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    Lunedì 07 Novembre 2011 10:39

    FONTANELLA ANCORA APERTA

    Egregio dottore, sono Lucia, mamma del piccolo Andrea di 14 mesi. la mia domanda è questa: come mai a 14 mesi il piccolo ha ancora la fontanella sopra la fronte un po' aperta? il bimbo gode di ottima salute, non manifesta carenze di calcio o altri problemi relativi alla circonferenza cranica. La mia pediatra dice che non mi devo preoccupare ma io non sono tranquilla.  Grazie
    Pubblicato in: Salute e sicurezza

    Marzia Mirabella, pedagogista conduttrice di ABC Nido e ScuolaABC Pedagogia, ci svela i segreti per comprendere le fasi del bambino nel raggiungimento dell'indipendenza 

    Come cambia il bambino dai due anni in poi

    Nel secondo anno di vita il bambino, più indipendente anche dal punto di vista motorio, comincia ad esplorare il mondo a lui circostante: è consapevole di potersi allontanare dalla mamma e dal papà ed è fortemente incuriosito dal mondo; nello stesso tempo, ha bisogno di tornare alla sua base sicura, deve sapere che la mamma c’è e che in qualsiasi momento può soddisfare le sue esigenze di accudimento. E’ stato J.Bowlby a parlare di Base Sicura (J. Bowlby, Una base sicura, Raffaello Corina Ed) e a mio parere questo termine rende molto bene l’idea di un luogo sicuro, caldo e sempre disponibile dove rifugiarsi al bisogno! Questo binomio, tra accudimento ed esplorazione è strettamente collegato a quello tra Codice Materno (basato su accudimento e  protezione) e Codice Paterno (basato su esplorazione, regole, avventura). Quando parliamo di codice materno e paterno, non ci riferiamo nello specifico alla mamma e al papà, ma a dei ruoli fondamentali nel nucleo familiare. E non si parla nemmeno di un aspetto più importante dell’altro, piuttosto di un continuum, tipo un bilanciere, lungo il quale questi due aspetti si muovono, abbastanza fluidamente, a seconda dell’esigenza e dell’età del bambino. Un esempio pratico di co-presenza dei due codici potrebbe essere il seguente: un bambino che protesta ogni sera quando i genitori gli dicono che è ora di andare a letto; in questa circostanza, abbiamo la Regola (che deve essere esplicitata al bambino e mantenuta) e abbiamo la protesta del bambino che non vuole andare a letto. Il codice paterno si manifesta con il mantenimento della regola nonostante la protesta, quello materno si esplicita attraverso l’ascolto della protesta del bambino e la sua comprensione. Il messaggio che dovrebbe arrivare al bambino potrebbe essere: “so che questa regola ti fa arrabbiare, lo capisco, mi dispiace, ma è la regola e occorre rispettarlaâ€.

    Il desiderio di indipendenza

    Il desiderio di indipendenza, in seguito di autonomia, rappresenta un passaggio sano e necessario perché il bambino diventi un adulto sano e consapevole. A partire dal 2° anno di vita, infatti, si verifica una sorta di esplosione della sensorialità: se proviamo a metterci nei panni di un bambino di questa età, possiamo immaginare l’enorme quantità di stimoli, interessi, luci, suoni che egli sperimenta, con un bagaglio di competenze fisiche, emotive e mentali sempre più raffinato. Il bambino scopre di avere occhi per vedere, orecchie per ascoltare, bocca per assaggiare, mani per toccare e naso per annusare,gambe per camminare, correre, saltare.

    In questo percorso, è fondamentale la dimensione del Linguaggio, non solo verbale, ma anche non verbale, quindi fatto di sguardi, risposte, echi. Dobbiamo cercare di utilizzare da subito con il nostro bambino un linguaggio corretto e semplice, senza vezzeggiativi, diminutivi, in modo che quando sarà pronto ad esprimersi anche verbalmente lo farà già in modo corretto.

    Compito importante di noi adulti è sostenere lo sviluppo del linguaggio, stimolare l’espressione verbale del bambino e l’eplicitazione di ciò che sente. Aiutiamolo a diventare una persona autonoma e consapevole di se stesso e degli altri.

