Se questo trend non verrà invertito, in un futuro non troppo lontano l’assistenza sanitaria ai nostri bambini potrebbe non essere più garantita.
L’allarme è stato lanciato dal presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Ugazio: secondo uno studio della Sip, mantenendo l’attuale numero di giovani medici specializzati ogni anno, i circa 15mila professionisti attivi oggi diventeranno poco meno di 12mila nel 2020 e 8mila nel 2025, con un deficit di 3mila professionisti.
Secondo Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, questa situazione non è una novità : “sono anni che il numero dei pediatri formati dalle scuole di specialità a malapena riesce a rimpiazzare chi va in pensione, e necessariamente occorre innanzitutto garantire il turnover nei reparti ospedalieri”.
La carenza di pediatri rischia di colpire soprattutto il Centro-Sud, dove le risorse per collocare i pediatri sono inferiori e molte Regioni sono sottoposte ai piani di rientro. Secondo Giovanni Corsello, vicepresidente della Sip, “è in atto un fenomeno migratorio dei pediatri dal Sud al Nord, dove ci sono maggiori risorse e una più forte domanda per coprire gli organici”.
“L’esistenza della rete dei pediatri di base istituita nel 1978 – commenta Veronesi – non solo ha permesso di mantenere ai minimi termini la mortalità infantile, ma ha realizzato in tutta Italia un’efficacissima opera di monitoraggio e prevenzione, grazie a i periodici bilanci di salute con i quali ogni pediatra segue e controlla i suoi piccoli pazienti, e grazie ai quali è ben difficile che resti ignorato un problema destinato inevitabilmente ad aggravarsi se non individuato per tempo”.
E’ quindi necessario intervenire per impedire che l’Italia perda un prezioso primato, quello che la vede unico Paese europeo a garantire ai bambini l’assistenza pediatrica gratuita.
Per evitare di dover ragionare nei prossimi anni in una logica emergenziale, il presidente della Sip Alberto Ugazio ha chiesto ai Ministri della Salute e dell’Istruzione, Ferruccio Fazio e Mariastella Gelmini, di intervenire sulla formazione dei nuovi pediatri.
Le borse di studio per l’accesso alle Scuole di Specializzazione in Pediatria attualmente sono 212 all’anno. Fazio si è impegnato a far salire questo numero a 250. Un piccolo miglioramento ma pur sempre qualcosa, sostengono i pediatri della Sip che stanno anche lavorando ad un progetto di “rete pediatrica”, un progetto per unire i pediatri del territorio e quelli ospedalieri così da garantire la continuità delle cure ai bambini, per esempio di notte e nei festivi, evitando ingolfamenti negli ospedali.
La bozza del progetto esiste giĂ e il presidente della Sip Ugazio ha avviato i contatti con le organizzazioni sindacali e il Ministero della Salute.























