Il mulino dei pensionamenti sanitari sta espellendo 600 pediatri l'anno mentre le scuole di specializzazione nel 2010 hanno sfornato solo 229 giovani pediatri.
Il saldo umano netto tra chi esce e chi entra - meno 371 l'anno scorso - oggi mette in difficoltà l'Italia.
Le prospettive future, con il dimezzamento dei professionisti italiani nei prossimi vent'anni, fa alzare l'allarme alla Società italiana pediatri.
La Sip sostiene che l'Italia oggi "lascia scoperti" due milioni e duecentomila bambini.
Scoperti, spiegano i tecnici, significa che non c'è un pediatra di territorio nel quartiere o nel paese, né una struttura vicina che possa offrire questa figura iperspecializzata.
"La grande crisi oggi si registra negli ospedali. I pensionamenti coniugati alle politiche di risparmio lasciano posti vacanti e così crescono i reparti che non possono garantire un pediatra di guardia ventiquattro ore su ventiquattro" spiega Giovanni Corsello, vicepresidente della Sip, una cattedra di Pediatria all'Università di Palermo.
L'associazione pediatri ha individuato nel 2020 il punto di non ritorno.
"Senza politiche d'intervento entro dieci anni non saremo più in grado di curare i nostri figli".
Le previsioni dicono che fra 15 anni il 50% dell'attuale "forza pediatrica" (14.300 specialisti) sarà in pensione e fra venti si arriverà al 76%: numeri che renderebbero impossibile la cura dei bambini nella fascia da zero a sei anni.
"Il ministero della Salute deve lasciare salire i numeri dei nuovi pediatri da immettere sul mercato e dare vita all'integrazione tra lo specialista di famiglia e gli ospedali". Potrebbe nascere un nuovo luogo, il presidio pediatrico, a metà tra l'ospedale e il medico di riferimento. Chiude Corsello: "Non è pensabile arretrare in questo campo visto che si sta affermando una teoria di pensiero che chiede al pediatra di seguire un adolescente oltre i quattordici anni, previsti oggi, arrivando fino ai diciotto".
Il presidente della Sip, Alberto Ugazio, per evitare di dover ragionare nei prossimi anni in una logica emergenziale ha chiesto ai ministri della Salute e dell'Istruzione, Ferruccio Fazio e Mariastella Gelmini, di aumentare le borse di studio per l'accesso alle scuole di specializzazione.
Fonte: Repubblica.it
Venerdì 11 Marzo 2011 13:21























