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MISURE DEL FETO
Sono alla 29esima settimana di gravidanza e il mio ginecologo dice che le misure della testa del bimbo sono 7,8 e vanno bene, quelle dell'addome invece (7cm) dice che sono inferiori alla norma e questo mi preoccupa.
Perfavore vorrei avere un vostro parere al piĂą presto!
Tra mamma e feto, l'allegria è contagiosa!
Alle future mamme è stato chiesto di guardare spezzoni di film allegri e drammatici mentre i movimenti del feto venivano monitorati.
Il risultato? Durante le scene drammatiche il bambino si muove poco, in risposta alla tristezza della madre.
Durante le scene comiche, invece, il buonumore della mamma si trasmette al feto che si agita muovendo gli arti.
Motivo in piĂą per regalarci momenti di svago durante la gravidanza!
La vita prenatale può condizionare il carattere?
Il feto mese per mese
La meravigliosa esperienza della vita inizia giĂ dentro al pancione! Nove mesi per prepararsi ad affrontare il mondo esterno, nove affascinanti tappe per formare un nuovo essere umano.
Primo mese
3 settimanaFecondazione dell'ovocita, formazione dell'embrione e suo impianto in cavitĂ uterina.
4 settimana
All'interno dell'utero si forma il "sacchettino" che ospiterĂ l'embrione (sacco gestazionale). Successivamente inizia a rendersi evidente l'embrione stesso che in questo periodo ha la forma di un corpicciolo cilindrico. All'interno dell'embrione si sviluppano delle aree specializzate, dette "somiti" da cui prenderanno origine lo scheletro e i muscoli.
La parte esterna dell'embrione, a stretto contatto con le pareti uterine, viene raggiunta dal sangue materno (inizio della circolazione utero-placentare) che fornisce il nutrimento.
Secondo mese
5-6 settimanaNell'embrione iniziano a formarsi il cuore (iniziano le prime pulsazioni cardiache), gli occhi, le prime strutture cerebrali, il fegato, gli abbozzi dell'orecchio esterno, dell'esofago, dello stomaco, dei genitali esterni e della tiroide.
7 settimana
Compaiono gli abbozzi degli arti superiori ed inferiori, del pancreas e dei reni. Il cordone ombelicale è perfettamente formato.
Si inizia a sviluppare la corteccia cerebrale.
8 settimana
Le pulsazioni cardiache sono ritmiche; si formano gli abbozzi delle mani e dei piedi e compaiono le dita. I genitali assumono morfologia maschile o femminile.
L'embrione pesa in media 1 grammo ed è lungo circa 1,6 cm.
Terzo mese
9-10 settimanaIniziano a svilupparsi le ossa, i muscoli, i nervi ed i grossi vasi. L'estremità cefalica dell'embrione comincia a separarsi dal torace ed in essa si possono distinguere gli abbozzi del naso, delle orecchie e delle mandibole. Si formano le prime gemme dentali (strutture da cui si svilupperanno successivamente i denti. L'estremità cefalica ha un volume pari ad un terzo di tutto il corpo embrionale. La parete addominale non è ancora completa e c'è un "ernia ombelicale fisiologica".
A livello cerebrale compare il cosiddetto "corpo calloso" ovvero la struttura nervosa che collega i due emisferi cerebrali.
11-12 settimana
Nei genitali maschili si sviluppa il glande. Nei genitali femminili è presente l'abbozzo dell'utero.
Nell'estremitĂ cefalica le gemme dentali si trasformano nei primi abbozzi dei denti.
Nel pancreas si formano le "isole di Langherans" ovvero le strutture preposte alla produzione di insulina.
Le anse intestinali sono ormai rientrate nella cavitĂ addominale e scompare la giĂ citata "ernia ombelicale fisiologica).
Il feto pesa in media 14 grammi ed è lungo circa 7 cm.
Quarto mese
Il tratto intestinale contiene un contenuto verdastro denominato "meconio". La pelle è sottile, trasparente e totalmente priva di peli.Nel maschio compare l'abbozzo della prostata, i genitali esterni si differenziano definitivamente. La tiroide inizia a funzionare.
La vescica e l'uretra sono ben sviluppati.
Alla fine del quarto mese i movimenti fetali iniziano ad essere percepiti dalla mamma.
Il feto pesa in media 105 grammi ed è lungo circa 15 cm.
Quinto mese
La pelle è grinzosa e si iniziano a formare i primi depositi di grasso.Nel pancreas inizia la produzione di insulina da parte delle "isole di Langherans".
I genitali esterni di differenziano definitivamente. Nei feti di sesso femminile la vagina è completamente formata.
Il feto pesa in media 310 grammi ed è lungo circa 23 cm.
Sesto mese
La pelle è ancora grinzosa ed è ricoperta in maniera uniforme da una sottile lanugine. I denti sono sviluppati e presentano smalto all'esterno e polpa all'interno. Le unghie sono ancora rudimentali.Nel cervelletto (organo posto nella scatola cranica al di sotto degli emisferi cerebrali, deputato alla coordinazione motoria) inizia a svilupparsi la "corteccia", ovvero la parte superficiale, sviluppo che si completerà un anno e mezzo dopo la nascita.
