In tre quarti del pianeta, come Niger, Chad, Eritrea, Yemen, Afghanistan, “nascere” vuol dire molto spesso “morire”. Per i bambini e per le loro madri.
Nel complesso, circa 350mila mamme e 800 mila bambini all’anno: quasi tutte morti evitabili con semplici misure di base.
L’indagine sconfortante della fragile maternità di milioni di donne nel mondo lo ha tracciato a Roma Save the Children, in occasione anche del lancio della nuova campagna contro la mortalità infantile, con il 12° Rapporto sullo stato delle madri nel mondo.
Le cause sono malattie come polmonite, diarrea, malaria: tutte patologie curabili e dunque evitabili.
Certo è che "se tutti i parti avvenissero in presenza di ostetriche o di personale sanitario con competenze analoghe – ha sottolineato Neri –, ogni anno si potrebbe salvare la vita di 1,3 milioni di neonati e di decine di migliaia di donne". Allo stesso modo, milioni di morti infantili dovute a malattie potrebbero essere evitate "con semplici ed economiche misure – precisato il direttore dell’organizzazione –, dall’allattamento esclusivo al seno, ai vaccini, all’utilizzo tempestivo di un antibiotico o sali reidratanti".
A distanza siderale si pongono invece Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi e Francia, considerati i paesi con il livello piĂą alto di assistenza alla maternitĂ .
Maglia grigia per l’Italia che figura solo al 21° posto.
Una situazione planetaria giudicata come un affronto non solo contro la vita da Mariapia Garavaglia, senatrice Pd e componente della Commissione per la tutela dei diritti umani, intervenuta all’incontro. §
"Una vita – ha affermato – da tutelare sempre e dovunque", anche perché trascurarla va contro "democrazia e sviluppo, perché lì dove ci sono donne e madri che stano bene, c’è operosità e salvaguardia di quel pilastro di che è la famiglia, luogo da cui si irradia la civiltà ".
Fonte: Avvenire.it
Giovedì 05 Maggio 2011 15:05