    Marzia Mirabella
    Pedagogista
    ABC Scuola – ABC Pedagogia

     
    1) Per aiutarlo a imparare a parlare leggete un libro insieme tutte le sere e invitate vostro figlio a ripetere i suoni e le parole nuove che gli leggete.
    2) La musica è un alleato prezioso: cantare semplici canzoncine lo aiuterà a memorizzare e a ripetere parole e frasi.
     
    Pubblicato in: Psicologia

    Il primo anno di vita rappresenta un periodo di crescita in tutte le aree di sviluppo del bambino che non ha pari in altre età della vita. È noto oggi, contrariamente al passato, che il cervello umano non è completamente sviluppato alla nascita. Alla nascita, la natura fornisce al cervello del neonato la maggioranza delle cellule (neuroni e altre cellule cerebrali) di cui ha bisogno. Nel corso del primo anno di vita la crescita cerebrale è notevolissima soprattutto grazie alla formazione di centinaia di miliardi di connessioni tra cellule (sinapsi) che sono la chiave dell’apprendimento e della memoria.Tutte insieme, esse formano un complesso centro di controllo per la percezione del mondo circostante e per l’acquisizione di funzioni specifiche: non solo vedere, sentire, muoversi, sentire i sapori, ma anche pensare, percepire le sensazioni, e comportarsi in un determinato modo. I genitori possono, e devono, influenzare tutte le aree dello sviluppo del loro bambino in innumerevoli modi ogni giorno. Molti genitori capiscono l’importanza che hanno nello sviluppo di un bambino le relazioni affettive stabili, appropriate all’età e le esperienze interessanti. I genitori stessi si rendono presto conto dell’unicità dei loro bambini in termini di temperamento, preferenze, il modo in cui preferiscono essere (manipolati), come fare a calmarli quando sono agitati, e cosa li fa ridere.


    Sviluppo motorio
    Sviluppo cognitivo
    Neonato 2 mesi

    Solleva il capo e gira in posizione supina

    Fissa il volto della mamma e lo segue con lo sguardo. Sorride in modo non direzionato.
    2 – 4 mesi
    Solleva il capo di circa 45° in posizione prona.

    Gira il capo da una parte all’altra in risposta a stimoli sonori a livello dell’orecchio. Inizia a localizzare i suoni. Vocalizza in risposta a voci familiari. Compare il sorriso in risposta a stimolazioni (“sorriso socialeâ€).
    4 mesi
    Controlla il capo in posizione seduta. Solleva il capo di circa 90° in posizione prona. Si gira dalla posizione supina a quella su un lato. Cerca di afferrare gli oggetti con le mani. Porta gli oggetti alla bocca.
    Vede bene da vicino. Ride. Inizia a mostrare di ricordare. Anticipa la pappa quando vede il biberon.
    6 mesi
    Solleva capo e tronco dal piano con appoggio sulle braccia. Riesce a stare seduto sul seggiolone. Riesce a girarsi dalla posizione supina a quella prona. Afferra gli oggetti.
    Può localizzare suoni lontani. Inizia ad imitare i suoni. Riconosce i genitori e mostra di aver paura degli estranei. Vocalizza allo specchio e agli oggetti.
    9 mesi
    Riesce a stare seduto per lunghi periodi con sostegno. Ha la capacità di gattonare. Può cominciare a tirarsi su in piedi con appoggio. Può afferrare gli oggetti con la "pinza" formata da pollice e indice.
    Capisce che gli oggetti continuano a esistere anche quando sono fuori dalla vista ("persistenza dell’oggetto"). Risponde a ordini semplici. Capisce il significato del "no". Inizia a imitare i suoni del linguaggio. Ha paura di rimanere solo.
    12 mesi
    Sta seduto senza appoggio. Può camminare da solo o con il sostegno di una mano.
    Segue un oggetto che si muove rapidamente. Capisce diverse parole. Dice "mamma", "papà" e almeno altre due parole. Associa i nomi agli oggetti. Cerca di imitare i versi degli animali.


    Dalla nascita a 2 mesi La visione è una delle maggiori fonti d’informazione del neonato sul mondo esterno. Prima dei tre mesi i bambini vedono meglio quando guardano le cose o i volti "con la coda dell’occhio" (visione periferica). Notano più facilmente i movimenti e i contrasti (ad es. i chiaro/scuro). Poi, gradualmente sviluppano la visione centrale e a partire dai tre mesi cominciano a guardarsi le mani e possono seguire con lo sguardo un oggetto in movimento circolare. I neonati sentono una grande varietà di suoni e sono particolarmente sensibili al suono della voce umana e preferiscono la voce della mamma a quella di qualsiasi altra persona. Il neonato nasce con circa 100 miliardi di cellule cerebrali. Le cellule cerebrali cresceranno in base ai segnali che riceveranno dalle altre cellule.