Il feto pesa in media 640 grammi ed è lungo circa 29 cm.
Settimo mese
Le palpebre sono giĂ separate (palpebra superiore ed inferiore); i padiglioni auricolari sono addossati alla testa.Nei feti di sesso maschile i testicoli non sono ancora discesi nello scroto mentre nei feti di sesso femminile sono evidenti il clitoride, le piccole e le grandi labbra.
Il feto pesa in media 1670 grammi ed è lungo circa 40 cm.
Ottavo mese
La pelle è meno grinzosa ed è sempre ricoperta da lanugine; il corpo assume una forma più "rotondeggiante" a causa dell'aumento dei depositi adiposi sottocutanei.
Il feto pesa in media 2400 grammi ed è lungo circa 45 cm.
Nono mese
Il feto ha raggiunto il suo pieno sviluppo ed è pronto alla nascita.Pesa in media 3300 grammi ed è lungo circa 50 cm.
Il parto
Il feto
Con i nuovi metodi di indagine ecografica e semplicemente con la palpazione addominale si può stabilire come è posizionato il feto all’interno dell’utero e i rapporti che intercorrono con esso.Si dirà perciò che il feto è in situazione longitudinale, la più frequente, quando il suo asse cefalo-podalico è parallelo all’asse dell’utero.
Si dirà presentazione la parte grossa fetale, comunemente la testa, che si confronta per prima con lo stretto superiore e quindi con l’esplorazione vaginale viene raggiunta attraverso la bocca uterina.
Per posizione si intende il rapporto che una parte della testa fetale, detta indice della presentazione assume con il bacino.
Convenzionalmente si dirĂ dunque:
OSA: occipito-sinistra anteriore;
ODA: occipito-destra anteriore;
OSP: occipito-sinistra posteriore;
ODP: occipito-destra posteriore.
Nella maggior parte dei casi si ha presentazione di vertice e posizione OSA.
All’interno dell’utero il feto è raccolto su se stesso assumendo la forma di un ovoide adattandosi bene alla cavità uterina (atteggiamento fetale).
La presentazione cefalica o di vertice è la più fisiologica e si presenta nel 95% dei casi.
La testa è dunque la parte più importante e più voluminosa del feto e la meno comprimibile. Poiché essa deve passare attraverso il canale del parto occorre che il suo volume si riduca e i suoi diametri divengano più favorevoli al passaggio. Questo è permesso dalla conformazione delle ossa craniche che non sono completamente ossificate e le linee di contatto delle squame ossee, chiamate suture, si accavallano favorendo in tal modo la plasticità della testa fetale. Importanti ai fini del travaglio sono le fontanelle, spazi più larghi ove confluiscono le suture.
I movimenti impressi dalle contrazioni uterine al corpo fetale nell’attraversare il canale del parto e le resistenze che il corpo incontra durante il parto vengono chiamati fenomeni meccanici.
L’insieme dei movimenti del corpo fetale e i cambiamenti di rapporti che si verificano fra esso e il canale genitale contribuiscono al meccanismo del parto.
Schematicamente il parto si può dividere in 6 tempi:
- riduzione dei diametri della testa fetale da uno meno favorevole ad uno più favorevole per facilitare il passaggio ed impegno della parte presentata, cioè passaggio della sua maggior circonferenza al di là del piano dello stretto superiore;
- progressione: la testa fetale scende dallo stretto superiore al piano perineale;
- rotazione interna: la testa ruota portandosi al di sotto del pube;
- disimpegno: la testa viene espulsa all’esterno attraverso l’ostio vulvo-vaginale;
- rotazione esterna in direzione contraria alla rotazione interna;
- espulsione totale del feto.
L’accoglienza e il ricovero
Eccoci finalmente giunte al giorno tanto atteso della nascita del vostro bambino, il conto alla rovescia è terminato! Saper riconoscere i prodromi del travaglio dal travaglio conclamato è utile ai fini del ricovero in ospedale.Il ricovero ospedaliero può essere urgente o ordinario.
Urgente: può avvenire in qualsiasi momento della giornata; sono considerate urgenze il travaglio di parto, la rottura delle membrane, le perdite ematiche, eccetera.
Ordinario: è un ricovero programmato, avviene di solito la mattina alle sette direttamente in reparto di maternità (ad esempio, per un taglio cesareo programmato).
Al momento del ricovero in sala travaglio troverete sempre ad accogliervi l’ostetrica ed il medico che con cortesia e cordialità vi faranno accomodare in ambulatorio per sottoporvi all’esecuzione del tracciato. Il ginecologo vi sottoporrà alla visita per accertarsi delle modificazioni avvenute a carico del collo dell’utero e terminerà la compilazione della cartella clinica. L’ostetrica rileverà la pressione arteriosa ed eseguirà il controllo dell’albumina nelle urine.
Se il travaglio non è in fase attiva, verrete accompagnate nel reparto di maternità dove rimarrete in attesa che le contrazioni diventino più intense e regolari; durante questa permanenza sarete accudite dall’ostetrica del reparto che ad intervalli rileverà il battito cardiaco del bambino, valuterà la regolarità delle contrazioni ed eventualmente vi sottoporrà alla visita.
