Nel nostro Paese le mamme straniere corrono rischi maggiori di incorrere nella depressione post partum rispetto alle mamme itraliane. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità .
Il focus sulle mamme straniere rivela che queste, prima della nascita, fanno più fatica ad inserirsi nel circuito di monitoraggio della gravidanza: il 13% di loro arriva alla prima visita solo dopo il terzo mese di gravidanza, contro il 5% delle italiane.
E dopo la nascita, tra loro, il disagio psicologico tocca punte del 30%. L’indagine sulle donne immigrate si è basata su due gruppi: uno di intervento, che ha previsto assistenza domiciliare, e uno di controllo, senza assistenza.
I dati hanno dimostrato che le donne assistite nei 40 giorni dopo il parto presentavano un minore disagio psicologico (21,6 contro il 32,6) e una maggiore consapevolezza nella scelta del pediatra (l’82,3% delle assistite contro il 73% di quelle non assistite).
Il dato più preoccupante riguarda l’informazione sulle vaccinazioni: il 19,1% delle straniere non assistite non sa quando vaccinare i figli, contro il 13% delle assistite.
Ampio divario anche sulla conoscenza della salute riproduttiva e sui metodi contraccettivi: il 30% del gruppo di controllo non sa di poter restare incinta nel periodo di allattamento, contro il 7,1% del gruppo di intervento.























