Sono 15-20mila almeno in Italia i bambini che ogni giorno devono convivere con malattie croniche come cardiopatie, malattie renali, polmonari, asma bronchiale, fibrosi cistica, tumori, malattie ematologiche. E sono proprio loro che piu' di altri devono essere protetti con il vaccino anti-influenzale, per evitare di andare incontro a pericolose complicazioni. Per gli altri bambini sani dovra' essere invece il pediatra a decidere caso per caso. La strategia vaccinale nell'infanzia, i falsi miti sulla vaccinazione e i consigli e interventi da suggerire a medici e famiglie saranno uno degli argomenti che verra' affrontato nel convegno della Societa' italiana di pediatria (Sip), che celebrera' i 120 anni della sua nascita, e che si svolgera' a Roma dal 20 al 23 ottobre presso l'Hotel Ergife.
La campagna vaccinale, promossa dal ministero della Salute, e' partita all'inizio di ottobre e quest'anno il vaccino, disponibile in farmacia e nelle asl, protegge da tre ceppi di influenza, tra cui anche quello pandemico che lo scorso anno ha causato l'epidemia di influenza A. Proteggere le categorie di bambini a rischio, cosi' come individuate anche dalla recente circolare del ministero della Salute, e' un invito forte che la Sip rinnova con forza, visto che ''le ultime statistiche - spiega Alberto Ugazio, presidente della Societa' - ci dicono che di questi bambini viene vaccinato contro l'influenza stagionale meno del 10%. E invece devono essere vaccinati tutti''.
Il rischio infatti e' che con l'influenza si aggravi la loro malattia, con possibili conseguenze fatali. ''Il bambino diabetico infatti - prosegue Ugazio - se prende l'influenza, puo' andare incontro a iperglicemia o ipoglicemia, che e' una delle cause piu' frequenti di mortalita' in questi soggetti''.
Bisogna intervenire in modo forte sui medici e le famiglie. Secondo i pediatri e' importante far capire l'importanza della vaccinazione soprattutto agli specialisti che hanno in cura questi bambini nei centri specializzati di riferimento. ''Talvolta il cardiochirurgo o il diabetologo - commenta Ugazio - o gli altri specialisti trascurano di consigliare il vaccino alle famiglie. Oltre a loro, bisogna aggiornare anche i pediatri ospedalieri e i medici di famiglia, e rassicurare le famiglie. Questi vaccini sono sicuri e non hanno effetti collaterali''.
Per le altre categorie di bambini invece e' il pediatra che deve valutare caso per caso. Tra i 6 mesi e i 5 anni puo' essere consigliabile vaccinare magari i piccoli che vanno all'asilo nido e alla scuola materna. E poi non bisogna dimenticare alcune misure di igiene generale 'anti-contagio', come lavarsi spesso le mani, coprirsi naso e bocca se si starnutisce o tossisce e usare sempre fazzoletti di carta.
Lunedì 18 Ottobre 2010 14:38