Nel caso in cui il travaglio sia in fase attiva, verrete accompagnate nella stanza del travaglio dove toglierete i vostri abiti per indossare un camice in dotazione in sala parto o la vostra camicia da notte..
Se non ci sono complicazioni l’ostetrica vi lascerà libere di muovervi, di camminare o anche di restare a letto e sarete incoraggiate ad urinare spesso.
In sala travaglio è gradita la presenza del compagno o di un vostro famigliare, che vi rimarrà accanto per tutto il periodo del travaglio ed anche del parto.
L’ostetrica della sala parto è sempre presente e disponibile ad assecondare ogni vostro bisogno o desiderio, seguirà costantemente il vostro travaglio, vi aiuterà e vi sosterrà psicologicamente, vi metterà al corrente di ciò che vi succederà in tale periodo al fine di aiutarvi a superare le paure e le ansie.
E’ importante sottolineare che in travaglio sarete libere di assumere le posizioni che riterrete più comode e che vi aiutino a sopportare meglio il dolore, anche durante il periodo espulsivo potrete assecondare il bisogno di spingere in terra, accucciate o coricate sul letto.
Inoltre se non ci sono fattori di rischio avrete la possibilitĂ di utilizzare la vasca per alleviare il dolore delle contrazioni sia durante il travaglio che per il parto.
I parenti possono accedere alla sala travaglio uno alla volta indossando gli appositi calzari e un camice monouso.
Che cosa dovete portare con voi? La valigia con i vostri effetti personali, il tesserino sanitario, gli abiti del neonato e la cartella con gli esami della gravidanza (cartellino del gruppo sanguigno, esami ematochimici piĂą recenti, ecografie, ecc.).
Fisiologia del travaglio
Il travaglio di parto assume un valore importante per la gravida perché in esso si assommano tutte le paure, le tensioni, le aspettative della gravidanza.Prepararsi bene ad affrontare il travaglio vuol dire viverlo serenamente e con la consapevolezza che alla fine tutto si risolverà nel migliore dei modi.
Circa i fattori responsabili dell’inizio del travaglio non c’è ancora nulla di preciso, varie sono le ipotesi: modificazioni dell’equilibrio ormonale, mutamenti di dimensioni dell’utero dovuti alla tensione delle fibre muscolari, produzione di ormoni preposti alla stimolazione della contrattilità uterina.
Si suole distinguere il travaglio in:
- pre-travaglio
- fase prodromica
- fase dilatante
- fase espulsiva
- fase del secondamento o espulsione della placenta.
Il pre-travaglio è quella fase che si verifica nelle ultime settimane di gravidanza in cui si hanno un certo numero di cambiamenti:
- il segmento uterino inferiore si espande permettendo alla testa del bambino di abbassarsi e di impegnarsi nel canale da parto, si avverte quindi una sensazione di sollievo perché il fondo uterino non raggiunge più il torace, il respiro diventa più facile, cuore e stomaco lavorano più facilmente.
- la compressione data dalla testa del bambino limita la capacitĂ espansiva della vescica che deve quindi essere vuotata piĂą spesso.
- con l’avvicinarsi del parto compaiono delle contrazioni irregolari che non comportano sensazioni dolorose dette contrazioni di Braxton-Hicks.
Si parla di fase prodromica quando le contrazioni uterine diventano ritmiche e avvertite come sensazioni fastidiose e si può apprezzare l’addome teso e indurito.
Il tempo è di difficile definizione ma si ritiene che il periodo prodromico possa durare fino a otto ore nelle donne che non hanno mai partorito e fino a 5 ore nelle pluripare. La sensazione di fastidio porta la gravida a sentirsi insofferente e aumenta il disagio se compaiono nausea e diarrea associate a dolori lombosacrali.
Che fare quando inizia il periodo prodromico e ci si rende conto che “il grande momento sta arrivando?”
Bisogna aspettare a casa propria, cercando di rilassarsi e mantenere la calma e, per quanto è possibile, svolgere le normali funzioni quotidiane.
Si consiglia di recarsi in ospedale quando da almeno due ore consecutive si avvertono contrazioni regolari e dolorose con un intervallo di circa 5 minuti (per le primi gravide).
Per le pluripare i tempi del travaglio sono meno prevedibili quindi si consiglia di recarsi in ospedale quando l’attività contrattile diviene regolare. Per tutte le gravide è indicazione per il ricovero la rottura delle membrane indipendentemente dalla comparsa di contrazioni.
Nel periodo prodromico si può perdere il tappo mucoso, formazione gelatinosa che chiude il collo dell’utero durante la gravidanza, a cui si associa una modesta perdita di sangue dovuta alla rottura dei capillari superficiali del canale cervicale.
Si dice invece periodo dilatante quando si attuano le modificazioni del collo dell’utero e la progressione della parte presentata nel canale da parto.
E’ il momento più intenso, doloroso e carico di tensione emotiva per la donna perché corrisponde alla fase attiva del travaglio. Le contrazioni si fanno via via più frequenti, prolungate e non solo fastidiose ma dolorose interessando tutto l’addome a cintura in special modo al di sopra del pube e nella zona delle fosse iliache.
Il periodo dilatante si compone essenzialmente di:
- fenomeni dinamici o materni
- fenomeni meccanici o fetali.
