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  • Drew Barrymore è incinta Girava da tempo la notizia che Drew Barrymore…


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    La depressione è un problema molto serio.

    Anche un evento lieto come la nascita di un bimbo può scatenare nei genitori una serie di reazioni psicologiche che possono condurre ad uno stato di profondo disagio emotivo: la depressione post-parto, secondo gli ultimi studi statistici, colpisce quasi il 30% delle madri, e anche i papà non sarebbero al riparo da questo rischio.

    Ne ha parlato il celebre quotidiano inglese The Guardian, riflettendo su uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Oxford University, in cui era stato analizzato il rapporto e le ripercussioni della comunicazione tra padri depressi da un lato, e papà non depressi dall’altro, e i loro bebè.

    Al contrario delle mamme, per le quali la depressione post-parto avrebbe delle cause ben identificabili dal punto di vista clinico, per i papà – riporta il quotidiano – ci muoviamo in un campo piuttosto incerto: gli studiosi identificano questo disturbo con l’accezione di “paternal depression†o “background depression in menâ€, ma giudicano un’invenzione dei giornalisti la credenza che anche i papà soffrano della depressione post-parto vera e propria.

    La domanda che allora si pone il giornalista è la seguente: i padri possono davvero soffrire di depressione?

    Certo che è possibile: alcuni di loro potrebbero aver covato questo stato psicologico prima della nascita del bambino, altri ancora in un momento successivo, in conseguenza del repentino cambiamento di stile di vita causato dall’arrivo del bebè.

    Come riporta il Guardian, secondo gli esperti, il più grande problema degli uomini in generale sarebbe quello di negare le proprie fragilità emotive e il fatto di aver bisogno di aiuto: “questo atteggiamento non solo sarebbe rischioso per il bambino, ma anche per l’individuo stesso e nel peggiore dei casi porterebbe a casi gravi di malessere fisico, comportamenti autodistruttivi, o addirittura condurrebbe al suicidio e all’omicidio-suicidioâ€.

    Alcuni ricercatori, tra cui la Dott.ssa Dr Vaheshta Sethna del Dipartimento di Psicologia della University of London e il Dott. Paul Ramchandani della University of Oxford, stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della salute e del benessere psicofisico dei neopapà, cercando di andare oltre la tradizionale e riduttiva accezione di “narcisismo maschileâ€.

    Fonte: The Guardian
    Pubblicato in: Cosa c'è di nuovo

    Il Centro Studi Zèfiro organizza in Occasione del Mese del Benessere Psicologico una serie di serate a tema gratuite e studi aperti per consultazioni psicologiche.

     

     

     

     

    Serate a tema

    Ingresso gratuito

    9/11/2011 Alla scoperta di Sé

     Stefania Bianchi psicologa – psicoterapeuta

    Lara Bloncksteiner psicologa – psicoterapeuta

     

    16/11/2011 La Coppia scoppia? Ritroviamo l’armonia

    Stefania Bianchi psicologa – psicoterapeuta

    Lara Bloncksteiner psicologa – psicoterapeuta

     

    23/11/2011 Il mestiere di Genitore 

    Stefania Bianchi psicologa – psicoterapeuta

    Lara Bloncksteiner psicologa – psicoterapeuta

     

    Per partecipare è necessario prenotare tramite:

    tel. 3386940489 / 3398430145

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    fino ad esaurimento dei posti disponibili.

     

    Studi aperti 

    Per l’intera durata del mese di Novembre vi saranno gli “Studi aperti per una consultazione psicologica gratuitaâ€, iniziativa a cui partecipano:

    Dr. Stefania Bianchi Psicologa-Psicoterapeuta

    Viale Monza, 6 Milano

    Tel. 339 8430145

     

    Dr. Lara Bloncksteiner Psicologa – Psicoterapeuta

    Viale Monza, 6 Milano

    Via Modigliani, 18 Rivanazzano (PV)

    Tel. 338.6940489

    Pubblicato in: Eventi e concorsi
    Mercoledì 28 Aprile 2010 08:55

    Diventare genitori: cosa cambia per la coppia?

