenze motorie), perciò è in questo momento che la musica può essere particolarmente utile per la formazione dell’individuo.
    Fare ascoltare musica ai nostri figli nella prima infanzia contribuisce a far sviluppare la loro capacità di percepire correttamente suoni e timbri e può influire positivamente anche sullo sviluppo di alcune capacità di tipo logico, visuo-spaziale e forse linguistico. Inoltre, la musica è in grado di rilassare e migliorare l’umore e quando si è in una situazione di benessere si affronta meglio qualsiasi cosa.

    IL CANTO

    L’ambiente in cui il bambino cresce dovrebbe essere vario anche dal punto di vista musicale. Teniamo presente che lo strumento ideale per l’apprendimento della musica è la voce, perciò cantare in famiglia è il modo più efficace, ma allo stesso tempo anche il più semplice, per educare il piccolo all’ascolto della musica.
    In particolare la voce della mamma riesce a comunicare emozioni al bambino con più facilità, poiché era già presente quando il piccolo era ancora nel pancione. Ma anche i padri dovrebbero dare sfogo alla propria vena canora perché, se a questi momenti musicali parteciperà tutta la famiglia, si creerà più facilmente un clima di empatia e il pargoletto apprenderà in fretta.
    Il canto può essere praticato in momenti specifici della giornata, ad esempio prima di andare a dormire per rilassarsi, oppure in occasioni speciali, come quando si fa un lungo viaggio in macchina e i bambini tendono a diventare irrequieti: cantare tutti assieme servirà a far passare le ore più velocemente.

    QUALE MUSICA ASCOLTARE?

    Potete scegliere il genere che più vi aggrada, prediligendo, però, motivi orecchiabili e di facile ascolto: i bambini, infatti, apprendono la musica basandosi sulla ripetitività delle sequenze musicali; i pezzi troppo percussivi rischiano di urtare la loro sensibilità.
    Da evitare i sottofondi musicali, che relegano la musica a una funzione secondaria e possono disturbare il processo di formazione del gusto musicale.
    Può essere utile, invece, portare i bambini a vedere qualche esecuzione di musica dal vivo (attenendosi sempre a un genere adatto alla loro giovane età) perché, in questo modo, i piccoli potranno capire che fare musica è un atto concreto e praticabile da tutti (ovviamente con risultati qualitativi diversi).

    IMPARIAMO A SUONARE

    Imparare a suonare uno strumento musicale è un’esperienza formativa che può portare molti benefici nella vita di un bambino. Ovviamente è un’attività che richiede impegno e costanza, perciò non dovrebbe mai essere un’imposizione, bensì un modo di arricchire le capacità fisiche e intellettive di nostro figlio mentre si diverte.
    Sono innumerevoli i vantaggi derivanti dallo studio di uno strumento fin dalla tenera età: si sviluppa la capacità di ascoltare con attenzione, di memorizzare , di concentrarsi e di perseverare, inoltre si impara a osservare e imitare e si acquista fiducia in sé stessi.
    Infine, secondo uno studio condotto da Glenn Schnellenberg, psicologo dell’Università di Toronto, i bambini che vanno a lezione di musica diventano più intelligenti. Forse si tratta di un effetto comune alle attività extrascolastiche, ma da questa ricerca è emerso che i bambini che frequentano un corso di musica mostrano un aumento del Q.I. superiore rispetto ai bambini che partecipano ad altre attività.
    Pubblicato in: Salute
    Mercoledì 25 Novembre 2009 13:34

    Musica e bambini

    La musica fa bene ai bambini!

    La musica nel pancione

    La musica ha effetti benefici sulla vita dei bambini fin dalla vita intrauterina. Secondo alcuni studi, infatti, il feto è in grado di percepire i suoni già dopo 6 mesi di gravidanza e potrebbe persino essere in grado di ricordare le esperienze musicali vissute nell’utero.
    Il piccolo nel pancione reagisce alla musica in termini di risveglio, aumentando la frequenza cardiaca e il ritmo della respirazione, mentre l’effetto benefico nei confronti della futura mamma consiste in una generale sensazione di benessere collegata alla produzione di endorfine e al rilassamento muscolare.