Le modificazioni del collo dell’utero avvengono allorché inizia l’attività contrattile, che è composta da:
- la contrazione, che è un temporaneo, brusco e notevole accorciamento delle fibre muscolari;
- una pausa, fase interposta tra due contrazioni, in cui le fibre muscolari sono relativamente distese;
- la retrazione che è l’accorciamento stabile delle fibre muscolari.
Un buon travaglio si considera tale quando la frequenza delle contrazioni è in numero di 3-4 in circa 10 minuti.
Se la dinamica uterina è costante ad ogni contrazione le fibre muscolari del corpo si accorciano, mentre il collo, povero di muscolatura ma ricco di fibre elastiche, si riduce fino a scomparire dilatandosi progressivamente. Con la scomparsa del collo, l’orifizio uterino esterno del canale cervicale verrà chiamato, d’ora in poi, bocca uterina.
A ogni visita si vedrĂ di quanto la bocca uterina verrĂ dilatata. Si sentirĂ dunque parlare di collo raccorciato o scomparso, pervio al dito o dilatato di 3-4 cm, 6-7 e, alla fine, dilatazione completa fino a 10 cm.
Se la gravida lo richiede, quando la dilatazione è avanzata, la testa fetale è adattata allo stretto superiore del canale del parto, l’attività contrattile è regolare e in assenza di alterazioni del battito cardiaco fetale, può proseguire il travaglio in acqua.
Per dilatazione completa si intende quando la cavitĂ vaginale e quella uterina comunicano liberamente e non si sentono piĂą i bordi della bocca uterina intorno alla parte presentata (testa fetale).
Durante il periodo dilatante c’è la formazione della borsa anteriore delle acque; ciò è dovuto al fatto che una piccola quantità di liquido amniotico, sotto lo stimolo delle contrazioni, si porta davanti alla testa fetale formando una piccola “sacca” che esercita una costante pressione sulla cervice favorendone la dilatazione. Si sentirà dunque parlare di membrane integre quando, durante la visita, si avverte la presenza del sacco, e di membrane rotte quando si vedrà la fuoriuscita del liquido amniotico.
Normalmente la rottura del sacco dovrebbe avvenire quando il canale cervicale è ampiamente dilatato ma talvolta accade che la rottura avvenga molto prima; perciò si parlerà di rottura prematura delle membrane quando il sacco si rompe al di fuori del travaglio senza la presenza di contrazioni.
Sotto la spinta delle contrazioni, rotto il sacco e a dilatazione completa, la parte presentata fuoriesce dalla bocca uterina, attraversa la vagina e raggiunge il pavimento pelvico dando inizio al periodo espulsivo.
Il dolore del travaglio
Il dolore, nel travaglio, costituisce una delle grandi paure della gravidanza e uno dei problemi che molto spesso dettano il comportamento della donna di fronte alla nascita.Il dolore ha due componenti: una attuale, che è data dalla percezione fisica del dolore, che si genera in una zona del nostro corpo e viene trasmessa al cervello; l’altra, futura, è data dalla “paura del dolore che deve venire”, da una aspettativa ansiosa e talvolta angosciante del dolore stesso.
Questa seconda componente è la più difficile da controllare e sopportare, perché abbraccia un lungo periodo di tempo. Essendo il dolore da parto una sensazione spiacevole, è chiaro come fino ad oggi, dagli albori della storia, si sia messo il massimo impegno per combatterlo.
Occorre quindi che si guardi a questa realtĂ con luciditĂ e serenitĂ senza crearsi drammi o provocare angoscia, ma anche senza determinare false aspettative.
Un certo dolore durante il travaglio e il parto c’è, ma ben sopportabile e accettato senza grandi problemi dalla maggior parte delle donne.
E’ possibile comunque in alcuni ospedali ridurre il dolore del periodo dilatante ricorrendo alla analgesia epidurale praticata dall’anestesista quando il travaglio è ben avviato e non ci sono controindicazioni ostetriche. E’ importante informarsi però, presso la struttura in cui si desidera partorire, se il servizio è fornito di routine o solo in particolari situazioni e se è gratuito o a pagamento. Di solito è bene programmare un colloquio preliminare nel terzo trimestre in cui l’anestesista compilerà la scheda necessaria, prescriverà gli esami indispensabili e spiegherà i rischi e i benefici della procedura per madre e bambino.
La sorveglianza del travaglio fisiologico
OPERATORI:- Ostetrica, responsabile diretta del travaglio;
- Medico, responsabile indiretto del travaglio, perché chiamato se insorge una patologia o un dubbio diagnostico;
- Ostetrica del reparto di ostetricia, chiamata come aiuto per il travaglio e sempre per l’espletamento del parto quale collaboratrice per l’ostetrica responsabile diretta del travaglio (in alcune strutture);
- Ausiliaria, collabora con l’ostetrica nel soddisfare i bisogni della gravida ed espleta le mansioni autonome del reparto.
