Il 13 e 14 settembre, alcuni fra i migliori pediatri italiani si riuniranno a Napoli per il congresso della Società Italiana di Ricerca Pediatrica e discuteranno tra l'altro su:
FONDI - Parlare di ricerca in pediatria è importante per garantire davvero la salute di bimbi e adolescenti: «Trascurare i bambini significa trascurare il nostro futuro - afferma Armido Rubino, presidente della SIRP e del congresso -. Purtroppo sull'infanzia in Italia si fa molta retorica, prevale la cultura delle chiacchiere e non quella dei fatti. Incentivare la ricerca pediatrica significa provare a risolvere i problemi dei bambini, non dovremmo dimenticarlo». Purtroppo, stando ai dati che saranno presentati a Napoli, alla ricerca con ricadute sull'infanzia e l'adolescenza arrivano le briciole delle già poche risorse a disposizione in Italia: secondo uno studio promosso dalla Sirp i fondi europei destinati alla ricerca medico-scientifica sono stati investiti per gli studi in età evolutiva solo nella misura del 1.12 per cento fra il 2002 e il 2006, del 2,28% per il periodo 2007-2013. In Finlandia, per dire, la National Graduate School of Clinical Investigation, organizzazione che supporta la ricerca clinica, ha impiegato circa il 30% del suo budget nella ricerca in campo pediatrico.
FARMACI - Da tutto questo derivano problemi non da poco, ad esempio nell'uso dei farmaci in pediatria: pochi soldi alla ricerca implicano poche risorse per le sperimentazioni e quindi pochi dati su sicurezza ed efficacia dei medicinali. Nel mondo, meno del 15 per cento di tutti i farmaci e meno del 50 per cento di quelli espressamente destinati all’età pediatrica arrivano in commercio sulla base di prove cliniche che ne attestino il rapporto rischio/beneficio nel bambino. «La questione delle sperimentazioni sui bambini è delicata, e una parte del convegno sarà proprio dedicata a individuare un possibile, difficile compromesso fra qualità della ricerca ed etica - spiega Rubino -. Noi pediatri da una parte chiediamo farmaci di cui si sappiano gli effetti nei bambini, dall'altra invochiamo il diritto dei bimbi a non essere danneggiati dalle sperimentazioni. Due esigenze fondamentali anche se contrapposte, fra le quali occorre trovare un equilibrio. Non è impossibile, anche in Italia esistono esperienze di eccellenza nello studio dei farmaci in età pediatrica».
ECCELLENZE - Al convegno napoletano queste esperienze "eccellenti", che continuano a mietere risultati nonostante le enormi difficoltà del contesto in cui si muovono, saranno presentate e discusse proprio per ribadire l'importanza della ricerca e della collaborazione fra diverse strutture e professionalità . «I ricercatori italiani da sempre riescono a supplire alle carenze di investimenti e risorse. Con impegno e fatica, grazie alla collaborazione con altri colleghi in Italia e all'estero, molti scienziati hanno ottenuto ottimi risultati e oggi la produzione scientifica italiana in campo pediatrico è allo stesso livello di quella di Paesi che possono contare su fondi ben più cospicui - prosegue Rubino -. Continuare su questa strada e aumentare gli sforzi nel campo della ricerca scientifica pediatrica è fondamentale per il futuro e per la salute dei nostri figli: per questo vogliamo impegnarci in modo che l'erogazione delle risorse aumenti e soprattutto avvenga tenendo conto della qualità di chi fa ricerca, attraverso criteri di valutazione chiari ed efficaci», conclude Rubino.
Lunedì 13 Settembre 2010 08:30