    Due – sei mesi Tra i due e i sei mesi si osservano notevoli modificazioni in tutte le aree di sviluppo del bambino, inclusa quella cerebrale. Si ritiene che le diverse parti del cervello del bambino maturino a differenti velocità. Di conseguenza, è facile osservare dei "picchi" di sviluppo improvvisi per esempio nell’area del controllo fisico, o del pensiero, o della comunicazione o della relazione con gli altri. Diversi studi hanno dimostrato che la parte visiva del cervello del bambino è quella maggiormente attiva.Tra i due e i sei mesi i bambini sviluppano sempre maggiori capacità di visualizzare un oggetto o un volto nel dettaglio, di seguire un oggetto con lo sguardo e di mettere a fuoco. Dai quattro mesi la visione del bambino è simile a quella dell’adulto. Durante questo periodo, inoltre, comincia a integrare ciò che vede con ciò che gusta, con ciò che sente e con le sensazioni che prova. Questa è la cosiddetta integrazione sensoriale. È importante tener presente che lo sviluppo del singolo bambino in questo periodo può essere più o meno avanzato rispetto a un altro bambino della stessa età. I bambini infatti si sviluppano alla loro propria velocità piuttosto che seguire uno schema temporale fisso. Ciò vuol dire che, da bambino a bambino, un nuovo comportamento può comparire in tempi diversi. Su tali basi, gli esperti di sviluppo psicomotorio verificano la comparsa di determinate funzioni e abilità nell’arco di un determinato arco di tempo, e non in un preciso momento. Dai tre mesi il cervello del bambino è in grado di distinguere diverse centinaia di parole del linguaggio parlato, molte di più di quante non siano presenti nella sua lingua madre. Il cervello si organizza poi intorno alle parole che ascolta più frequentemente e inizia a creare una mappa uditiva per poter organizzare il linguaggio in modo efficiente.


    Sei - nove mesi Lo sviluppo del bambino in questo periodo è particolarmente rapido e riguarda tutte le funzioni sia cognitive che motorie. Si possono notare notevoli cambiamenti sia nella comprensione verbale sia nello sviluppo motorio che nell’apprendimento e nelle relazioni sociali. A quest’età il cervello del bambino forma un’eccezionale numero di connessioni tra cellule cerebrali che permettono tale sviluppo. Tra i sei e i nove mesi la testa del bambino cresce in modo relativamente veloce rispetto al resto del corpo e all’interno del cervello si formano miliardi di connessioni sia tra le cellule cerebrali stesse sia con altre aree del corpo. È proprio tale processo di connessioni la chiave di tutte le aree dello sviluppo: fisico, intellettivo, emozionale e sociale. Nonostante nasca con proprie caratteristiche genetiche, il cervello di ogni bambino subisce l’influenza delle varie esperienze alle quali viene esposto proprio nell’organizzazione di tali connessioni. La progressione dello sviluppo motorio durante questo periodo è influenzata dallo sviluppo cerebrale. Alla nascita, le aree del cervello deputate al controllo e al coordinamento del movimento volontario non sono ancora ben sviluppate. Tali aree motorie cerebrali maturano in una 71 sequenza cranio-caudale (dall’alto in basso), il che vuol dire che le aree cerebrali che controllano i movimenti del capo e del collo maturano prima di quelle che controllano i muscoli degli arti superiori e del tronco che, a loro volta, maturano prima di quelle che controllano gli arti inferiori. Questa progressiva maturazione ha inizio alla nascita e, nell’arco di 6/12 mesi, raggiunge le aree che controllano i muscoli del tronco e delle gambe che sono d’importanza critica per la maggior parte delle fasi di crescita di questo periodo. La corteccia cerebrale del bambino forma gradualmente connessioni con parti del corpo più lontane. Gradualmente, gli scatti incontrollati e i riflessi precoci lasciano il posto al controllo del movimento. Tuttavia i gruppi muscolari non maturano allo stesso tempo e il bambino passa attraverso diversi stadi, dalla posizione seduta alla camminata autonoma. In ogni momento, il cervello automaticamente rifinisce i circuiti deputati a un particolare movimento, dall’afferrare un oggetto alla corsa. Alla fine di questa fase il bambino è in grado di stare in piedi per qualche istante da solo o con sostegno o anche di spostarsi con appoggio laterale. Per quanto riguarda la coordinazione motoria, questa fase inizia locon la capacità di eseguire semplici azioni motorie come tenere in mano il biberon e raggiungere e afferrare goffamente un oggetto con cui giocare, per arrivare fino alla capacità di usare la pinza formata dal pollice e uno o due dita per prendere piccoli oggetti. Tra i sei e i dodici mesi i bambini cominciano a perdere la capacità di cogliere le differenze nei suoni di una lingua straniera ma allo stesso tempo migliora la loro abilità nel distinguere i vari suoni della loro lingua madre. Prima dei sei mesi i bambini sono in grado di riconoscere parole familiari ma la comprensione del significato è limitata a poche parole. Il legame tra suono e significato inizia al sesto mese.