Assistenza nel periodo dilatante
1 - Rilevazione del battito cardiaco fetale e delle contrazioni uterine:- saltuario
- ogni 10-15 minuti in vasca
- costante in presenza di tecniche farmacologiche
- costante in presenza di patologie
2 - Visita vaginale:
- nel periodo dilatante ogni due ore circa (in caso di rottura del sacco amniotico, è bene ridurre al minimo le visite per limitare il rischio infettivo)
3 - Posizioni materne:
- libera, a scelta della gravida
- libera in vasca
- allettata in situazioni patologiche
4 - Alimentazione:
- assunzione a piccole dosi di sostanze preferibilmente liquide e zuccherate (the, ecc.)
5 - Diuresi:
- si consiglia una minzione frequente
6 - Igiene della gravida:
- autonoma (es. doccia, bidet, ecc) e fisiologica
- allettata e patologica in collaborazione tra ostetrica e ausiliaria
7 - Interventi che modificano il travaglio fisiologico:
- gel con prostaglandine per indurre il travaglio in particolari condizioni (gravidanza oltre termine, patologie, ecc.)
- rottura del sacco amniotico (amniorexi)
- uso di ossitocina per indurre l’attività contrattile quando esse è carente
- esecuzione di esami pre-operatori urgenti in situazioni patologiche materno-fetali che possono intervenire durante il travaglio fisiologico.
Condotta assistenziale in travaglio
Il ruolo dell’ostetrica è di fondamentale importanza nella conduzione del travaglio perché oltre alla competenza professionale deve svolgere un valido supporto psicologico. Deve assumere un atteggiamento fiducioso e sereno per rendere la gravida calma e attenuare ansie e paure. E’ bene che sia presente il marito o qualunque altra persona che le sia gradita ed è giusto spiegare quali cose si eseguono durante il travaglio.Nella fase dilatante l’ostetrica si limita alla sorveglianza del benessere fetale e materno.
Quali sono le metodiche in uso nel nostro ospedale?
- al momento del ricovero si esegue il monitoraggio cardiotocografico per valutare la presenza di contrazioni, la qualitĂ e la frequenza e controllare il rapporto tra queste e il battito cardiaco fetale;
- periodicamente si valutano le modificazioni del collo dell’utero, se vi è perdita di liquido amniotico, se la parte presentata progredisce nel canale da parto;
- si eseguono procedimenti terapeutici se il medico lo ritiene necessario. Ad esempio si può iniziare la stimolazione farmacologia con ossitocina per stimolare e regolarizzare la contrattilità uterina, o si può eseguire un terapia antispastica per “ ammorbidire il collo”;
- se le condizioni locali lo permettono e non si è ancora rotto il sacco amniotico si può provvedere ad amniorexi. Allorché la dilatazione è completa, la parte presentata sta progredendo e la donna ha la sensazione e la voglia di spingere si può dire che ha inizio il periodo espulsivo.
Parto fisiologico
E’ giunto il vostro grande momento! La dilatazione è completa, il sacco è rotto la sensazione di premito è sempre più intensa, iniziano ora le spinte che porteranno alla nascita del vostro bambino.La vagina viene progressivamente distesa dalla parte presentata e le sue fibre, che sono prevalentemente elastiche, risalgono verso l’alto permettendo la costante discesa della testa verso il piano perineale.
Anche il perineo si distende progressivamente sotto lo stimolo delle contrazioni fino a che si vede affiorare la parte presentata dalla rima vulvare.
Prima di passare ai fenomeni meccanici o fetali occorre dare un accenno di anatomia del bacino. Nel suo insieme il bacino può essere paragonato ad un cilindro irregolare con asse rivolto in avanti. La parte anteriore, la più breve, è costituita dal pube (4-5 cm), la parte posteriore, più lunga, costituita dalla faccia interna del sacro e coccige (12,5 cm). Le pareti laterali sono irregolari e sono costituite dalle grandi ossa pelviche. Il piccolo bacino, o piccola pelvi, assume grande importanza in travaglio perché la parte presentata deve passare attraverso i vari piani delle pelvi. Per comodità si suole distinguere:
- lo stretto superiore che ha la forma che ricorda un cuore di carta da gioco, è detto ingresso pelvico ed è il primo ostacolo che il feto deve attraversare;
- lo stretto pelvico o stretto medio, situato al di sotto dello stretto superiore;
- lo stretto inferiore è invece la porta d’uscita del canale da parto.
Sia nello stretto medio che in quello inferiore, la parte presentata deve cercare un diametro più favorevole per progredire. Il diametro più favorevole tra le varie parti del bacino e la parte presentata è l’antero-posteriore.
Il feto attraversando i vari piani del canale da parto segue un asse immaginario che è perpendicolare al piano dello stretto superiore, forma poi un angolo aperto in avanti a livello dello stretto medio, di conseguenza il feto per uscire deve compiere una curva rivolta prima anteriormente poi anteriormente e in alto.
I fenomeni del parto sono:
- progressione: la parte presentata avanza lungo il canale da parto spinta dalla contrazioni;
- rotazione interna: a livello dello stretto medio la testa fetale è costretta a compiere una piccola rotazione per proseguire il suo tragitto in maniera più agevole;
- disimpegno della testa: per effetto delle contrazioni e delle spinte materne la testa viene espulsa dalla vulva;
- rotazione esterna: dopo l’uscita della testa anche le spalle devono entrare e progredire nel canale da parto, per questo motivo la testa ruota insieme alle spalle che si orientano in modo tale da poter essere espulse;
- espulsione totale: con un movimento di flessione laterale del tronco le spalle si liberano ed il bambino viene espulso.