    Diventare genitori rappresenta un cambiamento importante. La notizia di aspettare un figlio, anche nei casi in cui è stato cercato, porta con sé un mix di emozioni: dalla gioia indescrivibile alla paura. Si comincia a pensare a come sarà e come funzioneranno le cose.
    I futuri papà e mamma iniziano il cammino del “diventare genitori†in tempi e modi diversi ma per entrambi ricco di grossi cambiamenti. In gioco ci sono il rapporto con sé stessi, il rapporto con i propri genitori, la relazione di coppia e il rapporto con il proprio corpo.

    La madre

    La madre per il bambino è sia fisicamente che psicologicamente la sua “materia viventeâ€, garantisce la sua sopravvivenza e successivamente, dopo la nascita, lo guiderà alla conquista dell’autonomia attraverso una graduale separazione.
    La madre dentro di sé deve affrontare due compiti: all’inizio della gravidanza deve accettare e accogliere il feto come parte di sé e successivamente riuscire a concepire il bambino come entità a sé stante per prepararsi alla futura separazione.
    Lo stato della gravidanza con i suoi cambiamenti ormonali favorisce l’attitudine materna a essere più a contatto con le proprie emozioni e sensazioni, questa capacità sarà importante dopo il parto per potersi sintonizzare con il proprio bambino (capire i suoi bisogni: fame, coccole, ecc).
    Spesso questo è un periodo ricco di dubbi rispetto a sé stessa e alle proprie capacità di accudimento (sarò una buona madre?). La relazione con la propria madre può essere un buon punto di riferimento anche se spesso riemergono antichi conflitti.

    Il padre

    La consapevolezza profonda dell’essere padre è per l’uomo un processo più lento, spesso questo è favorito da eventi tangibili come i primi movimenti, le ecografie e soprattutto con il parto.
    Oggi rispetto al passato sappiamo che la presenza paterna è importante anche durante la gravidanza, infatti può essere per la sua compagna fonte di accudimento, di cura e sostegno.
    Per il figlio non ancora nato è il mondo esterno, l’altro mondo rispetto a quello materno. Sarà colui che pone distanza tra madre e bambino, che introdurrà l’alterità, l’essere unici e diversi.
    Come per la madre, il diventare padre comporta l’assumersi di nuove responsabilità, che spesso sono cariche di dubbi e paure.

    La coppia

    La coppia è la realtà che raccoglie e unisce papà e mamma, ed è in questa che il figlio nasce e crescerà. E’ importante, quindi, che questa trovi un nuovo equilibrio di fronte ai cambiamenti che la nascita di un figlio comporta: dalle paure e le inibizioni che durante la gravidanza possono influenzare la vita intima, alla possibilità di ritagliarsi spazi per la coppia (uscire, ecc). Il diventare genitori rappresenta un momento di ristrutturazione e di verifica del rapporto.

    Articolo a cura della Dott.ssa Elisabetta Valtorta, Psicologa clinica e Psicoterapeuta della Gestalt

    Clicca qui per fare una domanda alla Dott.ssa Valtorta

    SKY

    Un programma interessante e piacevole da seguire, che potrà dare indicazioni educative molto utili anche a chi non abbia problemi particolarmente seri con i propri figli, ma che come tutti può aver bisogno di qualche consiglio e dritta pedagogica.

    Pubblicato in: Psicologia
    Ogni momento dei nove mesi di attesa è intriso di curiosità, di aspettative, di sogni, ma anche di paure.

