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Sabato 07 Agosto 2010 18:56
Relazione fra complicanze in gravidanza e depressione
I ricercatori olandesi sostengono che una gravidanza funestata da complicanze possa innescare la depressione post-partum.
La cosiddetta “baby blues†si verifica in genere nei primi tre mesi dopo il parto e, sebbene molti studi abbiano detto la loro, in realtà ancora non si sa con certezza cosa scateni questo fenomeno.
La nuova ipotesi è, appunto, che le complicanze in gravidanza o anche un parto particolarmente difficile possano essere collegati all’esordire dei sintomi depressivi.
Per sostenere questa ipotesi, i ricercatori olandesi hanno analizzato i dati provenienti da quasi 5.000 donne che hanno partorito. Secondo quanto riferito a Sky News dagli scienziati i dati acquisiti rivelano che una complicazione in gravidanza o nel parto aumenta la probabilità di sviluppare la depressione post parto e che questa aumenta ulteriormente se più di una cosa va storta.
Quello che è apparso evidente agli scienziati è che le donne ricoverate in ospedale durante la gravidanza avevano più del doppio il rischio di depressione post-partum, rispetto a coloro che sono rimaste fuori dall’ospedale fino al momento del parto.
Tra queste donne a rischio, quelle che avevano sofferto di pre-eclampsia lo erano ancora di più (quasi il doppio in più).
Gli «operatori sanitari coinvolti nella cura per le donne in gravidanza, o dopo il parto, e dei loro bambini devono essere consapevoli del rischio notevolmente aumentato di depressione post partum associata alle complicanze in gravidanza a al parto difficoltoso», ha dichiarato la dottoressa Pauline Jansen co-autore dello studio, così come riportato da Sky News.
Il guaio, fanno poi notare i ricercatori, è che donne a cui non viene diagnosticata per tempo questa situazione possono soffrire per molti mesi o addirittura anni.
«La crescente consapevolezza potrebbe contribuire alla più rapida diagnosi di depressione post-partum», conclude Jansen.
La cosiddetta “baby blues†si verifica in genere nei primi tre mesi dopo il parto e, sebbene molti studi abbiano detto la loro, in realtà ancora non si sa con certezza cosa scateni questo fenomeno.
La nuova ipotesi è, appunto, che le complicanze in gravidanza o anche un parto particolarmente difficile possano essere collegati all’esordire dei sintomi depressivi.
Per sostenere questa ipotesi, i ricercatori olandesi hanno analizzato i dati provenienti da quasi 5.000 donne che hanno partorito. Secondo quanto riferito a Sky News dagli scienziati i dati acquisiti rivelano che una complicazione in gravidanza o nel parto aumenta la probabilità di sviluppare la depressione post parto e che questa aumenta ulteriormente se più di una cosa va storta.
Quello che è apparso evidente agli scienziati è che le donne ricoverate in ospedale durante la gravidanza avevano più del doppio il rischio di depressione post-partum, rispetto a coloro che sono rimaste fuori dall’ospedale fino al momento del parto.
Tra queste donne a rischio, quelle che avevano sofferto di pre-eclampsia lo erano ancora di più (quasi il doppio in più).
Gli «operatori sanitari coinvolti nella cura per le donne in gravidanza, o dopo il parto, e dei loro bambini devono essere consapevoli del rischio notevolmente aumentato di depressione post partum associata alle complicanze in gravidanza a al parto difficoltoso», ha dichiarato la dottoressa Pauline Jansen co-autore dello studio, così come riportato da Sky News.
Il guaio, fanno poi notare i ricercatori, è che donne a cui non viene diagnosticata per tempo questa situazione possono soffrire per molti mesi o addirittura anni.
«La crescente consapevolezza potrebbe contribuire alla più rapida diagnosi di depressione post-partum», conclude Jansen.
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Cosa c'è di nuovo
Lunedì 19 Aprile 2010 08:32
Anche le madri adottive soffrono del baby blues
Da uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Western Journal of Nursing Research risulta che la depressione che colpisce molte mamme dopo la nascita di un figlio sembra colpire anche le madri adottive.
L'arrivo di un bambino anche per le mamme adottive rappresenta un forte scombussolamento.