Condotta assistenziale durante il parto
Il compito principale dell’ostetrica è di assistere al disimpegno della testa facendo in modo che risulti meno traumatico possibile per il bambino, cercando di proteggere il perineo della donna. E’ al momento del parto che l’ostetrica decide se conviene praticare o no l’episiotomia. E’ un’incisione del perineo della donna eseguita quando la testa preme sul margine vulvare, per facilitare la fuoriuscita della parte presentata e per proteggere i tessuti molli materni da possibili lacerazioni.L’episiotomia può essere di tre tipi: mediana, laterale, medio-laterale, la più frequente. Viene effettuata a destra per maggiore praticità nella riparazione.
Il taglio è di per se poco doloroso data la scarsa innervazione della zona e l’impegno della donna nella spinta che la distraggono momentaneamente. Viene comunque solitamente praticata un’anestesia locale.
Essa è indicata:
- quando si vuole accelerare la nascita del feto perché lo si ritiene sofferente;
- se il disimpegno risulta ostacolato da una eccessiva rigiditĂ del pavimento pelvico;
- per prevenire lacerazioni gravi;
- in caso di parto prematuro, per ridurre al minimo i danni al feto.
Una volta nato il bambino viene posto sulla pancia della mamma se questa lo desidera e si favorisce l’attaccamento al seno. Passato qualche minuto si pinza il cordone ombelicale e lo si recide. Se la donna desidera donare il sangue cordonale e non ci sono fattori sfavorevoli il cordone verrà clampato subito dopo la nascita del bimbo e dopo accurata disinfezione del restante funicolo e preparazione di un campo sterile, si provvede alla raccolta.
Da questo momento il piccolo deve affrontare da solo i primi ostacoli della vita autonoma extrauterina, deve compiere i primi atti respiratori ed adattarsi alla nuova temperatura ambientale.
Subito dopo la nascita gli verranno prestate le prime cure: gli verranno liberate le prime vie aeree dal muco con un piccolo aspiratore, sarĂ asciugato con dei telini caldi, gli verrĂ applicato il braccialetto di riconoscimento con i dati anagrafici dei genitori, la data e il numero progressivo di nascita.
Lo stesso bracciale viene applicato anche al braccio della neo-mamma. In alcune strutture verrà poi consentito al papà di praticare, insieme all’ostetrica, il primo bagnetto al neonato.
Il piccolo sarĂ poi affidato alle cure delle infermiere del nido.
Da ultimo la neo-mamma deve aspettare il secondamento.
Per secondamento si intende il distacco e la fuoriuscita della placenta, esso avviene in un tempo variabile da pochi minuti fino ad un’ora dopo la nascita del bimbo e richiede un piccolo sforzo espulsivo non doloroso da parte della puerpera.
Se non ci sono lacerazioni perineali e non è stata praticata l’episiotomia, il parto può dirsi concluso.
Il medico provvede alla sutura qualora ce ne sia bisogno, questa verrà eseguita in anestesia locale. I punti di sutura nella maggior parte dei casi non devono essere rimossi perché si riassorbono e cadono da soli.
Oltre all’ostetrica, al medico e all’infermiera del nido in sala parto vi è anche il padre o un familiare scelto dalla gravida, la loro presenza crea una sorta di intimità , di sicurezza e può essere fonte di tranquillità , solidarietà e coraggio per la donna che deve partorire. Per il padre invece significa sentirsi più partecipe, più attivo nella nascita di suo figlio.
Dopo il parto l’ostetrica provvede a controllare lo stato di retrazione e contrazione dell’utero che deve formare il cosiddetto globo di sicurezza, necessario perché si riduca la perdita ematica.
Successivamente l’ostetrica compila gli attestati di nascita che consegnerà alla puerpera spiegandole le varie procedure burocratiche. Trascorse le due ore del post-partum, in cui la donna viene assiduamente controllata dall’ostetrica, viene invitata ad urinare, a provvedere alla propria igiene intima e se lo desidera può fare una doccia; dopodiché viene accompagnata in reparto di degenza.
Il taglio cesareo
Il taglio cesareo è un intervento chirurgico che consiste nell’estrazione manuale del feto dall’addome materno previa incisione dei tessuti.La degenza ospedaliera è lievemente superiore rispetto al parto spontaneo; la dimissione avviene alla 5-7a giornata. Il rapporto col bambino può talvolta essere più impegnativo per la difficoltà a camminare nelle giornate successive all’intervento, ma sono eventi che si superano in breve tempo.
La mobilizzazione avviene il giorno successivo all’intervento, con rimozione del catetere vescicole e breve passeggiata in bagno. In alcuni casi il taglio cesareo può essere prevedibile (ad esempio, nel caso di posizione podalica, gravidanza gemellare) e può essere prefissato il giorno dell’intervento.
Un pregresso taglio cesareo non implica l’esecuzione assoluta di un successivo taglio cesareo.
Di solito lo si effettua nel corso della 38a settimana di gestazione.