    Perché, soprattutto quando si tratta della prima gravidanza e, quindi, del primo figlio, non bastano i libri, gli articoli di riviste specializzate o i racconti e i consigli di mamme e di amiche per capire come cambierà la vita dal momento in cui si avrà un figlio.
    Durante i nove mesi di dolce attesa il corpo della donna si modifica per rispondere alle esigenze del nascituro; non appena il piccolo viene alla luce è soprattutto la psiche della neomamma a dover fare i conti con se stessa, con il mondo esterno e con la sua nuova responsabilità.
    Un mix di energia e paura di non essere in grado di assolvere al nuovo compito prende possesso della mamma che dovrà trovare il modo migliore possibile per affrontare la nuova sfida.
    Al di là delle faccende pratiche quali il cambio del pannolino, il bagnetto e il come coricare il piccolo nella giusta posizione, sono anche altri i fattori che possono “destabilizzare†la serenità delle mamme nei primi mesi di vita del piccolo.
    Da quel giorno, infatti, tutto cambia: gli orari sono “sballati†e soprattutto non sono più gli orari decisi dalla mamma stessa, ma sono quelli dettati dal piccolo e dalle sue esigenze.
    Il rapporto con il partner si modifica.
    Quest’ultimo, infatti, non viene più visto e vissuto solo come il proprio compagno, ma anche come padre; ruolo che egli può fare suo in differenti modi. I rapporti familiari si ristrutturano e può tornare in primo piano la relazione con la propria madre, che vuole dare il suo contributo, i suoi consigli.
    Più in generale, assumono molta rilevanza le altre donne-mamme.
    L’importante è assumere un atteggiamento positivo: vivere la novità come la più bella e appassionante delle sfide, in cui è possibile superare ogni ostacolo con un’iniezione di energia e con l’appoggio delle persone vicine.
    In altre parole imparare a trasformare un momento di cambiamento, di insicurezza e di fragilità in una sfida da vincere, raccogliendo le energie positive che certamente sono “depositate†nella testa e nel cuore della mamma e che l’amore rinnova continuamente.
    Pubblicato in: Parto
    Mercoledì 25 Novembre 2009 11:55

    Aspetti psicologici legati al concepimento

    A cura di Giulia Ronchetti, laurea specialistica in Psicologia dello Sviluppo e della Comunicazione, laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, Diploma Magistrale a indirizzo Socio-psico-pedagogico, psicologa ed educatrice

    Diventare mamma

    Già dalla prima infanzia le donne iniziano ad avere idee e fantasie vaghe su loro stesse come madri. Esse prendono una forma più precisa con il passare degli anni e divengono maggiormente dettagliate durante l’adolescenza. Si arricchiscono di ulteriori significati quando ci si innamora e si sceglie un partner; raggiungono, infine, l’apice quando una donna scopre di essere incinta. Il percorso della gravidanza porta la donna ad assumere una nuova identità; questo "viaggio" non coinvolge solo l’aspetto biologico, ma modifica l’assetto psichico e il mondo affettivo e relazionale della futura mamma. Diventare madre è un lungo processo che comprende: il "prepararsi a diventare madre" durante i nove mesi di gravidanza, periodo nel quale inizia l’elaborazione di una nuova identità; il parto, con la nascita della madre "fisica"; i primi mesi dopo il parto, che definiscono la "nascita psicologica" della madre. La nuova identità di madre richiede, perciò, un lungo periodo di tempo per essere elaborata. Il nuovo assetto mentale è fondamentalmente diverso da quello che si aveva in precedenza ed è sconosciuto alle non-madri. Sono molteplici i fattori che contribuiscono a formare questo nuovo assetto: il passaggio da figlia a madre, il vedere il marito con occhi diversi, la ristrutturazione delle relazioni all’interno della famiglia e con l’ambiente esterno, il dover assicurare la sopravvivenza del bambino, lo sviluppare una nuova sensibilità e accettare il proprio intuito, l’essere confermate nelle proprie capacità di madri.

    Aspetti psichici durante la gravidanza

    La donna, quando rimane incinta, porta avanti tre gravidanze contemporaneamente:

    - il feto fisico che cresce nel ventre materno,

    - l’assetto psichico che si orienta alla maternità,

    - il bambino immaginario che prende forma nella mente della madre. Anche quando un figlio è fortemente desiderato il processo che porta a diventare madri è accompagnato da sentimenti contrastanti, ambivalenti. Sono presenti ansie e timori sia per le reazioni degli "altri" importanti a questa notizia, sia perché si intraprende un nuovo viaggio di cui non si sa se si sarà all’altezza. Sono, però, anche presenti forti sentimenti di gioia e di soddisfazione per le proprie capacità generative e per la felicità di avere un bambino. Durante la gravidanza le donne sono alle prese con desideri, paure e fantasie. Le preoccupazioni, presenti in alcuni momenti, forniscono la materia prima su cui lavorare per la costruzione della nuova identità materna. L’immaginazione lavora al massimo per elaborare e dare forma ai pensieri. Le future madri si costruiscono scenari immaginari, nei quali i personaggi (futuri genitori, bambino…) vengono montati, smontati e rimontati secondo diverse prospettive, più e più volte. La mente è un vero proprio laboratorio dove il futuro viene assemblato e poi rifatto da capo. Le donne cercano di indovinare come sarà il bebé, secondo le proprie speranze, i propri timori e la propria storia personale. Questo processo immaginativo avviene costantemente ed è un modo utile e creativo per prepararsi ad affrontare la situazione dopo la nascita del piccolo. Si possono rintracciare nella fantasie delle future mamme schemi comuni:

    - fino alla dodicesima settimana, ossia fino a quando non sono sicure di portare a termine la gravidanza (il rischio di aborto in questi primi tempi è maggiore), non si lasciano andare a pensieri troppo specifici sul bambino;

    - dopo il III mese inizia il vero processo ideativo: molte donne iniziano a giocare con le proprie fantasie;

    - dal IV mese l’esperienza del feto reale, tramite le ecografie e i movimenti fetali, dà un grande contributo alla fantasie materne;

    - durante i mesi successivi le fantasie raggiungono il culmine e, probabilmente, verso l’VIII mese l’immagine del bambino avrà raggiunto l’apice dell’elaborazione;

    - tra l’VIII e il IX mese la madre comincia a scomporre e disfare l’immagine che si era creata e lascia che svanisca. Al momento della nascita, infatti, bambino immaginario e bambino reale si incontreranno e la madre deve proteggere se stessa e il nascituro dalle possibili eccessive discrepanze. Tuttavia, il bambino immaginario non scomparirà mai del tutto e potrà servire alla neomamma per cominciare a stabilire una relazione con il suo piccolo.

    La corrispondenza tra aspetti biologici e psicologici

    Un aspetto fondamentale della nostra identità è l’esperienza e l’immagine che abbiamo del nostro corpo. I cambiamenti che avvengono durante la gravidanza hanno una grande influenza sulla preparazione psichica alla maternità. Infatti, i rapidi mutamenti, accompagnati a volte da sintomi quali nausea e stanchezza, destabilizzano l’immagine fisica della donna e preparano il terreno per una nuova organizzazione dell’identità. È importante che la futura mamma viva questi cambiamenti e li integri in una nuova immagine corporea. Questi cambiamenti ricordano continuamente alla madre il bambino che verrà. I cambiamenti fisici procedono e accompagnano quelli psicologici. Si possono individuare quattro fasi:

    - dal concepimento fino alla percezione dei movimenti fetali: si verificano alcune modificazioni dell’immagine corporea che si accompagnano ad un maggiore investimento sul sé;

    - dalla percezione dei movimenti fetali fino alla fine della gravidanza: il feto viene riconosciuto come un’entità e se stante e la madre gli attribuisce molteplici caratteristiche fondate sulle sue fantasie consce e inconsce;

    - ultimi momenti prima del parto: sono caratterizzati dalla presenza di ansie riguardanti la paura del dolore, di morire, dell’integrità del bambino e dal sentire la necessità sempre più forte di portare a termine la gravidanza;

    - subito dopo il parto: è un periodo ricco di cambiamenti. Il corpo si modifica e c’è la separazione dal bambino; inizia a instaurarsi la relazione con il bambino reale.

    La gravidanza e il diventare madri risultano essere un evento molto speciale, anzi, unico per la vita di una donna. I cambiamenti che si trova ad affrontare sono molteplici e portano alla nascita di una nuova identità. Questo percorso si configura, perciò, come molto impegnativo ma sicuramente ricco di gioie e irripetibile.

     

    Letture di riferimento: "Diventare madri" di Daniel Stern.

    Pubblicato in: Concepimento e adozione

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