    Nove - dodici mesi Tra i nove e i dodici mesi, il bambino mostra in tanti modi che sta crescendo e che diventa sempre più consapevole del mondo intorno a lui. Continua a raccogliere una gran quantità d’informazioni attraverso i cinque sensi e utilizza ciò che impara per ottenere le cose. Impara a "leggere" le parole, i gesti e le espressioni del volto di chi si occupa di lui. La sua memoria s’incrementa e compare una nuova abilità nel ricordare esperienze passate. Man mano che il suo cervello cresce in dimensioni e complessità, il bambino sviluppa un controllo sempre maggiore sugli oggetti e le persone del suo ambiente. La corteccia frontale - l’area associata con la capacità di regolare ed esprimere le emozioni, i pensieri e i progetti - mostra d’incrementare la sua attività. Allo stesso tempo, le aree motorie si sviluppano sufficientemente in modo da controllare i muscoli del tronco e degli arti superiori, per proseguire poi nel controllo degli arti inferiori. L’aumentata attività della corteccia frontale fa sì che il bambino sia maggiormente in grado di regolare il suo livello di benessere e di calmarsi con l’aiuto di una figura di riferimento o di un oggetto. Il suo interesse nell’esplorazione del mondo e nell’affermare la propria indipendenza è reso possibile dal suo sviluppo fisico che gli permette di muoversi, allontanandosi e poi riavvicinandosi alle persone care. Situazioni spiacevoli che un tempo avrebbero provocato automaticamente il pianto, ora possono tradursi nel voltare il capo e imbronciarsi per mostrare così la sua disapprovazione, frustrazione o stress. Dal punto di vista motorio è ormai in grado di stare seduto senza appoggio, probabilmente gattona, impara a mettersi in piedi da solo e a stare in piedi senza aiuto. Nella fase finale di questo stadio comincia a spostarsi appoggiandosi ai mobili e agli oggetti. Una delle attività preferite è salire le scale. Anche i gruppi muscolari piccoli, che regolano l’attività motoria, si sviluppano molto rapidamente e il bambino prende i piccoli oggetti con la "pinza" formata da pollice e indice. Il bambino migliora anche la capacità di afferrare gli oggetti con l’intera mano e di rilasciarli. I bambini imparano una lingua perché l’ascoltano. Centinaia di ore di conversazione tra i bambini e i loro genitori, fratelli e chi altro si occupa di loro contribuiscono alla formazione delle aree deputate al linguaggio. Cominciano ad essere in grado di focalizzare la loro attenzione sui suoni della loro madre lingua e ad ignorare gli altri suoni. Dagli 8-10 mesi, mostrano d’iniziare a comprendere le parole, rispondendo a ordini semplici come fare "ciao" con la mano o "mandare" un bacio.

    Segni di allarme - Quando consultare il pediatra

    Ogni bambino si sviluppa secondo proprie modalità. Pertanto è impossibile dire esattamente quando un singolo bambino sarà in grado di raggiungere perfettamente una determinata fase di sviluppo motorio. Nonostante la conoscenza delle tappe di sviluppo possa dare un’idea dei cambiamenti che avvengono in un bambino che cresce, non bisogna allarmarsi se lo sviluppo del singolo bambino ha un decorso leggermente diverso. È necessario consultare il pediatra se il bambino mostra uno qualsiasi dei seguenti segni di allarme di un possibile ritardo di sviluppo e in ogni caso quando il bambino sembra regredire nello sviluppo motorio: per esempio, se a nove mesi era in grado di raggiungere la posizione eretta con appoggio ma a 12 mesi non è più in grado nemmeno di stare seduto senza appoggio.