Il taglio cesareo non comporta la sospensione dell’allattamento, anzi il bambino viene attaccato al seno il giorno stesso dell’intervento.
Preparazione al taglio cesareo programmato
Il giorno stabilito dell’intervento, all’ingresso la gravida indosserà un camice aperto davanti (per agevolare le manovre di disinfezione della cute) e sarà praticata la tricotomia (rasatura dei peli sovrapubici) per evitare infezioni della ferita.
Il medico di turno effettuerĂ la visita ostetrica di accettazione.
L’ostetrica termina la compilazione della cartella clinica rilevando la pressione arteriosa e dosando l’albuminuria, rileva il battito cardiaco fetale e, previa disinfezione dei genitali esterni, inserisce il catetere vescicale.
SarĂ quindi infusa la terapia antibiotica e, in base al tipo di anestesia scelta, la donna sarĂ sottoposta a terapia idratante.
Pochi minuti prima di accedere alla sala operatoria è prevista, se prescritta, la preanestesia.
In sala operatoria sarà presente il personale infermieristico, l’anestesista, i ginecologi che eseguiranno l’intervento, l’ostetrica che accoglierà nelle sue mani il vostro bimbo, il pediatra, l’infermiera del nido che coadiuva il medico durante la prima visita neonatale.
Terminato l’intervento la madre è riaccompagnata in una stanza della sala travaglio dove rimane per circa 2 ore, assisti da un parente; l’ostetrica provvederà a controllare le perdite ematiche, i parametri vitali (pressione, polso, diuresi) e la terapia infusiva post-operatoria.
Trascorse le due ore del post-partum, l’ostetrica, con l’aiuto dell’ausiliaria, eseguirà un accurato bidet, sostituirà la biancheria sporca del letto prima dell’accompagnamento nel reparto di ostetricia.
Taglio cesareo d’urgenza
Vi sono casi in cui la necessità di ricorrere al taglio cesareo nasce all’improvviso, per sofferenza fetale acuta durante il travaglio oppure la decisione matura gradualmente per mancanza di progressione della parte presentata, oppure fuori travaglio per una gestosi ribelle alla terapia, eccetera.
Le procedure sono le stesse sopra elencate; talvolta, però, sarà necessario eseguire in tempi brevi gli esami ematochimici urgenti, l’elettrocardiogramma e la visita anestesiologica
I giorni seguenti il taglio cesareo
Il giorno dopo l’intervento, verrà rimosso il catetere vescicale, sarà rinnovata la medicazione dell’incisione chirurgica e con l’aiuto dell’ostetrica e dell’infermiera, la neo mamma sarà incoraggiata a scendere dal letto.
Le medicazioni verranno rinnovate secondo un protocollo stabilito.
Nei giorni successivi la donna acquisterĂ la forza necessaria per accudire e allattare il suo bambino.
La montata lattea arriva anche con il taglio cesareo: il bambino viene dunque attaccato al seno dopo poche ore dall’intervento.
Il taglio cesareo richiede un periodo di tempo piĂą lungo prima che la paziente si ristabilisca completamente.
Non comporta effetti collaterali dannosi, è quindi una modalità di assistenza che può essere utilizzata ogni qualvolta vi sia la richiesta da parte della gravida, naturalmente il suo utilizzo dipende dalla disponibilità del
Precauzioni in gravidanza
Alimentazione
Un’alimentazione corretta è uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza ed il normale accrescimento del feto, infatti durante la gestazione è essenziale assicurare alla madre non solo l’energia e i nutrimenti necessari per mantenersi in buona salute, ma anche necessari per consentire la formazione di nuovi tessuti e di riserve energetiche che verranno utilizzate nel corso dell’allattamento.
Il tipo di alimentazione da seguire in gravidanza non si discosta molto da quello da seguire in altri periodi, le differenze sono legate principalmente all’aumento del fabbisogno energetico.
Durante la gravidanza è infatti sufficiente aumentare l’apporto calorico della dieta nella misura di circa 200 calorie al giorno pari a circa il 10% del fabbisogno in condizioni abituali, di particolare rilievo è anche l’aumento nell’assunzione di proteine, calcio, fosforo, acido folico, vitamina D.
Per il soddisfacimento di tali bisogni alimentari è sufficiente seguire una dieta varia comprendente: latte, latticini, carne, pesce, uova, legumi, cereali e derivati, frutta e verdura, olio d’oliva.
E’ quindi del tutto infondato il detto popolare che in gravidanza la donna deve mangiare per due, anzi l’aumento di peso della gravida va attentamente sorvegliato, cercando di fare in modo che esso sia graduale e non superi, al termine di gravidanza, 10-12 Kg. Questo aumento dovrebbe essere compreso tra 1-2 Kg nel primo trimestre e fra i 350-400gr a settimana nei periodi successivi.
Durante la gravidanza è opportuno ridurre l’uso del sale nella preparazione delle pietanze. E’ importante evitare il consumo di carni o pesci crudi o poco cotti, nonché di insaccati per evitare il rischio di contrarre pericolose infezioni intestinali o la toxoplasmosi, infezione che, se si verifica in donne non immuni nei primi stadi di gravidanza, può provocare gravi danni al feto.
