Parto dolce: un'iniezione endovenosa di un farmaco a base di oppio è l'alternativa all'epidurale.
E' il nuovo sistema, in sperimentazione presso il centro ospedaliero universitario di Careggi, accolto con successo già da molte donne.
Si tratta del farmaco remifentanil, antidolorifico oppioide, utile a quelle donne contrarie all'iniezione nella colonna vertebrale.
Pazienti con problemi di coagulazione, ad esempio, non possono sottoporsi all'epidurale e un parto alternativo, è reso possibile proprio dalla somministrazione del nuovo farmaco che lascia alla partoriente la possibilità di restare sveglia e assistere, senza dolore, alla nascita del suo bambino.
Inoltre, questo tipo di anestesia non ha effetti collaterali, nè per la mamma nè per il nascituro, poichè il farmaco viene metabolizzato ed eliminato dall'organismo.
I risultati della sperimentazione condotta dal reparto di anestesia del dipartimento materno-infantile, guidato dalla dottoressa Anna Maria Melani, sono apparsi sulla rivista "Anesthesia and analgesia".
Non del tutto convinto Guido Fanelli, esperto di antidolorifici: "non dobbiamo dimenticare che il remifentanilè molto potente, molto più della morfina e non è estraneo a complicanze. Oltre al fatto che può superare la barriera tra madre e feto. Insomma, definirla alternativa dolce mi sembra eccessivo anche perché è un analgesico poco maneggevole. Mi chiedo inoltre se la sicurezza sia garantita anche nei casi in cui il parto si prolunga".
Dubbioso anche Luciano Caprino, ordinario di farmacologia all’università La Sapienza: "L’unico effetto collaterale sgradito potrebbe essere quello di indurre la diminuzione della frequenza respiratoria di donne e bambino. Va usato in strutture ben attrezzate e organizzate".
Martedì 10 Agosto 2010 13:33
