Alcune possono sentirsi destabilizzate e non adeguate al nuovo compito, soprattutto - spiegano gli autori dello studio - se hanno avuto un'infanzia difficile.
In queste mamme i segni del baby blues sono gli stessi che colpiscono chi ha partorito naturalmente. Ma per esse è più difficile chiedere aiuto sia perché il loro malessere è poco conosciuto anche dai medici sia per la paura di essere considerate inadatte al ruolo materno.
L'arrivo di un bambino anche per le mamme adottive rappresenta un forte scombussolamento.
Alcune possono sentirsi destabilizzate e non adeguate al nuovo compito, soprattutto - spiegano gli autori dello studio - se hanno avuto un'infanzia difficile.
In queste mamme i segni del baby blues sono gli stessi che colpiscono chi ha partorito naturalmente. Ma per esse è più difficile chiedere aiuto sia perché il loro malessere è poco conosciuto anche dai medici sia per la paura di essere considerate inadatte al ruolo materno.
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Cosa c'è di nuovo
Mercoledì 02 Aprile 2008 01:00
Il blues delle neo mamme: stanchezza o vera depressione?
Ogni momento dei nove mesi di attesa è intriso di curiosità , di aspettative, di sogni, ma anche di paure.
Perché, soprattutto quando si tratta della prima gravidanza e, quindi, del primo figlio, non bastano i libri, gli articoli di riviste specializzate o i racconti e i consigli di mamme e di amiche per capire come cambierà la vita dal momento in cui si avrà un figlio.
Perché, soprattutto quando si tratta della prima gravidanza e, quindi, del primo figlio, non bastano i libri, gli articoli di riviste specializzate o i racconti e i consigli di mamme e di amiche per capire come cambierà la vita dal momento in cui si avrà un figlio.
Durante i nove mesi di dolce attesa il corpo della donna si modifica per rispondere alle esigenze del nascituro; non appena il piccolo viene alla luce è soprattutto la psiche della neomamma a dover fare i conti con se stessa, con il mondo esterno e con la sua nuova responsabilità .
Un mix di energia e paura di non essere in grado di assolvere al nuovo compito prende possesso della mamma che dovrà trovare il modo migliore possibile per affrontare la nuova sfida.
Un mix di energia e paura di non essere in grado di assolvere al nuovo compito prende possesso della mamma che dovrà trovare il modo migliore possibile per affrontare la nuova sfida.
Al di là delle faccende pratiche quali il cambio del pannolino, il bagnetto e il come coricare il piccolo nella giusta posizione, sono anche altri i fattori che possono “destabilizzare†la serenità delle mamme nei primi mesi di vita del piccolo.
Da quel giorno, infatti, tutto cambia: gli orari sono “sballati†e soprattutto non sono più gli orari decisi dalla mamma stessa, ma sono quelli dettati dal piccolo e dalle sue esigenze.
Il rapporto con il partner si modifica.
Quest’ultimo, infatti, non viene più visto e vissuto solo come il proprio compagno, ma anche come padre; ruolo che egli può fare suo in differenti modi. I rapporti familiari si ristrutturano e può tornare in primo piano la relazione con la propria madre, che vuole dare il suo contributo, i suoi consigli.
Più in generale, assumono molta rilevanza le altre donne-mamme.
Il rapporto con il partner si modifica.
Quest’ultimo, infatti, non viene più visto e vissuto solo come il proprio compagno, ma anche come padre; ruolo che egli può fare suo in differenti modi. I rapporti familiari si ristrutturano e può tornare in primo piano la relazione con la propria madre, che vuole dare il suo contributo, i suoi consigli.
Più in generale, assumono molta rilevanza le altre donne-mamme.
L’importante è assumere un atteggiamento positivo: vivere la novità come la più bella e appassionante delle sfide, in cui è possibile superare ogni ostacolo con un’iniezione di energia e con l’appoggio delle persone vicine.
In altre parole imparare a trasformare un momento di cambiamento, di insicurezza e di fragilità in una sfida da vincere, raccogliendo le energie positive che certamente sono “depositate†nella testa e nel cuore della mamma e che l’amore rinnova continuamente.
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Parto






