Movimento
Se correttamente dosato, rilassa psicologicamente e promuove la circolazione, la digestione e la funzione intestinale.E’ sufficiente fare lunghe passeggiate quotidiane
L’uso della bicicletta, l’attività in piscina non sono controindicate
La pratica sportiva è altrettanto consentita purché non comporti un rischio elevato di traumi o un affaticamento eccessivo.
Fumo
E’ sconsigliato fumare: il consumo di sigarette, per l’effetto della nicotina sull’apparato cardio-vascolare riduce la capacità del sangue materno di trasportare ossigeno. Continuare a fumare durante la gravidanza aumenta l’incidenza di basso peso alla nascita, di mortalita’ neonatale e di morte improvvisa del neonato (la cosiddetta "morte in culla").Il fumo comporta ritardo della crescita fetale: peso alla nascita inferiore alla media, lunghezza inferiore, circonferenza cranica ridotta, diminuzione del peso placentare.
I bimbi nati da madre fumatrice sono piĂą esposti al rischio di allergie e infezioni batteriche virali.
Nel latte la nicotina si concentra quattro volte di più rispetto al sangue materno. La madre può andare incontro a perdita precoce del latte poiché il fumo ne inibisce la formazione.
Il bambino è più irritabile, si consola meno facilmente e fa più fatica a prendere sonno.
Caffeina
La caffeina è contenuta in caffè, thè, cacao e cola e passa la barriera placentare. Accelera il consumo di tutti i nutrienti che la madre passa al bambino che, in questo modo, riceve meno nutrienti rispetto alle sue necessità .Non è necessario privarsene: 1-2 tazzine di caffè al giorno o una coca-cola o una tazza di cioccolata non influiscono e comunque esistono in commercio prodotti decaffeinati o deteinati che sono preferibili.
Alcol
Bastano 3-4 bicchieri di vino o 3 bicchierini di superalcolici al giorno per produrre alterazioni del sistema nervoso del bimbo o anomalie della sua crescita in utero.I superalcolici vanno eliminati del tutto ma è consentito un bicchiere di vino a pasto o 2 di birra al giorno.
Bisogna considerare anche l’apporto calorico dell’alcool.
Rapporti sessuali
Non sono controindicati a meno che non vi sia minaccia d’aborto o di parto pretermine;Il desiderio può calare se la gravida è disturbata da nausea, vomito o altri fattori simpatici ed è estraniata dal mondo che la circonda.
Nel 3° trimestre è utile trovare una posizione che non comprima il pancione.
Igiene personale
L’aumentata attività secretoria delle ghiandole sudoripare e sebacee renderà necessari lavaggi frequenti.Sia il bagno che la doccia possono essere praticati con la frequenza desiderata. Il bagno in vasca, favorendo il rilassamento, può giovare ai dolori di schiena ma è bene evitare una temperatura dell’acqua troppo elevata e l’idromassaggio.
I capelli tendono a divenire più unti quindi è necessario lavarli più spesso, possono essere schiariti ossigenandoli ma la colorazione è sconsigliata.
Dalla 2° metà della gravidanza compaiono le smagliature. Non esistono metodi sicuri per evitarle, ma per prevenirle sarebbe opportuno non aumentare troppo di peso e fare uso di creme idratanti ed elasticizzanti su seno, addome e glutei.
Igiene intima
Va curata in modo particolare, sia per evitare il disagio causato dalla leucorrea che normalmente si presenta in gravidanza, sia per prevenire le vaginiti. Si possono utilizzare detergenti intimi solidi o liquidi a Ph leggermente acido.Igiene delle mammelle e dei capezzoli
Si deve favorire l’estroflessione dei capezzoli e l’elasticità della cute che li riveste.Il reggiseno deve avere dimensioni adeguate e deve essere strutturato in modo da sostenere un peso maggiore.
La detersione va fatta con acqua e sapone asciugando delicatamente con un panno.
Saranno utili esercizi di ginnastica del capezzolo da praticare nelle ultime 2-3 settimane.
Igiene del cavo orale
Il vomito, lo ptialismo, i rigurgiti acidi e la tendenza a mangiare fuori pasto favoriscono la comparsa di carie. La pulizia dei denti deve essere frequente. L’iperplasia gengivale determina il sanguinamento delle gengive quindi sarà utile utilizzare spazzolini morbidi e dentifrici e colluttori astringenti.Si possono completare o intraprendere cure dentarie avendo cura di far presente lo stato di gravidanza al dentista che utilizzerà anestetici locali consentiti (privi di adrenalina) e rimanderà eventuali lastre.
Abbigliamento
Il requisito principale è la comodità .Evitare tutti i capi troppo aderenti o che ostacolino la circolazione, costringano l’addome o impediscano l’espansione respiratoria del torace. Evitare le calze corte, le giarrettiere elastiche e le autoreggenti.
Sono consigliabili le fibre naturali piĂą facilmente lavabili, traspiranti e tessuti non troppo pesanti.
La panciera non è indispensabile.
In relazione al mutato baricentro ed allo squilibrio in avanti che si crea è bene che la gravida usi scarpe con tacco basso e largo e a pianta larga.





