    Qui di seguito sono evidenziati quei segnali d’allarme che i genitori dovrebbero prendere in considerazione e riferirli al pediatra.

    Dai 3 mesi d’età

    • Non sembra rispondere a stimoli sonori intensi
    • Non controlla il capo
    • Non segue gli oggetti con lo sguardo
    • Non porta gli oggetti alla bocca a 4 mesi
    • Non sorride in modo direzionato (alle persone)

    Dai 4 ai 7 mesi d’età

    • Mostra ipertono o rigidità muscolare
    • Mostra ipotono come una bambola di pezza
    • La testa cade all’indietro quando lo si tira su seduto
    • Afferra gli oggetti con una mano sola o tendenzialmente con una mano
    • Non mostra affetto per le persone che si prendono cura di lui
    • Non sorride spontaneamente a 5 mesi
    • Non riesce a stare seduto con appoggio a 6 mesi
    • Non cerca attivamente di afferrare gli oggetti dai 6 mesi
    • Non presenta la lallazione a 8 mesi

    Dagli 8 - 12 mesi d’età

    • Non gattona
    • Trascina una parte del corpo quando gattona
    • Non riesce a stare in piedi se sostenuto
    • Non cerca oggetti che vengono nascosti alla sua vista mentre guarda
    • Non dice nemmeno una parola
    • Non impara il linguaggio gestuale (per esempio, dire "no" con la testa oppure fare "ciao ciao" con la mano)
    • Non indica oggetti o immagini
    Fonte: Ministero della Salute
    Pubblicato in: Crescendo
    Giovedì 11 Giugno 2009 01:00

    Musica per neonati e per gestanti

    Molti studi dimostrano come una musica piacevole possa influire positivamente sullo stato emotivo dei neonati, favorendo anche un maggiore benessere fisico.

    Leonardo Trevisan, ideatore e responsabile della Fondazione Premio Altino, per il progetto “Musica per neonati†ha composto una serie di melodie adatte a favorire il benessere e il rilassamento di tutti i piccoli appena nati.

    Ma quali sono le premesse per questo progetto? Leonardo Trevisan, diplomato al Conservatorio, compositore, ricercatore, insegnante e direttore artistico, fin dagli anni Ottanta si è dedicato allo studio dell’influenza che la musica ha sulla gestazione e sullo sviluppo sensitivo del bambino fin dalla nascita.

    La melodia musicale fa appello all’affettività; il ritmo stimola la sensorialità; l’armonia è collegata all’intelligenza.

    Gli effetti positivi della musica agiscono già sulla gestante e, di conseguenza, anche sulla piccola vita che cresce nel suo grembo. Durante la gravidanza ogni donna dovrebbe scegliersi un repertorio di suo gradimento che la aiuti a distendersi e a rilassarsi, da utilizzare anche a scopi terapeutici nei momenti di maggiore stress o affaticamento. Da evitare, invece, i suoni troppo forti o dissonanti, che vengono considerati veri e propri “veleni†per i nervi.

    Quando nasce il bambino, è bene accoglierlo con un ambiente tranquillo, evitando di tenere alto il volume di radio e televisori. Il neonato, fin dalle prime settimane, reagisce negativamente a suoni acuti e rumori forti e improvvisi, che gli provocano agitazione e inquietudine.

    Alcuni studi condotti nel reparto maternità di un ospedale della Florida, hanno evidenziato che l’ascolto quotidiano di una cassetta musicale di 60 minuti, contenente ninne nanne o canzoni per bambini, portava ad abbreviare la durata del ricovero ospedaliero (di almeno 5 giorni) dei neonati prematuri e di basso peso. Nel gruppo di neonati che ascoltava le canzoni, rispetto al gruppo che non l’ascoltava, il calo di peso era minore, la quantità di latte assunto più elevata e il livello di stress meno accentuato.

    Al secondo-terzo mese di vita l'ascolto di un sottofondo musicale dolce, che non turbi il sonno, offre al bambino la possibilità di iniziare a formare il gusto per la musica.

