Durante le fasi della ricerca gli studiosi hanno posto alcuni bambini di sette mesi davanti a due schermi: uno riproduceva le immagini di un serpente, l'altro di un animale non pericoloso.
I bambini sono stati inizialmente piuttosto indifferenti, ma quando i video sono stati accompagnati da una voce minacciosa, la loro attenzione si è focalizzata sul serpente, anche se non hanno mostrato alcuna paura.
Secondo la coordinatrice della ricerca, la psicologa Vanessa Lo Bue, i bambini sono perfettamente in grado di riconoscere la potenziale minaccia del serpente e, tuttavia, ciò non provoca in loro il minimo timore; dal momento in cui ai piccoli viene insegnato che devono aver paura dei serpenti, dei rettili o quant’altro, essi apprendono molto rapidamente cos’è la fobia per tali animali potenzialmente pericolosi ed imitano gli atteggiamenti di paura degli adulti.
La dottoressa Lo Bue dichiara al termine dello studio: “Quello che stiamo suggerendo è che pregiudizi relativi a cose pericolose, come serpenti o ragni, vengono assimilati molto velocemente nella mente dei bambini e, di conseguenza, immediatamente associati a cose che sono repellenti, sgradevoli o indicanti minaccia, come una voce spaventata”.
Fonte: Sanihelp.it