    La musica nei primi anni di vita

    Dopo la nascita, il suono diventa uno dei canaliespressivi e di comunicazione principali per il bambino e sembra che la capacitĂ  di percezione e comprensione della musica inizi giĂ  dai primi 3-4 mesi di vita.
    Niente come il suono attira l’attenzione dei neonati. Filastrocche e canzoncine sembrano avere un effetto ipnotico sui bambini di pochi mesi.
    Appena il bimbo impara ad afferrare gli oggetti inizia a fare “musica” con qualsiasi cosa gli capiti sotto mano e quando è un po’ più grande reagisce ballando e cantando (a suo modo, ovvio) se gli facciamo ascoltare una canzoncina o un motivetto allegro.
    I primi 6 anni di vita sono il periodo in cui le potenzialità ricettive che consentono l’apprezzamento e la riproduzione dei suoni sono al loro culmine (proprio come quelle del linguaggio, delle emozioni e delle competenze motorie), perciò è in questo momento che la musica può essere particolarmente utile per la formazione dell’individuo.
    Fare ascoltare musica ai nostri figli nella prima infanzia contribuisce a far sviluppare la loro capacità di percepire correttamente suoni e timbri e può influire positivamente anche sullo sviluppo di alcune capacità di tipo logico, visuo-spaziale e forse linguistico. Inoltre, la musica è in grado di rilassare e migliorare l’umore e quando si è in una situazione di benessere si affronta meglio qualsiasi cosa.

    Il canto

    L’ambiente in cui il bambino cresce dovrebbe essere vario anche dal punto di vista musicale. Teniamo presente che lo strumento ideale per l’apprendimento della musica è la voce, perciò cantare in famiglia è il modo più efficace, ma allo stesso tempo anche il più semplice, per educare il piccolo all’ascolto della musica.
    In particolare la voce della mamma riesce a comunicare emozioni al bambino con più facilità, poiché era già presente quando il piccolo era ancora nel pancione. Ma anche i padri dovrebbero dare sfogo alla propria vena canora perché, se a questi momenti musicali parteciperà tutta la famiglia, si creerà più facilmente un clima di empatia e il pargoletto apprenderà in fretta.
    Il canto può essere praticato in momenti specifici della giornata, ad esempio prima di andare a dormire per rilassarsi, oppure in occasioni speciali, come quando si fa un lungo viaggio in macchina e i bambini tendono a diventare irrequieti: cantare tutti assieme servirà a far passare le ore più velocemente.

    Quale musica ascoltare?

    Potete scegliere il genere che più vi aggrada, prediligendo, però, motivi orecchiabili e di facile ascolto: i bambini, infatti, apprendono la musica basandosi sulla ripetitività delle sequenze musicali; i pezzi troppo percussivi rischiano di urtare la loro sensibilità.
    Da evitare i sottofondi musicali, che relegano la musica a una funzione secondaria e possono disturbare il processo di formazione del gusto musicale.
    Può essere utile, invece, portare i bambini a vedere qualche esecuzione di musica dal vivo (attenendosi sempre a un genere adatto alla loro giovane età) perché, in questo modo, i piccoli potranno capire che fare musica è un atto concreto e praticabile da tutti (ovviamente con risultati qualitativi diversi).

    Impariamo a suonare

    Imparare a suonare uno strumento musicale è un’esperienza formativa che può portare molti benefici nella vita di un bambino. Ovviamente è un’attività che richiede impegno e costanza, perciò non dovrebbe mai essere un’imposizione, bensì un modo di arricchire le capacità fisiche e intellettive di nostro figlio mentre si diverte.
    Sono innumerevoli i vantaggi derivanti dallo studio di uno strumento fin dalla tenera età: si sviluppa la capacità di ascoltare con attenzione, di memorizzare , di concentrarsi e di perseverare, inoltre si impara a osservare e imitare e si acquista fiducia in sé stessi.
    Infine, secondo uno studio condotto da Glenn Schnellenberg, psicologo dell’Università di Toronto, i bambini che vanno a lezione di musica diventano più intelligenti. Forse si tratta di un effetto comune alle attività extrascolastiche, ma da questa ricerca è emerso che i bambini che frequentano un corso di musica mostrano un aumento del Q.I. superiore rispetto ai bambini che partecipano ad altre attività.
    Pubblicato in: Crescendo

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