    A 6-7 mesi il bambino scopre il primo elemento formante della musica: il ritmo. In uno studio compiuto dall’Università di Harvard, 90 bambini di 6 mesi d’età sono stati sottoposti a più riprese ad ascolti musicali legati a due tipi di composizioni: sotto l’influenza di musiche che apparivano consonanti (Mozart, Vivaldi…), i piccoli restavano tranquilli, buoni e silenziosi; mentre piangevano irritati alle prime note dissonanti dei lavori di Schönberg, Weber e simili.

    Dopo i 18-20 mesi, il piccolo diventa attivo sotto l’aspetto musicale e può iniziare a balbettare le prime melodie.

    A 2-3 anni, molti bambini sanno riprodurre parti o intere canzoncine, riconoscono diverse melodie, provano gli strumenti musicali, riescono a saltare, danzare, camminare, correre a tempo di musica. Di solito il primo incontro del bambino con la musica avviene alla scuola dell’infanzia.
    Pubblicato in: Neonato
    Lunedì 02 Marzo 2009 01:00

    Progressi dai 6 ai 12 mesi

    E’ quasi arrivato il suo primo compleanno e il nostro piccolo comincia a muovere i primi passettini da solo. Ma per raggiungere questo traguardo ha iniziato ad “allenarsi†molto prima, già a partire dai 6 mesi.
    Vediamo insieme come aiutarlo con delle piccole accortezze a superare nel migliore dei modi i diversi passaggi necessari a conquistare la posizione eretta.
    Ricordiamo che l’età è puramente indicativa, poiché ogni bimbo è unico e affronterà in modo del tutto personale le tappe che gradualmente lo porteranno a conquistare le capacità motorie necessarie per camminare. Quindi niente panico se vostro figlio sembra più lento nello sviluppo motorio rispetto ai suoi coetanei: di solito, i bimbi che imparano a camminare più tardi sviluppano prima altre capacità, come ad esempio quella linguistica.

    6-7 mesi: impara a stare seduto

    A quest’età il piccolo comincia a stare seduto, inizialmente sostenendosi con le braccia. Questa posizione lo aiuta a rinforzare i muscoli della schiena e del collo.
    Consiglio: quando è sdraiato, prendilo per le manine e fallo mettere seduto. Lo aiuterai a rinforzare ulteriormente i muscoli.

    7-8 mesi: inizia a spostarsi da solo

    Alcuni bimbi rotolano, altri si contorcono su sé stessi in modo del tutto personale, altri ancora imparano a sollevarsi sulle braccine: è la fase in cui i piccoli cercano di capire come fare a spostarsi da soli.
    Consiglio: mostragli un giocattolo che gli piace particolarmente e poi appoggialo a poca distanza da lui, in modo che si sforzi di prenderlo.

    8-10 mesi: gatton gattoni

    E’ giunto il momento di esplorare il mondo su quattro zampe: incomincia a gattonare! E’ facile capire quando il piccolo è quasi pronto perché si solleva sulle braccia e sulle gambe e oscilla avanti e indietro.
    Consiglio: questa fase tende a generare molte ansie nei genitori perché molti bambini non gattonano nel modo consueto ma magari preferiscono strisciare in stile “commando†o muoversi scivolando sul sedere. E’ del tutto normale e non c’è bisogno di preoccuparsi: pensate che alcuni bambini saltano addirittura la fase a gattoni e si alzano in piedi direttamente dopo essersi allenati solo a rotolare.

    9-10 mesi: prova ad alzarsi in piedi

    Il bimbo inizia ad alzarsi in piedi aggrappandosi agli oggetti che trova intorno. Prova anche a camminare lateralmente sempre aggrappandosi a qualcosa.
    Consiglio: assicuratevi di lasciare solo oggetti sicuri a portata del bambino e rimuovete qualsiasi cosa che potrebbe cadergli addosso.

    12 mesi: cammina!

    Finalmente è arrivato il grande momento e il nostro piccolo muove i primi passettini senza appoggiarsi a nessun sostegno. Per bilanciarsi, cammina con il pancino in fuori, i piedi a papera e le braccia protese in avanti.
    Consiglio: ci vuole un po’ di tempo prima di conquistare l’equilibrio, perciò evitiamo di mostrarci spaventati per qualche piccola caduta. Il piccolo ha bisogno di essere incoraggiato in questa fase e se ci mostriamo troppo ansiosi rischiamo di trasmettergli la nostra insicurezza.
    Pubblicato in: Neonato

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